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Grazie, Professore! Non sapevo dove legare l’altro capo del filo di Arianna. Penso che annodato alla gamba del tavolo terrà molto bene! Poi siederò sul divano accanto a Lui, ricordandogli come aspettavo i suoi articoli nella rivista che entrava ogni settimana a casa mia e raccontandogli come il suo sulfureo “La pelle” sia stato uno dei miei libri di formazione (ancora oggi, Isabella, questo libro é il mio baedeker ideale quando vengo a Napoli!). Una volta entrato in confidenza Gli chiederò finalmente quanto c’é di Lui e quanto di Libera in questa proprietà, degna, anche se tanto più piccola, della Villa Jovis tiberiana.
Eh sì, quella finestra è un sogno, ! Diventa la cornice dei Faraglioni.
chissà se Burri calpestò quel pavimento prima di “produrre” i suoi cretti…
Spesso i clienti sono più radicali degli architetti più radicali.
Il “corrosivo” scrittore inventa una rischiosissima gradinata che porta ad una terrazza dove è difficile persino fumare una sigaretta (..non parliamo di accenderla…). Lo scatolone sottostante non è da meno imperniato su precise simmetrie astrali perfettamente in linea con la “pista di atterraggio” vista prima e le “bucature”, disposte come neppure il consigliere Krespel avrebbe immaginato, sono appena riscattate dal finestrone che manda inevitabilmente in visibilio (…per via del paesaggio…s’intende !….) Gli interni sono decisamente inquitanti: difficile pensare di soggiornarvi più di qualche minuto.
Se penso come altri scrittori di altre latitudini si siano accomodati in modestissimi capanni nel giardino di casa mi viene il sospetto che questo capriccio in muratura illustri al meglio il sopravvalutato, ondivago, pomposo, ipersensibile, genio italico.
Un rompicapo a tre dimensioni anche per gli ingegnosissimi cinesi .
Ho l’impressione, il ricordo, che il progetto di Libera fosse un pochino meglio: più casa che monumento.
Veramente, memmo54, io ricordo una bella foto in cui Malaparte pedalava, con una bicicletta da corsa, sul tetto mentre una ballerina danzava acrobaticamente alla sua sinistra. Curzio é poi morto di tumore, della ballerina non conosco il destino ma credo nessuno sia caduto, fatto, ubriaco o distratto, di sotto.