Riceviamo da Cristiano Cossu che ringraziamo per la segnalazione: …
“Caro Professore,
pur pacatamente e discretamente, non si sa mai che sia l’ennesima fregatura ministeriale, plaudo alle proposte di riforma dell’università presentate dal ministro Mariastella Gelmini:
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=709&ID_sezione=274&sezione= , fra le altre cose perchè si ipotizza di stoppare definitivamente una delle vergogne nazionali di questo settore: il lavoro gratuito dei docenti a contratto. Trattasi di una oscena procedura secondo la quale l’università mette a bando dei corsi di insegnamento semestrale o annuale che prevedono un compenso del docente pari a zero euro. Posso dirvi che, comunque, in qualche caso ho visto file di candidati. Chi sono? Nel caso delle facoltà di architettura, ma non credo ci sia una situazione molto diversa nelle altre facoltà, sono uomini e donne che si “pagano” in quel modo la costruzione del loro curriculum, potendo così arricchirlo con l’attività didattica e presentarsi ai concorsi a ricercatore come docenti sperimentati, “approvati” dalla facoltà stessa che bandisce il concorso. Altri, che invece per diversi motivi non possono o non vogliono lavorare gratis, faticano di più a costruirsi un curriculum simile, e dunque davanti alle commissioni di concorso fanno la figura di quelli che non hanno mai tenuto una lezione! Insomma, alla fine per diventare ricercatore devi essere già ordinario, sennò non dai abbastanza affidamento :-)
saluti”
cristiano
era ora … ma per “salvare” l’Università ci vuole altro …
ormai che è piena di … “strutturati” che non ne avrebbero titolo …




Non comprendo assolutamente perchè non si considera il nucleo centrale del problema: i finanziamenti, senza i quali tutto il resto è aria fritta. E’ inutile mettersi a fare la paladina delle azioni trasparenti, dicendo di eliminare le docenze a contratto a costo zero, di voler applicare le nuove regole, e poi i concorsi per ricercatore sono fermi , ancora deve farsi l’elezione delle commissione per la I sessione 2008, ci sono tagli enormi per i finanziamenti nel 2010, soprattutto per le grandi università del centro sud, con molti problemi congeniti, che stanno collassando.
E’ davvero uno schifo propragandare l’incontro con Iavarone, promettere il rilancio della ricerca italiana e poi usare la mannaia, con la scusante che il deficit pubblico non deve aumentare e nel contempo bisogna pagare la ricostruzione de L’Aquila, le casse integrazioni straordinarie e così via. A questo punto, se si vuol veramente rilanciare la ricerca in Italia, propongo una tassa di 20 Euro mensili per tutte le famiglie italiane (esclusi naturalmente quelli realmente in stat di povertà). Si, pa parola “vergognosa: tasse! Ma per uno scopo elevato. Poi l’applicazione delle nuove regole, della trasparenza, l’eliminazione dei contratti di docenza a costo zero, et cetera et cetera va benissimo. Ma per cortesia, salviamo la ricerca italiana, e diamo una prospettiva a tanti giovani promettenti con pubblicazioni a valanga, dottorati, assegni, borse, che continuano ad attendere ed attendere finchè non si rompono e vanno negli Stati Uniti dove diventano degli Iavarone; svecchiamo seriamente le università.
Non comprendo assolutamente perchè non si considera che il nucleo centrale del problema é che TUTTI vogliono i finanziamenti! L’Università, la Sanità, la Scuola, la Ricerca, lo Spettacolo, i Teatri Lirici, le Soprintendenze, la Marina (non mia cugina che, beata lei, non ne ha bisogno! Ha dato retta a Berlusconi e si é sposata un ricco albergatore!), la Confindustria, i dipendenti pubblici e privati, l’Esercito e l’Aviazione, gli Enti Locali, ecc. ecc. ecc. Tutti si sentono indispensabili e nessuno che ci dica e che si dica: Acciderbola! Data la crisi, dati i maledetti derivati e chi li ha inventati, dati i maledetti Subprime e chi li ha erogati, adesso mi debbo rimboccare le maniche e fare quello che facevo prima con la metà dei finanziamenti che mi davano fino a ieri. Al contrario! La vacca é allo stremo e pretendiamo che si svuoti le sempre più esangui mammelle….Poi leggo sul Corrierone di oggi che trecentomila professionisti, ingegneri, architetti, avvocati senza tutele sociali, rischiano nel futuro il posto di lavoro. Cito l’Apocalisse giovannea:….”i vivi invidieranno i morti”…e la aggiorno con…”le giovani forze in cerca o in difesa del posto di lavoro invidieranno i pensionati”. Tutti inneggiano a nuovi moralismi e a nuove sobrietà di comportamenti! Bene! Uniamoci tutti e, resi più parchi e più attenti dalla crisi che, ove affrontata con intelligenza e dedizione, può essere anche salutare, remiamo concordemente per superare le rapide perigliose con la forte convinzione, riprendendo una frase johannea, che “Non devi pensare a quello che la tua nazione può fare per te, ma devi pensare a quello che tu puoi fare per la tua nazione”. Fine del pistolotto!