Altre “modifiche” per Meier …

Riceviamo da Paolo Marra che ringraziamo: …

“nel caso non l’avesse già letto..

http://roma.repubblica.it/dettaglio/per-lara-pacis-di-meier-le-modifiche-del-campidoglio/1723194

quasi quasi propongo anche io una ritoccatina..
saluti!”

Palomar

Per quanto mi riguarda …

sarebbe stato meglio evitare anche le modifiche iniziali, …

vera foglia di fico per una Soprintendenza ipocrita e impudica, …

certe “cose” … più si smucinano (come si dice da queste parti) peggio è …

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8 Responses to Altre “modifiche” per Meier …

  1. manuela marchesi ha detto:

    Il progetto del sottopasso non è che si “giocherà” i platani del Lungotevere? Perché l’andazzo del momento prevede la NON attenzione al verde pubblico (ultima della serie, una rapatura all’ingresso di Villa Ada di lauri e pini che ha fatto sollevare, se pure vanamente, residenti e frequentatori della Villa).
    Per quanto riguarda l’eliminazione della muraglia-fontana, basta che si faccia come fa chi disegna o fotografa: un occhio chiuso, un dito che copra quello che si vuole coprire, e ci si rende conto che senza quel muro e quella fontana che fà un rumore e un rintrono notevoli, le cose vanno molto meglio.
    Soprattutto riacquistano aria le due chiese, adesso oppresse, che tornerebbero a dialogare con il circostante.
    Non è una ripicca di Alemanno (a volte “Repubblica” ne dà una visione orbata dal “a-priori” ideologico…) ma è una realtà verificabile sul luogo da chiunque lol voglia fare.

  2. isabella guarini ha detto:

    Sono tentata dal fare correzioni all’Ara Pacis, a modo mio, ma trattengo la hybris. Si potrebbe scatenare la vendetta degli Dei!

  3. marco tosi ha detto:

    I platani del lungotevere sono piante inutili e malate, senza alcun senso urbano. Il Tevere scorre dentro Roma del tutto ignaro della città che sta attraversando. Impossibile vedere da una sponda all’altra, impossibile fruire del “vuoto” creato da un fiume all’interno della citta’ (Firenze, Parigi, Londra, Budapest, Praga e quasi tutte le citta’ in cui scorre un fiume importante non hanno verdure). Ad ogni modo ben venga una terrazza sul Tevere, sempre che lo si affranchi dalla condizione di fosso a cui e stato ridotto (in questo caso i platani hanno almeno la funzione di pietose schermature).

  4. sergio 1943 ha detto:

    Ma il Tevere, appetto dei fiumi citati e delle città attraversate dai medesimi, é un fosso! Per esempio a Praga la Moldava é quasi un lago dove la gente va in pedalò! E, come per tutti i fossi, il suo corso e i suoi alvei acquistano un senso con una piantumazione che ne accompagni l’andare (mi chiedo come doveva essere bello passeggiare “là sotto l’arberi de’ lungotevere” quando “le coppie filavano e li baci scrocchiavano”! Solo una licenza poetica? Mah!). Quindi, vada per i platani! Purtroppo, come giustamente viene detto e come oramai tutti sanno, queste piante sono dei condannati nel Braccio della Morte! Il traffico, questo moderno Boia, li soffoca piano piano, avviluppandoli nei suoi miasmi e decapitando le sue radici. Tempo verrà che compreremo sulle bancarelle di Fontanella Borghese, o vecchie stampe antidiluviane pre-muraglioni del Genio (sic) Civile o patetici guazzi e acquarelli pre-boom novecenteschi. Quando la quinta “inutile” dei platani sarà collassata definitivamente, ancor meno ci verrà l’uzzo di guardare lì in basso quello scorrere ora lento ora impetuoso (a me ne é passata la voglia da quando, ricoverato per un intervento al Fatebenefratelli all’Isola, mi venne assegnato un letto in una stanza affacciata sul fiume. Ero un pò agitato perchè non avevo ben capito se l’origine del mio malessere fosse fasto o nefasto. Per distrarmi mi affacciai, richiamato dal suono costante della corrente. Guardai in basso e con un sussulto vidi venire, saltellando allegramente sui flutti, una bella grande corona da morto. Potrai anche pensare che la superstizione é cosa per gli sciocchi ma in certe situazioni tocchi ferro, tocchi qualcos’altro, preghi e raccomandi l’anima a Dio. Da allora non posso non guardare il fiume senza che una vocetta mi dica all’orecchio “Ricordati che devi morire!”)

  5. manuela marchesi ha detto:

    E’ Roma che è ignara del fiume che ha sotto e non il contrario. Il fatto che Firenze ( che ha le case medioevali che scendono fin nell’acqua, come del resto aveva Roma prima dei Piemontesì…), Parigi, Londra ecc. non abbiano “verdure” lungo il loro fiume, non vuole dire affatto che Roma si debba sentire meglio e più internazionale correndo appresso al loro stile.
    Ad ogni luogo il suo “daimon”, il suo “genius”, il suo verde, ché quei platani del Lungotevere fungono da polmone e da ombra per coloro i quali vivono la città a piedi.
    Mi rendo sempre più conto che sono ormai poche le persone che si acorgono dell’intorno in cui si muovono, dei disagi e dei benefici delle varie situazioni urbane.
    Mi rendo conto che la “modernità” spesso è percepita come affannoso inseguimento di ciò che di clamoroso accade nelle altre città “di tendenza”.
    E mi rendo conto che una buona architettura trae la sua bontà dal rendere il vissuto di tutti migliore, non dall’autocitazione autoreferenziale: l’OPERA per sé stessa, e il resto, ciccia!
    Altri soldi per continuare pervicacemente un disegno urbano che non considera il verde storico un bene da preservare? Per fare un ennesimo spiazzo assolato che faccia rima con la erigenda nuova piazza Augusto Imperatore? Fate voi…

  6. armando roma ha detto:

    dice l’articolo…
    “Una piccola rivoluzione che però «implica la necessità », …., «di ritoccare il monumento che protegge il Mausoleo di Augusto, così da renderlo più armonico con il contesto barocco della Piazza».”
    contesto barocco? a cosa si stanno riferendo?

  7. sergio 1943 ha detto:

    Vabbè! Sarà il solito respiro retrò degli antiquari ma non é necessario aver visto, anche solo una volta, una antica stampa sul Porto di Ripetta (Vasi, Piranesi, Roesler Franz, fino alle ultime foto del morituro) per non capire che cos’é “il contesto barocco della Piazza”! L'”accoppiata” della chiesa di San Rocco e di San Girolamo, l'”accoppiata” delle cupole di San Rocco e di San Carlo al Corso sono elementi barocchi così forti che hanno resistito anche allo sfregio della demolizione, almeno ariosa, del Ventennio. Allargo il discorso e cito anche il sistema delle chiese gemelle di Piazza del Popolo, delle chiese gemelle della Basilica Ulpia e mi spingo fino a citare ai giorni nostri l’immagine, anch’essa barocca, delle Twin Towers. Mica scemo Yamasaki! Ne avesse costruita solo una, sarebbe stato il più banale grattacielo di New York; raddoppiandola ne aveva fatto l’immagine più forte della Grande Mela, immagine che ancora ci emoziona quando la rivediamo in qualche film pre-11/09. L’ironia é che Yamasaky questa valenza l’aveva capita a New York e solo l’attentato che conosciamo ha potuto annichilirla! Meier l’aveva di fronte qui a Roma e ha pensato bene di annichilirla con un gesto sfrontato!

  8. sergio43 ha detto:

    L’altro giorno si parlava con Irene della profonda differenza con cui all’estero vengono considerati i ponti. Sono loro il più delle volte a diventare le icone più rappresentative delle città! Il Golden Gate, il Brooklin Bridge, il Tower Bridge, il Pont Neuf, il Ponte Vecchio, il Karluv Most, Stari Most, ecc., ecc.! Ponti più o meno belli (a me piacciono tutti!) non c’é che dire, ma nessuno che possa portare sulle spalle tanta storia quanto i nostri: Ponte Milvio o “Mollo”, Ponte Elio o “Sant’Angelo”, Ponte Sisto, Ponte Emilio o “Rotto”, drammatica testimonianza della lotta tra il fiume e la sua città, Ponte Fabricio o dei “Quattro Capi”, Ponte Cestio, ecc. Purtroppo questi ponti più che la loro storia sembrano ora portare sulle loro spalle la mondezza: lucchetti “arruzziniti” a Ponte Milvio, tronchi marci sui piloni, poi, oggi 26 settembre, vedo su “la Repubblica-Roma.it” le stupefacenti immagini della ripulitura di Ponte Sisto da lattine, cocci di vetro (meglio non approfondire oltre!)! Perfino gli speleologi hanno dovuto chiamare che con una botta di scopa na hanno ripulito i piloni! Una botta di ramazza e tutto é caduto nel Padre Tevere! Mica hanno speso i soldi bastanti per raccogliere e portare in discarica quelle schifezze! A che prò!? Intanto il Grande Fiume, quello per domare il quale é stata creata la carica sacrale di Pontefice, é oramai esso stesso la discarica della città! Poi uno si chiede perchè un romano come me evita di gettare uno sguardo lì in basso! Mentre una lacrima mi bagna il ciglio vi imploro: MEDITATE, GENTE! MEDITATE! CIVILTA’ E PIETA’ L’E’ MORTA!

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