Archeologia romana … “protezione” incivile …

SuperBertolaso … verrebbe da dire … vista l’impressionante mole di lavoro che dovrebbe assumersi il malcapitato coinvolto da una valanga di “calamità” nazionali di così grande rilievo … dalla monnezza napoletana … ai mondiali di nuoto … dalle celebrazioni patriottiche del centocinquantenario … all’allestimanto del G8 alla Maddalena … fino all’archeologia romana, … solo per citarne alcune, le prime, che ci vengono in mente …
Ma forse la vera “calamità” … potrebbe essere proprio Lui … almeno stando alle recenti cronache che per volontà di Bondi lo vedrebbero super-responsabile e quindi commissario per una fantomatica emergenza “archeologica” romana

I tecnici e gli addetti ai lavori sono giustamente in allarme e denunciano l’assurdità delle procedure, degli obiettivi e degli strumenti recentemente adottati: …

“Il corpo tecnico-scientifico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, avuta notizia dell’annuncio da parte del Ministro Bondi della richiesta di un commissariamento straordinario del proprio Ufficio, ricordando il dettato costituzionale, la normativa vigente e i propri obblighi istituzionali in relazione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico  di Roma, non ritenendo plausibili le motivazioni addotte a sostegno di un tale gravissimo provvedimento, che solo un’ emergenza  di protezione civile potrebbe giustificare, dichiara lo stato di agitazione permanente.

La nomina di un Commissario straordinario, attualmente responsabile del dipartimento della Protezione Civile,   di un vicecommissario attuatore (incompatibilmente Assessore del Comune di Roma) e di consulenti tecnico-scientifici esterni, oltre a porre l’attività dell’Ufficio di tutela al di fuori dell’amministrazione ordinaria, esautora di fatto il corpo degli Archeologi, degli Architetti e di tutto il personale tecnico-amministrativo, della pienezza del proprio ruolo istituzionale determinando una sovrapposizione (o forse meglio uno svuotamento) di funzioni in evidente gravissimo contrasto con ogni criterio di economicità e di controllo della Pubblica Amministrazione, oltre che di quella valorizzazione della sua produttività tanto proclamata dal Governo e in particolare dal Ministro della Funzione Pubblica.

E’ evidente che gli obiettivi sono altri da quelli dichiarati a mezzo stampa di creare una fruizione unitaria dell’Area Archeologica Centrale di Roma, per la quale sarebbe bastato un semplice protocollo d’intesa tra Uffici statali e comunali, ratificato dagli organi di controllo amministrativi per le parti economiche di riscossione dei biglietti d’ingresso, così come per quanto riguarda la necessità di realizzare opere urgenti finalizzate al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, considerato che è ben noto a tutti come la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, con impegno costante e competenza tecnico-scientifica abbia saputo rispondere positivamente ad altri impegnativi appuntamenti straordinari come quelli della Legge Biasini, della legge per Roma Capitale, del Giubileo 2000,  del Piano Nazionale per l’Archeologia e dei fondi del Gioco del Lotto, dimostrando capacità di spesa e ampiezza di risultati.

Questa manovra gravissima si lega invece al confronto politico – la cui asprezza è nota a tutti – sul conferimento di  poteri  a Roma Capitale in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico, ed in particolare archeologico. La gestione (e gli introiti), perché di questo si tratta, di Aree Archeologiche Monumentali di rilevanza mondiale, quali sono il Colosseo,  la Domus Aurea, i Fori Imperiali, costituiscono il vero perno di questa vicenda, che prelude ad un nuovo assetto gestionale, forse di diritto privatistico ?

Il corpo tecnico-scientifico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma denuncia con forza – e fa appello ad ogni Cittadino, Rappresentante istituzionale, parlamentare e politico, ad ogni giurista e costituzionalista, ad ogni Istituto di ricerca nazionale e internazionale, ad ogni Associazione che vorrà condividere tale opinione –  il rischio cogente della distruzione di un Ufficio di tutela di grande rilevanza storica e culturale, con una spaccatura insanabile per la conoscenza,  la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Roma, attraverso la determinazione sul territorio urbano di un’”Archeologia ad alto reddito” e un’ “Archeologia senza reddito”, contro i principi fondamentali della Repubblica, garantiti dall’Art. 9 della Costituzione, per i quali il valore della tutela del patrimonio culturale è  sovraordinato ad ogni altro interesse, anche economico.”

Per chi vuol saperne di più:
http://www.articolo21.info/8020/notizia/roma-archeologi-e-architetti-dchiarano-stato-di.html

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