Cristiano Cossu che, evidentemente, è persona informata dei fatti …
e che qualche cosa sembra averla letta al di là di quotidiani, rotocalchi e altra
spazzatura mediatica dell’ultimissima ora, ci invia questo commento, …
che non ha bisogno di commenti: …
“Un’altra modernità è possibile? Certo, lo dicono da cinquant’anni moltissimi docenti italiani ed è per questo, suppongo, che Giorgio Muratore ha definito vecchie come il cucco le opinioni molto ben comunicate e diffuse di Salìngaros e altri. L’abilità di questi signori è mediatica, pubblicistica, comunicativa, ed è tale che oggi si possono presentare come alfieri del buon costruire e della tradizione architettonica come se nessuno avesse mai detto le stesse cose. Ottimo risultato, decisamente.
Sto leggendo tutti i testi di Salìngaros: sinora da nessuna parte ho trovato citazioni degli studiosi che da Ernesto Nathan Rogers a oggi hanno svolto un raffinato lavoro critico e intellettuale sulla modernità e sui suoi eccessi, contraddizioni, temi e caratteristiche. Niente di niente, solo applicazioni numeriche, equazioncine, frattali e dintorni. Niente piante, niente composizione architettonica, niente architettura, niente spazio: solo geometria, atomi, neuroni, e vergognosi fraintendimenti sugli architetti del periodo fascista. Uno su tutti: Giuseppe Terragni! Non nei suoi libri, ma negli articoli o su internet, ultimamente è apparso il nome di Saverio Muratori. La cosa non può che farmi piacere visto che Muratori è stato uno studioso molto importante. Spero che il buon Salìngaros, se è interessato all’architettura, si accorga anche di qualcun altro e, come si dice, citi le fonti.
Continuerò la lettura; spero, alla fine, di essermi sbagliato. In ogni caso, l’altra modernità la conoscevamo già da tempo e non solo per aver letto lo splendido “L’Altro Moderno” di Luciano Semerani.
saluti”
cristiano




Certo a questo punto se il rischio è quello di una deriva verso un linguaggio che fa il verso alla storia o ad un’altra strana e incomprensibile frattaglia ci vorrebbe un Banham preventivo per impedire un altro “infantile ritiro degli architetti italiani dal movimento moderno”.