UNA CHIESA E’ UNA CHIESA …

speriamo che questa vi vada bene …

oppure è ancora troppo modernista, …

poco religiosa, …

addirittura nichilista, …

anche lei? …

comunque, …

visto che siete così sofistici ed esigenti …

sareste così gentili da segnalamene un paio che vi garbano almeno un po? …

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

12 risposte a UNA CHIESA E’ UNA CHIESA …

  1. Stefano Serafini ha detto:

    :-D Professore, Lei è un grande! Io purtroppo ho un’irresistibile simpatia per i canoni ortodossi anteriori al 641 d.C. e non posso aiutare.

    La butto là… Ma non sarà che, semplicemente, ci stanno antipatici i preti che questa roba commissionano e frequentano, e noi stiamo solo proiettando un fatto soggettivo su una fotografia?

    Un amico olandese che sul tema insegna da trent’anni, mostrandomi foto assai più brutte, insisteva qualche giorno fa che sì le immagini erano raggelanti, ma lo specifico sacrale e il senso di presenza di quel luogo rappresentato erano straordinari, e potevano essere esperiti solo entrando e stando nel luogo stesso.

    Non ci resta che aver fede (?), e approfittarne magari per riconsiderare l’idea che si possa giudicare tutta l’architettura da un’immagine (o da un rendering).

  2. giancarlo galassi ha detto:

    S.Pio V (1951) di Tullio Rossi uno degli architetti che ha costruito più chiese a Roma segnando con la sua opera molti luoghi della periferia.

    Uno dei caratteri più evidenti dei suoi edifici sacri è la distinzione, molto semplice, tra tipi di campagna e tipi di città. Come i topi della favola. S. Pio V è del genere urbano, impostata su una piazza molto tradizionale definita da chiesa, scuole e residenze in linea su portici, il tutto in un insieme architettonicamente serrato ma, purtroppo, poco leggibile dalla strada (c’è sempre Google però) per la presenza delle recinzioni delle scuole, che potrebbero essere eliminate, e dai parcheggi.

    Rivestimento esterno in mattoni chiari albasi. Interno in marmorino rosso porfido fino a quota architrave. Tetto a capriate bianche prefabbricate in c.a. e intradosso del soffitto azzurro. Pavimento in graniglia arancione recentemente sepolto da un più recente strato di maioliche in grès.

    S.Pio V è una chiesa considerata dalla cultura architettonica della maggioranza dei suoi parrocchiani orrenda perché troppo impietosamente essenziale. Ovviamente mai chiederebbero al chirurgo che li opera di essere più che essenziale. L’architetto, altrimenti si chiamerebbe un geometra, ha invece il dovere di essere un vero estroso. Ma cosa chiedergli nessuno dei desideranti estrosaggine lo sa di preciso: decorazioni in stile rinascimento? movimento plastico dello spazio?

    Tullio Rossi credo sapesse fare solo architettura seria, semplicemente seria, cercando in questo senso di raggiungere risultati molto alti. Delle sue presunte qualità di architetto colto, non ci interessa più oggi. Fossero anche state modeste – l’aver insegnato per qualche anno a Valle Giulia non fa testo – la serietà delle sue architetture realizzate raggiunge, per coerenza di insieme e di dettaglio, un livello poetico elevato. Se si fosse sforzato, ben oltre le sue corde, di fare l’estroso il risultato sarebbe stato ben altrimenti volgare.

  3. hakim ha detto:

    Bisogna andare alle radici.
    Può essere utile dare un’occhiata a questo filmato: http://www.gloria.tv/?media=1880

    Il 6 dicembre verrà presentato a Vienna il relativo libro:
    Hetzendorf und der Ikonoklasmus in der zweiten Hälfte des 20. Jahrhunderts
    and the Iconoclasm in the second half of the 20th Century
    e l´Iconoclastia nella seconda metà del 20° Secolo

    lunedì 6 dicembre 2010, ore 19:00
    nel Schottenstift
    Comp delphin, Helferstorferstraße 4, 1010 Vienna
    (vicino al Juridicum)
    Presentazione del Film: “La Risurrezione di una Chiesa”
    Parlerà del libro: P. Matthias Gaudron FSSPX, Berlin

    Um Anmeldung wird gebeten bis 1. Dezember unter: Katharina.Fischer@facultas.at

  4. maurizio gabrielli ha detto:

    Ce n’è una piccolissima sulla sommità della collina di Ansedonia, quasi nascosta, bellissima.

  5. maurizio gabrielli ha detto:

    Più banalmente penso che le chiese nella modernità esprimano una grande disponibilità di spazio di cui non sanno che farsene. Lo occupano in attesa che serva a qualcosa. Da quì la netta sensazione di retorica,di volgare presenza, di una volontà di potenza che dichiara solo impotenza.Daltronde il Vaticano è stato sempre molto occupato ad acquisire beni materiali. Avere,per costoro, è sempre stato più importante che essere.Dunque dimostrare sempre il possesso di molto non importa cosa purchè sia molto. Tanto di tutto tanto di niente.

  6. filippo de dominicis ha detto:

    E’ bella anche quella a via Gallia, e quella a viale delle Province. Ma non ricordo i nomi.
    Comunque di belle chiese a Roma ne hanno costruite tante tra fine ottocento e primi novecento. Via Cernaia di Pio Piacentini, il Sacro Cuore a via Piave. Aristide Leonori tra l’altro ne ha realizzate anche negli Stati Uniti, e al Cairo; mi pare fosse anche un mezzo prete (mi scuso per l’espressione un pò marchiana…)- gli hanno intitolato una strada alla Montagnola, e sulla targa, sotto il nome,c’è scritto “benefattore”…forse perchè sapeva già di comparire, con quel bel campanile romanico, in gran parte delle foto che immortalano il neonato MAXXI.

  7. ctonia ha detto:

    Molto bello lo spazio di quella navata, grazie per la segnalazione!
    ciao
    c

  8. giancarlo galassi ha detto:

    Curiosamente la critica di Argan a Ronchamp era posta esattamente nei termini dell’apologia di Serafini a S. Pio V.
    Per Argan Ronchamp funzionava anche troppo sul piano dello specifico sacrale e del senso di presenza e accusava Le Corbusier di aver messo su, dopo la machine à habiter, anche un’imbarazzante e riuscita machine à prier.
    Poiché l’unica cosa sacrosanta del mondo è di essere vario, il mio modesto e alquanto inutile parere, è che specifico sacrale e senso di presenza non sono argomenti validi per valorizzare (Serafini) o disprezzare (Argan) la forma architettonica di una chiesa.
    Nessuno dei parrocchiani dell’Aurelio trova ‘sacra’ l’architettura di S. Pio V ma tutti si coinvolgono nella sacralità dei battesimi dei loro bambini e dei funerali dei nonni celebrati tra quelle mura.
    Se quindi è innegabile un’esigenza tutta umana di esperienze dell’altamente significativo e ognuno ci fa i conti volente o nolente, l’architetto però può solo porsi e rispondere a problemi disciplinari il che non vuol dire meramente tecnici. Piuttosto umanistici in senso razionale e laico.
    In ogni caso l’architetto non credo possa farsi carico per conto terzi dell’infondere sacralità alle sue opere. Certi trucchi scenografici, dopo Argan su Corbu, che non possiamo ignorare, sarebbe meglio lasciarli in qualche secolo buio del passato.
    Mi piacerebbe convincermi di un uomo contemporaneo che, senza vergogna, mette in ginocchio una più matura consapevolezza di sé davanti al nulla.

    La disumana basilica di Tullio Rossi è evidentemente riconducibile, anche dimensionalmente, alla sua indimenticabile bisbisnonna Basilica Emilia e al suo umanissimo nonno Capannone Industriale Generico che niente hanno mai avuto a che fare direttamente con lo specifico sacrale/i> o la presenza del divino.

  9. LdS ha detto:

    il post ne richiede almeno un paio…

    s.lucia a gemona, augusto romano burelli

    Chiesa di S. Lucia - Gemona

  10. salvatore digennaro ha detto:

    Credo che realizzare un’architettura sacra davvero convincente sia una cosa difficile, lo è almeno dagli inizi del novecento, se non prima, forse Schwarz è uno dei più bravi in questo tema.
    Probabilmente ci si deve prima convincere della difficoltà contemporanea a rappresentare il sacro…e non credo sia sufficiente guardare gli esempi autorevoli del passato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.