Finalmente … qualcuno s’incazza …

Ricevo e vi rigiro a stretto giro … ( chè, magari, l’estiva invettiva riguarda anche qualcuno di voi … )

“Complimenti lei e’ un grandissimo architetto e un grandissimo critico, un genio illuminato!
basta leggere i suoi brillanti commenti le sue critiche intelligienti, brillanti (esempio zaha hadid a Cagliari). Invece guardi la fuori, pessimi architetti, curatori ignoranti e corrotti, redattori di riviste e giornali idem. La ringrazio di illuminarci con la sua sapienza, sensibilita’ e perche’ no con il dictat del gusto di Giorgio Muratore che essendo un genio non puo’ sbagliare!
Mi dia retta vada a giocare a boccie o a pescare su qualche fiume, ma la smetta di scrivere, stronzate, dettate dalla sua insensibilita’, superficialita’, idiosincrasia (ideologica?) nei confronti della contemporaneita’, a sparare a zero su tutto e tutti, senza neanche approfondire, lo fa per farsi notare o e’ proprio cosi’ gretto?
Se non fosse per i suoi amici di sinistra che le hanno dato una laurea nel 68 con gli esami di gruppo, e che gli hanno permesso di scrivere sulla repubblica e sull’unita’ e infine le hanno dato la docenza alla sapienza lei sarebbe nulla. E invece ecco il giorgio muratore che conoscono tutti, che guarda indietro, al passato, che vorrebbe un nuovo classicismo? una nuova perversione del postmoderno? che combatte la sua battaglia contro i buchi neri dell’architettura, icone mostruose, insensate, irrispettose, autoreferenziali, senza funzionalita’, qualita’ sociali, mancanza di dettagli, qualita’ della materia e dello spazio. Per una volta nella sua vita invece di criticare il mondo provi a criticare se stesso e forse qualche dubbio le verra’.
saluti
Alessandra Sarti”

Mi sa che la signora, ancorché incazzatissima e un po’ sopra le righe, dal suo punto di vista, non abbia tutti i torti … ognuno ha la “sua” visione del mondo …
per la sua salute però, … può sempre “cambiare canale” …
comunque … grazie per la sincerità …

solo un’osservazione, per quanto riguarda i “miei” … “dubbi” …
personalmente, ne ho anche troppi …

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44 Responses to Finalmente … qualcuno s’incazza …

  1. Remo Di Carlo ha detto:

    Sottoscrivo tutto quello che dice Alessandra Sarti.
    Finalmente……….

  2. isabella guarini ha detto:

    La signora A.S. incazzata per le critiche all’architettura “contemporanea”, è una’apparizione celestiale. Nel senso che si potrebbe pensare di non essere letti e di fare critiche inutili. Invece, il post di A.S. è una rivelazione dell’esistenza dei “lurcher”, ovvero di coloro che leggono i post dei blog senza apparire, per timidezza o per mancanza di capacità dialettiche. Infatti, il “lurcher”, quando prende coraggio spinto dalla necessità di difendere i propri interessi, si palesa in maniera dirompente, rudemente accusatoria, più per affermare la propria esistenza che per difendere le ragioni della sua ira contemporanea. Benvenuta!

  3. pasquale cerullo ha detto:

    Secondo me la gentile signora/ina A. S. , ancorché indignata, può stare tranquilla che le parole di Muratore per ora non faranno male a nessun ‘moscone’ che avidamente ciuccia le carni putrescenti sulle sponde del Tevere. Ma la gentile signora/ina A.S. si domanda perché non si indignano i diretti interessati delle invettive sornione di G.M. ?
    Perché essi pesano il potere delle persone prima ancora delle parole. Il potere è l’unica cosa di cui queste persone hanno paura. Possono annuire il discorso di un pazzo se questo ha più potere di loro. Altrimenti preferiscono tacere. Il giorno in cui alzeranno la voce per difendersi o per attaccare, allora sarà il segnale della loro paura.

  4. salvatore digennaro ha detto:

    probabilmente la signora è una di quelle professioniste che “sa e fa” come qualcuno affermava tempo fa citando saul bellow, che si irrita alle parole di Muratore che tralatro non credo si ritenga un genio o che apprezzi il postmoderno invece di Meier.
    I critici, sono certo criticabili, infatti il blog è uno spazio dove poter condividere o meno le affermazioni tanto dell’autore quanto degli altri partecipanti, ma non impedire che ciò avvenga.
    Per quanto mi riguarda Muratore dovrebbe rincarare la dose dei suoi attacchi, molto spesso divertenti.
    P.S. Zaha Hadid fa schifo!!!!!!!!
    si può dire?
    Concedere l’Ara Pacis a Valentino è sbagliato !
    si può dire?
    e citando un film western direi a G.Muratore. ” impiccalo più in alto”…
    altro che giocare a boccie…

  5. katia scarioni ha detto:

    In difesa di Giorgio Muratore e dei suoi simili.
    Mi piace la Critica brutale, diretta. Ognuno poi ha il suo punto di vista e ogni punto di vista è legittimo, se onestamente coltivato, approfondito, non viziato da interessi nascosti. Le parole di Muratore sono acide, un po’ gridate, con tutti quei punti esclamativi e puntini di sospensione. Non ci vedo secondi fini. Colpisce il Walter glorificato incondizionatamente dai Mass Media, forse anche dal popolo-bue. Colpisce stantii idoli dell’architettura disabituati agli attacchi, non acclamama il consolidato, mi fa sorgere dubbi. Mica bisogna essere sempre d’accordo e mica si è costretti a leggerlo. E’ una bella voce, disinteressata. Esagerata quanto lo deve essere una voce che cerca. Mica si trova niente sussurrando.

  6. isabella guarini ha detto:

    Le critiche sono gridate perchè nessuno ascolta. Infatti, chi ha il potere è convinto di decidere per tutti senza dubbio alcuno. Avviene sempre così, per ogni stagione politica. In questa che stiamo vivendo, tocchiamo con mano il cambio di comportamento da parte di chi predicava la democrazia e la partecipazione nelle università e nei luoghi di affabulazione che sono state le sezioni di partito. Oggi, quegli stessi non ascoltano e si lasciano affabulare dai luoghi del potere. Penso che la sinistra non ha attuato niente di ciò che ha predicato per anni, almeno per quanto riguarda la città e l’architettura. Nel sud le città sono un inferno, mentre tutte le risorse economiche vengono impegnate per la costruzione di un paradiso futuro, che, nei fatti, si allontana sempre di più. Prendiamo il caso della Metropolitana nella Piazza del Municipio in Napoli , cantiere che coinvolge una vastissima area, ivi compresa quella intorno al Maschio Angiono. È di pochi giorni la scoperta, dopo circa otto anni di scavi, che il progetto dell’ archistar portoghese non è realizzabile a meno di distruggere i resti della cittadella angioino- aragonese. Tutto da rifare o da modificare dopo che si sono celebrati i fasti del progetto di sistemazione della piazza. Che dire? Scetavajasse,triccheballàcche e putipù!

  7. filippo de dominicis ha detto:

    Vorrei chiedere ad Alessandra Sarti se ha letto Roma Moderna, un secolo di storia urbanistica 1870 1970, Italo Insolera, e quanto le è rimasto…sulla necessità di alcune figure come quella di Insolera, appunto, e di Cederna…su quanto potevano influire allora e su quanto avrebbero potuto farlo oggi…su quanto sia vero che la puntualità e il realismo della critica è inversamente proporzionale alla sua considerazione.e viceversa.
    …nel frattempo ,sul piccolo schermo, franca valeri in perfetto romanesco definisce l’eur un “rudero tirato a fino”…fantastica no?

  8. Vittorio Corvi ha detto:

    Apocalittici o integrati?
    Certo, qui si rischia di fare un ghetto di apocalittici (da quando non scrive più neanche Mr. Berti, poi… ) e, visti i toni di Muratore, considerate le dinamiche ben tratteggiate da Pasquale, Isabella e Filippo, la reazione può essere, forse solamente, il silenzio di chi sta tranquillo e l’insulto del suo seguace.

    Una storia già scritta, che si ripete sempre uguale: se non segui il ritmo sei superficiale, insensibile e magari pure ideologico (diciamo pure fascista, dai…).
    Virilio ha scritto recentemente: Resistenza o sottomissione ai danni del progresso? E’ questa la questione posta nell’era di una mondializzazione accelerata che non ha più riguardo per alcun ripensamento critico di fronte ai suoi “avanzamenti”.

    Quella di Alessandra Sarti è stata proprio una mancanza di RIGUARDO.

    Quindi, non so… la soluzione, in effetti, potrebbe essere quella di calcare ancora un po’ quei toni… allora daje Murato’, volemo la guera!

    p.s.
    mica male l’idea del nuovo classicismo, peccato che il momento non mi sembra proprio adatto… meno male che sono giovane. Ciao

  9. RondoneR ha detto:

    in effetti sta sarti prende la solita toppa dei contemporanei. prima scassano le balle per abbattere i dogmi del ‘bello’. e va bene. ci sto anche io.
    poi però pretendono la censura per chi critica la ‘nuova’ arte.

    mi ricordano i maiali della fattoria degli animali. quelli che siamo tutti uguali ma loro sono “più uguali degli altri”.

    E no. Se ci siamo liberati dei dogmi classici allora posso anche mandare a cagare il moderno senza passare per eretici. Altrimenti non vale.

    Anzi sai che ti dico? A me Piano fa quasi sempre schifo…

  10. eduardo alamaro ha detto:

    Uha! Non ci posso credere! Ci sono cascati! Tutti gli afezionados di GiMur! Tutti i “muratorini” di questo blog! I vari ed immancabili Pasquale Cerullo, Filippo De Dominicis, Salvatore di Gennaro, Isolabella Guarini e compagnia scrivendo che GiMur ha ormai sul suo Stato di famiglia archiwatch. Ci sono cascati di brutto! Era evidente, era ‘nu trave ‘e ffuoco estivo (col caldo che fa). Era solo ‘na ffibbia ‘e sgarro, ‘na sceneggiata! Ma era mai possibile che una Sarti o una Sartina la può fare a un rude Muratore della critica d’architettura? E’ vero che siamo in democrazia, ma “ogni limite ha una pazienza”, come direbbe Totò. E’ vero che tutti e due sono “cognomati” da mestieri delle antiche corporazioni artigiane, ma il Muratore in questione si vede lontano un miglio che è fine “mastro ‘e cucchiara” romana. E la Sartina è solo la sua compiacente spalla “taglia e cuci”, in questa simpatica gag d’intrattenimento di fine luglio edilizio bloggato.
    Diciamo la verità?, non era nemmeno tanto difficile sgamare i due “complici”, i due attori in commedia. Era tutto scritto proprio come una variante della famosa gag di Totò e l’onorevole Trombetta nel treno: “Lei onorevole?, Lei architetto? Lei professore? Lei Muratore? … ma mi faccia il piacere! Dia retta a me, vada a giocare a bocce! O a pescare su qualche fiume! E la smetta di scrivere stronzate! Lei che s’è preso la laura nel ’68. Lei che scriveva su l’Unità e La Repubblica ed poi è andato in cattedra alla Sapienza per inguacchi dei compagnucci della parrocchietta!!! Sono un architetto di mondo! Sono un’archibrodostar “taglia e cuci”! Ho fatto tre palazzi a Cuneo, lo sa!” Credete a me, è andata così. Sartina e Muratore, confessate, confessatevi, dite la verità, siete complici, tutta pubblicità!!!
    Cari saluti. Anzi no.
    P.S. A proposito di onorevoli Trombetta e di “Pappamenti” romani, un appunto lo devo muovere all’implacabile Muratore, che alza muri critici, mattone su mattone, anche sotto il sol leone di luglio. Lui, assoluto “mastro ‘e cucchiara de Roma”, s’è fatto sfuggire un adeguato “pensierino” sulla vicenda dell’onorevole Cosimo Mele di Brindisi che è incappato in una vicende di prostitute e droga al mitico Hotel Flora di via Veneto, avanzo della “Dolce vita” del Fellini che fu.
    E’ una vicenda esemplare della doppia morale, dell’italico familismo amorale, del ricongiungimento di famiglia per motivi di brachetta, dei vizi privati e delle pubbliche virtù parlamentari o d’architettura (o solo tettura). Se la città sono i cittadini, se il parlamento sono i parlamentari, se queste son le Flore di Roma, c’è poco da scrivere di Water V. de Roma ed ergersi a critici implacabili (Muratò, non te fa’ becca’ pure te colle mani nel Water!!). Perché non è raro che si predichi bene al mattino al Parlamento, all’Università, nei convegni e nei blog e si razzoli male, malissimo la sera edilizia. Nella notte d’architettura, quando si è soli e dis-onorevoli a Roma … e la carne bolle, la temperatura sale e si erge solitaria la colonna troiana con relativo gran capitello. E qui conviene riportare le sagge parole di quel tale guitto napoletano, in risposta al giudice che lo aveva accusato di “violenza carnale architettonica”: “Presidè, quanno ‘o caxxo perde ‘e sensi, ‘o mette retro pure a sua Eccellenza!!” “Assolto, assolto con formula piena!!”, sentenziò subito il giudice. S’era fatta notte, e le tentazioni erano in agguato!! Cari saluti a tutti i muratorini e alle belle sartine di questo indispensabile blog dell’architettura nostrana, Eduardo Alamaro

  11. Valentino Chiapparelli ha detto:

    C´ e´ chi non apprezza questo blog e questo posso capirlo anche senza condividerlo. Quello che vorrei far notare e´ che ci consente di ricevere informazioni, comunque abbastanza libere da paletti ideologici, in maniera ironica (perche´ no? finalmente un prof. poco “ingessato”). Oltretutto tali informazioni, sono pur sempre autorevoli e gratuite (gratis). Scusate il materialismo ma noi studenti squattrinati ci inc…..mo quando rinnoviamo gli abbonamenti a Casabella & Co. pensando ad un anno di: “ma quanto sono bravi questi architetti!!”

    Riguardo i suoi dubbi, caro professore, la stimo proprio perche´ ne ha ed ha il coraggio di ammetterlo a differenza di alcuni suoi colleghi che, ostentando una certezza che non gli e´ propria, cadono nel ridicolo.

    Saluti a tutti,
    Valentino

  12. isabella guarini ha detto:

    Beh, devo dire che ho riso molto leggendo i post che ha provocato la signora A.S.Ridere fa bene alla salute. Naturalmente sono sempre più sorpresa della libertà che il blog di Giorgio Muratore offre. Speriamo che la lobby universitaria non lo faccia spegnere.

  13. Caro Prof,
    il blog inizia a funzionare ;-))
    un saluto e buone vacanze

    Gianluca Andreoletti

  14. vito lronardo del negro ha detto:

    salve professore,
    volevo raccontarle cosa mi sta accadendo in questi giorni. le scrivo da un posto vicino atene, dove sto vivendo un esperienza singolare insieme a 400 tra giovani architetti e studenti di architettura, si chiama easa. ho avuto modo di essere a contatto con ragazzi con una differente impostazione culturale, e questo mi aiuta a capire tante cose del nostro sistema. innanzitutto ho capito che la nostra cultura e un po stantia, il nostro modo di procedere e lento e pesante, che ci guardiamo troppo indietro ma abbiamo paura di fare un passo avanti, di cadere, abbiamo bisogno sempre della rete. allo stesso tempo ho notato la loro idiosincrasia per la storia e il loro modo di affrontare le cose senza chiedersi il perche. le faccio un esempio: durante la prima settimana ho preso parte ad un workshop chiamato serendipity: avevo una vaga idea di cosa fosse la serendipity, cosi man mano che il workshop procedeva non mi ritrovavo affatto in quello che facevamo. il nostro compito consisteva nell organizzare eventi che cogliessero la gente di sorpresa, come la guerra con le pistole ad acqua e altre cose del genere. sempre piu perplesso ho chiesto al mio tutor se conoscesse il racconto da cui la serendipity ha tratto spunto, e sono rimasto basito dinanzi alla sua risposta negativa. ecco, secondo me questo aneddoto descrive appieno l atteggiamento mentale con cui si affronta l architettura e tutto cio che le ruota intorno. questa gente prende secoli di sapere e ci sputa sopra, lo usa a suo piacimento, lo stravolge rendendolo vacuo e inutile.
    forse anche meier ha la stessa idea riguardo alla serendipity, ed ha utilizzato il suo oggetto per lasciarci senza fiato, stupirci con qualcosa di avulso dal contesto.
    il problema ora e cosa fare, in che modo uscire dalla posizione periferica che l italia occupa nella cultura internazionale. lei, caro professore, e il nostro don chisciotte, che lotta vanamente contro un sistema che emargina i talenti o li fagocita esaurendone tutta la linfa.
    un ultima cosa: in un test ci hanno proposto la domanda: sei un critico o un sognatore? io penso che lei sia un critico sognatore, che continua a criticare perche crede feocemente in un sogno. a murato’, facce sogna’!

  15. Antonio Cortinovis ha detto:

    Diatriba molto divertente!
    Serve a capire tra chi crede nell’architettura, sapendo cosa è e tra chi, invece, crede che progettare e costruire sia soprattutto un mezzo (o modo) per far soldi, acquistare notorietà e magari aspirare ad essere annoverato tra le archistar, che, è risaputo, si cooptano tra di loro con il beneplacito delle riviste di architettura (sic).
    Perciò, sotto ad imitare le “immagini distorte” che ci vengono propinate come architettura e che probabilmente nemmeno gli autori capiscono del tutto, tanto che per raccapezzarsi devono ricorrere a un modello, che serva almeno a recepire le funzioni indispensabili e richieste dalla committenza.
    Ah … questi “classici”, come avranno fatto a realizzare tutto quello che la storia dell’architettura ci insegna, con carta, penna, riga, squadra, e schiere di robusti lavoratori pronti a dare corpo e luogo alle idee di architetti così fuori dal tempo (ironia).
    E come avranno fatto gli architetti dei primi tre quarti del Novecento a lasciarci degli esempi irripetibili, beninteso insieme a molta schifezza, ma quella passa e va: passerà anche la schifezza prodotta dalla contemporaneità.
    Forse la signora A.S., senza offesa, tanto appassionata della contemporaneità e delle sue “bidonate” contrabbandate da “grande architettura (nuvole comprese) dovrebbe superare le riviste e tornare a dei buoni libri di architettura.
    A proposito: quando una chiesa che sembri una nuvola! Magari è già in costruzione e io non lo so; in tal caso fatemelo sapere, perché non voglio perdermi la risata.
    Cordialità

  16. serendipity ha detto:

    Vito c’hai preso in pieno.
    Dall’ester(n)o ci si accorge di cose che noi, qui dal di dentro, miopi, neanche consideriamo.
    però un po di serendipity, quella strana attitudine a trovare cose,a interpretarle correttamente, quando non si sta propriamente cercandole, ci farebbe bene…almeno per questa estate corta e calda.

  17. Alessandro Cimini ha detto:

    La signora A.S. si incazza , forse ha le sue ragioni, ma chi se ne frega.
    Il punto di questo archiblog, cara signora, non e’ l’essere dalla parte di Muratore o condividere o no le osservazioni che il professore fa’ sull’architettura, e sugli aspetti culturali romani,
    L’importanza di questo blog e nella”Liberta” di poter discutere di qualcosa che in fondo ci accomuna, “ la passione per l’architettura” , la passione per un mestiere che ormai sta cambiando, mutando in qulacosa che non non conosciamo.
    Vede cara signora, il discutere e scambiare idée rappressenta un modo di analizzare la nostra posizione contemporanea di “architetti” (se cosi vogliamo chiamarci) e nello stesso tempo cambiarla, trovare una direzione,una speranza.

    Che ci sia un cambiamento nel nostro mestiere e’vero, che le nuove tecnologie stanno cambiando il modo di perecpire , vivere e disegnare la citta’ e’ altrettanto vero.
    Allora quali sono i mezzi che abbiamo per poter tuffarci nella realta’ che ci circonda, analizzarla e usarla per poter lavorare, progettar vivere come persone e nome come “coglioni”.
    “Il passato”. Vede signora anche qui si sbaglia.sul professore forse un peccato di presunzione o forse perche’ in realta’ non riesce a leggere tra le righe.
    Alcuni anni fa (ne sono passati un po), prima di trasferirmi a New York dove vivo e lavoro, sono stato uno dei tanti studenti di architettura, e subito ho fatto il mio incontro con il mondo
    dell’architettura fatto di pseudo intelletueli, grandi parole, pseudo teorie …….che noia…
    Architecture is depression.
    Ci sono stati pochissimi “felici”incontri. Uno di questi e’ stato proprio con il prof, Muratore.
    Cosa ho imparato dal professore? E’ molto semplice, multidisciplinarieta’ dello studio dell’architettura/citta’. Vede cara signora in una facolta’ dove tutti avevano teorie , disegni,
    critiche ect…..c’era un corso chiamato Storia dell’ Arti Industruali dove ho potuto studiare liberamente il rapporto tra la citta’ di Pasolini e la periferia romana. Cosa ce’entra questo con l’essere architetti …………Tutto. Mi ha insegnato ha scoprire cio che qui chiamano the geography of exclusion, mi ha fatto amare Kevin Lynch e dopotutto e’ proprio quello che mancava in quei tempi nella scuola, la liberta’ di poter studiare qulalcosa che ci piace senza essere costretti e violentati da depressi.

    Professore, in quegli anni ho studiato,conosciuto anche altri archietti di cui ho stimato e porto
    tuttora un grande ricordo. Vede quando si parla di architettura romana ci si dimentica sempre di architetti, distatnti dall’accademia, che hanno contribuito notevolmente alla architettura italiana. Tre nomi su tutti:

    Maurizio Sacripanti
    Marcello D’Olivo
    Luigi Pellegrin

    Caro professore, cosa abbiamo o possiamo imparare dalla loro lezione?

  18. isabella guarini ha detto:

    Il post di Vito mi ha incuriosito e ho cercato di saper qualcosa su EASA.
    Se gli studenti architetti europei sono sponsorizzati da varie imprese e istituzioni per insegnare loro come si sputa sulla storia , quindi sull’identità, europea, allora stiamo davvero malconci!
    Dal sito EASA:
    The European Architecture Students Assembly (EASA) is a platform for exchange of ideas and knowledge for European students of architecture. This is achieved primarily by the EASA – Summer Assembly and also by the SESAM – Small European Students of Architecture Meeting, and the INCM – Intermediate National Contact Meeting. Easa is not an established organisation but a non-political and non-profit network aimed at bringing people together. The essence of the easa, since it´s beginning in Liverpool in 1981, is maintained by the ‘easa spirit’ – easy to feel but difficult to describe. In UK, it’s represented by easa.uk, through UK National Contacts.

    Aims
    Easa is a practical network for communication, meeting and exchange. Here architecture students can discuss their ideas, work together and exchange their experiences concerning architecture, education or life in general. By holding assemblies in different countries we have the chance to discover their cultural, historical, and environmental background. By exploring new dimensions of communication, reflection and presentation we can achieve a new perspective of dealing with the architectural profession. The aim of the easa is for those who participate to have an extraordinary experience.

    Theme
    Each easa – summer assembly has a theme. It is the starting point for our common adventure. An adventure that gathers different cultures and ideas of architecture. It has to be strong, powerful and generating the project.

    History
    EASA was established in 1981, when students of architecture from Liverpool invited their fellow students from Europe to come and help them solve problems in their city. About 300 students gathered to work on the theme ‘starting up the EASA experience’. Since then there have been assemblies in different countries with 400 to 500 participants each year [year, place, theme]:

    1981 LIVERPOOL, England Starting up the EASA Experience 1982 DELFT, Netherlands Architecture of an Uncertain Future 1983 LISBOA, Portugal Social Spaces 1984 AARHUS, Denmark Turning point in Architecture 1985 ATHENS, Greece Interpretation and Action in the City 1986 TORINO, Italy Architecturi Latenti 1987 HELSINKI, Finland Architecture and Nature 1988 BERLIN, Germany The Dimension Between 1989 MARSEILLE, France Heritage et Creativé 1990 KARLSKRONA, Sweden Exploration 1991 KOLOMNA, USSR Regeneration 1992 ÜRGÜP, Turkiye Vision 2000 Environment 1993 SANDWICK, Scotland The Isle 1994 LIÈGE, Belgium Consommer l’Inconsumable 1995 ZAMOSC, Poland Beyond the Borders 1996 CLERMONT L’HERAULT, France Dream Builders! 1997 THE TRAIN, Scandinavia Advancing Architecture 1998 VALETTA, Malta, Living on the Edge 1999 KAVALA, Greece, Osmosis 2000 ANTWERP/ROTTERDAM,Belgium/Netherlands Dis-Similarities 2001 GÖKÇEADA, Turkiye No Theme 2002 VIS, Croatia Senses 2003 FRILAND, Denmark Sustainable Living 2004 ROUBAIX, France Metropolitain-Micropolitain, 2005 BERGUEN, Switzerland Trans, Transit, Transition.
    2006 BUDAPEST, Hungary CommonPlaces, 2007 Efelsina Grecia,

  19. Gigi Iampieri ha detto:

    E’ facile a dirsi “chi-sa-fa-e-chi-non-sa-parla”, ma spesso parla anche chi non sa parlare, o peggio non ha nulla da dire. A tutti noi piacerebbe fare di più (…e quindi imparare a fare meglio) ma visto che i meccanismi per “fare” sono alquanto “bizzarri” almeno parliamo, soprattutto con il nosto amico professore, che ha sempre (e sinceramente) definito la matita come un oggetto sconosciuto… Personalmente, fra i tanti dubbi, oggi, 3 agosto, il mio dubbio è: la gricia è un’amatriciana senza pomodoro o una carbonara senza uovo?

    Buon pranzo a chi a tempo di pranzare….

  20. salvatore digennaro ha detto:

    bè devo dire che adesso provo un pò di invidia per la sig.ra A. S., per le reazioni che ha provocato, anche se tutte contrarie alle sue affermazioni in quanto essendo in minoranza appare quasi una sessantottina rispetto tutti noi allineati al prof. Muratore.
    il problema è che al di fuori di questo blog, la situazione è ben diversa e cioè ci sono le stars che propongono, indisturbati, forme dai codici linguistici più disparati : meteorici, vulcanici, cristallinici, new age, accartoccianti, ecc. ;
    operano indisturbati, tranne per qualche gretto contestatore di stampo classico-marxista, realizzando opere in siti storico -ambientali che meriterebbero più rispetto, dove invece duschampianamente installano i loro “WC”, con tanto di taglio del nastro.
    non vorrei fare discorsi qualunquistici sulle grandi firme dell’architettura, ci sono anche bei progetti, ma c’è un altro fenomeno più dannoso ed è quello degli emuli meno celebri dei celebri,infatti una cosa è la “merda d’artista” un’altra è la merda qualunque che purtoppo resta solo merda….

  21. serendipity ha detto:

    ….parli la nuova sede della facoltà di economia di roma tre,… vero salvatore :-) ?

  22. massimo mazzone ha detto:

    su myspace c’è un filmetto “roma, very nice” tratto da very nice di giorgio muratore… buona visione

    http://www.myspace.com/complotsystem

  23. Salvatore Velotti ha detto:

    Un po’ off topic, ma…

    Isabella Guarini scrive: “Prendiamo il caso della Metropolitana nella Piazza del Municipio in Napoli , cantiere che coinvolge una vastissima area, ivi compresa quella intorno al Maschio Angiono. È di pochi giorni la scoperta, dopo circa otto anni di scavi, che il progetto dell’ archistar portoghese non è realizzabile a meno di distruggere i resti della cittadella angioino- aragonese. Tutto da rifare o da modificare dopo che si sono celebrati i fasti del progetto di sistemazione della piazza.”

    In realtà alcuni se n’erano accorti già da subito. Ricordo che questi dubbi circa il progetto di Siza vennero più volte esposti dal prof. Giulio Pane durante le sue lezioni alle quali ebbi fortuna di assistere.

  24. isabella guarini ha detto:

    Gentile Velotti,
    non metto in dubbio che Giulio Pane e altri abbiano fatto la loro parte al momento dell’ incarico. Tutti i napoletani sanno che intorno al Castello e le stazioni centrali vi sono notevoli resti archeologici. Gli architetti in particolare ne sanno più di tutti, specialmente quelli che, come la sottoscritta, hanno avuto la fortuna di ascoltare le lezioni di Roberto Pane, difensore e autore del Centro Antico di Napoli, grazie al quale Napoli può ancora vantarsi di essere città nobile. Non di questo volevo parlare, ma dell’arroganza dell’Amministrazione Civica che ha usato la furbizia dell’archistar per non aprire un confronto su come ristrutturare la Piazza simbolo della città.Uno scartiloffio!

  25. Salvatore Velotti ha detto:

    Del resto, da un’amministrazione che continua a chiamare Maschio Angioino quello che si chiama Castel Nuovo, cosa aspettarsi? :D

  26. Carmelo Garofalo ha detto:

    A proposito di questa querelle interessantissima sul contemporaneo in architettura e sui soliti inganni della politica, mi permetto di evidenziare qualche voce fuori dal coro, che evidenzia con forza un ritorno all’architettura tradizionale, o per meglio dire low tech!
    Si tratta delle teorie espresse nell’esile testo “Verso una Architettura low tech” di Gaetano Malandrino edizioni Lulu.com.
    Riflessioni su tecniche e tecnologie moderne ed attuali e nello stesso tempo antichissime, che ci invitano ad una chiara autocritica del nostro contemporaneo!

  27. salvatore digennaro ha detto:

    pare che le bocce e la pesca anche ad agosto sono in crisi mentre aumentano gli sfigati “che non sanno e non fanno”…
    a volte vorrei essere dalla parte di quelli incazzati con Muratore…
    vorrà dire che anch’io avrò “imparato a fare”…
    come si fà a restare estraneo ad un certo sistema quando per “conoscenza “non si intende il sapere di una determinata materia, bensì le conoscenze, le amicizie, le quote di partito ecc
    il tutto sia nella committenza pubblica che in quella edile privata,
    non resta che qualche incarico di arredamento con signore esperte di piastrelle firmate e sanitari ma questa è un’altra storia…

    …quante squallide figure che attraversano il paese com’è misera la vita negli abusi di potere.

  28. isabella guarini ha detto:

    La discussione partita da un travaso di bile per qualcuno che vuole a tutti i costi difendere l’architettura contemporanea, mi ha fatto pensare alla necessità di aggiornare le definizioni della’rchitettura dei tempi nostri, ovvero del primo decennio del terzo millennio. Non che io sia presa da mania di grandeza , ma penso che per comunicare bisogna almeno chiarirsi sul significato delle parole. Che significa contemporaneo? Stando al lessico dovrebbe significare , dei tempi correnti. Invece in architettura assume un significato formale ben preciso, ovvero globale.Si tratta di un’architettura ad alta tecnologia caratterizzata dal fatto che può essere fatta ovunque, consderando il contesto solo come base d’appoggio. I rischi della definizione di “architettura contemporanea” sono almeno due : uno riguarda il fatto che chi non parla il globale è considerato troglodita, l’altro è che per non essere trogloditi gli architetti si mettono ad imitare le archistar, come è stato per i maestri del “Movimento Moderno”. Un problema davvero importante su cui riflettere! Ci pensate ai hadidiani, gehryani, calatraviani, pianoiani, come una vota si diceva dei lecorbuseriani e wrightiani. Sarà il caldo!

  29. leo del negro ha detto:

    rispondendo a isabella guarini,
    vorrei lanciare una proposta riguardo l’easa: l’anno prossimo l’assemblea si terrà in irlanda, mentre il prossimo ottobre in croazia si terrà un meeting per stabilire la sede dell’easa 2009. perchè non roma?
    l’idea è venuta a me e ad altri italiani durante il soggiorno in grecia: prendete 400 tra studenti e architetti e sguinzagliateli in giro per la città, magari nella periferia dove gli interventi di edilizia economica e popolare convivono con antiche tombe e ruderi di cui si da ben poco. per definire il tema pensavamo di partire da un testo di andreina ricci relativo al ruolo dei ruderi nella città contemporanea, e di li spaziare in altri campi quali il cinema neorealista, l’edilizia popolare, l’impostazione policentrica del nuovo prg.
    l’impresa è ardua, entro ottobre dovremo avere assodato il luogo in cui ospitare i partecipanti e tenere i workshop, reperire sponsor e finanziamenti, definire il tema. non voglio assolutamente coinvolgervi negli aspetti prosaici della questione, ma abbiamo bisogno di stimoli e suggerimenti per definire il tema.
    capisco che l entusiasmo spesso rende miopi, ma provate a immaginare l’esito di un simile evento a roma: potrebbe risolversi in una bolla di sapone, oppure potrebbe offrire nuovi punti di vista agli occhi adusi e stanchi dei nostri dinosauri (vi prego di non prenderla come un offesa!), sempre che essi abbiano l’umiltà e la freschezza di captarli. d’altronde viviamo in una situazione di immobilismo in cui tutto cambia affinchè tutto rimanga com è, e non abbiamo nulla da perdere ad ospitare una assemblea in cui, vi assicuro, non ci sono secondi fini, e la partecipazione alla quale non da diritto ad alcun privilegio nel mondo del lavoro.
    nturalmente la definizione del tema non dovrà essere sistematica, ma sempre aperta a modifiche ed aggiunte, deviazioni, cambi di programma…that’s serendipity!

  30. sergio 1943 ha detto:

    Faccio uno sforzo e mi adeguo al termine che dà il là a questo Blog: sono incazzato nero! Sto sulla spiaggia di Ostia e leggo il giornale: assegnato l’appalto per il parcheggio sotto il Pincio!. Leggo la soddisfazione del vincitore che spiega con orgoglio come l’ingresso al parcheggio verrà fatto dopo la prima rampa, quella dietro il bar Canova! Che je ne frega a lui delle domande che si pone un cittadino; da dove proverrà il flusso di macchine che si andrà ad infilare nel pertugio, o meglio, nella bocca della caverna da aprire nella pancia del colle? Da quale asse del tridente? Dove svolteranno le auto? Sui piedi di chi, ammirando la piazza, si prende al tavolino un caffè con gli amici? Oppure dalla parte di S. Maria del Popolo? In questo caso il pedone che, provenendo da piazzale Flaminio, vorrà entrare in città, una volta superata l’autostrada del Muro Torto, dovrà superare, a proprio rischio e pericolo, la viabilità di chi va e viene dal parcheggio! Dove passeranno per anni e per mesi i mezzi che dovranno scaricare la terra dello scavo? Che fine faranno i bassorilievi e le statue che ornano l’emiciclo quando lo smog delle vetture che in prima e seconda saliranno la rampa le ricoprirà di nerofumo? Eppure lo vedono tutti l’effetto del traffico sulle Quattro Fontane accanto al San Carlino e sulla facciata del S. Carlino stesso. Hai voja a restaura’ e a ripuli’! Quanti mijoni costerà quest’opera? Io che, abitando a Torpignattara, per andare al mare sono costretto a passare dall’Acqua Santa e, tramite l’Appia Antica (mi vergogno come un cane di usare per i miei comodi questo monumento viario che dovrebbe essere percorso in punta di piedi!), per Porta S. Sebastiano, mi chiedo, incazzato nero; non era meglio portare avanti il progetto che la sinistra all’opposizione osteggiò con forza salvo poi riprenderlo come proposta illuminata der “nostro” Warter: IL TUNNEL CHE, PROSEGUENDO VIA PALMIRO TOGLIATTI, DOVEVA SOTTOPASSARE L’APPIA NUOVA, L’APPIA ANTICA, L’ARDEATINA (pensa tu che meraviglia!) PER RICONNETTERSI CON L’EUR. Ma chi si incazza alle decisioni della nostra amministrazione (Ara Pacis, ascensori al Vittoriano, caffetteria sulla Tomba al Milite Ignoto, ecc…. oramai ogni decisione dei nostri ultimi sindaci decisionisti fà tremare!)? Il mondo accademico che dipende per buona parte da chi ci governa? Le redazioni dei nostri giornali e periodici; Corriere della Sera, la Repubblica, Il Messaggero? Dove sono le battaglie de Il Mondo di Pannunzio, del vecchio l’Espresso? Di Antonio Cederna, Italo Insolera e tanti, tanti altri. Ora tutto é ovattato, fumoso, le critiche al guidatore sono semi-nascoste in queste poche righe messe a disposizione da G.M. E c’é qualcuno che se ne lamenta e ci si incazza pure!
    P.S. Mi permetto da piccolissimo architetto una proposta inutile. Non era possibile progettare, se proprio si doveva fare questo sventramento (cazzo! per definire le cose sotto i nostri occhi per quello che sono dobbiamo usare di nuovo ‘sta parolaccia, sventramento, che pensavamo fosse morta con Lui!) uno scavo che, partendo dalla quota più bassa dell’esistente parcheggio del Galoppatoio si infilasse, passando sotto la tangenziale del Muro Torto, nel ventre del Pincio che si poteva scavare…come? Io non lo so! Ma sono sicuro, vedendo quello che si realizza nei paesi avanzati e nei paesi emergenti, che qualcosa si poteva inventare! Non si sarebbe deturpata Piazza del Popolo e le sistemazioni del Valadier, si sarebbero usati gli ingressi esistenti del parcheggio di Villa Borghese per accedere a questa nuova “bella pensata!” e il tutto si sarebbe risolto con il minimo, per quanto possibile, impatto ambientale. Invece no! Famo ‘n ber buco alla faccia di palme. lecci, conifere, turisti estasiati davanti al tramonto che indora er Cupolone, innamorati allacciati su una panchina, bambini col palloncino, il teatrino di Pulcinella, Vip sorseggianti champagne alla Casina Valadier, writers che si divertono a cambiare i connotati, se del caso anche staccandogli il naso, ai nostri Padri della Patria. Tutto un mondo che fatalmente scomparirà (si salveranno probabilmente i writers! Hai voglia a pitturare sui bandoni del cantiere!) per colpa di chi più di tutti dovrebbe proteggerlo, il nostro Sindaco e Maggiorente! Dice: Eh! ma era difficile! Rispondo : Cazzo! So’ passati sotto la Manica! Progettano gallerie ferroviarie e autostradali in tutto il mondo! e non era possibile fare una galleria tra il Galoppatoio e il Pincio? Dice: Eh! ma era caro! e allora, con soddisfazione di tutti meno che di quelli dell’ACER (intanto a Loro che je ne frega! O qui o la, basta che je dai l’apparti! Ma che almeno siano intelligenti!) ci mettevamo una pietra sopra e buonanotte ai suonatori! Lo abbiamo già fatto quando abbiamo messo una pietra sopra al concorso che si espletò diverse decadi fa per il palazzo degli uffici di Montecitorio che nel frattempo ha continuato a fagocitare metri cubi su metri cubi nel centro storico, snaturandolo ogni giorno di più a discapito del popolo romano e a beneficio della Casta.

  31. isabella guarini ha detto:

    Gentile Leo , certamente che sarebbe fantastico, oltre che giusto, se la prossima easa si tenesse a Roma, città di cui il mondo non può fare a meno, come Atene. Roma è un luogo da affrontare, dove non si può “sputare” sopra la storia ma con essa s’impara a fare i conti . Perciò proporrei il tema della tradizione e dell’innovazione in architettura. O meglio porsi la domanda: “È possibile innovare la tradizione che identifica un territorio?” O per esser contemporanei bisogna distruggere la tradizione e l’identità di un territorio? Coraggio, facciamo un pò di chiarezza, senza farci incantare dalle sirene della politica.

  32. Paolo Maselli ha detto:

    Cara Isabella, sono qui a difendere l’EASA, incontro di cui sono stato il National Contact dal 2004 fino ad oggi. L’EASA non sputa sulla storia. Ci sono stati molti workshop che durante l’incotro di quest’anno hanno analizzato la coesistenza di manufatti di diverse epoche (ci trovavamo ad Elefsina, città del Telesterion e dei misteri eleusini, che dal 1900 è il centro piu industrializzato di tutta la Grecia), realizzando anche proposte per il futuro di questi resti di archeologia e archeologia industriale.
    Quello che Leo si è dato conto è che non tutti gli achitetti ritengono che la storia sia un passaggio obbligato per un’impostazione progettuale, come accade in Italia. Impossibile per me giudicare chi sbaglia, pero sono intenzionato ad approfondire il discorso in un futuro EASA a Roma, dove già stiamo mettendo qualcosa in cantiere..

  33. isabella guarini ha detto:

    Paolo, naturalmente ho esagerato con l’espressione “sputare sulla storia”, che è un modo sbrigativo , come fanno i giovani spesso, per dire che la storia non è per tutti necessaria per progettare. Rispetto il pensiero astorico, ma bisogna che se ne discuta perché non tutto mi sembra chiaro, non solo agli architetti.

  34. eduardo Alamaro ha detto:

    Muratore, gran mastro ‘e cucchiara de Roma, un genio della “nostra” comunicazione! L’ho capito subito, appena l’ho sentito per la prima volta, dal vivo con LPP formato AD, all’inglese. Questa storia infinita del “finalmente qualcuno s’incazza” è poi da manuale, da arte sciò sciò-logica, da intervento nell’odierno sociale bloggato nostro. E’ un romanzo d’appendice, una dinasty, un serial archiweb, dove ci sta di tutto e di più. Fino a discettare del sesso del (fu) Maschio Angioino di Napoli, che di questi tempi trans è politicamente scorretto, oggettivamente. (Ma scavando scavando, per fare il metrò dell’arte, le hanno trovato o no le palle sotto il dorico Maschio di Napoli. O era trans e post già in partenza? bi-sessuale e composito, “corinzio” d’epoca? nda).
    Tutto bene quindi? No, ora Muratore deve fare un pass avanti: coi suoi muratorini, che hanno lavorato indefessamente per tutto il mese d’agosto (33 commenti su una gag estiva inventata con una infuocata sartina romana). Può – anzi deve – fondare un partito, un partitino, una partitetta, un movimento rigorosamente Architaliano. Non è difficile, basta andare dal notaio e depositare il marchio. Il resto verrà da sé. Il blog ha già selezionato “naturalmente”, spontaneamente, i quadri dirigenti, le nostre Bambrille odierne. O, per essere più tragici e “storici”, ci sono già i Balbo (il correttore mi corregge in Bulbo); gli Starace (il correttore mi corregge in Storace); i Pavolini (il correttore me lo corregge in Tavolini) e così via. Fate voi gli accoppiamenti con i meritevoli e i più “afezionados” di Archiwatch. Un posto d’onore spetta, è certo, a Isolabella Guarini, antica collega d’assalto napolitana, che è ormai «‘a mamma ‘e Muratore»; un mito, una sorta di “Filumena Marturano” di questo blog. ‘E figli so piezze ‘e blog! anzi so’ tutti “figli ‘e ntocchie”!!! Cari saluti.

    P.S. Mi ero dimenticato “il meglio”. Partiti e partitelle a parte, avevo scritto stamani, col vento fresco dell’Adriatico in pop/pa su Napoli, per dirvi una parabulella, un “divertissement” fine agosto. Eccolo. In quel tempo, narrano le sacre scritture, il gran Muratore passava dalla penna al computer, dal block al blog, insegnando ed alzando muri critici, mentre era in cammino verso la Meta Eterna. Un tale archistrong gli chiese: “Maestro, son pochi quelli che si salveranno (dalla tua ira e nettezza archiwatch)? Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta della Storia, perché molti di voi, in verità vi dico, cercheranno di entrare per quella larga di dietro, quella del Contemporaneo, ma non ci riusciranno. E ci sto io con una mazza in mano che vi sistemo a dovere, appena cercherete di far breccia!” E quando gli archistrong, archistar e archi/chi? rimasti fuori dalla città muratoriana della Storia cominceranno a bussare alla porta dicendo: “Maestro, aprici!” egli dirà: “Fottetevi! Avete volto fare i contemporanei?, beccatevi questo, andate da LPP!” E quelli: “Ma un tempo abbiamo mangiato nello stesso piatto, abbiamo bevuto nello stesso bicchiere, e tu hai insegnato nelle nostre piazze, mangiato le nostre stesse pizze e panzarotti ripieni di falsi idoli!” “Ma chì?, egli risponderà, “chi vi sape? In verità in verità vi dico che non so chi siete! Anzi allontanatevi da me, operatori d’iniquità ed aspettate il giudizio universale dell’Architettura, quello mio e dei miei muratorini, quando (alcuni de) gli ultimi archi-peones odierni saranno primi e (alcuni tra) i primi d’oggi saranno ultimi. Erano solo archistar stutate! E se poi ci sarà chi è ultimo nella Storia d’oggi e ultimo anche nella Resurrezione dell’Architettura Eterna archiwatch, che vi devo dire? Eravate ‘na chiavica in partenza!, chi vi ha dato la laura? Il ’68 o il ’69? Come lo facciamo un partito? (Speriamo nel rientro a settembre!)” Di nuovo cari saluti, Eldorado

  35. serendipity ha detto:

    che ne pensate di antonio pascale, scrittore napoletano trapiantato a roma?
    la città distratta, la manutenzione degli affetti, passa la bellezza, s’è fatta ora, qualche titolo in ordine sparso.

  36. armando roma ha detto:

    so che non c’entra nulla con questo blog, ma in qualche modo mi faceva piacere contattarLa ed inviarLe questo link:
    http://www.cd.rm2009.it/
    Sembra che la protezione civile (?!?!?!? ma cosa c’entra?) non abbiano nulla di meglio da fare che organizzare i mondiali di nuoto del 2009 regalandoci questi meravigliosi progetti visibili sul sito, addirittura anche il nuovo museo dello sport italiano, senza lo straccio di un concorso di progettazione.
    Ma come si può andare avanti così? Neanche nella repubblica delle banane!!!
    Cordialmente

    Armando

  37. elementi che pesano elementi che reggono ha detto:
  38. elena rocchi ha detto:

    Non conosco nessuna conversazione che si produca a partire da posizioni frontali.

    Muoversi tra le cose!

    La critica sará che si produce intorno alle cose.

    Da questa distanza X nella quale mi trovo, é possibile ascoltare…
    Non so.
    La sua Blog é per me una cittá, la mia, che si riflette nella distanza.

    Caro Professore
    Se mai decidesse di andare a giocare a boccie, venga pure a trovarmi.

  39. luca zille ha detto:

    Non credo che Alessandra Sarti sia una “lurcher”……..
    non credo che Alessandra Sarti corra il rischio di rovinarsi la salute
    per questo blog…….

    credo solo che la foto usata da Muratore per il suo Archiwatch sia altamente rappresentativa di se stesso e del nome che porta: maniche della camicia tirate sù e cicca in fase di accensione,….un vero muratore!

  40. eduardo Alamaro ha detto:

    “Io credo che la foto usata da Muratore per il suo Archiwatch sia altamente rappresentativa di se stesso e del nome che porta: maniche della camicia tirate su e cicca in fase di accensione,….un vero muratore!”
    Ci risiamo, Muratò, t’ho beccato un’altra volta! Troppo bella per essere vera. Troppo geniale per non essere stata concordata prima, a tavolino, questa descrizione ruffiana. E’ da medaglione per concorso universitario. Da ammiccante risvolto di copertina per il tuo prossimo libro d’architettura. Da copione del canovaccio sul quale recitate a soggetto questo Archiwatch di muratorini. Confessa, così patteggi la pena nel tribunale dei blogger. Anche Luca Zille è una tua spalla comica! Uno che ti da l’imbeccata giusta per tirare avanti. Per confezionare un’altra puntata del serial di trattenimento estivo 2007: “Qui finalmente ,,,, qualcuno s’incazza”. E quel “qualcuno” siamo Noi! Basta finzioni, basta comiche, basta folclore: siamo seri! Architettura e dignità! Pane & lavoro! Basta global sòle. Sole mio, sòla mia! L’estate è finita, le vacanze son terminate! Tra poco verrà l’autunno e poi il lungo inverno edilizio! (E le scorte di gas son già da ora quasi esaurite). Saluti, Eldorado

  41. luca zille ha detto:

    Questi romani sanno ribaltare sempre la frittata!…….

    Murato’ an do cazzo li hai trovati tutti sti muratorini!

  42. eduardo Alamaro ha detto:

    “Murato’ an do cazzo li hai trovati tutti ‘sti Muratorini! Questi romani sanno ribaltare sempre la frittata!…….”. Ma chi li scrive ‘sti copioni?, è bravissimo! Ottimo Luca Zille, la spalla di Muratore, nella scorsa puntata del trattenimento d’agosto (architettura mia non ti conosco): “Finalmente … qualcuno s’incazza!”. E fa bene la scena, finge di incazzarsi ancora! E il (nostro) pubblico applaude! Provo a rilanciare la palla di questa comica/blog d’Archiwatch. Quarantaduesima puntata. Eldorado entra in scena e recita finto-incazzato web: ”Ma che frittata e frittata rigirata! Ma che pecorino romano? Io so’ napulitane (e si nun sfotto moro, sottovoce)!!!” Pausa. Ripresa, sfumatura alta: “E poi mica so’ “Muratorino”! Semmai “Prestinenza boys”, nonostante l’età (vedi “PresS/Tletter” per credere, sottovoce)”. Corpo centrale, tono confidenziale, ammiccante: “Luca Zille, Lucariè: ma che tiene?, ‘e zelle (d’architettura) ‘ncape? ‘A Sòla mia sta ‘nfronte a tte!!!” Impercettibile pausa, rivolto alla platea, consiglio amichevole: “Non prendiamoci troppo sul serio, non ne vale più la pena. E il pene (quando c’è)!” Ripresa immediata, voce alta, finale politico comiziale d’altri tempi: “Tutto il potere ai comici! W Totò e Muratò. Mao & Macario. Grillo e la balena bianca. Mendini e Diabolik. Cala-trava e Alza-Warter! Si salvi chi può!” Si chiude il sipario. Seguono trenta minuti di ininterrotti applausi dei “muratorini”. O no? Saluti, Eldorado

  43. isabella guarini ha detto:

    Ahi, ahi!. Al-amaro cumm’o fele! Trenta minuti ininterrotti d’applausi! Ti piacerebbero? Ma il blog è soft e non puoi compiacerti del rumore delle “pacchetelle”.

  44. Arem ha detto:

    Almaro, ma non è che sei stato bocciato dal professore qualche anno fa?
    Hihiihihi.
    Saluti interrogativi

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