L’Ara … troppo cara … davanti alla Corte …

Apprendiamo da “Il Giornale” di oggi, 15 febbraio, che è in corso una
Indagine sul raddoppio dei costi per il nuovo museo dell’Ara Pacis” …
e leggiamo testualmente:
In principio erano sette milioni di euro. Poi da quella cifra, che pure era sembrata eccessiva ai non pochi oppositori del progetto, i soldi da pagare raddoppiarono fino a raggiungere quota 14 milioni di euro.
Troppi per la Corte dei Conti, che sulla lievitazione dei costi per la costruzione del museo dell’Ara Pacis, opera contestatissima dell’architetto americano Richard Meier, ha aperto un’istruttoria.
L’indagine si inserisce nell’ambito di quelle riguardanti la gestione del patrimonio pubblico.
Ma il procuratore Ribaudo non si sbilancia, sostiene che ancora non c’è una responsabilità precisa né della giunta Veltroni nè di quella Rutelli
.” …

di fronte a tali titubanze …
ci viene il sospetto che i responsabili della “lievitazione” …
magari, siamo stati noi …

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2 Responses to L’Ara … troppo cara … davanti alla Corte …

  1. camilla lopez ha detto:

    se pensi che in campagna elettorale mr Alemanno aveva promesso che dopo la sua eventuale elezione l’avrebbe smontata e trasferita in periferia “dove meritava di stare”, la povera opera non ha mai avuto vita facile.
    incrociamo le dita per lei ;)

  2. isabella guarini ha detto:

    Forse, Il Sindaco che ha promosso la nuova Ara Pacis, prima euro-romana, poi euro-americana, non immaginava di risvegliare, a tal punto, i gangli della memoria sopita. Ho sempre sostenuto che la vicenda dell’Ara pacis non avrà pace, perché rappresenta un insieme complesso, sferico, delle problematiche architettoniche , al dil à dello spazio e del tempo. Il valore economico dell’opera pubblica è un aspetto critico che non passa inosservato ai contemporanei dell’opera.Vale il ricordare la vicenda dei San Pietro, le indulgenze e lo scisma che ne derivò. Purtroppo il significato delle opere contemporanee non è sentito al punto da provocare ribaltoni politici. Ammesso che se ne verifichi l’eccesso di spesa o la inutilità pubblica, dopo alcuni anni si saprà che il reato è prescritto e, magari, si promuoverà un nuovo restauro!

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