Scrive, tra l’altro Irene Maria Scalise su La Repubblica del 7 febbraio sotto il titolo “L’utopia verde dei giovani architetti” …
“La città ideale esiste in teoria, ma forse ci sarà anche nella realtà …
Per Purini la città ideale avrebbe anche un pubblico altrettanto ideale, di cui è già possibile tracciare l’identikit: «E’ quella che il sociologo Richard Florida ha definito come la classe creativa fatta di persone che puntano alla qualità della vita coltivando parallelamente arte, spirito e corpo».
Per il momento una sezione ridotta è in mostra a Verona e, presto, andrà interamente a Mantova …
“C’è poi chi la città ideale la realizzerà sicuramente anche se non in Italia. Si tratta degli architetti Mao, anche loro tra i partecipanti alla Biennale nel padiglione italiano curato da Purini, chiamati dall’assessore all’urbanistica del comune di Almere (una città vicino ad Amsterdam) per preparare il master plan per l’espansione urbana della città. Il rappresentante del comune li ha voluti incontrare dopo essersi innamorato del loro progetto Continuicity, presentato all’interno di Vema.
L’espansione olandese, curata dallo studio Mao, si chiamerà ‘people make the city‘, ovvero sono le stesse persone a inventarsi la città che va bene per loro. «Questo perché il comune vuole dare la possibilità ai cittadini di realizzare la casa che desiderano – spiega una delle socie di Mao, l’architetta Ketty Di Tardo – secondo i propri principi dell’abitare e mantenendo le singole identità. Non a caso Almere, costruita 30 anni fa, ha già un altissimo concetto della qualità e il progetto del centro storico è stato fatto da Rem Koolhaas».
Costruiranno una rete di corridoi ecologici che attraversano la città. «Non definiamo un sistema di confini – aggiunge la Di Tardo – ma al contrario tendiamo a generare una rete di percorsi e luoghi aperti e tra le maglie di strade e aree verdi, al disopra dello spazio pubblico, si elevano gli edifici, residenze ed uffici». Insomma, si prospetta un bel vivere per la ‘classe creativa’. Peccato, almeno per ora, riguardi solamente quella olandese.”
Certo non sarebbe male che i giovani progettisti italiani avessero un po’ più di spazio anche a casa loro … “people make the city” è un bello slogan e ci piacerebbe che si applicasse anche all’ombra del Campidoglio … 1 o 2 fa lo stesso …
Per quanto poi riguarda lo studio ma0 …
(ma0/emmeazero nasce nel 1996 a Roma formato da Massimo Ciuffini, Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre)
Il loro recente successo ci fa un immenso piacere … li abbiamo tenuti a balia in anni lontani a Vallegiulia … e ritrovarli oggi protagonisti nel Flevoland … al fondo … ci conforta …
peccato che nelle grandi manovre ostiensi …
proprio loro che hanno studio lì, a pochi passi, dalle grandi valorizzazioni globali…
il loro amato Koolhaas … debbano andare a trovarselo lassù ad Almere …
Ma così va il mondo …
“star make the city” …
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- Foto dell’incontro: “ARCHITETTURA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE”, un documentario della RAI, sulla mostra della XXXVIII Biennale di Venezia 1976, curata da Silvia Danesi e Luciano Patetta, con testi di Franco Purini”.
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Innanzitutto è doveroso fare due precisazioni al tono trionfalistico dell’articolo…
1) Siamo stati invitati a presentare uno studio sullo sviluppo di Almere Hout, non si tratta dunque propriamente di un incarico per disegnare la città futura
2) infatti non siamo i soli ad essere stati invitati, ma è comunque un onore essere in compagnia di studi molto molto più affermati di noi…
Di certo misuriamo con questa esperienza una distanza enorme tra la situazione italiana e quella olandese (ma lo sappiamo tutti già da lungo tempo), soprattutto considerando che Almere è uno straordinario “effetto Vema”: un’amministrazione vede su un catalogo un lavoro che considera interessante, alza il telefono e ti chiama…
Va detto comunque che il Laboratorio Lega Lombarda a Roma attivato da Gabriella Raggi e dal suo ufficio è stata un’esperienza importante analoga, e un esperimento da ripetere.
Poi… i ringraziamenti:
a Purini in primis perché ancora non l’abbiamo fatto di persona -ma attendiamo il concludersi del lavoro, di cui tra l’altro non si dovrebbe dire.
a Giorgio Muratore per le belle parole, e soprattutto un arrivederci a presto per due chiacchere, che è sempre un piacere…
Cari Alberto Iacovoni e Massimo Ciuffini,
Mi complimento per la vostra doverosa precisazione: “sull’invito a presentare uno studio sullo sviluppo di Almere Hout… ”
il vostro professore
di progettazione architettonica
al 4° anno (A.A:1990-91)
a Valle Giulia, Roma
pinello berti