Il teatrino del Laurentino … e le balle della politica …

Picture 1

Per la gioia del grande e del piccino …

Va in onda … in diretta … “Giù anche il X° … “

Lui, il sindaco stakanowista che abbatte anche di notte: …
“A gennaio completeremo il piano di riqualificazione con l’abbattimento dell’undicesimo ponte e al posto del degrado sorgeranno centri commerciali e nuovi servizi per i cittadini, perché è di fondamentale importanza strappare dall’emarginazione i giovani, gli immigrati e quanti abitano nelle periferie …”

Lei, la presidentessa del XII° che, per ora, abbatte il X°: …
“Oggi è un momento di rinascita per il quartiere del Laurentino, lo testimonia l’entusiasmo dei residenti …”

le belle e le balle della politica …

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il teatrino del Laurentino … e le balle della politica …

  1. filippo de dominicis ha detto:

    un bel numero monografico su roma del mensile “Carta etc” affronta la spinosa questione…non dei ponti in particolare…ma interessanti posizioni sulla presunta rinascita delle periferie attraverso la creazione di centri commerciali e altre cose del genere… , nel caso specifico, la cancellazione di identità che, nel bene o nel male, una volta tanto, l’architettura era riuscita a dare..non a caso il Laurentino38 -al quale è stato pure dedicato un bel numero intero di Parametro nei primi anni ottanta( giusto per ribadirne la qualità urbana)- viene comunemente definito da chi vive a Roma come ” i ponti”, oltre quindi la toponomastica che gli veniva imposta dal numero di piano di zona assegnatogli…Peccato perchè di ricchezze e di risorse ce ne sono, tante. Anche interne al progetto stesso; non è che si deve attraversare la Colombo e arrivare fino al Castellaccio per trovarne…eppure, ironia della sorte, la superficialità ha colpito proprio quei tre blocchi che piu di tutti potevano essere motivo e spunto di riflessione; per la quale(novità?), non c’è stato posto. Cosi gli abitanti del “Laurentino38” avranno il loro centro commerciale, una centralità “metropolitana” a due passi ( in linea d’aria però, andatevela a fare voi piazzale Elsa Morante a piedi alle sei di un pomeriggio d’inverno….),ma magari gli ascensori delle torri continueranno a non funzionare cosi come da dieci anni a questa parte…la gente continuerà a vivere abusivamente negli asili nido occupati da vent’anni ignorando magari l’insediamento neolitico che si cela dietro la collina dove scorre l’acqua acetosa.
    Pensando di vivere in un ghetto e invidiando quei “fortunati” che hanno la loro casetta sul crinale della collina di fronte ( opera magna di…), che la qualità urbana, al contrario, ce l’ha sotto i piedi.

  2. pinello ha detto:

    Mr.Di Paola,
    Sorry Sir, we intended to write like in the past : ” VIEW ”

    pb

  3. giovanni di paola ha detto:

    Caro Mr Pinello Berti,
    il mio post nasceva da una continua lettura dei suoi interventi, e da una crescente convinzione di una certa “ermeticità” della sua scrittura. Un semplice errore di ortografia mentre faceva sfoggio della sua “Americanità”, ha scatenato il mio irrefrenabile bisogno di scriverle.
    Il mio post, fuoriluogo nel sito, era infatti il frutto di una eccessiva istintività. Rispondendomi però, penso che abbia perso una grande occasione per una autocritica, per acquisire un po’ di umiltà, e per rivedere un linguaggio che supera la sterile sintecità degli sms, privi di punteggiatura e di una minima analisi logica. Non è infatti un “Mr” o una citazione in inglese, che fa di un architetto un contemporaneo o un internazionale.
    Mi scuso con tutti gli altri lettori, promettendo di non intervenire più, se non per i soli argomenti sollevati dal sito.

    Distinti saluti.

  4. pinello ha detto:

    Mr. DIpAOLA,
    Sono cresciuto ed ho frequentato fino al ginnasio NEW YORK, insegno e siedo periodicamente nelle JURIES della IVY LEAGUE delle 9 principali scuole di architettura negli States.
    Scrivo al Blog dal notebook in viaggio e certamente simili ad SMS e/o didascalie -flash. E’ dei latini dilungarsi in retorici e baroccheggianti elzeviri la cui somma algebrica (per non esporsi) risulta zero.
    Presidi vincitori di concorsi di progettazione furono: Lou Kahn (YALE), Paul Rudolph (YALE), Lazlo Moholy-Nagy (I.I.T. Chicago), RomAldo Giurgola (Avery Hall @ Columbia U. Upper west side Manhattan, ex King’s College NYC), John Hejduk (COOPER UNION, Astor place, Greenwich Village), Stanley Tigerman ( U. ILLINOIS Chicago LOOP), Richard Bender (U.C.@ Berkeley /San Francisco),
    Peter Eisenman ( I.A.U.S.mid-Manhattan NYC), J.L.Sert ( Harvard, Cambridge-Boston, Mass.), W. Mitchell ( U.C.@ Los Angeles), Daniel Libeskind ( Cranbrook Academy, Detroit, Michigan), Bernard Tschumi ( Avery Hall @ Columbia U. NYC).. posso continuare…
    In Europa: Walter Gropius & Ludwig Mies van der Rohe ( Bauhaus, Dessau, Germania), G.Samonà & C. Aymonino (I.U.A.Venezia), Peter Cook ( Bartlet School London, U. K.), Paolo Portoghesi (Politecnico di Milano), Leonardo Ricci (U. Firenze) meglio non continuare…
    pb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.