Paolo Marconi e “il recupero della bellezza”…

È un titolo “alla Sgarbi” quello dell’ultimo libro di Paolo Marconi appena pubblicato da Skira …
e che si apre con una emblematica citazione da Kundera:
“Fino a qualche tempo fa i conservatori erano quelli che volevano conservare lo status quo. Ma improvvisamente lo status quo è entrato in movimento e scorre come un tapis roulant verso la modernità. Così anche i conservatori si muovono con esso. E i moderni veri sono costretti ad essere anti-modernisti”.
“Il recupero della bellezza” non è solo una raccolta di saggi “sul restauro”, ma è una specie di dissacrante “manifesto politico” di una rinnovata intelligenza della modernità architettonica che prende a pretesto le aporie e le incongruenze di una disciplina sempre più metodologicamente arroccata sulle sue false certezze …
E’ un libro di un interesse straordinario ove l’intelligenza delle prospettive critiche si intreccia con la curiosità, l’ironia e il sofisticato distacco dalle banalità della scuola, del mestiere e delle procedure …
Si riscopre il gusto della conoscenza sapiente e dell’impegno etico e civile di un architetto alle prese con una realtà complessa e contraddittoria, sedicente “moderna” …
Basta scorrere i titoli dei capitoli per rendersene conto:

“Quando l’architettura comunicava con codici noti il restauro le restituiva il significato perduto.
– L’architettura regionalista e il restauro architettonico come replica.
– Ripetizione, replica, glorificazione dell’architettura.

La bellezza dei paesaggi e delle città italiane e la loro tipicità.
– La bellezza dei borghi e delle città italiane.
– La bellezza dell’architettura e la sua tipicità.

Filologia e restauro architettonico: due discipline affini.
– Design oppure Restauro filologico?
– Il design ingigantito, ovvero gli eccessi della creatività.
– La filologia come modello metodologico per il restauro architettonico.

Falsari d’arte e falsari d’architettura: i primi sono criminali abilissimi, i secondi sono necessari per la vera conservazione.
– Falsario d’arte e “falsario” d’architettura: quale dei due è il vero criminale?
– Falsi d’arte e repliche d’architettura: i primi per il mercato antiquario, le seconde per la migliore conservazione dell’architettura.

L’altro mestiere dell’architetto.
– il restauro architettonico come replica sapiente: l’altro mestiere dell’architetto.
– Decadenza dell’insegnamento del restauro architettonico.
– La riconoscibilità della bellezza urbana. Le due vie degli architetti.

Come s’intende il restauro nel mondo, e talvolta in Italia.
– Cosa succcede in Francia, nel campo del restauro architettonico?
– Cosa succede in Spagna, nella Croazia, nella Germania, nella Svezia, in Grecia e talvolta anche in Italia?

Chi andrà a vivere nei borghi e nelle città restaurate?
Architetti restauratori o Architetti conservatori?”

Un libro, come si vede, ambizioso e complesso che ha la capacità intrigante di riaprire, mettendoli in discussione, una serie di tabù sui quali la cultura, soprattutto italiana, è parsa negli ultimi decenni appiattirsi perdendo buona parte della sua vitalità …

Un libro che andrebbe discusso nelle scuole di architettura per ritrovare il gusto di una rinnovata modernità …

Il capitolo sui “falsari” senesi e che fa luce sulla genealogia brandiana è talmente “illuminante” che basterebbe, da solo, a farne un libro “da non perdere” …

Ancora una volta sui “falsi” storici …

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3 risposte a Paolo Marconi e “il recupero della bellezza”…

  1. Andrea Di Loreto ha detto:

    Credo che leggero’ il libro, e’ difficile trovare buone indicazioni su quali testi leggere e/o consultare, spesso sulle riviste vengono recensiti solo libri a forte contenuto fotografico, dove l’architettura viene affrontata con la stessa visione di chi si occupa di arredamento d’interni, con tutto il giusto rispetto per questa categoria.
    Grazie ancora per i consigli e le recensioni dei libri meritevoli di considerazione.
    Saluti,
    Andrea Di Loreto.

  2. Vittorio Corvi ha detto:

    In realtà, Di Loreto, ad una prima sfogliata, anche questo libro è “a forte contenuto fotografico”, ma qui le fotografie e le illustrazioni, assieme alle didascalie, sono efficacemente finalizzate ad un discorso che continua e riprende i brevi scritti.

    A proposito di libri, mi interesserebbe sapere l’opinione di Muratore in proposito al recente libro di Alessandra Capuano, i “Temi e figure nell’architettura romana”, un ambizioso e ricco (fin troppo) volume, zeppo di piccolissime immagini e font dimesione 6, che racconta le vicende della nostra Roma nella seconda metà del secolo scorso (1944-2004).

    Non so se ne ha già parlato o scritto da qualche parte, mi piacerebbe leggere qualcosa a riguardo su questo blog che considero una estensione dei cenacoli universitari, dai quali, ahimè, mi sono dovuto separare per raggiunti limiti di età…

    Saluti,
    Vittorio

  3. Matteo Corvino ha detto:

    Ho letto di recente “Materia e significato”, di Paolo Marconi e mi ha soddisfatto molto, anche si mi riangono ancora dei punti non chiari. grazie per l’indicazione su “Il recupero della bellezza”, penso proprio che lo leggerò.

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