IL NONNO DI CORVIALE … LA MADRE DI TANTE STRONZATE …

Asse Attrezzato

 Studio “Asse” per le ricerche sull’Asse Attrezzato

 “Nel 1962 il Prg di Roma propose un’ipotesi di disegno urbano basata sulla salvaguardia del Centro Storico e sulla previsione dello sviluppo della città verso ovest con la realizzazione del Sistema Direzionale Orientale. Quest’ultimo era caratterizzato dall’Asse Attrezzato, una strada a collegamento veloce tra l’autostrada del Sole e l’Eur lungo la quale collocare i nuovi centri direzionali. Per sviluppare questa ipotesi nel 1967 si costituì il gruppo chiamato “Studio Asse” – composto da V. Delleani, M. Fiorentino, R. Morandi, V.F.L. Passarelli, L. Quaroni, B. Zevi – che lavorò per circa tre anni elaborando studi analitici e ipotesi a livello di pianificazione urbanistica, impostazione architettonica (la “forma urbis”), ambito socio-economico, mobilità e traffico, fattibilità, problemi tecnologici, giuridici, amministrativi con lo scopo di definire un sistema articolato policentrico, formalizzato in una maglia continua a esagoni, che gettasse le basi per una “città territorio”. Nel 2006 la Fondazione Bruno Zevi ha organizzato al’Accademia Nazionale di San Luca una mostra e un convegno con un catalogo sulla storia progettuale dell’Asse Attrezzato.”

Fantasmi urbani … a volte … ritornano … « Archiwatch

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“Non era una squadra di calcio” …

Stefano Salomoni commented on NUOVA CORVIALE …

Insediamento IACP a Corviale – Roma 1973-1981

Coordinatore generale:
Mario Fiorentino.

Gruppo di coordinamento sezione edilizia:
R. De Simoni, M. Montani, E. Piroddi;

Sezione edilizia:
Gruppo Fiorentino:
G. De Giorgi, M.Fiorentino, A. Quistelli, H. Selem, F. Sferra Carini.
Gruppo Gorio:
C. M. Briganti, S. Danielli, F. Gorio, E. Ricciardulli.
Gruppo Lugli:
R. De Simoni, P.M. Lugli, M. Montani, A. Montenero, P. Visentini.
Gruppo Sterbini:
N. Dagostin, F. Donato, E. Piroddi, G. Sterbini.
Gruppo Valori:
G. Calpini, R. Einaudi, D. Levanti, G.P. Rotondi, M. Valori.

Sezione strutture:
Gruppo Morandi:
G. Colombini, R. Morandi, M. Valenzi, G. Via.

Sezione impianti:
Gruppo Parolini:
F. Conti, G. Parolini, C. Pierini, C. Platone, R. Sbriccoli.

Sezione progettazione esecutiva e costi:
F. Novelli, G. Tardella.

Segnaletica:
S. Fiorentino.

Scultori:
N. Carrino, C. Lorenzetti, T. Magnoni, C. Santoro, G. Uncini.

da: “Mario Fiorentino, La Casa – Progetti 1946-1981”, Ed. Kappa, 1985.

N.B.: non era una squadra di calcio.

……………….

ma se non era una squadra di calcio …

era comunque una bella rappresentazione plastica degli equilibrii politici capitolini …

entro i massimali d’incarico previsti dalla legge allora vigente …

(intorno ai 500 milioni d’appalto, di allora, se non ricordo male) …

il totale previsto per il piano di zona …

dopo la lottizzazione urbanistica …

passava alla spartizione politica …

e ogni partito e quindi il suo professionista di fiducia, …

riceveva in proporzione ai seggi capitolini …

naturalmente, per i “senza tessera” o comunque “fuori area” …

erano cazzi loro …

lavorassero per i privati …

per il pubblico Cencelli docet …

in fondo …

una certa giustizia distributiva …

alla democristiana …

esisteva ancora …

non era quindi “propriamente” un sistema di tangenti …

ma ne era, sicuramente, l’anticamera …

Tangentopoli era alle porte …

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ROSSA ESTERNA DESTRA …

Stefano Salomoni commented on ARIDATECE ‘A CIRCOLARE ROSSA …

“chiusa una portland, si apre un portone.” …

TRAMVETTI … PERDUTI: CIRCOLARE ROSSA (1931-1975)

 

 

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CENTRI MINORI DEL LAZIO … DA UN SECOLO … PIATTO FORTE DI VALLE GIULIA …

sergio 43 commented on: NUOVA CORVIALE …

“Egregio Prof. Mazzola, prima di tutto complimenti. Un riconoscimento al proprio lavoro rende gli anni trascorsi degni di essere vissuti. Però il suo lavoro mi complica la vita e vorrei trovare il bandolo della matassa. Il crollo, ieri come oggi, di tanti centri storici rende poi il suo lavoro al centro dell’attenzione per una, più che eventuale, necessaria loro ricostruzione. Nessuno, specialmente gli sfortunati abitanti (e, visti i responsi geologici che danno l’Italia tutta in movimento, può toccare a ognuno di noi, toccando ferro!), può rinunciare a ricreare i rapporti, vuoi architettonici, urbanistici e sociologici, come lei sottolinea, del proprio ambiente. Nel caso dei paesi emiliani, umbri, marchigiani, abruzzesi et cetera, qual’è, secondo lei, il punto di equilibrio tra una necessaria impostazione anti-sismica del ricostruito e la preservazione dei profili, dei volti direi, di questi paesi? Prima, per esempio, si dovrà fare un censimento per classificare gli elementi di classe superiore: Duomi, municipi, chiese, campanili, rocche, palazzi, profili delle strade più importanti poi, a scendere, tessuti urbani, piazze, mercati, servizi? Questo però è un censimento puramente estetico di elementi emergenti che, anche se fondamentali , possono essere e, quasi sempre lo sono, di poca o scarsa significanza economica mentre, più importante per la gente che oggi vive o sopravvive in quei luoghi, è la ricostruzione delle abitazioni e degli opifici. Da dove cominciare quindi e in che modo? Per esempio, un campanile, una navata, un chiostro può essere ricostruito con un telaio iperstatico da rivestire poi con gli stessi mattoni che giacciono a terra? Una rocca deve, allo stesso modo, essere rialzata in cemento armato prima di ripristinare merli e barbacani? Più facile può essere la ricostruzione del tessuto puù minuto. Case solide e resistenti, ma, in pianta, queste case come debbono essere disposte? Secondo le leggi del vicolo, della piazzetta, degli appoggi reciproci oppure secondo più attuali e ricercati standard di salubrità? Più che sicuro, é certo che, se la ricostruzione fosse lasciata solamente alle odierne leggi e rapporti economici si preferirebbe fare piazza pulita. Non dico che si riproporrebero tanti più o meno piccoli Zen, Corviali e Vele (tutti abbiamo visto gli inumani risultati di questi progetti) ma, e per chi vi deve abitare dopo aver vissuto nei, tanto scomodi il più delle volte ma tanto graziosi per i turisti, tesssuti storici, la soluzione data all’Aquila, potrebbe essere vista come altamente positiva anche se estranea alle loro abitudini. Per risolvere questa questione si potrebbe partire dal suo lavoro. Prendiamo il suo progetto per il Corviale. Il risultato è la riproposizione di tessuti famigliari. Da ragazzo venni coinvolto dal Professore di Urbanistica Mariano Pallottini in uno studio del CNR sui “Centri Storici del Basso Lazio”. Rilevammo Terracina, San Felice Circeo e Cori. Ne rilevammo prima il sistema urbano, il Corso , la Piazza, i vicoli, poi ne censimmo il costruito per cui, per esempio a Terracina potevi partire dalle cantine di epoca sillana fino alle sopraelevazioni settecentesche e oltre. Il Professor Pallottini, marchigiano come me, mi regalò poi un suo libro sui centri storici delle Marche. Tra quelle sperienze e la sua vedo una pedissequa, e lo dico con ammirazione, riproposizione di quei temi. Però al di là delle gradevoli e significative piante e prospettive, qualcosa, uno scarto ci deve pur essere, se non fosse altro per le normative urbane di oggi. Dove è la soluzione? Mi scuso se ho detto cose confuse, anzi debbo sospendere un discorso per il quale lei ha scritto tanto ma debbo andare a prendere le nipotine da scuola.
La saluto cordialmente!”

L’edificio comunale di Terracina …

piccolo capolavoro di “Scuola Romana” …

artro che er postmoderno de la prateria …

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ARIDATECE ‘A CIRCOLARE ROSSA …

Ettore Maria Mazzola commented on PORTLAND … CITTA’ MARTIRE DELL’ARCHITETTURA POSTMODERNA …

“infatti Graves & co. ne hanno fatti di errori, tuttavia Portland, in aggiunta allo splendido paesaggio che la circonda, dominato da acqua e vegetazione invidiabili e dalla presenza di un gigantesco vulcano innevato, che per forma e altezza ricorda il Fusjiyama, è una città americana ancora a dimensione umana, o meglio, una città americana ritornata ad essere a scala umana: Come infatti ci hanno mostrato durante il convegno Lawrence Wallak (dean del College of Urban and Public Affairs della Portland State University) George Crandall (FAIA, Crandall Arambula, Portland) e Charlie Hales (Senior Vice President del HDR Engineering di Portland, Candidato Sindaco), negli anni ’50 Portland aveva salutato con gioia la fine del trasporto pubblico, con tanto di filmati dei “falò” fatti con le vetture dei tram locali e poi, dopo essersi accorta dell’idiozia commessa, da svariati anni ha deciso di riorganizzare la città con uno splendido (ed economicissimo) sistema capillare di trasporto su tram, nonché sulla pedonalizzazione delle strade e lo sviluppo dell’uso della bicicletta. La presenza dei negozi è stata incrementata lungo le strade, sono state realizzate una serie di piazze che, sebbene non possano ritenersi il massimo dell’estetica, almeno hanno riportato gli anziani, i bambini e le famiglie a vivere la strada! Insomma, Portland è stata scelta in qualità di città che ha saputo rendersi una “Healthy Inclusive Community”.
A differenza di Roma, che ha tolto gli sconti per gli anziani e studenti, e portato il costo del biglietto ad 1,50 Euro, a Portland un biglietto del tram veloce “MAX” che dal centro porta in 40 minuti all’aeroporto con una frequenza invidiabile, il costo del biglietto è di 2,40 $, ovvero 1,91 euro. Grazie alla frequenza dei tram ed al loro costo contenuto, a Portland pochissima gente usa l’automobile … i nostri cialtroni dovrebbero prendere spunto da queste situazioni invece di disincentivare il trasporto pubblico!!“

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NUOVA CORVIALE …

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SPAESATO …

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PORTLAND … CITTA’ MARTIRE DELL’ARCHITETTURA POSTMODERNA …

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PROFUMATA? …

Manuela Marchesi commented on BLUSH NOISETTE? …

“meraviglia profumata?…”

PROFUMATA? …

P  R  O  F  U  M  A  T  I  S  S  I  M  A  …

TE CE ‘MBRIACHI …

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