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PORTLAND … CITTA’ MARTIRE DELL’ARCHITETTURA POSTMODERNA …
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infatti Graves & co. ne hanno fatti di errori, tuttavia Portland, in aggiunta allo splendido paesaggio che la circonda, dominato da acqua e vegetazione invidiabili e dalla presenza di un gigantesco vulcano innevato, che per forma e altezza ricorda il Fusjiyama, è una città americana ancora a dimensione umana, o meglio, una città americana ritornata ad essere a scala umana: Come infatti ci hanno mostrato durante il convegno Lawrence Wallak (dean del College of Urban and Public Affairs della Portland State University) George Crandall (FAIA, Crandall Arambula, Portland) e Charlie Hales (Senior Vice President del HDR Engineering di Portland, Candidato Sindaco), negli anni ’50 Portland aveva salutato con gioia la fine del trasporto pubblico, con tanto di filmati dei “falò” fatti con le vetture dei tram locali e poi, dopo essersi accorta dell’idiozia commessa, da svariati anni ha deciso di riorganizzare la città con uno splendido (ed economicissimo) sistema capillare di trasporto su tram, nonché sulla pedonalizzazione delle strade e lo sviluppo dell’uso della bicicletta. La presenza dei negozi è stata incrementata lungo le strade, sono state realizzate una serie di piazze che, sebbene non possano ritenersi il massimo dell’estetica, almeno hanno riportato gli anziani, i bambini e le famiglie a vivere la strada! Insomma, Portland è stata scelta in qualità di città che ha saputo rendersi una “Healthy Inclusive Community”.
A differenza di Roma, che ha tolto gli sconti per gli anziani e studenti, e portato il costo del biglietto ad 1,50 Euro, a Portland un biglietto del tram veloce “MAX” che dal centro porta in 40 minuti all’aeroporto con una frequenza invidiabile, il costo del biglietto è di 2,40 $, ovvero 1,91 euro. Grazie alla frequenza dei tram ed al loro costo contenuto, a Portland pochissima gente usa l’automobile … i nostri cialtroni dovrebbero prendere spunto da queste situazioni invece di disincentivare il trasporto pubblico!!