PRENDIAMOCI LA CITTA’ …

Biz commented on FILOSOFIA DELL’ARCHITETTURA … ARCHITETTURA DELLA FILOSOFIA …

“Se la memoria non m’inganna, mi pare che Derossi, insieme ad altri, pubblicò nella Casabella di Mendini dei “fotoromanzi” su temi architettonici. Architettura radicale, pop (fotoromanzo ecc). Non è che c’è qualcuno di abbastanza vecchio che ha a casa qualche copia e può scansionarne qualche pagina? Anche solo per vedere come il tempo cambia le persone.”

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L’avventura del Prosopopeidon …

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Dario e la speculazione edilizia …

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FILOSOFIA DELL’ARCHITETTURA … ARCHITETTURA DELLA FILOSOFIA …

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SOTTOCOSTO …

PRIMO COMUNICATO

COMUNICATO FINALE

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A VOLTE RITORNANO … OVVERO … L’ARCHITETTO SCRIVE SEMPRE LO STESSO LIBRO …

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“Uno stato d’animo, prima ancora che un segno” …

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“Alla modica cifra di due euro” …

massimo commented on “MA HA DAVVERO MOLLATO?” …

“ho acquistato “Architettura di città” con la curiosità di scoprire quale fosse stato il linguaggio di Passi in materia architettonica; ne sono rimasto molto affascinato. Quasi mi vergogno di averlo scoperto solo adesso…sfoglio e risfoglio questa monografia da circa un mese, e alcune di quelle queste mi ipnotizzano, letteralmente. Sembrano linguaggi Braille per architetti ipovedenti, nei quali rileggere Sabbatini, Muzio, Loos, Valle(Cesare) e forse più in generale Roma. Così lontane dalla banalità o dalla ruffianeria. Ci sfiniscono con architetture di cui ci scordiamo pochi minuti dopo averle viste: con Passi sono bastate poche pagine a lasciare uno stato d’animo, prima ancora che un segno, di cui non penso potrò mai dimenticarmi.
il tutto alla modica cifra di due euro.”

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Riggiole napulitane …

Da Eduardo Alamaro : …

“Cari muratorini,
essendo Voi architetti con i piedi ben piantati a terra (e la testa progettuale sulle spalle), certamente amate la decorazione dei pavimenti ceramici. Napoli, lo sapete, è stata (fino alla ignobile resa a Sassuolo secondo ‘900 piastrellato), gran città italiana delle riggiole. Sia quelle dei pavimenti barocchi e rococo che quelle, già modulari e semplificate, dell’800 e primo novecento.
Da rivistare, da ristudiare, da rigiocare nell’oggi. Così sia.
In questo senso e nonsense mi piace allegarVi due immagini dell’ultima mostra (in corso e in corsa) allestita al museo MIAAO di Torino. Qui, tra l’altro, hanno cercato di evidenziare come in certe “riggiole” napoletane, quelle più povere, da cucina, in bianco e nero, fosse già presente -in nuce e in luce ceramica- il concetto di una “DecAstrazione”. Ovvero (e ‘o vero) di una astrazione decorativa intesa come segnale di una “avanguardia popolare”. O di una “retrogradia aristocratica di massa”. Fate voi, tanto, la riggiola e il MIAAO non si offendono (e poi ogni sguardo critico intelligente è legittimo).
Un abbraccio virtuale,”

Eldorado

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