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Pubblicato in Architettura
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Att.ne di Petreschi: copertura s.Tommaso …
Caro Professore,
per levarmi un peso dalla coscienza perchè è una settimana che ci
ripenso…
Adesso senza vetro la copertura è mozzafiato. Il cielo è azzurro e
fantastico. Le nuvole passano sopra e se ne fregano di tutti. Come
dio.
Però io penso ad anni di salsedine, agli aghi resinosi della pineta,
all’improbabile perpetua che si dovrebbe arrampicare imbragata per
pulire i vetri uno o due vole a settimana, ai segni inevitabili delle
passate di pelle di daino, alle macchie di detersivo, della pioggia
sabbiosa o acida di roma che opacizza i vetri…
Probabilmente ci avrai già pensato e avrai scartato l’idea ma io se
non te la dico mi restano i rimorsi…
Ti allego immagine molto brutta e fatta in 5 min di photoshop, non è
neanche un bozzetto, solo un ombra di un un sogno di una
possibilità…
se dovessi fare una vetrata la farei tutta sui gialli e oro…
Ma solo così la tua ferita nella volta resterebbe aperta e
sanguinanate luce per sempre.
Con affetto e stima,
Giancarlo Galassi :G
Ho mandato anche a Muratore questa mail, non per pubblicarla sul blog
ma solo per averlo come testimone… non so nemmeno che ne pensa…
……………
F I C H I S S I M O …
cotto e magnato …
Pubblicato in Architettura
1 commento
Dall’O di Giotto all’O rinale …
Da Eduardo Alamaro: …
“Cari muratorini de Roma,
nonostante il caldo torrido di Scipione l’Africano è tempo di convegni e di polemiche d’architettura.
Avete in-seguito il match Lpp – Sgarbi sul “Corriere della Sera”?
Il pometto sfrantummato della discordia è di quelli antichi e collaudati: come ricostruire i centri storici dopo la catastrofe? “Dov’erano e com’erano una volta” (usato garantito dall’alto) o rischiare il nuovo chiavi in mano controllato dal basso?
Vittorio Sgarbi sostiene l’assoluta legittimità della replica architettonica perché duchampianamente ritiene che “l’originale” sta nel disegno, nell’idea, nel pensiero. “I materiali nell’architettura sono ininfluenti”, scrive tranchant.
Dall’O di Giotto all’O rinale di Sgarbi.
Lpp sostiene invece che così facendo si dà un pessimo segnale igienico all’Italia.
Anzi che è il delirio italianos-trista di una civiltà mummificata che non riesce più ad immaginare il nuovo. Per questo motivo mortuario, (non fiori ma opere nuove per bene, nda), ci si rifugia in simulacri. In collaudati presepi alla Mulino Bianco. In una risibile Disneyland, anche se più colta.
“Proviamo a chiamare, attraverso concorsi seri, i migliori architetti (Renzo Piano, ad esempio …) e vedrete come cambierà la musica”, conclude Lpp.
Nel frattempo … tra un chinotto e l’altro rinfrescante, sabato scorso si è tenuto a Vico Equense un vario-pinto convegno promosso dal Mibac e dalla cittadina sorrentina di Vico.
Tema: “Il paesaggio rurale contemporaneo del territorio di Vico Equense”. T(r)ema ad alto rischio di pittoresco e di furbizia italica verificata. Con relative prescrizioni salva-coscienza delle commissioni edilizie attenuanti l’impatto ambientale. E’ la modernità concreta applicata, tra Vico e vicarielli d’Italia. Mis-fatto attenuato.
L’amico architetto Giuseppe Guida ha svolto all’uopo una ficcante relazione, corredata da varie foto di fatti e fattarielli locali. Lo ringraziamo perchè ce li ha mandate, a gentile richiesta.
Il pittoresco (alla lettera) che ha fatto più presa sul pubblico del convegno è stato il rivestimento in pietra dipinta (si, sotto è cemento armato, sopra è intonacato e dipinto a vera pietra da un bravo pittore neopaesaggista), di una villetta nel verde, come ben si vede al centro della foto bucolica. E’ passata, è andata bene: impatto ambientale (da lontano fotografico) uguale a zero.
Zero spaccato e spacciato doc vichiano, s’intende.
Ma anche la foto della pilastratura del garage ricoperta con vero opus incertum non è male sul tema del cammuffamiento … E poi nella piazza di Vico Equense abbattimento e ricostruzione (del capitale incrementato) “in stile”, vedi foto.
E che dire della strada che corre sul fondovalle aequano tutto vincolato, dove sulla carta ci sono tutti i vincoli immaginabili, compreso quello archeo-illogico … Perché una cosa sono le regole e un’altra è la “verifica” politica …
Saluti”
Eldorado
Pubblicato in Architettura
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“Architetto al lavoro” …
alzek misheff commented on FILOSOFIA DELL’ARCHITETTURA … ARCHITETTURA DELLA FILOSOFIA …
…” sembra che scrivono lo stesso libro””… ma nel frattempo e inaspettatamente
TRA DIRE E FARE – una risposta comportamentale piccola-piccola al “nuvolismo” imperversante:
Ad Alessandria appena finito un nuovo affresco non grande di cm 220 x 180 su una parete esterna di una azienda di materiali, tutti a base di calce e sabbia. Volevano avere un vero a-fresco, con un’ immagine vicina alla loro attività. Ho pensato a noi che usiamo i loro materiali da tempo. Ed ecco arriva il ritratto dell’azione quotidiana di Eleonora, dell’ “architetto al lavoro” alla lettera, dal progetto alla realizzazione… questo illustra, credo, anche la filosofia de ” La corte del verderame”che Archiwatch ha già gentilmente ospitato.
http://marcomisheff.com/files/ritrattoarchitetto.jpg
Alzek Misheff
Pubblicato in Architettura
1 commento
ROVINE ROMANE …
Ettore Maria Mazzola commented on NEWS FROM RUSTBELT …
“cose che James Howard Kunstler aveva previsto – anche se parzialmente già accadute – nel suo splendido “The Long Emergency”, tradotto in Italiano come “Collasso” (sottotitolo: “come sopravvivere alla fine dell’era del petrolio a buon mercato”) e edito da Nuovi Mondi … e da noi c’è ancora chi promuove i grattacieli, i centri commerciali e le città disperse. Alla conferenza sui grattacieli, quando ho elencato i fallimenti e ne conseguenze nefaste di questo modo di concepire l’architettura e l’urbanistica il progettista di uno dei grattacieli dell’EUR mi ha anche dato del menagramo … non c’è più sordo di chi non vuol sentire!”
Pubblicato in Architettura
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