-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Cerca
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- Un Ambiente di Sogno ...
- L'ARCHITETTURA cronache e storia di Bruno Zevi, INDICI: 1955 - 1960 ...
- IL LUNARIO 2012 DEGLI ARCHITETTI ... DA SCARICARE E APPENDERE AL MURO ! ...
- ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.16: LONGARONE ...
- NEL NOME DI MARIO DELL'ARCO ...
- Michelucci … una casa … una capanna … (1)
- LE ROSE DI PALIZZI ...
- TU SUORA DE' POLIPI ...
- A me me dovrebbero da' la laurea in scienze de ...
- LE CASE COLONICHE DELL'AGRO PONTINO ...
Commenti recenti
- valentinabarucci su Un ricordo di Patrizia Pizzinato di Simone Ombuen
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
Archivi
CUBA62 …
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
MADE IN ITALY …
Stefano Nicita commented on: …
“la signora dell’architettura”? “la prima archistar italiana”?
dov’è l’architettura italiana?: Gae Aulenti (1927 – 2012)
………….
Signora … sempre …
Architetto … talvolta …
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
ANTONELLI … DIMENTICATO E RIMOSSO …
memmo54 commented on “Siamo “provinciali” e lo resteremo chissà per quanto !” …
“Antonelli è stato così poco apprezzato che In rete non si trova molto. Perlomeno io non ho trovato molto : qualche opuscolo turistico con foto dell’apparecchio murario della volta di S. Gaudenzio, qualche bella foto di vari esterni, brevi video stregati dalla bellezza in decadenza come a casa Bossi.
Dimenticato e rimosso dal pantheon della vulgata al punto che alcune opere sono state allegramente demolite o selvaggiamente ristrutturate negli anni 50 e 60 senza che uno straccio di sovrintendente abbia battuto ciglio; non come succede oggidì quand’anche un’efferata sciocchezza come il Corviale ha i suoi numi tutelari.
Per farsi un’idea più approfondita bisogna accedere ad un testo, importante, come quello di F. Rosso del 1989 che raccoglie molto materiale dell’archivio di Antonelli, per di più sobriamente commentato.
Oltre al “romanzo” della Mole e di S. Gaudenzio, l’archivio propone una buona quantità di “opere minori” in cui si rintraccia tutto l’ingegno e la compostezza di cui era capace il nostro.
Piante e sezioni ( ..“spaccati”…) decisive per capire come intendesse l’ossatura muraria portante; per valutare la familiarità conseguita con i materiali a disposizione. Alzati perfettamente coerenti con l’assunto e con la vasta esperienza sedimentata come professore d’ornato. Dettagli accurati, mai fantasiosi, come i triglifi della trabeazione che si protendono oltre il filo della facciata a costituire mensole sagomate per i balconi ( “casa delle colonne”) ; varietà ed articolazione tali per cui una palazzata “speculativa” di 70 metri può non essere percepita come ignobile casermone.
Giustamente sono evidenziate le realizzazioni più ardite o bizzarre ma ciò che si più si apprezza è lo sforzo e l’attenzione per le situazioni meno promettenti come quelle dell’edilizia corrente dove avrebbe potuto tranquillamente erigere muraglie a supporto dei solai lignei senza turbare il sonno di alcuno; in cui invece è profusa la stessa tecnica, la stesa prassi, la stessa efficacia.
Irraggiungibile, “irrangiungibile”, perché ciò che è stato fatto con mattoni e malta, pietra con qualche tirante in ferro (…come ai tempi di Brunelleschi …) non è più, nemmeno lontanamente, pensabile nell’odierno processo costruttivo che il meglio lo enuncia e promette più sulla carta o nei calcoli che nei fatti.
Materiali sperimentati, esecuzione rigorosa e regola hanno fatto, e fanno ancora, la differenza: maestranze scrupolose e determinate hanno permesso a sottili diaframmi ,di comunissima terra impastata, di coprire senza timore vaste estensioni; assecondando il principio fondativo ed imperituro dell’arte edificatoria: fare il massimo con il minimo: di disegno… di materiali… di peso… di trasporti…. di risorse… infine.
Vera e propria architettura civile.
Saluto
P.S.:
Ben volentieri passerei qualche ora felice accanto allo scanner per inviare materiale tratto dal libro ma la dicitura “Tutti i diritti riservati” mi vieta tale svago.
Bisognerà confidare sugli enfants du pays che, immagino, abbiano rilevato, studiato e prodotto a sufficienza in questi anni; a meno che preferiscano tenerlo da parte attendendo tempi migliori o ne abbiano tratto, essi stessi, un’idea sottostimata e macchiata di megalomania e superbia.
Antonelli non era un superuomo, o perlomeno non sospettava di esserlo; talmente inserito nel suo contesto civile che s’interessava, allo stesso modo, anche delle vigne…”
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento
“Siamo “provinciali” e lo resteremo chissà per quanto !” …
memmo54 commented: …
“Niente da fare ! Non c’è verso ! Siamo “provinciali” e lo resteremo chissà per quanto !
Non me ne vogliate: sono sicuro, come voi, che queste architettura siano ammirabili;
tuttavia Alessandro Antonelli con le stesse voltine di mattoni in foglio realizzava i sei ordini di solai nelle case a pigione della Vanchiglia così come nelle ville e negli ospedali od altri edifici civili; ed organizzava rez de chaussée per “punti” liberi da muri (… solo con snelli maschi murari ed archi e colonne a rendere più flessibile il piano. Con tale semplicità, evidenza, chiarezza e coerenza da sembrare oggi irragiungibili; così attuali da far apparire i pilotis una tarda rimasticatura di cose già viste.
Tutto senza tradire, di una sola virgola, il modello tramandato dalla tradizione.
Alcune di quelle mirabili costruzioni testimoniano ancora, 170 anni dopo come fosse tecnicamente ed organizzativamente efficace…e forse irragiungibile.
Tuttavia siamo portati alle curiosità, è difficile oggi come ieri non interessarsi al al diverso allo strano; a scoprire la “volta alla catalana” , le divagazioni personali e decorative di altri lidi, anche prossimi, piuttosto che rinverdire la lezione concreta immediatamente verificabile di un artefice della nostra terra.
Il solito complesso di inadeguatezza ed inferiorità che, da secolo ormai, ci trasciniamo dietro ?
Tradizione od abilità di un qualsivoglia straniero fanno, decisamnte, premio del discorso rigoroso di “uno di noi”.
Vedremo perciò tutte le mirabili realizzazioni di costoro, da qualunque latitudine provengano, dal gelo del circolo polare artico o dai tropici assolati ma poco si dirà di un conterraneo di Cavour, o di Pavese o Fenoglio.
Così va il mondo; o perlomeno andava nel nel secolo XXI ed è difficile, per tutti, anche per i più attrezzati, sottrarsene.
Saluto”
………….
gent.mo Memmo 54 …
siamo perfettamente d’accordo con lei …
e visto che la cosa ci interessa parecchio …
perché non ci manda un po’ di materiale …
sulle “irrangiungibili” architetture …
del maestro piemontese? …
Pubblicato in Architettura
8 commenti
LEVITANDO IN TRIENNALE …
Efisio Pitzalis commented on IN NUCE …
“BBPR: bellissimo… ci sta anche Calder?”
……………
Naturalmente …
Pubblicato in Architettura
Lascia un commento

















