QUANDO LE CASE … AVEVANO L’ORTO …

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TRA FELLINI E PASOLINI …

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sergio 43 commented on PER UN’EDILIZIA SACRA …

“Ma vi ricordate quanti film di denuncia sulla ricostruzione edilizia nei democratici anni del dopoguerra? Film che, ora tragici ora comici, mettevano a fuoco i crimini e gli inganni di un nuovo, prepotente e pervasivo “generone”, da “L’0norevole Angelina” a “Le mani sulla città” a “Mamma Roma” e a tanti altri film di cui mi rimangono in mente solo alcuni, più intensi fotogrammi, come quello di un rampante Gassman che dà un sonoro ceffone all’anziano suocero costruttore Aldo Fabrizi, ancora ostile alla dilagante corruzione generata dai facili e impuniti arricchimenti o come il finale de “I soliti ignoti” in cui, sempre lui, Gassman si arrende e abbandona gli amici generosi con cui aveva diviso e progettato idee, fantasie, speranze per rinchiudersi rassegnato, anonimo tra gli anonimi, con il cancello che si chiude rumorosamente alle sue spalle, in uno dei tanti cantieri che scavavano buche più numerose di quelle lasciate dall’ultima guerra e creavano pasoliniani “montarozzi” di arida pozzolana nei campi ancora verdi tutt’intorno alla città.
Forse bisognerebbe programmare per l’ultime generazioni un rassegna di quei film alla Casa dell’Architettura. Scoprirebbero di quale razza ancora viva e vegeta che si riproduce per partenogenesi, decennio dopo decennio, nel fertile humus della altrettanto immarcescibile razza dirigente, fornita di un capace apparato digerente, noi siamo stati, chi più chi meno, complici figli e loro incolpevoli pronipoti.

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BALLOON FRAME + CORN FLAKES = CASA DE PAJA …

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Bâtir en bottes de paille – Vidéo

qfwfq commented on COLLE BALLE … DE PAJA …

“Questa cosa delle case costruite con le balle di paglia mi intrippa assai.
soprattutto il fatto che le balle sono il prodotto dell’industrializzazione ottocentesca applicata all’agricoltura
il che mi fa diffidare non poco di chi le propone come soluzione ecosostenibile, bio, per una decrescita felice, ecc.”

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LA CONSTRUCTION EN BOTTES DE PAILLE

…………….

caro qfwfq …

anch’io sono rimasto sorpreso dalla connessione …

tra la moderna industria meccanica e …

questo apparentemente antichissimo metodo di costruzione …

la casa di paglia scopriamo quindi che è il frutto delle grandi esposizioni …

del Cristal Palace … delle prime macchine agricole …

della prima rivoluzione industriale applicata all’agricoltura …

che è addirittura un’invenzione “americana” …

balloon frame + corn flakes …

praticamente …

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CASE CHE VOLANO … I PRIMI PILOTIS ROMANI …

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PER UN’EDILIZIA SACRA …

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SIGNORA MIA … NON SI VENDONO PIU’ CASE … DATEGLI DELLE VILLE …

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stefano nicita commented on ‘NARTRA MATTONATA …

per approfondire il tema http: Non si vendono case, costruttori fermi …

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ALTRO CHE AVANGUARDIE …

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Fienili di Cima Rest

Angiolino Imperadori su “Toit en Chaume et Construction Paille” … e anche il restauro ha del miracoloso …

“Nell’alto garda bresciano ne esistono di assolutamente simili con il basamento stalla in pietra e la copertura lignea con il manto in paglia

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SMART CITY …

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Pietro Pagliardini commented on L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’URBANISTICA ITALIANA …

“Sinceramente io credo che sul tempo libero come frontiera di sviluppo occorre distinguere: se si intendono genericamente i “servizi”, io credo che questi funzionino economicamente solo quando l’economia reale tira e ci sono soldi da spendere. Per fare un esempio concreto: se si pensa ai così detti servizi alla persona (beauty farm, divertimento in grandi centri di spesa, fitness, ecc), questi sono attività sostanzialmente commerciali che servono a fare girare denari, ma bisogna che i denari ci siano. Insomma, non sono da tempi di crisi. Se invece si pensa a tempo libero dietro cui c’è una ricerca tecnologica, spendibile e vendibile sul mercato internazionale, allora il discorso è diverso. Gli smartphone e tutto l’indotto associato sono sostanzialmente tempo libero, anche se di tipo individuale, ma dietro c’è ricerca, investimenti, un mercato internazionale che produce ricchezza ai paesi che li producono. La smart city, intesa non come soluzione surrogata di problemi urbani ma come un insieme di tecnologie innovative che offrano varie soluzioni migliorative al funzionamento della società, più che alla città in senso stretto, è un’ottima occasione economica, ma solo se stimola una ricerca nel paese, e fa nascere nuove aziende, non come applicazione di tecnologie altrui.
Quanto al tram, se penso alla mia meraviglia da ragazzo nel vedere il filobus che c’era a Firenze e che è stato smantellato per poi rispendere una paccata di milioni di euro nella tramvia, tra l’altro in gran parte in sede propria e quindi come un vero treno in città che divide in due le strade, non induce a pensieri benevoli sulla lungimiranza della classe politica ma anche del mondo della cultura in genere.
Saluti
Pietro

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MACCHINE … COSE … CASE CHE VOLANO …

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IL SANTO DEL GIORNO

Beata Vergine Maria di Loreto

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FARE CASE … FARE CASSA …

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Stefano Nicita su L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’URBANISTICA ITALIANA …

“Caro Pietro, non posso che condividere gran parte delle considerazioni fatte. Nel mio commento precedente avevo sottolineato il fatto che, di fronte alle difficoltà/potenzialità che si trova ad affrontare Roma, si ha l’impressione che gli amministratori allo stesso modo degli imprenditori siano un po’ impreparati e pensino di risolvere tutto con le solite ricette. Credo esistano molti esempi sparsi per il mondo di interventi per fare “cassa” più innovativi e articolati. Il tempo libero è la nuova frontiera di sviluppo, ma non può essere solo centri commerciali e outlet. Riguardo ai convegni è vero che se ne fanno, ma credo che il nostro problema oltre a non fare sia anche quello di non avere molte idee. Il confronto sulle idee invece è fondamentale e i convegni non dovrebbero servire solo come passerelle per gli amici. La questione della mobilità è invece un tema cruciale ed è in assoluto l’aspetto più critico della nostra città, quello che le fa perdere più punti a livello internazionale e imprenditoriale. Basta vedere le speciali classifiche sul traffico. Proprio oggi che in tutte le città europee si riscopre il tram come mezzo pubblico “innovativo” e che perfino gli Stati Uniti riscoprono i mezzi collettivi nelle città, noi vogliamo continuare con il modello di sviluppo targato FIAT?”

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