Sognavamo le New Town senza capire l’Italia
Azigmut (@Azigmut88) su: FINALMENTE … NELL’ITALIA DI MONTI … LA BIENNALE DI KOOLHAAS …
“se la prenderà quando saprà di non essere stato incluso in questo video”:
L‘Abc dell‘architettura: i capolavori animati
Ettore Maria Mazzola su: Museo della Shoah di Roma, un altro progetto senza concorso …
“Oggi, sul blog “amatelarchitettura” c’era un commento di Alessandra Muntoni all’articolo della Carrano, al quale ho sentito la necessità di replicare così:
Gent.ma Alessandra Muntoni,
ciò che lei dice non è affatto condivisibile, se non nelle regole di Ponzio Pilato.
Capisco, ma disapprovo, che per alcuni membri del mondo accademico italiano sia “geneticamente impossibile “attaccare personaggi come Zevi, che a mio avviso vive di luce riflessa – ergo posso definire un “archi-pianeta” e non una “archistar” – ma non è tollerabile ascoltare giustificazioni come quelle che lo vedrebbero un “giusto” progettista del Museo della Shoah in quanto ebreo. Chiunque faccia questa professione partendo dalle indicazioni contenute nel primo libro di Vitruvio, e non basandosi sui principi faciloni della presunta cultura modernista (cui Zevi appartiene), matodi che prevedono di poter fare qualsiasi cosa in nome della modernità e dell’estro dell’artista, sa che deve studiare e capire, deve immedesimarsi nella cultura con la quale si confronta, nelle sensazioni del fruitore dell’edificio, deve comprendere le relazioni tra le parti dell’edificio e quelle con il contesto, ecc., ciò vuol dire che anche un “non ebreo” potrebbe riuscire a progettare un museo che denunci quelle atrocità, piuttosto che realizzare un monumento al masochismo.
Progettare un edificio abominevole come questo, violentando peraltro Villa Torlonia, non può giustificarsi con frasi che vedrebbero il brutto necessario a rappresentare la sadica atrocità nazista, diversamente potremmo ritenere corretto l’orrendo edificio a forma di flipper progettato negli anni ’80 da Owen-Moss per il collezionista di flipper, ecc.
Se poi mai valesse la teoria per la quale solo un ebreo possa progettare un Museo della Shoah, mi chiedo perché possa essere accettabile che un ebreo (Meier) possa progettare un’orrenda chiesa e rifiutarsi di metterci una croce “per non danneggiare la sua composizione architettonica” … che facciamo? Due pesi, due misure?
Tanto per restare in ambito Meier, lei dice che il Museo dell’Ara Pacis “ha il grande merito di aver spiegato bene che un’opera moderna può benissimo essere costruita nel centro storico di Roma” … Potrebbe illuminarci a capire in che modo?
Forse semplicemente perché è stata realizzata in centro storico?
Io sono davvero indignato davanti a certe frasi insensate, dette da chi dovrebbe difendere la nostra architettura e le nostre città.
Il progetto di Meier è una versione ingrandita dell’autogrill di Fabro, ergo possiamo giustificarlo solo riconoscendo che, in qualità di stazione di servizio, ben si integra con il lungotevere che risulta essere un’arteria di grande scorrimento!
Che dire poi dell’umiliante condizione del monumento augusteo che, a causa delle fasce brise-soleil, risulta illuminato naturalmente a strisce bianche e nere?? … ma giustamente questa non è una colpa del genio di Meier … lui è un’archistar, la colpa è di un’altra stella: il Sole!
Per cortesia, smettiamola con questo atteggiamento ossequioso nei confronti di personaggi che offendono la nostra cultura (o quella ebraica in questo caso) piuttosto che celebrarla, smettiamola di temere di criticare certi personaggi semplicemente perché in mondo accademico e/o professionale non è il caso di farsi nemici, prendiamo il coraggio di dire le cose come stanno, e anche quei cialtroni politici che danno certi incarichi capiranno che non è detto che il nome di un personaggio corrisponda al successo di un’opera, diversamente smettiamola di piangerci addosso, perché ognuno ha ciò che merita!”
…………..
Carissimo Mazzola …
che dire? …
sono perfettamente d’accordo con lei, …
parola per parola, …
solo su un punto, …
peraltro inessenziale, mi permetto di dissentire …
l’Autogrill di Fabro infatti …
purtroppo snaturato da un pessimo e recente adeguamento …
è stata opera di tutto rispetto …
(firmata peraltro da un ottimo architetto …
il compianto Giuseppe Perugini) …
di tutt’altra “statura” rispetto al suo clone tiberino …
e considero pertanto il suo, pur comprensibile e plausibile, accostamento …
piuttosto sproporzionato …
sergio 43 su: SCAVA SCAVA … QUARCOSA SORTIRA’ …
“Strano destino quello del console Mesalla e del suo collega Ottaviano. Dopo duemila anni i loro nomi sono di nuovo uniti nella odierna cronaca di Roma. Mentre la stampa ci annuncia che del primo sono riapparsi i tesori della sua villa, del secondo ci avverte che sono di nuovo scomparse le speranze di ritrovare prossimamente una degna sistemazione del suo Mausoleo e dintorni. Non ha smosso i nostri amministratori neanche la prossima ricorrenza del bimillenario della sua morte. Non dico imitare le tronfie cerimonie del Ventennio che comunque, al di là della goffa retorica imperiale, ci ha lasciato una messe di risultati storici e archeologici ma una pavimentazione, che so, una semplice ripulita Niente! I due sono infatti uniti anche dalle fosche previsioni per il loro futuro. Non ci sono soldi, ma soprattutto non c’è orgoglio, cultura, solo bassa macelleria. Sono indignato, più che delle scritte anonime che deturpano i nostri quartieri e i nostri rioni, più che degli sconosciuti vandali che se la sono presa anche con l’innocente “Acerone” e di tante altre cose che in questo blog condividiamo, dell’ignavia di chi abbiamo eletto e che si sono presentati, senza vergogna alcuna, con tanto di nome e cognome. Chi ha girato durante le festività per le strade del centro ha dovuto fendere folle di romani e stranieri per avanzare, Il Corso era un delirio senza sfoghi mentre a poche decine di metri dalle vie che ci invidiano tutto il mondo c’era un buco nero, un oscuro cratere lunare senza vita in una delle piazze più grandi della città. Senz’altro sarò noioso su questa questione ma, parafrasando in positivo e con ironia Catone Maggiore, voglio ripetermi: “Platea Augusti Imperatoris restauranda est!”. Scusate lo sfogo che è durato lo spazio di una sigaretta e adesso posso spegnere la cicca nel portacenere.”

Baratta: “Scelta adeguata alla crescita della mostra”
ringraziamo Salvatore Di Gennaro per la segnalazione …
Eldorado su: UN TESORO DI CULTURA …
“Il tribunale dichiara il fallimento della Ginori?
Era nell’aria, non sorprende, ne avevamo scritto su questo blog il 10 maggio 2012.
In particolare per la questione della memoria storica della Ginori, il suo Museo a Doccia, pezzo fondante di quella esemplare fabbrica fiorentina e dell’arte-impresa tutta dell’Italia manifatturiera che fu. E che potrebbe essere ancora domani, io credo. Io spero.
E mi piace scriverlo su questo blog di resistenza dei muratorini. Attento alle cose e a come si fanno le cose fabbrili con arte. Perché il punto e lo spunto di fondo sta proprio qui: ridare agli italiani, agli europei, il gusto e l’animo di fare le cose belle.
E, per parte nostra, che le idee del progetto stanno nelle mani degli artefici e degli artieri, ossia nella intelligenza dei loro macchinari e artifizi. Non certo dei furbeschi artivizi concettuali che non portano da nessuna parte. Anzi no: portano dritti in tribunale, sezione fallimenti. Fallimenti dell’Italia finanziaria.
Saluti artigiani,”
Eldorado
qfwfq commented on: MORTADELLA E SAMPIETRINO …
“Gentile proff.
visto che il panino è un tema caldo
oserei dire da tavola calda
le segnalo questa opera collocata in uno Shopping Mall canadese
il cui bozzetto è visibile presso il museo dei Bozzetti di Pietrasanta
da notare la somiglianza con Enzo Braschi (il paninaro di Drive In)”
IL PANE QUOTIDIANO …