“INTERESSANTE E VIVACE … RISCOPRENDO LA GENIALE AVANGUARDIA DELLE SUE ORIGINI” …

la notte della ragione ...Schermata 2013-01-09 a 16.57.48

………….

a Lui’ …

ma te sei proprio bevuto er cervello? …

delirious LPP? …

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DELIRIOUS REM …

SUPEREM ... GODZYREM ... SPIDEREM ...

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famiglia difficile ...

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Ritratto di famiglia in un interno (Moderno & Contemporaneo) …

gliarchicefalici440-

Caro Oliver Muratore,
quest’altra rivista è più cretina e con meno
sensi di colpa.
AH AH AH
tuo,
Stan Cascioli

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Schermata 2013-01-09 a 15.38.27

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controstrazio ...

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il pietro "discriminato" ...

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“EDILIZIA IMPOPOLARE” …

l'impopolarità di pietro

Sognavamo le New Town senza capire l’Italia

di Francesco Erbani

affari di famiglia ...

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“CAPOLAVORI” … SENZA REM …

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Azigmut (@Azigmut88) su: FINALMENTE … NELL’ITALIA DI MONTI … LA BIENNALE DI KOOLHAAS …
 
“se la prenderà quando saprà di non essere stato incluso in questo video”:
LAbc dellarchitettura: i capolavori animati
 
Schermata 2013-01-09 a 13.15.16

 

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SI PARVA LICET …

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Ettore Maria Mazzola su: Museo della Shoah di Roma, un altro progetto senza concorso …

“Oggi, sul blog “amatelarchitettura” c’era un commento di Alessandra Muntoni all’articolo della Carrano, al quale ho sentito la necessità di replicare così:
Gent.ma Alessandra Muntoni,
ciò che lei dice non è affatto condivisibile, se non nelle regole di Ponzio Pilato.
Capisco, ma disapprovo, che per alcuni membri del mondo accademico italiano sia “geneticamente impossibile “attaccare personaggi come Zevi, che a mio avviso vive di luce riflessa – ergo posso definire un “archi-pianeta” e non una “archistar” – ma non è tollerabile ascoltare giustificazioni come quelle che lo vedrebbero un “giusto” progettista del Museo della Shoah in quanto ebreo. Chiunque faccia questa professione partendo dalle indicazioni contenute nel primo libro di Vitruvio, e non basandosi sui principi faciloni della presunta cultura modernista (cui Zevi appartiene), matodi che prevedono di poter fare qualsiasi cosa in nome della modernità e dell’estro dell’artista, sa che deve studiare e capire, deve immedesimarsi nella cultura con la quale si confronta, nelle sensazioni del fruitore dell’edificio, deve comprendere le relazioni tra le parti dell’edificio e quelle con il contesto, ecc., ciò vuol dire che anche un “non ebreo” potrebbe riuscire a progettare un museo che denunci quelle atrocità, piuttosto che realizzare un monumento al masochismo.
Progettare un edificio abominevole come questo, violentando peraltro Villa Torlonia, non può giustificarsi con frasi che vedrebbero il brutto necessario a rappresentare la sadica atrocità nazista, diversamente potremmo ritenere corretto l’orrendo edificio a forma di flipper progettato negli anni ’80 da Owen-Moss per il collezionista di flipper, ecc.
Se poi mai valesse la teoria per la quale solo un ebreo possa progettare un Museo della Shoah, mi chiedo perché possa essere accettabile che un ebreo (Meier) possa progettare un’orrenda chiesa e rifiutarsi di metterci una croce “per non danneggiare la sua composizione architettonica” … che facciamo? Due pesi, due misure?
Tanto per restare in ambito Meier, lei dice che il Museo dell’Ara Pacis “ha il grande merito di aver spiegato bene che un’opera moderna può benissimo essere costruita nel centro storico di Roma” … Potrebbe illuminarci a capire in che modo?
Forse semplicemente perché è stata realizzata in centro storico?
Io sono davvero indignato davanti a certe frasi insensate, dette da chi dovrebbe difendere la nostra architettura e le nostre città.
Il progetto di Meier è una versione ingrandita dell’autogrill di Fabro, ergo possiamo giustificarlo solo riconoscendo che, in qualità di stazione di servizio, ben si integra con il lungotevere che risulta essere un’arteria di grande scorrimento!
Che dire poi dell’umiliante condizione del monumento augusteo che, a causa delle fasce brise-soleil, risulta illuminato naturalmente a strisce bianche e nere?? … ma giustamente questa non è una colpa del genio di Meier … lui è un’archistar, la colpa è di un’altra stella: il Sole!
Per cortesia, smettiamola con questo atteggiamento ossequioso nei confronti di personaggi che offendono la nostra cultura (o quella ebraica in questo caso) piuttosto che celebrarla, smettiamola di temere di criticare certi personaggi semplicemente perché in mondo accademico e/o professionale non è il caso di farsi nemici, prendiamo il coraggio di dire le cose come stanno, e anche quei cialtroni politici che danno certi incarichi capiranno che non è detto che il nome di un personaggio corrisponda al successo di un’opera, diversamente smettiamola di piangerci addosso, perché ognuno ha ciò che merita!

…………..

Carissimo Mazzola …

che dire? …

sono perfettamente d’accordo con lei, …

parola per parola, …

solo su un punto, …

peraltro inessenziale, mi permetto di dissentire …

l’Autogrill di Fabro infatti …

purtroppo snaturato da un pessimo e recente adeguamento …

è stata opera di tutto rispetto …

(firmata peraltro da un ottimo architetto …

il compianto Giuseppe Perugini) …

di tutt’altra “statura” rispetto al suo clone tiberino …

e considero pertanto il suo, pur comprensibile e plausibile, accostamento …

piuttosto sproporzionato …

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