VILLA DORIA PAMPHILJ … ‘NARTRA BELLA PUTTANATA …

innocenzo x

Da Ettore Maria Mazzola: …

“Caro Professore,
le chiedo cortesemente di darci una mano per combattere questa ennesima offesa a Roma ed al rispetto delle leggi urbanistiche (giuste o sbagliate che siano).
Poco più di un anno fa pubblicammo questo mio post sull’ecomostro di Monteverde (via Innocenzo X)

Ecomostro da bloccare a Monteverde … Archiwatch

… sembrava che le cose, per miracolo, avessero preso il verso giusto. Infatti il progetto è rimasto bloccato per un anno e si parlava di dover ripristinare lo stato dei luoghi.
Ora, però, i lavori sono vergognosamente ripresi alla grande!
Per saperne di più, ma soprattutto per combattere questa vergogna, segnalo il sito del comitato di quartiere contro l’ecomostro.

Il nuovo progetto nell’area Ex Fleming – Comitato …
L’ultimo post racconta le ultime novità.
Consiglio di leggere anche i commenti dove potrete leggere anche quelli, deliranti, di una persona che appoggia l’intervento.
 
A quella persona ho replicato così:
È davvero assurdo che il progetto abbia ripreso il suo corso, a quanto pare definitivo.
Ritengo ridicolo parlare di vittoria davanti ad una vergognosa sconfitta in nome dei profitti … mi sembrano i commenti dei politici che, anche davanti all’evidenza della perdita delle elezioni, tendono sempre a cantare vittoria.
Il progetto non poteva andare avanti visto che non rispettava e non rispetta assolutamente la normativa vigente.
Mi limito a fare una sola domanda: In quale modo questo progetto orribile e votato ai soli benefici di chi acquisterà casa lì rispetterebbe la normativa in materia di “carta della qualità”?
Opere edili in questa zona di PRG prevedono l’obbligo di portare ad un miglioramento della qualità e fruibilità del quartiere per l’intera collettività. Qui invece abbiamo una scuola (materna, elementare e media), una scuola di danza e del verde che vengono eliminati con metodi censurabili per essere rimpiazzati da un condominio orrendo che sembra disegnato negli anni ’70-’80 del secolo scorso … alla faccia del miglioramento della qualità del quartiere.
Quanto alla presunta fatiscenza della precedente scuola ritengo indegno che si voglia far credere che sia vero: sono un tecnico esperto della materia e in quella scuola hanno studiato (e studiano) i miei tre figli e, a parte alcuni problemi di infiltrazioni decisamente risolvibili, la struttura non aveva alcun problema strutturale.
Queste false notizie sono scandalose, ed è vergognoso che una persona come la signora Oleandro possa permettersi di accusare gli altri di fare falsa informazione e chieda ai membri del comitato di vergognarsi.
L’unica vergogna è che il cantiere sia ripartito
 
Spero che facciate sentire in tanti la vostra voce in modo che questa gente, e soprattutto chi ci amministra, si renda conto che non possono farla sempre franca.
 
Grazie per l’attenzione
Ettore Maria Mazzola

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Come ti erudisco (in architettura) il Pupo(ne) …

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“UN PANORAMA MOZZAFIATO” …

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Riparte Magicland con “Shock in the Usa”

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COME PASSARE ALLA STORIA … LA VERA INVENZIONE DELL’ERA ALEMANNO … LA LOGGIA “TRASFORMABILE” …

LOGGIA "ALLA PURINI" ...

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“UN PANORAMA MOZZAFIATO” … E PER PUPONE … “L’ADDIO AI CASSONETTI” …

pedalando senza fretta ...

Ultime Notizie Eurosky Tower News

Francesco e Ilary traslocano

“I Totti godranno non solo di questa meraviglia d’appartamento, ben 36 stanze, ma avranno la possibilità di sperimentare il sistema di raccolta differenziata pneumatica dei rifiuti ai piani, anche se ancora non sappiamo bene in cosa consista. Ad ogni modo con l’imminente trasloco Pupone e famiglia diranno addio ai cassonetti e potranno godere di un nuovo sistema innovativo.”

EUROSKY PARSITALIA Real Estate

 “Progettato dall’architetto Franco Purini che si è ispirato alle torri medievali che caratterizzano il centro storico di Roma, come la Torre delle Milizie, Eurosky Tower è destinato a diventare il simbolo architettonico verticale di Roma. Realizzato all’interno del Business Park Europarco all’E.U.R., il grattacielo è il risultato di un progetto moderno e rivoluzionario dove l’esclusività, la tecnologia e l’eleganza si fondono con la sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico. I pannelli fotovoltaici posti sulla copertura del tetto, il verde delle logge, trasformabili in serre tramite vetrate mobili, il riutilizzo delle acque piovane, il traliccio che centralizza tutte le antenne televisive fanno sì che questa costruzione si configuri come un dispositivo energetico nel quale la rinnovabilità delle risorse si traduce nella ricerca di una nuova bellezza architettonica.

L’immagine di Eurosky si propone nel panorama della Capitale come un elemento chiaramente riconoscibile, un ulteriore simbolo della grande narrazione architettonica romana.

 

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PANORAMA ROMANO …

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Ettore Maria Mazzola commented on: AVANTI UN ALTRO …

“Ma da noi c’è ancora un sindaco ed una commissione di cialtroni che vorrebbero realizzare certe assurdità a Roma. Non è solo un pericolo per gli occupanti, ma anche un disastro economico e ambientale. Lo capiranno mai??
PS
Un tempo, percorrendo via Carini/Barrili a Monteverde lo sfondo era dominato dalla cupola si SS. Pietro e Paolo all’EUR, oggi invece si vede quella schifezza dell’EURSky …sembra di vivere in un cartone animato dei Fantagenitori!”

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L’APPETITO VIEN MANGIANDO …

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business immobiliare dopo l’appalto filobus

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AVANTI UN ALTRO …

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Grozny, brucia grattacielo …

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Senza strapp!! …

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Da Eduardo Alamaro: …

“ROMA – Fantomas di Pasqua. Museo con sorpresa. Vola colomba coi gioielli archeologici. Le guardie giurate non hanno visto i ladri, la notte del venerdì santo nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. I ladri d’antichità, utilizzando dei fumogeni per neutralizzare le videocamere di sorveglianza, hanno rubato gioielli ottocenteschi della collezione ”Castellani”, uno dei più importanti nuclei antiquari del Museo Etrusco.
La Collezione Castellani, e’ composta da più di 6000 oggetti interi e da frammenti, comprese oreficerie antiche e moderne. E’ un corpus colossale, tra ceramiche, bronzi e oreficerie, che vennero donati allo Stato italiano nel 1910 da questa famosa famiglia di gioiellieri romani, notissima per aver lanciato in Europa la moda del “gioiello archeologico”, popolarissimi quanto i Bulgari oggi.

Come pagine di un libro, otto vetrine si fronteggiano nella “sala Castellani” del museo Etrusco. Da un lato, la collezione archeologica, dall’altro quella moderna, pari e patta. La prima, l’antica, ordinata secondo criteri cronologici, spazia dal VII secolo avanti Cristo all’Alto Medioevo. Dal lato opposto, raffinatissimi nella loro semplicità, splendono i gioielli della “bottega Castellani” dell’800, così presentati per decisione della famiglia che fece annotare, nella donazione, le modalità di esposizione.
Le creazioni originali della triade dei Castellani – Fortunato Pio, Augusto e Alfredo – sono presentate secondo l’originario ordinamento dei periodi primigeni: tirreno, etrusco, siculo, romano, medievale, rinascenza e moderno: repliche di originali famosi e creazioni ex novo, riconoscibili per monogramma delle due C intrecciate sul retro. Sono gioielli affascinanti nella loro linearità arcaica, duecento capolavori ordinati su velluti speciali “antistress”, capaci di sostenere il metallo senza che si possa piegare. I carabinieri indagano.

Fin qui le notizie di agenzia.
Dire Castellani per me significa però dire Museo Artistico Industriale (MAI) di Roma e Scuole Officine. Cioè il perno di una catena di musei-scuola d’arte pratica post/unitari che indicavano (dal basso) anche una linea di sviluppo d’Italia artigiana e “senza strapp”. Augusto Castellani a Roma se ne fece gran sostenitore, e fu uno dei fondatori di quel Museo-Officina romano di rinascita delle arti.
Le cose sono andate diversamente, come sono mal andate, si sa: questa linea di sviluppo economico “dolce” fu prima amata, poi sopportata e infine annullata nell’arco di un trentennio, infine fu distrutta dalla modernità.
Muratore talvolta ne ricorda simpaticamente qualche lacerto su questo blog. Però mai dire MAI, non si sa MAI.

Nel novembre del 2005 vidi le sale oggetto del furto odierno. C’era in corso una mostra interessantissima sui Castellani. E legata ai Castellani c’era Napoli, che sul tema del “gioiello archeologico” da “gran tour” non poteva mancare.
Vado nel mio diario elettronico 2005 e ritrovo un appunto da una scheda in mostra. Copio e incollo per Voi muratorini: I Castellani non si dedicarono mai a tempo pieno all’attività di laboratorio in prima persona ed assunsero numerosi orafi che coadiuvavano all’opera, lavorando sia nell’atelier sia in casa. L’arte-industria è lavoro di equipe. Nel 1860 la bottega, al culmine dell’attività produttiva, contava 17 lavoranti. Il loro seguace (e poi concorrente) più importante fu il napoletano Giacinto Melillo, allievo di Alessandro Castellani (1823 – 1883), che, negli anni del suo esilio a Napoli, eseguì alcune delle creazioni più belle in granuli d’oro, suscitando pero l’ira e la gelosia di Augusto Castellani (1829 – 1914), fratello di Alessandro; quest’ultimo, ricordiamolo, s’era rifugiato a Napoli, per essere stato arrestato a Roma per attività repubblicana ed poi esiliato fino alla breccia di Porta Pia e Roma Capitale, 1870.
In mostra, su questo versante partenopeo, da segnalare una lucerna configurata a testa di bue, falsa opera di una cerchia di falsari attiva a Napoli dopo il 1870, cioè dopo che Alessandro lascia Napoli per ritornare a Roma, denominata “Naples Group”.
 
La scheda è un po’ partigiana pro-Castellani, che però ebbero tanti imitatori e falsari, ma non è il caso di Melillo. I
n verità Alessandro Castellani aprì attività a Napoli nel 1863 e la tenne fino al 1870. Era la mente, la firma, l’assoluto ideatore e organizzatore della linea, gran competente di tecniche, ma l’operatore primo pratico era Giacinto Melillo, al quale cedette l’azienda dopo il 1870. Carlo di Borbone quando divenne re di Spagna nel 1759 distrusse tutte le forme del suo “Capodimonte” e portò con sé gli “artefici primi” di porcellana, al fine di evitare la porcellona. Alessandro il liberale non poteva certo far questo atto assolutistico!
Il Melillo continuò perciò sulla linea della modellistica “Castellani a Napoli”, pezzottando innocentemente, “Naples Group”: s’adda campà, che s’adda ffa!!! Poi crebbe, s’organizzò, s’industriò, c’era mercato e clientela (famosa era a Napoli anche la “Casalta-Morabito”, a Cappella vecchia a Chiaia, specializzata in gioielli pompeiani): Melillo fu consacrato a Parigi, con il Gran Premio alla Esposizione Universale del 1900 e, nello stesso anno, gli fu conferito, sempre a Parigi, la Legion d’onore. Thiè Castellà, beccati questo!!

Sul punto controverso e fatale: originale-copia, vero-falso, antico-moderno, tradizione-innovazione, leggo che il collezionista conte Michel Tyszkiewicz (1828 – 1897), definì le copie dei gioielli antichi rieditati dal Melillo “di gusto raffinato e squisito”, superiori a quelle dei Castellani, aggiungendo che il Melillo è ”uomo onesto che cerca di non ingannare nessuno”.
“Gli articoli che produce”, aggiungeva, “anche se copiati fedelmente da modelli antichi, hanno un cachet moderno che non creano l’illusione d’antico, nemmeno in mano a un imbroglione.” Non vogliono cioè essere dei falsi, si ispirano invece all’antico per far oltre e altro. Si tratta perciò di studio ed evoluzione dell’antico, ossia, come ben dice il conte: “di una intelligente traduzione della più raffinata arte antica in linea moderna”, senza strapp!!
W Giacomo Melillo, w il conte Michel Tyszkiewicz (ce ne fossero!!)
saluti,”

Eldorado

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