Nasce il portale Demanio Real Estate …

Il saluto dell’on. Visco:

“La nascita del portale Demanio Real Estate dell’Agenzia del Demanio introduce una forte innovazione nel settore immobiliare italiano e internazionale …
In particolare, gli enti territoriali potranno cogliere l’opportunita’ del portale per far conoscere meglio ad un pubblico molto piu’ vasto le proprie iniziative in ambito immobiliare.” …

E che cosa troviamo “In evidenza” sul neo-portale? …
Un bel servizio con tanto di tavole di progetto …
sull’iniziativa degli ascensori al Vittoriano …
intesa naturalmente sub-specie di “valorizzazione” … “immobiliare” …

Possiamo così leggere, tra le altre amenità:

“L’ascensore esistente – uno dei primi di Roma – che arriva fino al Porticato sara’ risistemato e riservato ai portatori di handicap. Molto probabilmente l’uso degli ascensori non sara’ gratuito: ”cio’ che si paga ha valore” ha spiegato il ministro (Rutelli), ma ha anche aggiunto che ”ancora non e’ stato deciso nulla”. L’architetto Rocchi (autore tra l’altro del restauro della facciata di Assisi dopo il terremoto) ha detto di condividere l’idea del ministro e ha ricordato che nel suo progetto e’ previsto ”un modesto contributo” per l’uso degli ascensori. Per facilitare l’arrivo al monumento e poi agli elevatori, il progetto prevede un collegamento diretto con la metropolitana in costruzione sotto Via dei Fori Imperiali e un altro ancora con il Campidoglio. Completano l’intero progetto: il consolidamento statico del monumento lesionato, il restauro e la conservazione delle superfici esterne, la modernizzazione delle attuali sale espositive e la creazione di altre due. L’obiettivo e’ quello di una ”neo- valorizzazione” del monumento progettato dall’architetto Sacconi. …”
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Dalla Metro al Cielo con un biglietto solo …

Complimenti per il progetto …
Sputtana definitivamente, in un sol colpo, uno degli spazi “più straordinari del mondo” (tanto per usare le parole tanto care alle autorità …)
Che ne pensano la DARC … il Consiglio Superiore … il Sindaco … i Vigili Urbani … la protezione degli animali? …
Quello che ha in testa il Ministro … già lo sappiamo …

ma tra le tante cose che ci “commuovono” in questo splendido e interessantissimo progetto non va sottovalutata anche la dedizione professionale degli addetti ai lavori che nella loro acribia progettuale arrivano al punto di teorizzare sulle tariffe del biglietto … altrimenti, in tempi di vacche magre, da dove ci scappa la parcella? …

verrebbe da domandarsi: chi “tutela” l’Architettura (la Storia … la Cultura …) in questo paese?

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Rutelli mette a reddito … anche le tombe …

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come inizio non c’è male …
forse per un certo senso di inferiorità verso il suo collega-antagonista Veltroni … Francesco Rutelli … appena ha potuto … si è arrampicato più in cima e adesso guarda, dall’alto in basso, il povero Walter rimasto giù … solo … sulla terrazza di palazzo Caffarelli …
Lui, infatti ha raggiunto addirittura … la vetta del Vittoriano …
Peggio dei ragazzini … che magari poi chiamano la mamma per farli scendere …
Ma purtroppo non c’è niente da ridere … siamo alle solite … affari, affari, affari … anche su un monumento che, in qualsiasi parte del mondo, sarebbe degno di un po’ più di rispetto … almeno per quello che rappresenta … (nessuno si ricorda del “milite ignoto” che lì riposa a monito di tutte le guerre? …)

Leggiamo così sulla stampa di questi giorni dell’ultima iniziativa del Ministero preposto alla “valorizzazione” del nostro patrimonio culturale …

Scrive Carlo Alberto Bucci sul Corriere della Sera del 4 agosto cercando addirittura di attribuire al povero Sacconi la paternità della trovata:
“In una sua tavola dedicata al Vittoriano, Giuseppe Sacconi disegnò una folla di visitatori che, in cima alla terrazza, si godeva il paesaggio. L´immagine schizzata dall´architetto marchigiano … dal 2 giugno 2007 diventerà realtà. E questo grazie a due ascensori trasparenti che, a partire dal piano della chiesa dell´Aracoeli, porteranno (con viaggi di 13 persone alla volta della durata di 35 secondi) fino a 5.600 visitatori al giorno a 62 metri d´altezza. Fino alla terrazza delle Quadrighe per ammirare la Città Eterna …
Quello degli ascensori è solo uno degli aspetti del piano di interventi che, nei prossimi tre anni e al costo di 10 milioni di euro, ridisegneranno, secondo il progetto dell´architetto Paolo Rocchi, facciata e funzioni del colosso in marmo botticino …
«Oltre a un futuro collegamento diretto con la linea della metropolitana attualmente in costruzione sotto via dei Fori imperiali» ha spiegato il direttore regionale per i Beni culturali, Luciano Marchetti, «il progetto prevede la realizzazione di due sale conferenze» …
Rutelli … pensa di trasformare i 50mila metri quadrati del Vittoriano in una sorta di Centre Pompidou, nel cuore di Roma, affidato alla società “Comunicare organizzando” che da dieci anni organizza mostre nell´ala Zanardelli. Tra esposizioni temporanee, spazi museali … e visite al monumento … il Vittoriano l´anno scorso ha ospitato un milione e trecentomila persone.  …
Il vano degli ascensori esterni – prima opera in cantiere – «non sarà ancorato al monumento e sarà reversibile», ha detto Marchetti per salvaguardare la linea architettonica del Vittoriano. E l´impatto del parallelepipedo di vetro e acciaio sullo skyline del Campidoglio? «Se ne vedrà solo la parte superiore perché la maggior parte sarà “coperta” dal corpo di fabbrica dell´Aracoeli», spiega Maurizio Galletti, soprintendente ai Beni architettonici e al paesaggio. «Nel rapporto tra costi e benefici – prosegue l´architetto – bisogna tenere presente la vista sugli scavi dei Fori che questi ascensori offriranno. E questa vista meravigliosa vale un piccolo disturbo visivo, tanto più che è, eventualmente, reversibile» …”

Tutti appaludono all’iniziativa …
Dopo l’Ara Pacis l’ex sindaco ce rifà …
Perseverare però è diabolico …

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I deserti metropolitani di Wenders …

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Una bellissima mostra intitolata “Wim Wenders, immagini dal pianeta Terra“, è ospitata presso le Scuderie del Quirinale fino al 27 agosto …
Si tratta di una panoramica sulla produzione fotografica del grande regista tedesco che fa il punto, attraverso una sessantina di gigantesche fotografie, sulla sua specifica visione del mondo …
Un itinerario intellettuale che si rifà, in termini contemporanei, al Grand Tour, a Goethe e a Schinkel, ma anche alle illuministiche esplorazioni humboltdiane, estreme, ai limiti del conosciuto … alla ricerca di una verità più profonda, “scientifica” e “poetica” insieme, dei luoghi e delle cose … che è anche un giudizio critico, spesso inappellabile, sui limiti della modernità …

ma nelle foto di Wenders si legge anche un rinvio al Lang di Metropolis e al Mendelsohn di Amerika, qualche cenno anarchitettonico al Rudofsky, già visto da Pagano, e sicuramente più di un ricordo delle alchimie dei Becher sullo sfondo dei “paesaggi” di Smithson …
Una mostra che ogni architetto dovrebbe vedere…
anche per ri-conoscere e progettare meglio la “sua” città …

“alle volte credo che anziché produrre cose nuove, serebbe meglio favorire una nuova fruizione di ciò che già possediamo …
… Il restauro è un esercizio di equilibrio, un camminare su una fune, alla minima esagerazione si distrugge; basta eccedere nella pulizia, rendere troppo bella una facciata e ci si ritrova con una città come Disneyland.
… E’ accaduto anche a … nell’ambito del giubileo cittadino: hanno pulito e imbellettato tanti luoghi, che d’un tratto non avevano più storia, ma solo il cliché della storia …

E’ anche molto complesso affiancare un edificio nuovo ad uno vecchio. Ma è anche la cosa più emozionante delle città vedere un edificio moderno affiancarsi con naturalezza e con coraggio a un palazzo storico: lo trovo straordinario. Mentre se il nuovo cerca di mimare l’antico, di rubare a quello lo stile, di creare zone di transizione, quasi sempre è un disastro. …
Si può solo cercare di realizzare edifici moderni nel miglior modo possibile: Il risultato sarà sempre migliore di qualsiasi tentativo di plasmare il nuovo sul vecchio …”

(W.W. ’87)

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Sull’Ara … Benevolo … sposa Meier … ma …

Dev’essere stato un vero e proprio colpo di fulmine … sotto l’ombra lunga di Le Corbusier … quello che ha folgorato Leonardo Benevolo di fronte alle opere romane dell’Americano Bianco … se nella sua ultima opera L’architettura del nuovo millennio (Laterza, 06), praticamente l’ultimo capitolo della sua storica “Storia”, scrive testualmente:

“Il Museo dell’Ara Pacis sta nel centro antico di Roma: un quadro ambientale obbligante e specificamente europeo, rovinato dal disastroso intervento di Vittorio Morpurgo degli anni Trenta per l’«isolamento» del mausoleo di Augusto e mistificato dall’aberrante impostazione della committenza. Per i tecnici del Comune di Roma, gli edifici di Morpurgo appartengono al «razionalismo italiano» (non all’«internazionale dei pompieri» che era l’avversario polemico del movimento razionalista di allora), e Meier viene chiamato come esponente di un fantomatico «razionalismo americano» per conseguire un’omogeneità stilistica completamente fuori posto nel palinsesto della Roma moderna.
Come Meier avrà percepito questi propositi? L’Ara Pacis augustea è stata collocata negli anni Quaranta in asse al mausoleo, sopra il gradone fra via Ripetta e il lungotevere ottocentesco, dentro un padiglione costruito con i mezzi dell’«autarchia», già pericolante. L’amministrazione romana avrebbe potuto chiedere soltanto una nuova teca, per proteggere il monumento nel modo più vicino possibile alla situazione originaria all’aria aperta. Invece decide di chiudere la piazza novecentesca con un quarto edificio, che contenga, oltre a una sala per l’Ara Pacis, una lunga serie di ambienti richiesti dalle varie ripartizioni comunali, destinati a immiserire l’eccezionale monumento antico. L’architetto americano accetta questo programma, e intelligentemente lo attenua. Disegna un manufatto elegante e leggero – l’esatto contrario dei rozzi fabbricati circostanti di Morpurgo – che è poco più alto del gradone e diventa, all’estremità sud, una sistemazione a terra con scalinate e terrazzi.
Il cantiere va a rilento, in mezzo alle polemiche. Abituato al contesto americano, aperto e senza spessore temporale, che è la matrice del suo abituale linguaggio architettonico, Meier si trova a disagio in un ambiente circoscritto e datato, dove occorrerebbe inventare un linguaggio nuovo, come hanno imparato a fare i migliori architetti europei negli ultimi decenni.
Sempre a Roma, mentre è spaesato nel puzzle ambientale di piazza Au-gusto Imperatore, si ritrova invece a suo agio nella periferia destrutturata, dove nel 2003 finisce di costruire la chiesa commissionata dal cardinale vicario, Camillo Ruini. E’ un energico congegno spaziale, comprendente l’aula di riunione e gli ambienti accessori coperti e scoperti; sorge fra i volumi divaricati del nuovo quartiere a est e i grandi spazi liberi nelle altre direzioni e regge benissimo la pressione di questo eterogeneo contorno. Le rifiniture eseguite con sapienza tecnologica in Italia inconsueta – i candidi volumi in cemento armato pigmentato e i diaframmi trasparenti, resi appena percettibili dalle leggere intelaiature – danno il massimo risalto a questo dono venuto da oltre oceano” … quante migliaia di studenti si “formeranno” nei prossimi anni su queste pagine? …
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La Biennale del Cavaliere … e la ‘liquidità’ degli intellettuali …

Ricky Burdett, l’uomo di fiducia della grande finanza internazionale, sta concludendo la preparazione della “sua” Biennale d’architettura …
La chiave di lettura sembrerebbe essere sostanzialmente quella già espressa dal programma Urban Age, di cui Burdett è stato animatore in questi ultimi anni, promosso dalla London School of Economics and Political Sciences e dalla Alfred Herrausen Society della Deutsche Bank …
In una recente intervista Burdett parlando, da par suo, dell’argomento “città” ricordava, tra l’altro, che:
“Dalle favelas di Rio a Città del Messico, il 95% delle città sono costruite da privati per un ritorno economico” …
l’avreste mai pensato? ..
e concludeva:
“Come intervenire nel mercato privato è un tema molto interessante” …

per un “intellettuale”, direttore della Biennale, non c’è male …

D’altro canto nel padiglione italiano, in esilio alle Gaggiandre …
troviamo un Franco Purini che per evitare i rischi di “un dibattito architettonico che negli ultimi anni si è troppo abbandonato alla celebrazione di singoli progetti redatti da famosi architetti …” colpito dalla sindrome di Polibio, si disegna una città intera, tutta sua … e fa annerire le caselle … i lotti … gli isolati … da un pugno di “giovani progettisti … non ancora fagocitati dal professionismo o dalla notorietà spettacolare” …
che si vuole di più per evitare ombre fastidiose … che avrebbero potuto oscurare il “disegno debole”(come lo chiama Lui) del Maestro? …
ma si sa che nei “progetti” di Purini le ombre contano … eccome se contano …
“Vema sarà quindi una città dai confini precisi … ma senza un centro che ne determini gerarchie interne: una città, per dirla con Baumann, della modernità liquida ” …

qualcuno, recentemente, ha scritto in proposito:
” Zygmunt Baumann riflette sul ruolo degli intellettuali in quella che lui chiama la modernità liquida …
Baumann argomenta sull’
intellettuale “liquido” …
il sociologo anglo-polacco è autore del libro
La decadenza degli intellettuali, ma forse il titolo oggi più acconcio sarebbe Il decesso degli intellettuali … “

Chissà se anche Burdett è interessato all’argomento?
magari lui, con tanta “liquidità” …
ce se compra, intera, tutta la Cina …

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Gli architetti si appellano …

Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, come tutti gli architetti italiani, l’ Appello degli Architetti al Governo elaborato dal Consiglio Nazionale in relazione alle note proposte del Decreto Bersani … che recita testualmente:

“Il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori si rivolge al Governo affinché favorisca un intervento a salvaguardia della qualità della progettazione nel settore dei lavori pubblici; qualità che rischia di essere gravemente pregiudicata dalla eventuale eliminazione della obbligatorietà delle tariffe minime disposta dal decreto legge Bersani.
La storia del nostro Paese e la cronaca giudiziaria dell’ultimo decennio insegnano che, nel settore dei lavori pubblici, la competizione deve avvenire sulla base della qualità del progetto e non su ribassi che, spesso insostenibili o virtuali, determinano pessime opere o varianti, con aggravio di costi e interminabili contenziosi legali.
Solo un progetto di qualità può assicurare la qualità delle opere pubbliche, così come è nella migliore tradizione del nostro Paese.
Il confronto concorrenziale deve avere ad oggetto la qualità del progetto e deve essere il più ampio possibile.
L’abolizione delle tariffe minime altera la concorrenza in quanto avvantaggia le imprese (che possono trarre profitto dalla costruzione) e, di fatto, estromette dal mercato i progettisti – in particolare, i più giovani – riducendo quella competizione che è la migliore garanzia di qualità.
A tutela della collettività, del paesaggio e della cultura architettonica, gli Architetti italiani e tutti i professionisti della progettazione chiedono che VENGA FATTO ESPRESSAMENTE SALVO IL REGIME DEI CORRISPETTIVI DEI LAVORI PUBBLICI così come stabilito dal Codice degli Appalti e dalla Direttiva Europea 2004/18 che – diversamente da quanto demagogicamente sostenuto – riconosce la legittimità delle tariffe per le prestazioni di interesse generale.”

Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
21.7.06

Finalmente … gli architetti come i farmacisti e i tassinari …
un sussulto di orgoglio corporativo …
“a tutela della collettività, del paesaggio e della cultura architettonica …
solo un progetto di qualità può assicurare la qualità delle opere pubbliche, così come è nella migliore tradizione del nostro Paese
…”

Benissimo …

Ma, … cari colleghi, vi siete mai affacciati alla finestra?
Quello che vedete vi convince?
Privato o pubblico non fa poi tanta differenza …
Non avete qualche tremito? Un pochino di vergogna? …

Gomorra … oppure, chiamatela come volete, …
la città italiana contemporanea…
l’hanno costruita, “da soli” … gli ingegneri e i geometri? …

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A margine di Gomorra …

“Cosa succede quando la storia
che vogliamo raccontare è la nostra?
”
Pier Paolo Pasolini

“Comprendere cosa significa l’atroce, non negarne l’esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà …”
Hanna Arendt

“Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna …”
Niccolò Macchiavelli

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Gomorra … viaggio nell’Italia di oggi …

Niente a che vedere con l’omonima rivista radical-chic di certi attardati intellettualini romaneschi …

questa è una cosa seria …

Gomorra, viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, è il titolo del libro appena pubblicato da Roberto Saviano per i tipi di Mondadori …
Nei luoghi dove si aggiravano estasiati Goethe, Schinkel e i tanti altri appassionati del Grand Tour …
si aggira oggi anche il giovane Saviano …
da lontano … i paesaggi sono forse gli stessi … ma ad una lettura più ravvicinata ecco che si scopre che cosa significa l’Italia contemporanea …
è una descrizione dall’interno di un mondo tragico col quale, bene o male, tutti conviviamo quotidianamente … e si scopre una città, un’architettura, un territorio (nel caso specifico l’area che da Portici si spinge fino all’agro casertano passando per il porto di Napoli e le sue adiacenze), dove precipitano i valori di una quotidianità disperata e diffusa che sono di tutti e di ciascuno …
case, quartieri, città, campagne che che in capitoli esemplari come “Il porto”, “Cemento armato”, “Hollywood”, “Terra di fuochi”, … prendono corpo e ci danno conto di che cosa, anche gli architetti, hanno di fronte nel momento di un loro, eventuale, confronto con il reale …
dal Water-front sino-partenopeo, al paesaggio cinereo delle discariche casalesi … ci si rende duramente conto (mentre magari le corporazioni professionali parlano di parcelle minime o di libero mercato … e le università di estetica della marginalità, di morfemi, di qualità diffusa e di quant’altro …) di che che cosa sia, “realmente”, l’Italia di oggi …
un libro che ogni studente dovrebbe leggere prima di qualsiasi esame di “urbanistica”, di “progettazione”, di “storia” o di “restauro” …

Gomorra … è la città di tutti … Vema … la città di Nessuno …

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Urbanistica e ‘cultura’ … concorsi ‘molto particolari’ …

A margine della già citata intervista dell’assessore Morassut riportata sul “Corriere della Sera” del 22 luglio, oltre alle amenità sul “gruppo dei quattro” cui ha appena risposto Paolo Marconi, il responsabile dell’urbanistica capitolina si lascia andare ad alcune inquitenti considerazioni sui concorsi romani che meritano almeno qualche breve considerazione …

“ … il modello sperimentato per piazza Augusto Imperatore potrebbe essere replicato per molti di quelli previsti nell’area centrale …
Ma maggiore quantità di occasioni potrebbe esserci per le periferie
…”

Visti i risultati … speriamo proprio di no …

E ancora, continua Morassut:
“Ci sarà il concorso per la trasformazione dell’ex Velodromo, che sarà molto particolare perché bisognerà coniugare profonde trasformazioni delle funzioni con un progetto filologicamente molto ancorato alla figurazione del manufatto storico …”

In questo caso “molto particolare”, ma vorremmo essere smentiti …
se non abbiamo capito male … si propone la demolizione di una delle opere più significative del dopoguerra romano … per una sua sostituzione … “alla maniera” … “in stile” … o quant’altro …
con un nuovo progetto … “molto ancorato alla figurazione del manufatto storico” …
ma siamo matti? siamo vittime di allucinazioni dovute a un colpo di calore?… oppure come si dice da queste parti …
qualcuno “ci marcia” al di la di ogni decenza?

Questo è il futuro del “modello romano” … per l’architettura?

Che ne pensano il Sindaco, l’ex Sindaco (oggi ministro dei Beni Culturali), la DARC? …

Dal “restauro del moderno” … al “falso storico” …

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Piazza Augusto Imperatore …”Un progetto bello ma sbagliato” …

“I grandi esclusi non erano al di sotto degli obiettivi, ma
al di sopra…”

Riceviamo da Paolo Marconi, uno degli esclusi dell’ormai famoso “gruppo dei quattro” una risposta all’intervista di Lilli Garrone all’assessore Morassut pubblicata sul “Corriere della Sera” di sabato 22 luglio 2006 intitolata: “Cari Portoghesi e Aymonino, un progetto bello ma sbagliato”:

“Bravo Morassut!
Finalmente qualcuno della Giunta Veltroni ha capito che i “furbetti capitolini” che hanno inventato il Bando e inquinato la Giuria del Concorso per la nuova Piazza Augusto Imperatore non avevano lo spessore culturale adatto a condurre in porto il Concorso per la sistemazione della Piazza, indegnamente rovinata ai tempi di Mussolini per ospitare il di lui sarcofago.
O meglio, è verissimo che Aymonino, Benevolo, Marconi e Portoghesi erano al di sopra degli obiettivi di un Bando il cui scopo era fin troppo evidente: “mettere una pezza” all’atto di supponenza col quale fu imposta ai romani la Teca dell’Ara Pacis senza concorso, indicendone uno che la giustificasse, sia pure a posteriori. Un concorso che modificasse il sito in modo che quella Teca – oggi spaesata in Roma come una pompa di benzina nata per le pianure dei pellerossa – non troneggiasse troppo su quella che era da due millenni la Porta fluviale settentrionale di Roma, ma anzi sperando che essa “desse il la” a quel contesto urbano, in modo da non sembrare più una stecca madornale, ma la nota più intonata dell’intero concerto.
I “grandi Maestri” suddetti (così la Stampa li ha chiamati in questa occasione) hanno pensato infatti che non valesse la pena di scomodarsi solo per rispondere pedissequamente a un Bando miope, ma hanno pensato di dare un’indicazione ai romani ed a Roma in materia di “sistemazione” di quella Piazza ricorrendo alla loro cultura storica ed architettonica, nella speranza che l’Amministrazione li introducesse, sollecitando la costituzione di un Gruppo misto, tra coloro che avrebbero “raddrizzato il tiro” del Bando, presentando un progetto degno di essere mostrato ai romani ed al mondo.
Ma il terrore dei furbetti suddetti, di essere smentiti o corretti, ha trionfato: essi hanno preferito – protetti da un’Amministrazione distratta – di non guardare negli occhi i loro Maestri, e così li hanno “cancellati” mentalmente, così come fanno i bambini quando vogliono ignorare un pericolo.
In effetti, il Mausoleo di Augusto sta in un sito reso squallido dalle manovre urbanistiche concepite nell’imminenza dell’ultima Guerra, e non sarà certo pettinandone le erbacce o seppellendo altrove i gatti morti che esso si potrà risollevare al rango che merita, ma solo ripensando alla sistemazione dei Lungoteveri in modo meno miope e frettoloso di quanto negli ultimi decenni si sia fatto. Certo, la sostituzione che noi prevediamo del Ponte Cavour (il quale fu malamente fondato) con una passerella pedonale non era prevista dal bando, e neppure la ricostruzione, com’era e dov’era, del Porto di Ripetta, pur servito da un’apposita linea di metropolitana che corresse sotto la Via di Ripetta (proposta da Benevolo fin dal 1985), ma di chi è la colpa: dei concorrenti muniti di un’ottica adeguata o della miopia degli estensori del Bando, ignari della storia anche recente di Roma ed anzi ansiosi di consegnare definitivamente la Città ai “palazzinari” così com’è?
“Non è ragionevole accettare che tutto ciò che è avvenuto in passato sia venerato e conservato in quanto un “segno del passaggio della storia”: la storia si fa in primo luogo con i documenti scritti e illustrati, non “conservando” indiscriminatamente in un sempre più caotico museo all’aperto i misfatti da noi stessi prodotti. L’esigenza decisiva è il discernimento fra presente e futuro. Alcune opportunità più importanti, già individuate, devono esser rimandate al futuro per via delle loro connessioni. E’ secondario fissare le scadenze esecutive, mentre è essenziale non precludere adesso, per incuria, i futuri scenari.” Con queste parole si conclude l’Approccio culturale al progetto richiesto dal Bando al nostro Gruppo: spetterà al pubblico mondiale, d’ora in poi, decidere se noi abbiamo ragione o no, in una prospettiva dalla quale i furbi e gli ignoranti vanno esclusi, in nome della reputazione culturale di Roma nel mondo.”

Paolo Marconi
Roma 22.7.06

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