Dopo la via Novissima … “Case intelligenti in una città intelligente” …

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un nuovo “Rinascimento” … è alle porte …
parola di Paolo Portoghesi …

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e ci sono anche i cipressi … come in val d’Orcia …

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His Lordship, Richard Baron Rogers of Riverside …

La Biennale … e le balle dei guru …

C’era da scommetterlo che Burdett avrebbe dato il Leone a Rogers …
avevamo quasi un presentimento …
e, comunque, era scritto nel dna di questa biennale all’inglese … o, forse meglio, amatriciano-londinese …
e adesso che è stato premiato per la sua carriera … (veramente, dopo il Pompidou e i Lloyd’s, sono più di vent’anni che Rogers fa il manierista di sé stesso e il fragoroso flop del Millennium dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, la fragilità e la palese volgarità della sua poetica ultima …)
ma tantè … un leone … non lo si nega a nessuno … tanto meno ad un amico … di “famiglia” …
e così “His Lordship, Richard Baron Rogers of Riverside”, fiorentino, classe ’33 ci racconta la sua idea di città … lui, mago dell’Hi Tech … convertito alla Val d’Orcia … come nella pubblicità dei palazzinari romani (il Caltagirone del quartiere Leonardo e il Mezzaroma di quello Rinascimento … tanto per fare un paio di esempi romaneschi …)
Sua Lordità ci propina qualche umanistico pensierino, fresco di giornata, …
“Ho una casa vicino a Pienza, che ha una bellissima piazza progettata dal Rossellino per papa Pio II, su cui s’affacciano palazzo Piccolomini, la cattedrale e altri magnifici edifici.”

Grazie per avercelo ricordato … e continua:

“Dobbiamo avere delle città vivibili, dove la gente può incontrarsi, lavorare. Non può essere un posto da dove scappare, fuggire per trasferirsi in campagna. Tra l’altro la campagna non è sostenibile come una città, dove si può andare a piedi, passeggiare in un parco, vedere gli altri. Dobbiamo avere delle vere città e la vera città è la città ellenica, la città del Rinascimento, dove le persone possono ritrovarsi, conoscersi …
Grattacieli? … In Europa non c’è bisogno di grattacieli anche se dipende da dove si costruiscono … Dipende … dal luogo. In città come Firenze a mio giudizio non sono da costruire, a Milano vanno bene” …
e a Roma? … Sky … Sky … Sky …
che ne pensa Purini? …
che, sullo stesso tema esterna anche lui, invece , per una città che:
“deve possedere uno spirito utopico, essere una città innovativa come quelle che si stanno costruendo in Cina, in Corea, negli Stati Uniti nel segno sia della sperimentazione del linguaggio architettonico che delle tecnologie” …

Ma forse, anche per Rogers, la chiave di tutto sono le donne …
non sarà un caso infatti che, come ci ricorda l’enciclopedia, …
“Richard Rogers’ second wife is Ruth Rogers, co-owner of The River Café (also designed by Richard Rogers) and author of a series of popular cook books on Italian food” …
Viva il Brunello, la bruschetta e la ribollita …

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Dietro l’angolo … il Quartaccio …

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Di ritorno a Roma dopo le “vacanze” … si fa per dire … nella posta si trova un po’ di tutto, generalmente robaccia … spam … e monnezza varia …
Ma anche … e per fortuna, due righe di qualcuno che ha “approfittato delle vacanze” per guardarsi intorno e conoscere dal vivo i nuovi “monumenti” della città …

Ricevo e quindi vi giro, pari pari:

“Pare che i ritorni dall’erasmus siano vissuti sempre all’insegna
dello stato brado..e cosi io, quest’anno il mio grand tour (mi perdoni
la citazione dal blog) estivo l’ho passato tra roma Fregene e Santa
Marinella. In una delle pause romane ci sentiamo con un amico, che non
vedevo da un pò, fresco di sintesi puriniane, fresco di sirene chiamate
studio Nemesi. E non a caso mi fa: ma se ci andassimo a vedere ‘sta
chiesa al Quartaccio? ho un po di benzina alla panda, andiamo. Da viale
Somalia con il nuovo sottopassaggio è una soffiata de naso, tangenziale
e in dieci minuti sei già a Pineta Sacchetti. D’estate, una favola
(D’inverno,non chiedetemelo,per fortuna abito a piazza vittorio…ma
pare che non funzioni proprio cosi bene), perdippiù senza aria
condizionata. Direzione Viale Andersen. Bel nome, vaghi ricordi
d’infanzia, streghe e pentoloni. Bella strada quella..da Torrevecchia, via
della Valle dei Fontanili e poi a sinistra si sale, crinale e un bel
quartierino costruito su. all’orizzonte, grigie torri dai rossi infissi.
Ma non è di Barucci che voglio raccontare, sebbene come cornice, come
dire, “funzioni”, eccome.. (due facce della stessa medaglia Torrevecchia
e Quartaccio..e se una medaglia di facce ne avesse tre,la terza sarebbe
il Laurentino, mi permetto di azzardare…). Il contesto non è di quelli
“selvaggi” di tor tre teste.. più delicato mi è parso. Ma la violenza con
cui colpisce il semplice apparire di una architettura spaesata, è lo
stesso.Cancellata-inferriata formato Jean Nouvel(per non parlare della
copertura…Lucerna Opera House docet) giusto per distruggere un
piccolo sagrato a cui il quartiere aveva già “provveduto”..davanti,
giovani a scazzarsi. Si entrerà pure da qualche parte, no? Presenza umana
nulla.O almeno,celata dentro la sfera-abside entro la quale un parroco
veneziano officia chino con signore anziane riti di periferia.Alla
nostra presenza un fremito il suo.”Siete visitatori-ci fa-..?Beh io sto
chiudendo,forza..”..Io giusto l’occhio per scorgere il suo tugurio,
l’aula liturgica con quelle strane poltrone..e continua,voltandosi
mentre esce con la giacca sulle spalle, non so se per scusarsi o per
essere piu esaustivo:” mi spiace ma mi infastidisco che vengano anche a
vederla, PERCHE UNA COSA COSI NON LA VOLEVA NESSUNO”.
E beh caro prof,a quelle parole,dopo cinque anni dentro una facoltà a sentirti dire che questi sono i nuovi virgulti della scuola romana (cinque di cui uno
fuori, per fortuna) mi sono sentito veramente una merda.
Colpito e affondato,prof.
Mi scusi per la lunghezza e per l’inezia della cosa,
però…”
Filippo De Dominicis

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letta la lettera ho pensato bene di approfittare anch’io della stagione (dalla prossima settimana … altro che dieci minuti …) e di passaggio, verso il Quartaccio, guarda la coincidenza, non ti capito proprio sul cantiere di Zazà? … che dirà il prossimo parroco del MAXXI? … (sempre che Rutelli trovi i soldi per concludere il capolavoro …)
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Purini “mensor” … e i “Saranno famosi” … alla Biennale 06 …

A pochi giorni dalla prossima inaugurazione … alcune considerazioni preliminari sulla partecipazione italiana alla prossima Biennale di Architettura di Venezia si impongono …
Da quanto risulta dai programmi e dai comunicati … a parte altre iniziative, sostanzialmente collaterali (le sezioni curate da D’Amato e da Bruttomesso, più qualche altra inopinata iniziativa “regionale” e merceologica di cui si sente parlare …), la centralità della presenza italiana resta legata alle iniziative promosse dalla DARC … le quali, in buona sostanza e se non abbiamo capito male, si dovrebbero risolvere nella presenza di Franco Purini e della sua dilatata band di voci “nuove” (ma rigorosamente orchestrate dal Maestro … una specie di Zecchino d’oro dell’architettura, vi ricordate il Mago Zurlì? …) e dall’ennesima mostra sull’erigendo MAXXI …

Vabbé che l’Italia sarà pure un paese in crisi …
ma a tutto c’è un limite …

da un lato, mostrare la furbatettura del Piranesi del Liri nella curiosa e autoreferenziale formula di un town-design (un bel po’ datato) eterodiretto e delegato a decine e decine di giovanissimi – ne abbiamo contati più di cento – che pur “saranno famosi”, ma che, per ora, sono stati sostanzialmente costretti ad ombreggiare coi loro giochini le “fumose” caselle predisposte …
forse, tanto valeva che il Purini, “curatore” (“di se stesso”, verrebbe da dire) che, per l’occasione, ha così trovato il modo di eludere la “concorrenza” dei coetanei e di almeno due generazioni di architetti italiani più “giovani” di lui, VEMA se la disegnasse, tutta, da solo … magari e vista pure la sua quarantennale esperienza grafica e la sua scaltrezza manuale, …
il “disegnone” … e … il “plasticone”… gli venivano anche meglio …

Poi la chicca del cantiere del MAXXI fotografato in progress …
mancano i fondi, che vengono centellinati, mese per mese, giorno per giorno …
forse che, al padiglione Venezia, Pio Baldi e la Guccione avranno predisposto pure il buzzichetto per le offerte? …
e si potrebbero anche vendere, per l’occasione, dei plastichetti di marzapane, magari incartati – come i baci Perugina – in un pensierino di Mario Lupano e intitolati “Sospiri di Zazà” …
così il Ministero, invece di vergognarsi per la magra figura agli occhi del mondo intero per l’andamento dell’opera magna, ci rifila, per l’ennesima volta, la solita sòla … e mette in mostra, proprio, le sue vergogne …
se non andiamo errati il babelico, babilonese, Museo romano era una delle prime opere post-Vitra della grande Zazà …
che, nel frattempo, di roba ne ha tirata su parecchia …
prova ne sia la recentissima, faraonica, mostra del trentennale sulla rampa del Guggenheim americano, sponsorizzata da Oldcastle Glass & Deutsche Bank dove l’ineguagliabile irakena si è presentata al volante della sua nuova Z-Car a idrogeno progettata per BMW … e fa un po’ impressione vedere il bolidistico e periclitante triciclo parcheggiato nel sottotetto, al posto dei Picasso, appena sotto la volta che l’impareggiabile Frank copiò da povero Momo … ché finalmente il rampante spiralone viene usato per quella “rimessa” che sempre è stato …
ma così il nostro MAXXI non sa già un po’ di stantio? …

P.S.: e chissà se nella sua demiurgica e pigmalionica veste di “fondatore”, di mensor, della “nuova” città di domani F.P. ha seguito a dovere anche le regole dell’arte per cui: “Secondo le regole relative alla fondazione, antico cerimoniale etrusco che i romani fecero proprio e che tramandarono … doveva essere individuato il “templum” celeste.
Questa porzione di cielo, che costituiva lo specifico campo d’osservazione dell’augure, veniva delimitata al suolo dal “recinto augurale”, un quadrilatero disposto lungo gli assi cardinali dove nove punti di riferimento permettevano di verificare, attraverso gli auspici, la disponibilità e la benevolenza degli dèi verso ogni nuova azione.
La volontà di questi ultimi poteva, secondo tale cerimoniale, manifestarsi ex avibus, con l’esame del volo degli uccelli …
Di “volo di uccelli” si parla, appunto, nella cerimonia propiziatoria con cui ha inizio il sacro testo …
si iniziava con la cerimonia “espiatoria” così impostata:
“Si inizi con l’osservazione degli uccelli, il picchio verde e la cornacchia da occidente, oppure il picchio e la gazza da oriente” …
Oppure: “Si inizi con l’osservazione degli uccelli, quelli che spettano alla regione anteriore e quelli che spettano alla regione posteriore…..”
Chissà? …

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L’Architettura italiana … alla Biennale 2006 …

“…Biennale Architettura… 10. Mostra Internazionale di Architettura… Partecipazioni nazionali…

Italia

Sede Padiglione italiano, Prima Tesa delle Vergini all’Arsenale
Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali
Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici
DARC – Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee e Fondazione La Biennale di Venezia

Commissario Pio Baldi

Curatore Franco Purini

ITALIA-y-2026. Invito a Vema

Avatar Architettura (Nicola Santini, Pier Paolo Taddei) collaboratori: Diana Lombardi, Juan Xeara Oro, Anna E. Poullou; PTL (Peter Thomas Lang, Mauricio Cardenas (consulente per le strutture in bamboo) Lorenzo Capobianco, collaboratori: Fabio Baratto, Matteo Belfiore, Raffaele Capasso, Marco Fabio De Lillo, Sabrina De Martino, Giovanni Fasanaro; Dogma|Office: Dogma (Pier Vittorio Aureli, Martino Tattara, Sabina Tattara) Office (Kersten Geers, David Van Severen); ELASTICO SPA (Stefano Pujatti Architetti) collaboratori: Corrado Curti, Valeria Brero, Daniele Almondo, Elena Ferrari; ELASTICO 3 (Alberto Del Maschio) collaboratore: Marco Burigana;
Giuseppe Fallacara collaboratori: Nicola Parisi, Marco Stigliano, Marco Orsini, Marco Lomascolo; Santo Giunta, collaboratori: Domenico Falcetta,Viola Avvento, Mariano Capitummino, Giuseppe Cardillo, Francesca Crocco, Andrea Liguori, Massimiliano Masellis, Sebastiano Raimondo, Giampiero Riggio, Riccardo Scalisi, Domenico Scirica, Fabio Vella, Calogero Vetro; Iotti+Pavarani Architetti (Paolo Iotti, Marco Paravani) collaboratori: Valentina Adami, Anita Cova, Matteo Francesconi, Fabrizio Gruppini, Cristina Haumann, Carlotta Meneguzzo, Federica Pennacchini, Perla Rebecchi, Giulia Sacchetta, Simone Tortini; Raffaella Laezza, Michele Moreno, Giovanni Santamaria collaboratori: Alberto Casarotti, Alberto Cosatti, Valentino D’Osualdo, Andrea Trolese; Liverani/Molteni Architetti (Andrea Liverani, Enrico Molteni) collaboratori: Giovanni Podestà, Martino Sacchi, Gianfranco Orsenigo, Elena Ruotolo, Sebastiano Conti Gallenti; ma0 / emmeazero studio d’architettura (Massimo Ciuffini, Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre) con: Piero Ventura, Enrica D’Aula, Giacomo Pietrapiana, Lisa Pavanello, Carlo Tancredi, Diane Jaeger; Antonella Mari con: Matteo Lorusso, collaboratore: Marcello Reina; Masstudio (Simone Colombo, Chiara Martini, Lorenzo Rossetti, Gabriele Sposato); Stefano Milani, collaboratori: Filip Geerts, Arek Seredin, Radek Brunecky; Moduloquattro Architetti Associati (Fabrizio Ciappina, Giuseppe Fugazzotto, Antonello Russo, Gaetano Scarcella), collaboratori: Monica Bellantone, Rosaria Antonella Testaì, Umile Molinaro Santi Maggio Savasta; Tomaso Monestiroli, Massimo Ferrari, collaboratori: Chiara Besozzi, Claudia Tinazzi; OBR Open Building Research (Paolo Brescia, Tommaso Principi) collaboratori Veronica Baraldi, Matteo Casavecchia, Dahlia De Macina, Andrea Malgeri, Margherita Menardo, Gabriele Pitacco, Chiara Punciglione, Paolo Salami, Izabela Sobjerai, Luca Vigliero, Francesco Vinci, Barbara Zuccarello; Gianfranco Sanna, con: Giovanni Curreli, Vladimiro Frau, Gemma Paone, Fabrizio Pusceddo, Mauro Quidacciolu, Silvia Serreli, Michele Valentino; Andrea Stipa, collaboratori: Tommaso Battista, Alessandro Casciotti, Sara D’Innocenzo, Martina Fiorentino, Matteo Grimaldi, Francesca Luciano, Stefano Noccaro, Gianluca Pelizzi, Gabriele Settimelli,Valentina Ticino; studio.eu (Paola Cannavò, Maria Ippolita Nicotera, Francesca Venier) collaboratori: Maria Moreno Garcia, Simona Stortone; Alberto Ulisse, unoaunostudio, laq_architettura, con: Marino la Torre, Marco Morante, Maura Scarcella, Giuseppe Marcotullio, Andrea Mezzaroma, Annalisa Taballione.”

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Veltroni … “architetto” … al telefono …

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Anch’io ho sulla scivania un vecchio telefono di bachelite …
e, dopo aver letto l’ultimo libro di Walter Veltroni La scoperta dell’alba (Rizzoli, 2006) ho qualche incertezza a impugnarne la cornetta …
si perché tutto il “romanzo”, tutto il racconto (romanzo-breve, diario apocrifo, di una vita intera …) si svolge al telefono … appesi a quel particolare telefono nero che mette in contatto con la storia, i sentimenti e soprattutto i turbamenti edipici dell’anima di un figlio alla ricerca di un’identità difficile … molto difficile …
Non sono un critico letterario e quindi non mi soffermo sulle eventuali qualità dello scritto o magari sulle sue infinite astuzie mediatiche …
quello che mi ha incuriosito, ed è per questo che ve ne parlo, è il particolare interesse che l’autore rivela per il mondo degli architetti, della scuola di architettura, della facoltà di Architettura, nella quale i protagonisti giocano le loro parti negli anni di piombo … in una sorda e sanguinosa lotta … per il potere … attorno alla presidenza …
qui il nostro sindaco dimostra una passione speciale, un’evidente familiarità, per il mondo dell’architettura che lo porta ad una particolare forma di immedesimazione … una specie di amore-odio, di fascinazione e di disprezzo insieme … che ci rivela, almeno per me è stato così, un Veltroni inedito: … praticamente … un Veltroni, “architetto” … al telefono …
che, ricordando le passioni giovanili dei due protagonisti, cita addirittura la figura di Cedric Price: “ … un meraviglioso architetto visionario che considerava il tempo la quarta dimensione – dopo altezza, larghezza, lunghezza – del progettare. Amava l’idea che l’urgenza del tempo cambiasse, dovesse cambiare, lo spazio. Fece progetti importantissimi per la storia dell’architettura, come il Fun Palace, che immaginava nel 1961 un centro culturale multidisciplinare. Tanti progetti ma, meravigliosamente, una sola realizzazione. La voliera dello zoo di Londra, un luogo simbolico. E la leggenda vuole che sua moglie fosse l’attrice che ha ispirato il nome di Eleanor Rigby, la canzone dei Beatles nella quale si dice: ”Tutta la gente sola, da dove viene? Tutta la gente sola, a chi appartiene?”…

Speriamo che “conoscendo” così bene gli architetti, sappia anche tenerli a bada …

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Purini meglio di … Renzo Piano …

Bingo … Franco Purini, gran maestro di ri-fondazione urbana (la sua Vema farà bella mostra di sé alla prossima Biennale veneziana …) ha fatto centro … all’Europarco (per chi non lo conosce … “business park” targato Parnasi dalle parti dell’EUR, in località Castellaccio dove, stando a “Repubblica”, Purini “sarà affiancato nella progettazione” dallo Studio Transit e da Maurizio Marcelloni …)
Se al Renzo nazionale c’erano volute tre palle per centrare la famosa “villa suburbana” poi “valorizzata” dai tanto decantati e plumbei fagottoni musicali … i tre bacarozzi, per intenderci …
a Purini è bastato un lancio solo per infilare strada e ponte romani, al primo colpo …
così “Repubblica” può titolare (oggi 29 agosto): “Eur, strada romana sotto la torre … i resti affiorati nella piazza dove sorgerà il grattacielo Purini” …
ma, state tranquilli, niente paura …
l’evento archeologico aggiungerà appeal all’affaire …
così, appena scesi dall’elicottero, (la Torre è dotata infatti di eliporto oltre che di pannelli solari e impianto per il riutilizzo delle acque piovane) … giù a capofitto per cento e passa metri a vedere l’antico basolato, in bella mostra, sul fondo dell’ipermercato … meglio della direttissima di Rutelli, dalla Metro alle quadrighe, … qui non dovrete neanche pagare il biglietto, ché sarà già compreso nel prezzo del volo … anzi, pare che alcuni zelanti consulenti comunali, che vogliono, per ora, mantenere l’anonimato, già facciano circolare la voce di una possibile visita “gratuita” per tutti, anche da terra, per le prossime “Notti Bianche” … ma sono solo “voci” …
per la musealizzazione dei reperti antichi circola, con insistenza, il nome di Meier … ma altri, molto bene informati, fanno il nome di un certo Gregotti, un giovane della Bicocca, attualmente residente ad Acilia, pare sceso a Roma per disegnare a Studio Purini … escluso Aymonino per il veto irrevocabile di Marc’Aurelio … l’ex assessore Nicolini già minaccia eventi teatrali all’ombra delle Torri …
Ma è interessante sentire, direttamente dal progettista, le sue prime impressioni sul fortunato ritrovamento … ché a Roma, n’do scavi, scavi … qualche sercio vecchio te lo ritrovi sempre …
“La strada romana – spiega Purini – è affiorata proprio al centro della futura grandissima piazza. Ed ora il progetto di questo spazio sarà arricchito dalla sua presenza, che cercheremo di valorizzare insieme ai resti dell’antico ponte. Una cosa è certa: saranno sicuramente visibili e godibili. Per un progettista scoperte simili, come è successo a Renzo Piano per l’Auditorium, sono una fonte di spunti e di possibilità. L’archeologia è un elemento che conferisce più poesia ad un luogo” …
e l’articolo continua: “La piazza sarà arricchita da fontane, padiglioni, ristoranti, bar e sculture. “La tipologia di spazi di questo tipo – conclude Purini – è un’invenzione italiana. Basta pensare a quelli della pittura Metafisica. Ora con l’archeologia diventerà anche più bella” …

Honni soit qui mal y pense … aggiungiamo noi …

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Ricky … Ricky … sarai pure fashionable … ma non prenderci per i fondelli …


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Fa un certo effetto leggere un po’ dappertutto, sui giornali di questi giorni, le esternazioni a raffica del direttore della prossima Biennale di architettura, quella del Cavaliere …
Ricky Burdett, grand commis dell’invincibile armata, dell’invisibile banda britannica, si lascia andare ad amene considerazioni (qualcuno potrebbe anche dire: banalità … baggianate … o quant’altro) sul futuro delle città mondiali degne di un sovrano illuminato, di un papa della new-new economy, di un ayatollah dell’urbanistica globale, di un Gran Maestro della grande politica finanziaria che ha fatto della città, delle città, di mezzo mondo (anzi, del mondo intero) il luogo delle sue scorribande para-culturali …
Sull’ultimo supplemento femminile di Repubblica … dopo averci ricordato che negli ultimi ventiquattro mesi ha volato per oltre 250 mila chilometri, intervistato da Amalia Zordan, Burdett ci somministra anche il suo manifesto per la città del XXI° secolo …

“Ci sono quattro o cinque temi di cui si può parlare.
Il primo: il trasporto pubblico, ha una dimensione di giustizia sociale. Creare una città con un sistema di trasporto equo rende la città democratica …
Il secondo: saper riconoscere quando le città hanno un momento di crescita e saperlo indirizzare …
Il terzo: riguarda la gestione politica delle città … Perché il miglioramento della qualità della vita può cambiare una città, riscattando una situazione di degrado. …

Devi avere la capacità di parlare con i grandi architetti del mondo …

Alla fine questo si può tradurre in una qualità di bellezza, di paesaggio, davvero speciale. Magari succederà anche da voi dove sono in atto molte trasformazioni. Anche qui a Milano con il quartiere dell’ex Fiera.

Sono progetti con un potenziale incredibile. Molto fashionable.” …

Che dire? … staremo a vedere … quello che ci propineranno alle Corderie …
Certo è che, tempo fa, la Biennale veneziana aveva un altro sapore …

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La nuova Biennale di Venezia … qualche anticipazione …

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Strani incontri in pineta …

Omaggio estivo … a un maestro dimenticato …

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qualche nostro giovane … lettore passeggiando incauto per la pineta di Fregene alla ricerca della casa di Nino Dardi si deve essere imbattuto nel rudere precoce di un’altra casa d’Architetto …
quella di Giuseppe Perugini …
nome, probabilmente, quasi misterioso per le ultime generazioni, …
ma sicuramente una delle figure più sensibili del dopoguerra romano …
che, alla fine degli anni sessanta … appena dopo Valle Giulia …

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