come inizio non c’è male …
forse per un certo senso di inferiorità verso il suo collega-antagonista Veltroni … Francesco Rutelli … appena ha potuto … si è arrampicato più in cima e adesso guarda, dall’alto in basso, il povero Walter rimasto giù … solo … sulla terrazza di palazzo Caffarelli …
Lui, infatti ha raggiunto addirittura … la vetta del Vittoriano …
Peggio dei ragazzini … che magari poi chiamano la mamma per farli scendere …
Ma purtroppo non c’è niente da ridere … siamo alle solite … affari, affari, affari … anche su un monumento che, in qualsiasi parte del mondo, sarebbe degno di un po’ più di rispetto … almeno per quello che rappresenta … (nessuno si ricorda del “milite ignoto” che lì riposa a monito di tutte le guerre? …)
Leggiamo così sulla stampa di questi giorni dell’ultima iniziativa del Ministero preposto alla “valorizzazione” del nostro patrimonio culturale …
Scrive Carlo Alberto Bucci sul Corriere della Sera del 4 agosto cercando addirittura di attribuire al povero Sacconi la paternità della trovata:
“In una sua tavola dedicata al Vittoriano, Giuseppe Sacconi disegnò una folla di visitatori che, in cima alla terrazza, si godeva il paesaggio. L´immagine schizzata dall´architetto marchigiano … dal 2 giugno 2007 diventerà realtà. E questo grazie a due ascensori trasparenti che, a partire dal piano della chiesa dell´Aracoeli, porteranno (con viaggi di 13 persone alla volta della durata di 35 secondi) fino a 5.600 visitatori al giorno a 62 metri d´altezza. Fino alla terrazza delle Quadrighe per ammirare la Città Eterna …
Quello degli ascensori è solo uno degli aspetti del piano di interventi che, nei prossimi tre anni e al costo di 10 milioni di euro, ridisegneranno, secondo il progetto dell´architetto Paolo Rocchi, facciata e funzioni del colosso in marmo botticino …
«Oltre a un futuro collegamento diretto con la linea della metropolitana attualmente in costruzione sotto via dei Fori imperiali» ha spiegato il direttore regionale per i Beni culturali, Luciano Marchetti, «il progetto prevede la realizzazione di due sale conferenze» …
Rutelli … pensa di trasformare i 50mila metri quadrati del Vittoriano in una sorta di Centre Pompidou, nel cuore di Roma, affidato alla società “Comunicare organizzando” che da dieci anni organizza mostre nell´ala Zanardelli. Tra esposizioni temporanee, spazi museali … e visite al monumento … il Vittoriano l´anno scorso ha ospitato un milione e trecentomila persone. …
Il vano degli ascensori esterni – prima opera in cantiere – «non sarà ancorato al monumento e sarà reversibile», ha detto Marchetti per salvaguardare la linea architettonica del Vittoriano. E l´impatto del parallelepipedo di vetro e acciaio sullo skyline del Campidoglio? «Se ne vedrà solo la parte superiore perché la maggior parte sarà “coperta” dal corpo di fabbrica dell´Aracoeli», spiega Maurizio Galletti, soprintendente ai Beni architettonici e al paesaggio. «Nel rapporto tra costi e benefici – prosegue l´architetto – bisogna tenere presente la vista sugli scavi dei Fori che questi ascensori offriranno. E questa vista meravigliosa vale un piccolo disturbo visivo, tanto più che è, eventualmente, reversibile» …”
Tutti appaludono all’iniziativa …
Dopo l’Ara Pacis l’ex sindaco ce rifà …
Perseverare però è diabolico …





Meier è perfetto per questo incarico! Bianco su bianco, che ce vò, altro che cristalli trasparenti… :-)
saluti
cristiano
Giorgio caro,
A seguito di concorso internazionale vinto nel sett.2001, stiamo realizzando risalite pubbliche dalle stazioni Bus e Parcheggi allo stradone (piazza) sotto le mura di Francesco di Giorgio Martini (?) in RSM.
Perugia: Fortezza Paolina, Bergamo, cremagliera a Salisburgo, Posillipo, Lyon, Bellinzona, Lerida: Espana, hanno impianti di risalite. Quasi ogni centro storico italiano rilevante ha progetti di ascensori, scale mobili, cremagliere in corso di studio.
Ho esaminato negli anni, da commissario, Tue Tesi a Valle Giulia ” rivoluzionarie” con tutti i “difetti degli storici” quando vogliano anche farsi progettisti… in C.S.
Rifunzionalizzare “the typewriter”, come la apostrofano gli amici anglofoni, era desiderio ed idea anche di Ludovico Quaroni, vedi un suo progetto di concorso anni ‘ 80. Lascia perdere il milite ignoto, retorica da f… pinello berti
Quotidianamente usufruisco degli ascensori urbani che esistono a Napoli, utili a superare dislivelli faticosi. . Napoli è anche la città delle funicolari, funiculì funiculà. Si parla di ripristinare alche quella del Vesuvio. Vi sono funicolari e ascensori anche a Posillipo, ma nessuno ostacola la veduta del paesaggio, perché sono realizzati nel banco di tufo che caratterizza l’accidentata orografia. Anche a Posillipo, per mettere in comunicazione la mitica Bagnoli e Capo Posillipo, si è proposto un ascensore, ma il problema sarebbe quello dei parcheggi , a valle e a monte, che distruggerebbero un sito paesaggistico rilevante e vincolato dal Piano Paesistico. Come dicevo, quotidianamente uso l’ascensore che sbuca vicino al Palazzo reale, in un angolo da cui si vede il Vesuvio e tutto l’arco del Golfo, fino all’isola di Capri. Davvero uno spettacolo! Ebbene, c’è stato qualcuno che aveva immaginato una piramide trasparente per coprire il piccolo vano delle scale e dell’ascensore. Una piramide , parodia di quella del Louvre, che avrebbe impedito completamente la veduta del paesaggio. Viste le proteste, compresa la mia, si è trovato il modo più semplice per fare smontare l’ascensore al coperto, prima dell’ultima rampa. Quando scendo dalle Rampe della Paggeria, vedendo in lontananza il Vesuvio, incorniciato dal Palazzo reale, provo un senso di grande soddisfazione per averlo difeso. Penso che valga la pena difendere l’Altare della Patria, anche perchè qualche storico radicale voleva persino farlo fuori!
mi sembra un poco eccessivo paragonare due scatoloni(reversibili) di vetro “azzeccati” ad un facciata di un edificio, con gli interventi citati, che credo, come nel caso che conosco meglio (Barrio del Canyeret,Lleida-Catalunya), abbiano un carattere assolutamente urbano,di ridisegno di pezzi di citta’, di risoluzione di problemi di mobilita’ urbana, e anche negli atri casi citati e a Lisbona e a Cartagena-Murcia etc.
viva l’architettura reversibile
Aiuto!! Fermiamo il Rutellone (detto anche “tabula rasa”) prima che ci trasformi il Vittoriano in un centro commerciale, da dove poi iniziare la grande svendita alla libra di questi ultimi, forse inutili, brandelli di memoria patriottica…
“Selling Italy by the pound”…
Ma la sig.ra Palombelli, non ci va mai in montagna con il marito?!
Tanto per rinfrescarsi le idee.
Un saluto a tutti.
io non ci trovo niente di male che un edificio subisca trasformazioni, cambi di uso, ampliamenti etc. etc.
il problema e’ che ci vuole un architetto, magari un concorso di architettura(non all’italiana possibilmente)
vedere esempi recenti: ampliamento Thyssen Madrid(BOOBPA)molto ben riuscito, ampliamento Reina Sofia Madrid (Nouvel) meno riuscito del precedente,
ah dimenticavo li ci sono due belle ascensori progettate alle fine degli anni 80 da Ian Ritchie, che lavorava con Peter Rice,(sono quelli della piramide del Luovre, quella vera), anche quelle sono “azzeccate” ad un edificio esisitente, degno di essere conservato,
pero’ l’intervento e’ riusciuto e il paziente (non) e’ morto.
viva la buona architettura, e viva toto’
Giorgio,
So che non hai bisogno (si fa per dire) nè interesse alla ” professione “, giusto restare: ” liberi “, da storico-critico eccellente quale sei, per intervenire… Amiamo la critica militante, anglosassone, operativa: zeviana; detestiamo quella ruffiana, lecchina, italica-neoaccademica ( con fez ) degli amici del quarterino romano. Ma è mai possibile che ogni intervento professionale attento -non so se lo sia il progetto degli ascensori al monumento a Vittorio Emanuele II Re d’Italia- venga aggredito daTe come se si trattasse di FURTI, RAPINE A MANO ARMATA, CONCUSSIONI, BORSEGGI, STUPRI, SEXUAL HARASSEMENT, sui nostri C.S. ?!?!?!
La ” Chiesa romana “, che le ” palle ce le ha da due millenni “, ha fatto parcheggi, edifici e quanto ha voluto per il Giubileo 2000, dove eri?
Ha demolito la basilica costantiniana – come mi insegni – da allora e nei secoli abbiamo il complesso di San Pietro che il mondo ci invidia, potrei citare esempi dalle lezioni di storia, ma i lettori sono molto informati ed edotti.
Che si debba avere un DUCE per vedere realizzate architetture contemporanee e/o moderne anche in Roma ? Viva PIACENTINI, LIBERA, RIDOLFI, MORETTI, NERVI, SACRIPANTI, QUARONI, AYMONINO…
pinello berti
Quando costruivano Piacentini, Libera, Ridolfi,Moretti, Nervi, Sacripanti, Quaroni e altri, c’era ancora molto spazio libero dentro e intorno le città e vi era tanta necessità di case e attrezzature. Le aggressioni al centro storico delle città avvennero dopo l’Unità d’Italia sul modello parigino con le conseguenze che tutti conosciamo., ma poi la cultura della conservazione si è abbastanza affermata. Oggi, la questione è diversa, nel senso che tutto è stato costruito, anche oltre il necessario, per cui l’architettura contemporanea s’ impone come stile istituzionale, per rivalsa storica da parte di un ceto politico che vuole affermarsi compiacendo la cultura globale dominante. Giorgio Muratore, per me, ha ragione e il suo blog è l’unico suono in tanto silenzio.
Valete! Vado in vacanza, ma tornerò presto! I.G.
Gentile Sig.ra o Sig.rina dr.arch. (?) Isabella Guarini,
( speriamo che il “bella” di Isa corrisponda nella realtà fisica, altrimenti ci consoleremo di quella “mentale” ),
Perchè non prolunga la Sua vacanza e studia invece di dire scio…” sulle storie “, e sulla genesi e trasformazione delle città per citare Manfredo Tafuri e Francesco DalCo e smetta, per favore, di rispondere per il Prof. Giorgio Muratore, mio collega ed amico da 40 anni.
Gli architetti ” veri ” non vanno mai in vacanza, sa di piccolo borghese, di ferie, di impiegati, senza offesa per il mondo del reddito dipendente, di cui facciamo anche parzialmente parte, sa quelli che hanno contribuito ” a mandare a casa per almeno 5 ” anni tutti i ” CAIMANI ” d’ ITALIA !!!
cordialità,
pinello berti
Capalbio & isola del Giglio
la posizione di Muratore è quello dello storico e non dell’architetto: la conservazione della memoria..e basta .
Un architetto invece, sa riconoscere un progetto di valore e sà promuoverlo. Non è un delitto recuperare il Vittoriano per dare un nuovo spazio espositivo alla città, bisognerà entrare nel merito del progetto e allora Muratore potrà lagnare se non lo riterrà meritevole. Ma la lagna a priori, che non entra nel merito del progetto fa male sia alla storia che all’architettura.
Anche io in vacanza,però proprio a Fregene,vicino roma…mi sono imbattuto in una cosa/casa un po particolare…francamente non saprei come descrivere l’oggetto…per chi potesse darmi qualche notizia,prof compresi,appena dietro la pineta,andando verso il villaggio dei pescatori..questo complesso di travi e pilastri,cubi e sfere appese,strane cifre impresse…e io che andavo cercando la casa di constantino dardi…strani incontri!Buone vacanze!!
Filippo
La presenza del Milite Ignoto nel Vittoriano è per me di importanza fondamentale. Ad essa, che è la sola giustificazione dell’immane massa costruita senza imbarazzo a pochi passi dalla colonna Traiana, va tutto il nostro rispetto. I due monumenti sembrano stabilire la regola che la dimensione deve essere inversamente proporzionale a quella del personaggio celebrato.
(Si pensi anche ad Augusto, a Marco Aurelio etc). Trascuriamo i confronti basati sul contenuto artistico per unità di superficie.
Buon Ferragosto!
“A un uomo in vacanza non serve molto più di un letto, servizi, un tetto e la vista del sole che risplende sul mare”
questo, mi pare, illustrissimi professori mi corregano e mi fulminino, lo disse un architetto “vero”, “verissimo”.
more holidays, less spocchia, please!!!
saluti e baci da Roquebrune-Cap-Martin
Sono in dubbio se rispondere a Pinello Berti nel merito del messaggio che mi invia, alquanto inadatto alla dinamica del blog. Penso, infatti, che i pensieri scritti sul blog siano pura espressione intellettuale, a prescindere dalla materialità delle persone che scrivono, dalla bellezza, dal sesso, dall’età, dai titoli professionali, e così via. Il blog è immateriale e senza storia, i pensieri espressi valgono per quello che significano nell’istante in cui sono espressi. E’ possibile attraverso il blog aggregare gruppi di pensiero, al di là dello spazio in cui il pensiero singolo si forma. Quando dico che Giorgio Muratore ha ragione, mentre tutti lo rinnegano per l’elezione del preside nello spazio materiale accademico , tento di aggregare un pensiero alternativo nello spazio immateriale del blog. Se Pinello Berti è amico di Giorgio Muratore da 40 anni, che noia!, mentre il blog offre l’opportunità di creare nuove amicizie, non più in base alla prossimità materiale, ma in base a quella immateriale del blog. Se G.M. non avesse avuto l’intenzione di scambiare pensieri con altri, sconosciuti alla solita cerchia accademica, non avrebbe aperto un blog. Per questo, caro Pinello Berti, non dirò di me stessa più di ciò che scrivo.
Post scriptum per Pinello Berti da Isabella Guarini
Delle Storie di Manfredo Tafuri e Francesco Dal Co ho lo studio pieno. Potrei anche dire di averne le tasche piene, ma rispetto la loro lezione e mi limito ad esercitare la libertà di dire la mia. In fondo la storia dell’architettura la fanno gli utenti e i committenti. Gli architetti sono solo uno strumento del destino delle città.