La Biennale del Cavaliere … e la ‘liquidità’ degli intellettuali …

Ricky Burdett, l’uomo di fiducia della grande finanza internazionale, sta concludendo la preparazione della “sua” Biennale d’architettura …
La chiave di lettura sembrerebbe essere sostanzialmente quella già espressa dal programma Urban Age, di cui Burdett è stato animatore in questi ultimi anni, promosso dalla London School of Economics and Political Sciences e dalla Alfred Herrausen Society della Deutsche Bank …
In una recente intervista Burdett parlando, da par suo, dell’argomento “città” ricordava, tra l’altro, che:
Dalle favelas di Rio a Città del Messico, il 95% delle città sono costruite da privati per un ritorno economico” …
l’avreste mai pensato? ..
e concludeva:
Come intervenire nel mercato privato è un tema molto interessante” …

per un “intellettuale”, direttore della Biennale, non c’è male …

D’altro canto nel padiglione italiano, in esilio alle Gaggiandre …
troviamo un Franco Purini che per evitare i rischi di “un dibattito architettonico che negli ultimi anni si è troppo abbandonato alla celebrazione di singoli progetti redatti da famosi architetti …” colpito dalla sindrome di Polibio, si disegna una città intera, tutta sua … e fa annerire le caselle … i lotti … gli isolati … da un pugno di “giovani progettisti … non ancora fagocitati dal professionismo o dalla notorietà spettacolare” …
che si vuole di più per evitare ombre fastidiose … che avrebbero potuto oscurare il “disegno debole”(come lo chiama Lui) del Maestro? …
ma si sa che nei “progetti” di Purini le ombre contano … eccome se contano …
Vema sarà quindi una città dai confini precisi … ma senza un centro che ne determini gerarchie interne: una città, per dirla con Baumann, della modernità liquida ” …

qualcuno, recentemente, ha scritto in proposito:
Zygmunt Baumann riflette sul ruolo degli intellettuali in quella che lui chiama la modernità liquida …
Baumann argomenta sull’
intellettuale “liquido”
il sociologo anglo-polacco è autore del libro
La decadenza degli intellettuali, ma forse il titolo oggi più acconcio sarebbe Il decesso degli intellettuali

Chissà se anche Burdett è interessato all’argomento?
magari lui, con tanta “liquidità” …
ce se compra, intera, tutta la Cina …

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