Littoria-Latina … da Frezzotti a Wilmotte …

L’asso nella manica del sindaco? …
Il solito straniero di turno … per evitare le beghe locali ..
È un vecchio trucco degli amministratori locali quello di ingaggiare una strarlette … super partes … per “risolvere” i nodi più intricati della gestione urbana …

Dalle città più grandi a quelle più piccole è tutto un accorrere trionfante di stranieri … architettoni e architettini, solitamente mezze tacche a casa loro, spacciati come panacea di tutti i mali da assessori che sono stati in vacanza qua e la, per la loro settimanella di ferie, e tornano in patria festanti … “eureka” … ecco come vi intorto l’elettore … un incarico per l’arredo urbano … e poi, a pioggia … giù, giù, … magari, fino alla revisione del piano …

A Latina è la volta del francese Wilmotte che, sobriamente, si autodefinisce: “Jean-Michel Wilmotte est un athlète de l’action, un acharné du travail, un passionné de la découverte, un émerveillé de l’ouverture culturelle, un infatigable esthète, un extrémiste de l’exigence, un combattant des professionnalismes, un pourfendeur des routines, un bousculeur d’idées reçues, un fanatique du concret, un créateur infatigable.
Son agence, à son image, est atypique et ultra dynamique.”
…

manco Fuksas avrebbe osato tanto …

Evidentemente, il sindaco colpito da tanta immaginifica e muscolare baldanza … (ché anche lui ebbe una certa dinamica notorietà … per i suoi olimpionici “tuffi” nell’aula di Montecitorio) … gli ha affidato la città … fiducioso del risultato, … se non altro atletico, più che estetico, … del suo incarico … e, nonostante le dichiarazioni di rispettoso minimalismo … la storia scompare sotto un lifting affettato e privo di radici … e, oltre tutto, con un sapore vagamente cimiteriale, … da ossario …
spariscono, bonifica, palme, fontane, Cambellotti e la Storia …
emergono, dalle nuove algide paludi di marmo, … gli alberi pizzuti …
le piazze rinnovate di Littoria … più allegre … di Redipuglia …

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aridatece Frezzotti … ch’è mejo …

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Gratta gratta … la Cina … è sempre più vicina …

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Grattacielini modernetti … “alla romana” …

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Architettura capitolina … di alto profilo …

Giusto per sputtanare, qua e là, paesaggio e panorama …

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La mano dei Maestri … finalmente a Roma …

Richard Rogers Partnership …

Progetto Millennio … Muratella … collina Alitalia … Roma …

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e ce chiamano i “Maestri” … pe’ fa’ ‘ste cose …
manco ar prim’anno der diploma …

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After Kyoto … Buongiorno monnezza …

La monnezza come forma simbolica del terzo millennio? …

arte … propaganda … pubblicità … alle soglie del XXI° secolo …

monnezza … come “forma di valore”? …

oppure, semplicemente, “industria” della monnezza? …

Trash People …
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Stanno arrivando? …

E mo’ … che se ne sò annati …

‘na domanda …

chi paga tutto st’ambaradam?

probabilmente …

qualche multinazionale con la coscienza sporca …

qualche politico in cerca di pubblicità …

cioè noi …

e se … come De Filippo dicessimo … che sto’ presepe …

Creatore di sogni …
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è un film, a dir poco, modesto … peccato per il regista …

aveva fatto ben altro …

questo è solo uno spottone sonnolento …

un inno al cestino dei rifiuti … monnezza …

per incoronare un ragioniere della creatività …

un camionista pesciarolo a caccia di gonzi …

un tappezziere barocco americano …

nonno arrogante dell’architettura dell’era dei Bush …

Maxxi trash …
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È … monnezza … bellezza …

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Grandi Navigatori … della “Qualità” Urbana … alla Colombo …

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Top-ten capitolina … e il trionfo del “Modernetto” …
Dal Comitato per la Qualità Urbana … voluto da Walter …
Nasce la nuova Roma …

Insomma … l’Uomo della Colombo? … è Moauro o Purini ? …
Sul sito del comune di Roma tra le grandi opere progettate per far grande la città compare un lungo elenco di interventi, spesso raccapriccianti, indicati come fiore all’acchiello dell’amministrazione …
Tra i nomi che più ricorrono …
al primo posto quello di Franco Purini e di Paolo Desideri a pari merito …
con quattro “grandi opere” a testa …

Tra le “situazioni” più intriganti …
la curiosa “accoppiata” Moauro-Purini Franco (sic), per piazza dei Navigatori …
che sorprende per la sua dimensione inedita e, a suo modo, imprevedibile …
Ma se nel progetto dei “Navigatori” (nome sicuramente pieno di presentimenti nautici e capitolini insieme) … è ben rintracciabile il tipico dutto moauresco …
si vada al suo “recupero” della Pantanella, … dei Mulini Biondi, … dei Mercati Generali, in coppia con Koolhaas … al “Millennium” della Muratella con Rogers, alla “Galleria … Alberto Sordi”… etc. … tanto per dire …
mano esperta, delicatissima e sofisticata …
francamente ci sfugge il contributo purinesco per piazza dei Navigatori …
a meno che …
nu j’abbia “addrizzato” la pensilina … che, nel primo progetto M. …
pareva più sinuosa e sexy …

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progetto di Manfredi Nicoletti … vincitore del concorso Civic Center … 2001

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plastico del progetto Moauro …

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la nuova pensilina Moauro-Purini …
in erezione …

P.S. ma non potevano completare la piazza secondo il progetto Pascoletti ‘39?

Non avrebbero fatto un soldo di danno …

ma, si sa … il “Modernetto” …

piace assai … in Campidoglio …

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Sognando skyscrapercity … dalla grattachecca … al gratta-cielo alla menta … “verde” …

La grande “scoperta” della Walter-era: …

finalmente anche a Roma …

i gratta-gratta-grattacieli …

naturalmente ecologici e bioclimatici … “verdi” addirittura …

per ora … e per cominciare…

solo … ‘na mezza-porzione … da 130 metri … domani chissà? …

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così …anche nella profondità dei cieli … romani …

architetti … “del calibro” di …

impegnati a … chi la fa … più in alto …

la “grande” architettura … “verde”

capace di “riportare la bellezza” …

nella città eternamente … “rossa” … di vergogna …

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Tra il gatto … e il topo … il “Modernetto” …

Tra tanta carta straccia quotidiana impiastrata da pseudo-giornalisti a libro paga del palazzinaro di turno, titolare della testata, oppure suo assiduo inserzionista o, quanto meno, grande elettore dell’assessore o del sindaco di riferimento …
sorprende leggere, una tantum, un testo intelligente …
è questo il caso dell’articolo di Stefano Fera pubblicato su “Repubblica, affari e finanza” del 26 marzo intitolato “Il “Modernetto”, nuova minaccia urbana” al quale volentieri vi rinviamo condividendone sostanzialmente la prospettiva critica e del quale riportiamo qualche brano: …

“ … per capire quale direzione stiano prendendo le nostre città è soprattutto utile osservare le fiere internazionali per operatori immobiliari …
Partecipare all’evento è, per un architetto, un’esperienza nel contempo esaltante e frustrante …
È un po’ come per un topo visitare una fiera del formaggio, però organizzata dai gatti …
Per quanto possa sembrare ovvio, colpisce che gli stand più ricchi siano quelli degli ex paesi socialisti. Colpisce sia per il contrasto col loro recente passato, sia perché eravamo abituati a vederli rappresentati nelle nostre fiere da stand rabberciati, a base di matrjoske, foto di fabbriche modello e di mietitori felici. Qui invece appaiono sfavillanti e non solo per le sofisticate strutture espositive, ma per l’offerta di mastodontiche operazioni immobiliari: intere città, villaggi turistici, alberghi di lusso in riva a mari e laghi, centri direzionali e commerciali.
Gli stand dei paesi occidentali, per quanto eleganti, risultano invece miserelli perché hanno ben poco da offrire: qualche ex terreno industriale su cui costruire un po’ di uffici, un outlet, un supermercato …
… tutte le varie offerte d’investimento immobiliare, sia che nascano dalle ceneri del socialismo reale dell’est, sia dalle macerie del welfare socialdemocratico dell’ovest, hanno un ben preciso comune denominatore, che è una stessa immagine preconfezionata.
Un’immagine che sa di omogeneizzato … e che rimanda a una sorta di “Neo International Style”, o meglio di “Global Style”, per dirla cogli Inglesi più trendy che qui, come in tutti gli ambienti globalisti, la fanno da padroni. In realtà, questa dominante immagine architettonica che sembra mettere d’accordo la mafia russa cogli sceicchi petroliferi, i “babacool” parigini cogli “highbrows” londinesi, non è altro che banalissimo “Modernetto”, ossia una versione edulcorata, evirata, plastificata, ma soprattutto de-ideologicizzata del Moderno. Si capisce allora che il Modernetto sta al Moderno come il Barocchetto sta al Barocco …
… il Modernetto non si limita a questioni di facciata, bensì porta a un reale stravolgimento della forma urbana, soprattutto quando interviene in ambiti consolidati come quelli delle città italiane.
Quali sono allora i principi compositivi del Modernetto? Primo fra tutti è il rifiuto programmatico dello spazio urbano prospettico, ossia della strada e della piazza, cioè degli elementi fondativi della città europea …
Il secondo principio consiste nel equiparare l’architettura alla scultura, quasi a voler suggerire il fatto che l’edificio, al pari dell’oggetto scultoreo, non sia destinato a essere vissuto al suo interno, ma a essere principalmente osservato dall’esterno …
Il terzo principio, che è in parte anche corollario del precedente, è l’uso decorativo della tecnologia.
Infine, principale portato del Modernetto è lo stilismo, inteso come esaltazione della griffe, della firma, in grado di garantire la riconoscibilità dell’autore al momento più in voga. Ma questo è forse anche il suo tallone d’Achille, soprattutto in Italia. Qui, infatti, ci si rivolge all’architetto-stilista essenzialmente per riceverne pubblicità e per far approvare i progetti, almeno a livello urbanistico.
Ottenuto ciò, il progetto è manipolato, smembrato, ceduto ad altri. A quel punto, non è più questione né di Moderno, né di Modernetto, perché a soccombere è l’architettura tout court. E allora a leccarsi i baffi sono i gatti, che di topo e formaggio hanno fatto un sol boccone.”

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L’uomo, il genio, l’architetto … e la bellezza della monnezza …

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che fosse un Dio … già lo sapevamo …

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ma …

di quanto aumenteranno le iscrizioni ad Architettura l’anno prossimo? …

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Estetica dello scarto …

Star & trash cult …

La discarica come “paesaggio” della modernità …

La bellezza della monnezza …

Comunque … pare … che sia un bel film …

Chi vedrà … dirà …

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“Generazioni e progetti culturali” … blog su blog …

da “Domus Aerea” (di lunedì 12 marzo 2007), che evidentemente ( e nonostante il suo purinismo cosmico … o comico …) ci legge anche in arretrato, …
citiamo, a proposito del fatidico Convegno di cui sono appena usciti gli “atti”, una sua recente citazione d’annata (postata Ciciorix ???) tratta da “Archiwatch” (di venerdì 9 dicembre 2005) sul medesimo argomento …
e di cui ci eravamo francamente dimenticati, …
ma che casca a proposito …
a cecio … come si dice da queste parti …
“Navigando in internet sono giunto qui, L’ultimo commento mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di rubarlo e trascriverlo qui con tanto di firma dell’autore: … ”

“Al convegno non ci sono stato e quindi non esprimo pareri sullo specifico. Voglio semplicemente esternare, con intenzione palesemente autoreferenziale, che nella mia personalissima scala di valori artistici, considero Franco Purini non solo il più importante architetto italiano vivente (innumerevoli spanne sopra qualunque altro nome mi sovvenga) ma addirittura (quale ardimento!) uno dei più importanti della storia moderna dell’architettura. E dico questo per ammettere che sicuramente sul personaggio Purini non sono obiettivo… d’altra parte la mia smisurata ammirazione non nasce certo da fattori privati (visto che non coltivo col sig. Purini alcuna relazione personale), bensì nasce da considerazioni eminentemente critiche: quanti architetti hanno letteralmente ‘inventato’ un nuovo modo di fare architettura? Direi che non sono in molti e Franco Purini è fra questi. E mi riferisco al suo modo di parlarci di contraddizioni, di complessità, di relativismo partendo sempre dall’esatto opposto ovvero dall’assoluto, dall’oggettivo, dall’archetipo, dal segno cristallizzato, per poi imprimere a questi assoluti una leggera devianza, quasi impalpabile eppure radicale, fortissima, al limite del necessario… mi riferisco al suo modo di fare architettura partendo da un linguaggio consolidato e destabilizzandolo col germe dell’errore… Quindi da parte mia, credo si sia capito, fiducia incondizionata ad un personaggio che mi fa sentire orgoglioso di essere architetto! Aspetto come un evento il suo Padiglione Italia, che immagino totalmente svincolato dalle logiche clientelari cui allude il sig. Muratore nel suo articolo… magari mi sbaglio e per una volta Purini mi delude, tanto per fare una cosa nuova e originale…. E comunque, da assiduo frequentatore di questo blog, mi sorge spontanea la domanda: perché tante critiche anche su Franco Purini? Non mi sembra che gli si possa attribuire la ‘colpa’ di appartenere al tanto vituperato e odiato starsystem internazionale né la ‘colpa’ di avere cinicamente monopolizzato i grandi incarichi professionali in giro per l’Italia: stiamo parlando di un genio (o comunque di un ottimo architetto) che ha fatto fatica, nel corso della sua carriera, a mettere due mattoni l’uno sull’altro, quindi probabilmente non sarà, almeno lui, un bieco lobbista… Questa volta le critiche erano rivolte al pensiero e all’opera? E allora attenderei con curiosità e interesse un intervento del sig. Muratore sul pensiero e l’opera di Franco Purini e magari da lì sviluppiamo un bel dibattito con tutti i frequentatori del blog
buona giornata a tutti
alessio lenzarini”

noo … il dibattito … noo …

P.S.
per ulteriore consolazione di Franco … sul medesimo “Domus …”
leggiamo con soddisfazione, a firma di un’anonima quanto ineffabile bloggerina intitolata “Dancewithme” il seguente e lapidario commento:
“non è per difendere Purini….xo Muratore è proprio uno stronzo!” …

comunque … le Galline di Tessenow …
continuano a ridere lo stesso …

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