Generazioni e progetti culturali … la storia secondo Franco Purini …

Picture 6

“maestri” di ieri, di oggi e di domani … in versione Purini …

pubblicati gli atti del convegno tenutosi presso la Facoltà romana di Valle Giulia il 6.12.05 intitolato “Generazioni e Progetti Culturali” (Gangemi, Roma, 2007)…

poco meno di cinquecento pagine per …
quali “generazioni”? …
e, soprattutto, … quali “progetti”? …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Architetti in fiera … attenti a quei due …

beccati in flagrante …

Picture 5

Dario Passi … “ospite” di Pino Pasquali a Casaidea …

Che non si sappia in giro …

ma questi due …

sono i più bravi di Roma …

architetti con l’aureola …

li mejo fichi … der bigonzo … 

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Archeometropolitana romana …

Picture 2

Che cosa non si farebbe …

per “valorizzare” i monumenti romani …

Roma “in vendita” ?…

No … “in saldo” …

Pubblicato in Architettura | 1 commento

Un architetto romano … un compagno di scuola … Marco Petreschi …

Picture 3

è stato appena pubblicato da Skira:
“Marco Petreschi, un architetto romano, opere e progetti 1970-2006” …

fa sempre un po’ impressione vedere sintetizzata in qualche centinaio di paginette patinate l’opera … la vita di un architetto coetaneo e col quale si sono condivise tante esperienze fin dal primo giorno di scuola …
sfogliando le pagine stampate di fresco a caratteri troppo piccoli … per l’età della nostra vista… è ancora acre l’odore dell’inchiostro tipografico e altrettanto fragranti, come l’odore della rughetta appena calpestata, sono le impressioni di qualche recente sopralluogo nei cantieri infiniti della periferia romana …
dell’hinterland romanesco …
tutto quel fango …
sulle church d’ordinanza …

mentre, da un lato, la ruggine già corrode infissi e ferramenta …
e, dall’altro, cicoria, catrame, bandone e filo spinato nel lotto ancora da edificare …

ma mancano, come al solito, i fondi …
il sindaco è cambiato …
alla regione il nuovo assessore …
è cambiato anche il governo …
trent’anni per costruire una scuola media, …
ma quanti ancora ce ne vorranno per completarla? …

trent’anni pure per vedere distrutta una Scuola di Architettura …
quanti ce ne vorranno per ricostruirla? …

lui di me dice che sono un rompicoglioni … e come dargli torto …
io di lui … che si è bevuto il cervello … a furia di incazzature …

se andiamo avanti così …
ce ricoverano …

Pubblicato in Architettura | 1 commento

Acquario virtuale all’Eur …

Picture 4

obiettivo: 1.2 milioni di visitatori l’anno …

“L’investimento di oltre 50 milioni di euro sarà realizzato in project financing da alcuni finanziatori privati, l’Expomed e l’RR Service sulla struttura di proprietà dell’Eur s p a. Il parco marino Mediterraneo Mare Nostrum sarà di 16.500 metri quadrati e per accedervi lo si potrà fare con tapis roulant dalle stazioni della metro Fermi e Palasport … E’ la seconda struttura del genere dopo quella di Tokio. Si tratta di uno spazio per la flora marina del Mediterraneo che aprirà i battenti tra un paio d’anni … Sotto l’acqua ci sarà una megacupola di vetro. Ci saranno rocce vere … Le immagini che si vedranno saranno ‘randomizzate’ e proietteranno la fauna marina. … Insieme all’acquario sarà realizzato anche un nuovo parcheggio interrato a disposizione della struttura, al di sotto del piazzale della stazione Eur Palasport, con oltre 15 mila metri quadrati di superficie disponibile per le auto … ci sarà vera vegetazione, ma non ci sarà alcun essere vivente dentro.” …

Gli squali … si sa … stanno fuori …

Pubblicato in Architettura | 2 commenti

Quando “i bambini diventano adulti” … dal “diario” … al “romanzo” … tra Lenci e Veltroni …

Picture 1

Ruggero Lenci ci ha inviato questa straordinaria testimonianza di cui sentitamente lo ringraziamo con tutta la nostra commossa partecipazione …

“Caro Giorgio,
grazie per le bellissime foto che hai scattato nel parco di Villa Torlonia il 20 marzo 2007, degne del film Blow-Up di Michelangelo Antonioni, nonché per l’enigmatica quanto acuta didascalia che riconosce a Sergio Lenci un ruolo di coraggioso e poliedrico intellettuale: architetto, docente, scrittore. Il libro-romanzo di Walter Veltroni “La scoperta dell’Alba” contiene pagine di straordinaria profondità riguardanti la condizione familiare del suo protagonista, Giovanni Astengo. In esso vengono inoltre formulate chiavi di lettura di atti terroristici a seguito dei quali ancora oggi soffriamo. Nella parte del libro di Veltroni dedicata alla famiglia emerge che i valori della società devono basarsi sulla buona volontà del singolo, reggendo talvolta il peso di un sacrificio anche grande, che a rotazione è necessario dover sopportare in nome della stessa famiglia, della civiltà, dell’umanità. Ma oltre a questi aspetti universali, il libro mi ha colpito per quei riferimenti particolari e per quelle rare coincidenze con le vicende vissute da mio padre che tu, Giorgio, hai immediatamente colto. Anch’egli come il personaggio Tessandori del romanzo di Veltroni era professore alla facoltà di architettura di Roma nonché specialista nella progettazione di istituti detentivi (tra l’altro). Sergio Lenci è stato colpito il 2 maggio 1980 da Prima Linea (aveva 52 anni, la stessa età che ho io oggi, e aveva già realizzato tante sue architetture, per la verità quasi tutte), attentato al quale è sopravvissuto con un proiettile nella nuca fino al 20.3.2001. Veltroni, che a sei anni dalla morte gli ha voluto dedicare un Viale in Villa Torlonia, nel suo libro scrive che il mandante dell’attentato del Prof. Arch. Tessandori proveniva dalla sua stessa facoltà. A pag. 44, per altri versi, scrive: “Dunque la realtà ha scritto una quarta storia, la peggiore.” Con tale frase io intendo che l’animosa ideologia della rivoluzione è in molti casi servita da ombrello per coprire le folli motivazioni delle scelte sulle persone da eliminare (nella scoperta dell’alba Astengo vuole eliminare Tessandori per rivalità personali) motivazioni che in realtà erano, segretamente, “un’altra storia, la peggiore”, rispondente alla logica del massimo sviluppo degli interessi privati, nella quale convergono gelosie, invidie, sete di potere e altro ancora. Più avanti nel romanzo la figlia di Tessandori, Patrizia Tessandori Salvetti, scrive un libro “Il progetto e il sangue” che narra le vicende dell’attentato di suo padre. Nel caso di Sergio Lenci, sopravvissuto all’attentato, il libro “Colpo alla nuca” lo ha potuto scrivere egli stesso (esimendo me e i miei fratelli dal farlo). Le conclusioni del romanzo di Veltroni lasciano aperta una riflessione: coloro i quali hanno sparato, come nel caso della poi divenuta bibliotecaria Laura Giunti, o coloro i quali hanno preso parte a un commando terroristico, sarebbero talvolta stati essi stessi vittime (ma dal dito troppo facile, dico io) di un inganno. Nel romanzo, l’amore della Giunti per il mandante Astengo, i 25 anni di carcere da ella espiati (anni che però, fuori dal romanzo, sono stati in media intorno alla metà), la beffa subita dalla Giunti, la probabile sofferenza, chissà dove, dell’Astengo mandante, tutto questo “lungo percorso del proiettile”, avrebbe provocato le lacerazioni di una società di feriti che oggi, secondo Veltroni, deve scoprire l’alba. Verso la fine del romanzo Patrizia Tessandori Salvetti non sa che in quel momento, mentre è seduta a un bar del centro, ha di fronte a sé e sta parlando con il figlio del mandante dell’assassinio di suo padre. Né Giovanni Astengo, il protagonista del romanzo, sa ancora di esserlo. Che situazione, che architettura incredibile. Mi diceva Sergio che una delle conquiste della civiltà consiste nel fatto che le responsabilità dei padri non ricadano sui figli. Chissà se nell’epilogo, non scritto, del romanzo di Veltroni sarebbero ipotizzabili altri incontri tra Patrizia e Giovanni, una volta che uno di essi diventi consapevole dei fatti. Che tema difficile, forse un altro e diverso tema rispetto a quelli centrali di “La scoperta dell’alba”. Un tentativo pregevole espresso nell’unica forma consentita dai dati posseduti, quella del romanzo, di ricucire il tessuto lacerato di una società, di aprire interrogativi, di interagire con la vita dei protagonisti, di concepire storie non chiuse. L’architettura del romanzo di Walter Veltroni è un’architettura aperta nella quale, il testo scritto interagisce con la realtà. A mio avviso l’autore ne è cosciente al punto che, mentre scrive, intravede gli avvenimenti futuri che entreranno a far parte della realtà vera. In una parola scrive un testo in modo sentito, ancorché un romanzo, ma selezionando gli argomenti tra quelli che descrivono storie dense di significato e cercando di dare ad esse un seguito nella vita. Progetto e realizzazione, quindi. E’ un “architetto” anche lui, come d’altronde sua moglie, che non solo progetta ma che dà seguito costruttivo alle proprie idee. Mio padre nel 1987 con il diario “Colpo alla Nuca” ha scritto invece il resoconto di una storia vissuta, un memoriale con il quale ha vinto il primo premio della terza edizione del concorso letterario “Pieve Santo Stefano” (Arezzo), oggi parte dell’archivio di Pieve Santo Stefano considerato dall’Unione Europea come Istituto pilota più importante d’Europa per la memoria storica collettiva. In commissione, tra gli altri membri, figuravano Tina Anselmi, Nuccio Fava, Natalia Ginzburg, Miriam Mafai, Paolo Spriano, Corrado Stajano, Saverio Tutino. Ma Sergio Lenci è stato in primo luogo un sensibile architetto. Nel 2001 è stato insignito dell’Honorary Fellowship da parte dell’American Institute of Architects. I progettisti romani che hanno avuto tale riconoscimento sono stati: Pier Luigi Nervi (1957), Luigi Moretti (1964), Bruno Zevi (1968), Carlo Aymonino (2000), Sergio Lenci (2001), Massimiliano Fuksas (2002), Paolo Portoghesi (2002). In un altro libro, quello che raccoglie le sue architetture (2000), egli ha scritto una frase conclusiva bellissima: “Ogni volta che ho affrontato un tema di edilizia residenziale o scolastica, di progettazione di parchi o giardini, o anche in altri temi concorsuali e non, ho pensato ai bambini come destinatari del bene nel suo insieme, la città. I bambini, come coloro che dovrebbero gioire degli spazi, dei colori, della natura. I bambini diventano adulti e, a volte, cambiano, ma vi saranno sempre nuovi bambini.”
Grazie Giorgio per l’ospitalità e la cortese acutezza.
Ruggero”

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Il sindaco e l’architetto …

Picture 1

nel cuore di villa Torlonia …

un viale intitolato alla memoria di Sergio Lenci …

da “Colpo alla nuca” a “La scoperta dell’alba” …

il passo è breve …

vent’anni dopo …

per non dimenticare …

Pubblicato in Architettura | 1 commento

RE … modello “americano” … per le case popolari …

Riprendiamo da “DemanioRE – resizing the real estate world” …
la seguente notizia … (ANSA 9 febbraio, New York) …

“Starret City, la piu’ vasta citta’ giardino degli Stati Uniti, e’ stata venduta a Brooklyn da Met Life, per 1,3 miliardi di dollari. Il vasto complesso di 46 casermoni popolari costruiti per alloggiare i ‘colletti blu’ di New York e’ stato acquistato in blocco con le sue 14mila famiglie da un consorzio immobiliare.
Starrett City sorge nei pressi di Jamaica Bay, non lontano dall’aeroporto Kennedy, ed e’ il piu’ vasto complesso di edilizia popolare degli Stati Uniti, con tanto di scuole, chiese, sinagoghe, ufficio postale e centrale energetica. I suoi abitanti sono un mix etnico multicolore (due terzi neri o ispanici, un terzo bianchi, pochissimi asiatici). Molti di loro vi risiedono dal 1975, quando i casermoni furono costruiti con fondi del sindacato, dello Stato di New York e del Governo federale. Adesso, invece, temono di venir messi alla porta, sull’esempio di quel che sta succedendo alle famiglie middle class di Peter Cooper Village e Stuyvesant Town, dopo che Met Life ha venduto i loro appartamenti. La vendita di Starrett City e’, per molti analisti, il segnale che anche case popolari come quelle di Brooklyn possono andare a ruba in un mercato immobiliare arroventato, che ha spinto alle stelle i prezzi del mattone per ogni tipo di costruzione. ”I grandi complessi stanno cadendo a domino e le case a buon prezzo per tutti stanno semplicemente scomparendo” – ha commentato il tesoriere del Tenants Political Action Commiteee, Michael McKee. Lo stesso McKee si e’ detto infine convinto ”che il nuovo trend stia cambiando il tessuto sociale di New York, trasformandola in un’isola per soli ricchi”.

Che si vuole di più per “valorizzare” anche le città italiane? …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Centopiazze … “monumento” … dell’Era Rutelli …

Picture 2

Fontane romane … a Decima …

Sullo sfondo …
le case romane di Luigi Moretti …
sembrano ringiovanire …

poi …
co’ tutto quer verde Arpi …
ce se saranno rifatti …
centocessi all’Infernetto …

marmora romana …

Pubblicato in Architettura | Lascia un commento

Sotto i prati di Roma …

Innanzitutto … il verde …
Picture 9

e l’archeologia …

poi la grande architettura …

“sotto” ai prati e … “sopra” al ponte …

romano …

cosa non si farebbe … per la “qualità” della città …

Pubblicato in Architettura | 2 commenti