Tra il gatto … e il topo … il “Modernetto” …

Tra tanta carta straccia quotidiana impiastrata da pseudo-giornalisti a libro paga del palazzinaro di turno, titolare della testata, oppure suo assiduo inserzionista o, quanto meno, grande elettore dell’assessore o del sindaco di riferimento …
sorprende leggere, una tantum, un testo intelligente …
è questo il caso dell’articolo di Stefano Fera pubblicato su “Repubblica, affari e finanza” del 26 marzo intitolato “Il “Modernetto”, nuova minaccia urbana” al quale volentieri vi rinviamo condividendone sostanzialmente la prospettiva critica e del quale riportiamo qualche brano: …

“ … per capire quale direzione stiano prendendo le nostre città è soprattutto utile osservare le fiere internazionali per operatori immobiliari …
Partecipare all’evento è, per un architetto, un’esperienza nel contempo esaltante e frustrante …
È un po’ come per un topo visitare una fiera del formaggio, però organizzata dai gatti …
Per quanto possa sembrare ovvio, colpisce che gli stand più ricchi siano quelli degli ex paesi socialisti. Colpisce sia per il contrasto col loro recente passato, sia perché eravamo abituati a vederli rappresentati nelle nostre fiere da stand rabberciati, a base di matrjoske, foto di fabbriche modello e di mietitori felici. Qui invece appaiono sfavillanti e non solo per le sofisticate strutture espositive, ma per l’offerta di mastodontiche operazioni immobiliari: intere città, villaggi turistici, alberghi di lusso in riva a mari e laghi, centri direzionali e commerciali.
Gli stand dei paesi occidentali, per quanto eleganti, risultano invece miserelli perché hanno ben poco da offrire: qualche ex terreno industriale su cui costruire un po’ di uffici, un outlet, un supermercato …
… tutte le varie offerte d’investimento immobiliare, sia che nascano dalle ceneri del socialismo reale dell’est, sia dalle macerie del welfare socialdemocratico dell’ovest, hanno un ben preciso comune denominatore, che è una stessa immagine preconfezionata.
Un’immagine che sa di omogeneizzato … e che rimanda a una sorta di “Neo International Style”, o meglio di “Global Style”, per dirla cogli Inglesi più trendy che qui, come in tutti gli ambienti globalisti, la fanno da padroni. In realtà, questa dominante immagine architettonica che sembra mettere d’accordo la mafia russa cogli sceicchi petroliferi, i “babacool” parigini cogli “highbrows” londinesi, non è altro che banalissimo “Modernetto”, ossia una versione edulcorata, evirata, plastificata, ma soprattutto de-ideologicizzata del Moderno. Si capisce allora che il Modernetto sta al Moderno come il Barocchetto sta al Barocco …
… il Modernetto non si limita a questioni di facciata, bensì porta a un reale stravolgimento della forma urbana, soprattutto quando interviene in ambiti consolidati come quelli delle città italiane.
Quali sono allora i principi compositivi del Modernetto? Primo fra tutti è il rifiuto programmatico dello spazio urbano prospettico, ossia della strada e della piazza, cioè degli elementi fondativi della città europea …
Il secondo principio consiste nel equiparare l’architettura alla scultura, quasi a voler suggerire il fatto che l’edificio, al pari dell’oggetto scultoreo, non sia destinato a essere vissuto al suo interno, ma a essere principalmente osservato dall’esterno …
Il terzo principio, che è in parte anche corollario del precedente, è l’uso decorativo della tecnologia.
Infine, principale portato del Modernetto è lo stilismo, inteso come esaltazione della griffe, della firma, in grado di garantire la riconoscibilità dell’autore al momento più in voga. Ma questo è forse anche il suo tallone d’Achille, soprattutto in Italia. Qui, infatti, ci si rivolge all’architetto-stilista essenzialmente per riceverne pubblicità e per far approvare i progetti, almeno a livello urbanistico.
Ottenuto ciò, il progetto è manipolato, smembrato, ceduto ad altri. A quel punto, non è più questione né di Moderno, né di Modernetto, perché a soccombere è l’architettura tout court. E allora a leccarsi i baffi sono i gatti, che di topo e formaggio hanno fatto un sol boccone.”

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3 risposte a Tra il gatto … e il topo … il “Modernetto” …

  1. nico ha detto:

    aiuto…. “modernetto” fá cosí tanto rima con architetto… una maledizione? un caro saluto prof.

  2. vgberti ha detto:

    Negativ Denken,
    Gli italici si devono ritenere fortunati di potere leggere ” Critici ” sempre più ” APOCALITTICI “, tendenti con tutte le forze e molto volentieri ad ” IntegrarSi “?
    Da ” freelancers ” a “sotto padrone”; del tipo: non mi spezzo, ma (se mi prendono) mi ci impiego !

    vgb
    Isola di Montecristo,
    Arcipelago toscano

  3. Jack Torrance ha detto:

    « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca » « Il mattino ha l’oro in bocca »

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