Pincio … parcheggi … per chi? …

Riceviamo da Armando Roma e molto volentieri pubblichiamo: …
“Gentile professore,
prima di tutto grazie per tutto quello che sta facendo in difesa del Pincio!. Vorrei fare qualche considerazione
1: Si parla tanto di questo parcheggio, ma vorrei capire…. dove si può vedere il progetto? Possibile che tutto quello che viene mostrato sui giornali è una sezione e basta? Possibile che non esiste il progetto di come la terrazza verrebbe modificata?
2: Ma se neanche gli amministratori ed i tecnici sanno esattamente dove verrà posizionato questo parcheggio (ancora stanno facendo i sondaggi…… ed ogni volta scoprono cose nuove…), si può sapere che tipo di appalto ha vinto la società costruttrice? basato su quali disegni? In caso il parcheggio verrà costruito, di sicuro il progetto verrà fatto in base ai nuovi sondaggi… e allora ci saranno varianti? boh… e chi le paga?
3: La cosa davvero vergognosa di tutta la faccenda però trovo sia una sola; gran parte dei posti auto verranno venduti a privati!!!!!!! Il parcheggio non è ad uso esclusivamente pubblico; dei privati cittadini (però soltanto residenti nel centro storico… Chicco Testa abita in centro?) saranno proprietari di boxes sotto il Pincio!!! Magari anche a prezzi agevolati… d’altronde chi abita lì sono solo persone disagiate economicamente… e come fanno poi a legare catastalmente il box con l’appartamento nel tridente? Nel caso avessi casa nel tridente e me la voglio vendere… mi posso tenere il box e vendere solo la casa? Ed una volta che non ho più la macchina… mi posso vendere il box senza vendermi anche la casa? insomma come funziona (perchè io penso che davvero non lo sappia nessuno…)?
4: Davvero non riesco a capire questa storia della pedonalizzazione del tridente:
chi abita in zona mausoleo di augusto-fontanella borghese userà il parcheggio in costruzione di piazza cavour che è molto più vicino e comodo: chi abita in via di ripetta quello in zona ponte matteotti (in costruzione?): chi abita in piazza di spagna via sistina fa prima ad andare al parcheggio del galoppatoio…. ma allora sto parcheggio del pincio a chi serve? per chi abita a via margutta-via del babuino (mi risulta che di sera la macchine parcheggiate in quella zona non superino il centinaio…). Secondo me se facciamo un sondaggio tra i residenti (parlo di residenti… non di commercianti) della zona penso che si conterebbero sulle dita di una mano quelli disposti a comprarsi un box nel pincio….
5: Esiste ancora qualcuno che crede che fare dei parcheggi sotterranei in centro elimini il problema del traffico in quella zona? Ma per favore….
un saluto”
A.R.

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Pincio … fumi e veleni …

Sui misteri pinciani …
fumi … veleni e quant’altro …
riceviamo da Manuela Marchesi e molto volentieri pubblichiamo: …

“Non è una questione di PD o PdL. La disinvoltura è “bipartisan” o meglio trasversale, per cui le cazzate vanno emendate e basta, chiunque le emendi.
E per piacere la questione Pincio è molto più seria delle baruffe politiche.
Non è più una questione di destra-sinistra perché la posta in gioco è talmente alta da far tremare. Qui non si parla della iperdiscussa Teca di Meier che, avendo i soldi da buttare, può fare la fine che ha fatto quella di Morpurgo: demolita…
Stavolta si intacca un patrimonio storico, ambientale, culturale, si intacca anche l’ecosistema, la qualità dell’aria, e mi scuso se è poco.
La querelle sui ritrovamenti archeologici sposta l’attenzione dal vero problema che consiste nell’irreversibile danno inflitto anche alla natura del luogo, oltre che a tutti i valori paesistici, storici, artistici e urbanistici che non è mai troppo ricordare.
Gli scavi e i ritrovamenti, insisto, sono lo specchietto per allodole che distoglie dai problemi veri, che secondo me sono quelli che ho già detto.
Altra faccenda da chiarire è che, ripeto, a me residente nel famoso Tridente, non è arrivato alcun avviso della vendita dei posti-auto. Allora a chi sarebbero già stati venduti? e attraverso quali canali? Anche qui fumosità.
Per quanto attiene al danno erariale, paghi chi ha voluto a tutti i costi avviare un’operazione totalmente controversa, e siccome a volere questo mostro sono stati parecchi, parecchi si dividano l’onere dovuto.”

M.M.

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Salvare il Pincio … dagli archeologi e dai sovrintendenti …

Nello stesso giorno in cui Andrea Carandini, principe degli archeologi romani e strenuo difensore dell’ascensore al Vittoriano …
spara dall’alto della sua dorata cattedra sovrana i suoi anatemi contro quanti cercano di salvare anche la sua città …
noi poveri e ottusi “talebani della conservazione” …
e che, fortunatamente, non abbiamo problemi con i finanziamenti ministeriali …
ci consoliamo con qualche cenno di solidarietà …
e alla faccia del Renzo Piano dell’archeologia …
riceviamo e pubblichiamo con soddisfazione:

“Caro Professore,
non credo si ricordi, ma io sono quello che l’ha salutata a Orbetello l’estate scorsa.
Non certo per piaggeria, ma solo per testimoniare una piccola prova di coerenza le allego il comunicato che ho inviato ieri l’altro alle agenzie …
solo alcuni siti lo hanno ripreso, ma non cedo e per quanto possibile farò la mia azione all’interno della maggioranza di cui faccio parte.
Un saluto a Danilo con cui ho condiviso la battaglia di via Nazionale …
Federico Mollicone


PINCIO: IL PARCHEGGIO? MOSTRUOSO NELLA FORMA, INUTILE NELLA SOSTANZA. BENE, RAMPELLI SU DANNO ERARIALE: LA CORTE DEI CONTI CERCHI I RESPONSABILI TRA LA GIUNTA VELTRONI SE CI SARA’ DANNO ERARIALE. PER ALEMANNO DUE DOVERI VERSO I ROMANI: SALVARE IL PINCIO ED EVITARE IL DANNO ERARIALE ALLA CAPITALE.

“Sento il dovere di ricordare che quando ero membro della Commissione Urbanistica del municipio Roma centro storico -l’anno scorso- votai il parere contrario alla delibera comunale sul parcheggio, insieme all’allora Presidente dei Verdi Francesca Santolini e al radicale Mario Staderini. Una ricostruzione necessaria per far comprendere la mia contrarietà, non alla luce dei recenti ritrovamenti archeologici – peraltro assolutamente da difendere – ma proprio per la mostruosità impattante del progetto che analizzammo e bocciammo da subito e trai primi e che divorerebbe il capolavoro del Valadier nel suo attuale assetto urbanistico. Un mostro modernista, al cui paragone, persino la teca di Meier verrebbe rivalutata. L’unica obiezione sensata, quindi, non è se si debba fare il parcheggio perché la risposta dovrebbe essere negativa già solo per il tipo di progetto, ma chi dovrebbe pagare il danno erariale conseguente – ammesso che ci sia- alla società assegnataria dei lavori. Un interesse legittimo che la Corte dei Conti come giustamente affermato dall’On.Rampelli dovrà tutelare, qualora, la giunta Alemanno decida di non procedere. Infine, il parcheggio del Pincio risulta inutile anche dal punto di vista dei posti creati, che potrebbero essere sostituiti con minore impatto con l’ampliamento del parcheggio del galoppatoio, come chiedono le associazioni dei residenti e di strada del Tridente e del centro storico da tempo. Crediamo, pertanto, che il sindaco Alemanno si troverà il 2 settembre dinanzi ad un duplice dovere etico: salvare il Pincio e l’immagine di Roma dall’orrendo urbano pianificato da Veltroni e impedire un grave danno erariale al bilancio della città. Siamo fiduciosi che il sindaco e la sua giunta sapranno fare la scelta migliore per Roma”

on Federico Mollicone (PDL)
presidente commissione cultura comune di Roma

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Metro Napoli … l’arte della sosta e dello scavo …

Isabella Guarini che conosce Napoli fin nelle sue più riposte viscere …
ci  scrive a  proposito di alcuni aspetti determinanti nella progettazione “artistica” della nuova rete metropolitana …
“Ho in più occasioni scritto della costruenda rete metropolitana di Napoli, rilevando l’eccessiva spesa per le numerosissme stazioni rispetto al percorso, tradendo l’obiettivo funzionale che è quello della mobilità rispetto alla sosta. Si ha l’impressione, infatti, che si stia privilegiando lo stare fermi, il tempo perso dell’attesa, l’immobilismo delle stazioni. In quasi tutte le città europee le uscite dalla sotterranea impegnano il quantum sufficit con semplici strutture che possono essere caratterizzate architettonicamente solo in alcuni luoghi importanti. Invece, a Napoli, tutte le stazioni sono un museo, un tempio per Fuksas, un antico natante per Siza, e altro ancora. Vero è che una delle linee metropolitane attraversa la città di antico impianto , ma è anche vero che si sarebbe potuto semplificare l’uscita, come si deve aver fatto per lo scavo del percorso, da una stazione all’altra , di cui non si conosce nulla. Mi spiego: per andare dalla Piazza Ferrovia a Piazza Nicola Amore, sotto il Rettifilo, si è dovuto scavare parecchio. Allora mi chiedo perché i reperti archeologici sono stati messi in evidenza solo nel punto della stazione? Così per la stazione Municipio. Perché si è scavata tutta la piazza, quando era possibile un’uscita soft nel fossato del Maschio Angioino? Perché per le stazioni della Riviera di Chiaia non si sono utilizzati gli edifici marginali della Villa Comunale contigui alla linea tranviaria, la Casa delle Belle Arti e un Tempietto sempre chiuso, vespasiano classico , evitando così d’impegnare la strada di scorrimento con un vasto cantiere. Perché si scava nella Piazza Santa Maria degli Angeli, quando a pochi passi era già scavata la stazione in Piazza Carolina, nei pressi della Prefettura e Piazza Plebiscito? Sono tutti interrogativi che bisogna porsi, perché qui non si contesta l’opportunità delle linee metropolitane, ma il metodo faraonico di usare la loro costruzione per rivoltare le città come un calzino. Il governo e l’unione europea devono prendere atto che non ne possiamo più dei disagi che dobbiamo sopportare, oltre ai rifiuti e alla sporcizia. Lasciamo qualcosa da fare anche alle generazioni future.”
I.G.

e adesso abbiamo anche un Super-Sovrintendente … alle metropolitane …

Roma e Napoli unite in un inesorabile destino sotterraneo …

si salvi chi può …

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“Che li paghiamo a fare i soprintendenti?” …

Danilo Nuccetelli attento osservatore di cose romane …
a commento delle allucinanti esternazioni di alcuni dei più accreditati maestri del pensiero nazionale … ci manda queste, più che condivise, considerazioni …
Testa … Morassut … Veltroni … Rutelli … Carandini … La Regina … Bottini … Giro … Bondi …

La città … l’archeologia … la cultura … la politica …

dai Girotondi … ai Giro-Bondi …

“Il gioco di parole è facile ma, veramente, non si può fare a meno di chiamarlo Testa di Chicco. Dopo il disastro politico e amministrativo che hanno contribuito a produrre, lui e quell’altra lince di Roberto Morassut ancora parlano!
Si, li volevano bucare proprio tutti i colli fatali, forse per una questione di antifascismo. Quello più grande e più prestigioso doveva sorgere anzi spofondare al Colle Oppio, accanto alla Domus Aurea, ingresso e uscita su via Labicana.
Geniale. La Regina. Ah il Sig. No. C’è un opera che rappresenta tutta la sua grandezza: l’ascensore industriale piantato nel cuore del Colosseo: andare a vedere per credere, c’entra un container sano, sano.
Credo che il dibattito sulle persistenze archeologiche è fuorviante tanto che possono diventare irrilevanti anche per l’esimio Prof. Carandini, l’estimatore dell’ascensore del Vittoriano.
Fare i parcheggi in Centro Storico presuppone una centralità dell’auto nel sistema della mobilità che, a parte ogni altra nobile considerazione, non è pensabile per una questione di numeri.
Quanti colli bisognerebbe bucare per garantire il parcheggio sotterraneo agli abitanti superstiti e alle 70/80 mila macchine che ogni giorno entrano in Centro?
E perchè a spese dei contribuenti?
A proposito di spese: ma che li paghiamo a fare i Soprintendenti?”

D.N.

Caro Danilo …
ma che colpa abbiamo noi …
per esserci meritati tanto? …

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Quando la realtà … supera la fantasia …

Sergio Marzetti si era lasciato andare alla fantasia …
ma, evidentemente, …
la realtà è molto, molto, più imprevedibile di quanto umanamente ci si possa aspettare …
i “mostri” … esistono …
“Caro Professore, mi arrendo! Ma l’ha letta la Cronaca di Roma del Corrierone di oggi? Io pensavo di dire delle battutacce da avanspettacolo, di cui qualcuno mi aveva anche rimproverato, quando elencavo tutti i parcheggi che si potevano realizzare sotto i Sette Colli. Mi era completamente sfuggita la notizia che il “Signor No”, alias La Regina, (tanto preoccupato della Villa “Ad Duas Lauros”, abbondantemente erasata fino alle fondamenta, da bloccare l’epocale SDO), non aveva avuto paura di consigliare due baldi giovanotti, il Veltroni, che dalla FGCi al PD é andato su e giù per tutto l’alfabeto, e il Chicco Testa ,che già all’età di dieci anni aveva capito tutto della vita (tale e quale il suo sodale Rutelli), su come risolvere il problema del parcheggio in Centro. Facile! Si svuotano i colli lasciando la “crosta”, come fanno i bambini con le zucche di Halloween o come fanno le signore quando si siliconano il seno. Troppo forte! Roma di zinne ne ha sette! Hai voglia a siliconare!
“Pincio a parte, si pensò anche ad altri colli…?” chiede la giornalista del Corrierone.
“Ad un parcheggio all’interno del Quirinale (e io, che non sono uomo di mondo, mi vergognavo di questa proposta nel momento stesso in cui la trascrivevo in questo blog, come fosse stata una bestemmia!)”, continuava l’inneffabile e immarcescibile Chicco, “poi però abbandonato per problemi di stabilità strutturale (ma che disdetta!). Rimane ancora valida l’idea di realizzarne uno al di sotto dei Giardini del Quirinale (Mica sotto il piazzale di Monte Cavallo che, a volerci pensare, da un punto di vista ingegneristico, già viene più facile. E poi che ci vuole! Si fà passare il traffico proveniente dal Tritone per via della Stamperia, Fontan di Trevi, via del Lavatore e….”pertuso!”)
“Quindi si dovrebbe andare avanti?” continua la Garrone
“E non essere provinciali. Chi gira per l’Europa sa benissimo…..che é possibile trovare dei parcheggi sotterranei nei luoghi più centrali…..” conclude dall’alto della sua bassezza il Chicco Testa.
Aoh! mi sarò perso qualcosa ma io il parcheggio sotto l’Etoile o quello sotto Trafalgar Square o quello sotto la Plaza Mayor o sotto il Parco Guell non l’ho visto!
Ma quante cose si leggono in questi giorni, Professore! Da rimanere a bocca aperta! Leggo sulla stessa pagina del giornale che cosa risponde Robero Cecchi, non solo direttore generale del ministero dei Beni Culturali ma anche commissario straordinario per la prosecuzione dei lavori delle metropolitane di Roma e Napoli: “…..Ma non possiamo incarnare l’amministrazione che tende a fermare lo sviluppo del paese (Mica si sta preoccupando di concludere il progetto della Nuova Bagnoli! Quello sì che sarebbe un vanto di Napoli!). “Un esempio in positivo?” chiede il cronista. ” Proprio la fermata della metro di Napoli di Fuksas (il quale poco sotto racconta come abbia trovato nello scavo un tempio del I° secolo a.C., poi smontato e ricomposto). Sarà la più bella del mondo. I passeggeri, prima di viaggiare, cammineranno in un tempio romano….Splendido!” Allora, chiedo a Robero Cecchi, perchè abolire la fermata di Piazza Argentina della Metro C? Che pure noi romani non potevamo avere il piacere di entrare nella metro camminando su un tempio romano? Ne avevamo addirittura tre a disposizione! Poi, quanti dubbi sulla fermata di Piazza Venezia! Avete trovato una scalinata imperiale! E allora? Non indosseremo il laticlavio, ma non siamo anche noi, cittadini romani di oggi che vestiamo casual, degni di scendere in metro sugli augusti gradini? Basta con l’idea romantica delle rovine da salvaguardare! Come dice Cacciari, da filisofo qual’é. “Se si trova la Venere di Milo, é ovvio fermarsi. Ma se ci imbattiamo in un muretto del ‘700….diciamolo per favore, si può anche buttare giù”. Con questo discorso anche il filosofo dimostra di non cogliere il problema. Primo: magari trovare soltanto un’opera d’arte avulsa da qualsiasi contesto! Ti fermi giusto il tempo per recuperare l’oggetto e poi avanti con le ruspe! Secondo: a Venezia troverà un muretto del ‘700!; a Roma troverà che lì hanno accoltellato Giulio Cesare e lì l’hanno cremato su una pira, lì hanno strangolato Giucurta, lì hanno sepolto San Pietro, lì Lucullo, sul Pincio, stupiva Cicerone e Pompeo, improvvisando una cena “luculliana” . Insomma camminiamo su incunaboli e nessuno permetterebbe che tarli e topi vi scavassero delle gallerie.
Sa che cosa le dico? Che voglio sperare qualcosa nella prossima Biennale di Architettura di Aaron Betsky. Quella che verrà dedicata alla riprogettazione di “Uneternal City”, alla riprogettazione della periferia posta non in contraddizione con la “Città Eterna” ma a confronto.
Forse i nostri amministratori, i nostri costruttori, i nostri progettisti arriveranno a capire che la loro maggior gloria non sarà quella di lasciare un segno nel Tridente ma quello di impegnarsi a ricucire i “margini della città storica che nulla hanno di eterno, ma si configurano come spazi in continuo divenire” (Francesco Delogu).”

S.M.

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Zazà … e … l’accrocco scozzese …

Ricevo da Giorgio Granozio … antico laureato romano … su allora inedito argomento anglo-ellenico … da tempo immemore emigrato in Scozia … queste righe su Zazà …

“Dear Giorgio,
A coloro che si lamentano della `truzza` Zaha vorrei aggiungere di non pensare che solo in Italia esistono cialtronerie architettoniche.
Io ormai vivo a Edimburgo da piu` di dieci anni e ne vedo anche qui` di cotte e di crude … e quando mi sento affrontare con il solito ritornello di ` italiani, pizza mafia e mandolino` allora mi inca**o e rimando agli oltre 400 milioni di sterline usati per costruire un ignobile parlamento scozzese di cui vanno cosi` fieri, simile ad una costosissima stazione di autobus e senza parlare del costo di manutenzione e della assoluta errata posizione altamente non strategica e cosi’ tanto decantato e difeso da questi super provinciali Bossi locali.
Tutto il mondo e` paese si usa dire! (more to come)…”

G. G.

aridatece … “Er Greco” … verrebbe da dire …

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Pincio … misteri del sottosuolo …

Sergio Marzetti, … evidentemente appassionato alle turpi, recenti vicende del Pincio, … ci lascia questo suo tempestivo commento alla pubblicazione della cosiddetta relazione Bottini …

“Romans! Countrymen! Lend me your ears! Il Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Angelo Bottini, e Angelo Bottini é un uomo d’onore!, ci fà sapere che, dopo i primi sondaggi svolti fino al primo agosto per la realizzazione del parcheggio del Pincio, é emersa da sotto il Belvedere una sorta di Pompei (forse é un pò esagerato, ma questo dice la cronista de “la Repubblica, e la cronista de “la Repubblica é un uo…,pardon!, é una donna d’onore!): mosaici del I° secolo a.C., una villa, un criptoportico di età imperiale. Il Soprintendente continua: “Il tesoro archeologico ritrovato durante i sondaggi, e che copre il 40 per cento dell’area su cui dovrebbe sorgere il parcheggio, va preservato e tutelato”. Pur ribadendo l’importanza dei reperti ritrovati sotto l’area che potrebbe essere interessata dalla costruzione del maxi-parcheggio di sette piani e per 700 posti auto (sono sempre parole dell’onorevole “la Repubblica”), il Soprintendente Bottini sottolinea che “nella relazione non si é dato un parere sulla fattibilità del parcheggio ma si é solo precisato che le testimonianze archeologiche scoperte vanno preservate e tutelate”. “Insomma – ha fatto sapere Angelo Bottini – questo non vuol dire che il parcheggio non si può fare ma che eventualmente si dovrà fare a condizione che vengano conservati integralmente i resti archeologici”. “Se adegueranno il progetto ai ritrovamenti- continua il Bottini, avendo in mente il suddetto 40 per cento interessante l’area – si potrà andare avanti”.
1° e tutta mia considerazione): Alla faccia dell’evangelico “sia il tuo sì sì, sia il tuo no no!” Per Angelo Bottini il suo é un “Nì!”.
2° e tutta mia considerazione): Il precedente Soprintendente, Adriano La Regina, non ebbe tema di bloccare con una semplice firma lo SDO di Centocelle per la presenza di tanto più miseri resti archeologici. (poi da signor NO, dopo gli infastiditi rimproveri di Rutelli e rispondendo all’appello del francese Jean Nouvel, si dichiarò favorevole “a demolire, ricostruire, aggiungere nel Centro Storico. Quello che conta é la qualità!” La fantomatica Qualità, intesa come il Bello in sè, avulso dal contesto e che ha dato modo a Rutelli di giustificare a se stesso la costruzione dell’Ara Pacis)
3° e tutta mia considerazione): Con l’adeguamento richiesto da Bottini, concittadini!, si cambia di scala! Da un maxi-parcheggio a un parcheggino!
4°) Mi aspetto che la relazione degli scavi venga valutata solamente nella parte relativa all’aspetto archeologico e apprezzata come accurata descrizione da parte del commissario, importante archeologo, di quanto finora emerso. Mi aspetto che altra considerazione sia data alle conclusioni del commissario, storico dell’Arte.
5°) Sull’onorevole “la Repubblica”, e in conclusione dell’articolo, si può leggere il ridotto intervento di Italia Nostra che, con Carlo Ripa di Meana, chiede che “il sindaco fermi i lavori, rescinda il contratto e dichiari conclusa la vicenda del parcheggio sacrilego”.
5°) Vediamo se il sindaco Alemanno, lo stesso che meritoriamente aveva proposto di spostare il manufatto di Meier, é, come Bruto, un uomo d’onore!”

S.M.

P.S.
credo che conosciate abbastanza la mia posizione sull’argomento Pincio …
e alcuni di voi hanno senz’altro capito che, per qualche tempo, mi sono astenuto da esternazioni troppo dirette sul tema, almeno fino alla cunclusione dei lavori della cosidetta Commissione dei “Saggi” …
quindi sulla “relazione Bottini” solo alcune precisazioni …
riguardanti la notizia ripresa da La Repubblica, … ma già uscita sul sito del Corriere della Sera il giorno prima a firma di Virginia Piccolillo e corredata da numerose illustrazioni degli importanti ritrovamenti archeologici …
ove, oltre al succo dell’illuminante parere ministeriale, … si viene soprattutto a conoscere che quel documento è rimasto per giorni disperso nei misteriosi meandri dei protocolli capitolini … tanto che … a tutt’oggi … la citata Commissione … non ne ha ancora potuto prendere visione …

che dire? …

misteri del sottosuolo … e del sottobosco … romano …

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Il popolo del parcheggio … attorno alla piazza … alla porta …al colle … all’obelisco …

Da Sergio Marzetti, che ringraziamo, riceviamo questo commento, gradito contributo, al tormentone ferragostano sul garage-autorimessa-parking del Pincio …
“Ma guarda che é forte questa discussione sul parcheggio al Pincio! Ti fà capire lo stato di schizofrenia del nostro sentire, più che architettonico, civile. Sfogliando a memoria i ricordi: “Vedano! Vedano, signori, come era Piazza del Popolo quando era usato come un parcheggio! Un plateau di lamiere multicolori (quante ne poteva contenere la piazza? Un centinaio? Forse un pò di più o forse un pò di meno)!” Adesso il popolo, per merito di un intervento di salvaguardia da parte dell’aministrazione civica che tutto il mondo ha riconosciuto, può accomodarsi sulle panchine dell’emiciclo e godersi gratis in santa pace il tutto invece di doversi comprare su una bancarella una copia della famosa incisione del Piranesi. Il popolo, che invece vuole spendere qualche soldo in più, può dare appuntamento alla morosa e prendersi un aperitivo in una delle piazze più belle del mondo. Invece, che succede? “Contrordine, compagni! Per altri “imperscrutabili” motivi che solo noi manovratori conosciamo, quindi “No disturb, please!”, approntiamo un parcheggio nel sito in questione da 700 posti! ….Come vi permettete? Vi state facendo due conti? Se, salvognuno, il parcheggio non é un flop, quante macchine entrano ed escono dal “pertuso”?. Questi non sono affari vostri!….Ah, insistete!? Vi state chiedendo da dove entrerà questa fila di macchine? Beh, al momento non sappiamo neanche noi! Forse da via Ferdinando di Savoia poi, 1) discesa dalla rampa, attenti a non schiacciare i piedi dei clienti di Rosati, 2) sfilata davanti le chiese gemelle, 3) salita sulla rampa, attenti questa volta a non investire i clienti di Canova, 4) entrata nel “pertuso”, 5) sosta nel ventre della collina, 6) uscita dal “pertuso”, 7) discesa della rampa fronte S. Maria del Popolo, 8) sfilata davanti alla berniniana Porta del Popolo, 9) salita della rampa fronte caserma dei Carabinieri, 10) ripresa di via Ferdinando di Savoia….Sfacciati! Che cosa dite? che l’emiciclo diventa il catino di Indianapolis? Ma le macchine mica andranno a 200 kilometri all’ora! Massimo, salvo qualche matto che a Roma non manca mai, potranno andare a 30 all’ora!…. Certo, sarà un belvedere! Gli appassionati delle scommesse potranno puntare su chi per primo andrà a sbattere contro i pilastri delle rampe con sollievo, ove istituzzionalizzate, delle casse comunali! Già l’ascensore del Vittoriano ha dato una cospicua rendita di euro, talleri e dobloni! Poi stiamo studiando altre soluzioni: entrata e uscita dal fornice che già é dedicato al “Felici faustoq ingressui”; l’aggiorneremo con un “Felici faustoq ingressui et exitu”. Ci sono, in questo caso, alcuni inconvenienti: il necessario uso dell’obelisco di Ramesse II come centro di una rotatoria e l’eventualità di incidenti in uscita con il traffico del Muro Torto. Ma, cittadini, se si vuole FARE bisogna mettere in conto gli aspetti negativi!…Ma siete insopportabili!!! Dite che se lasciamo perdere questa nefandezza evitiamo tutti gli aspetti negativi possibili e paventati? Ma allora a che servono le Assicurazioni? Noi ci assicuriamo e ci passa la paura……!
Vabbè! Basta! Avrò già annoiato molta gente che ancora ritiene che il bravo architetto, specialmente se nato a Roma, figlio di questa Roma, può essere fuorviato, nel suo giudizio, dall’immagine, al momento ancora virtuale, di una griglia sul tramonto o, ancor peggio, può essere fuorviato dall’ideologia e non, puramente e semplicemente, dalla conoscenza professionale e dalla coscienza civile che dovrebbe caratterizzarlo.”

S.M.

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Dal Pincio al Foro … i talebani del cemento … alle grandi manovre di Ferragosto …

Sandro Bari, che qui ringraziamo, ci invia queste sue osservazioni sulle grandi manovre ferragostane dei soliti talebani del cemento …

Ferragosto di fuoco a piazza del Popolo

“Proprio nel giorno di Ferragosto, Italia Nostra riprende la battaglia per la salvezza del Pincio contro gli sventratori. Il Presidente, Carlo Ripa di Meana, accompagnato dalla moglie Marina, da sempre fervente ambientalista, ha sfilato per Piazza del Popolo, sotto al Pincio, esponendo cartelli di protesta e di condanna, ed ha poi tenuto una conferenza stampa.
La battaglia che sembrava vinta dopo la consegna al Sindaco della relazione da parte della Commissione dei Cinque Saggi, appare di nuovo incerta per la decisa presa di posizione di organi di stampa, manovrati dai costruttori, in favore dell’esecuzione del parcheggio. Noi continuiamo a batterci contro la speculazione, la mercificazione e la protervia di certo potere economico che già sono costate la perdita delle elezioni a chi le ha permesse da decenni.
Un articolone ferragostano (le operazioni peggiori si effettuano sempre quando la gente è in ferie) recita “Roma ha bisogno di grandi opere”, e sprona il Sindaco a non dar retta a questa gentaglia che “dà più importanza ad un albero che a un uomo” e a far rispettare gli impegni presi dal suo predecessore (quello sonoramente bocciato), altrimenti ci saranno danni e penali, e niente progresso…
Beh, rispondiamo tutti a costoro che Roma non ha più bisogno di grandi opere, ma di opere sagge, e che specialmente nella sua parte storica ha bisogno di una sola cosa: di essere lasciata in pace.
Ed ecco il mio comunicato, consegnato alla stampa:

Il rantolo del cementatore

Non sembra vero, ma forse avrebbe dovuto essere scontato: dopo le tranquillizzanti notizie sul blocco dello sventramento del Pincio, un sussulto di bestia ferita si leva dal giornale della Capitale, quello (una volta) “conservatore”.
Forse un ordine padronale per un estremo tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica – cambiando sistema – verso la “necessità” di realizzare quel parcheggio, bene assoluto solo per chi lo costruisce e per gli “annessi e connessi” che hanno trovato modo di inserirsi nel grosso affare.
Estremo tentativo, quindi, cambiando le carte: facciamolo passare per un’opera meritoria “di destra” contro tutti quelli che in questi ultimi quindici anni hanno affossato ogni opera pubblica romana in nome della conservazione.
Strano, ma non era il contrario? Ma non erano di sinistra quelli che hanno imposto scelte urbanistiche senza criterio al solo grido “Roma deve incassare denaro” (ass. Minelli), e non erano di destra coloro che si sono opposti in Consiglio Comunale fino all’ultimo contro tali aberrazioni? Strano, perché così risulta dalle votazioni…
Ora, secondo il giornale, l’oscurantismo in campo ambientale di ex e postcomunisti,Verdi, ecologisti (proprio quelli che mai si sono opposti, per ideologia, ai disegni di Veltroni) dovrebbe essere spazzato via dal decisionismo del vittorioso Alemanno, che ha la maggioranza per ordinare, esigere, imporre. Si contesta cioè la disponibilità al dialogo, promessa e finora mantenuta, forse per ricordare al Sindaco che è stato eletto, sì, dai cittadini, ma che il potere a Roma ce l’hanno altri. Altri, che possiedono giornali, imprese, cantieri, appalti…
A chi fa comodo questa improvvisa presa di posizione in favore dei parcheggi, degli scavi, dei lavori in corso? Questo monito di quanto costa la penale se salta il progetto parcheggio? Questa reprimenda neppure tanto blanda al Primo Cittadino che si fa scrupolo di costituire e addirittura consultare una Commissione di Saggi su un problema così serio?
Ora si irride anche a tale commissione e alla sua relazione. E, all’assalto, si mandano avanti i bambini, come fanno i guerriglieri vigliacchi. Si fanno esporre articolisti impreparati, che si contorcono in contraddizioni su argomenti capziosi, si avvolgono in teorie ritrite e dimostrate reiteratamente false. Agli ordini del padrone, secondo la “linea editoriale”. Senza vergogna.
Ma non è finita.
Altro “avvertimento” ad Alemanno arriva dalla Cina. Il CONI manda avanti Angelo Binagli, presidente della Federazione Italiana Tennis: “Roma potrebbe perdere gli Internazionali perché il Comune ha bloccato il progetto del nuovo Centrale. La giunta Alemanno ha intenzione di rimodulare uno stadio meno impattante. Ma non c’è più molto tempo, bisogna rompere gli indugi”. Capito, concittadini? Per colpa di Italia Nostra che si oppone allo scempio architettonico e ambientale del Foro Italico, corriamo il rischio gravissimo di perdere gli incassi stratosferici che ci porterebbe l’indotto degli Internazionali di Tennis. Attento, Sindaco, a quello che fai, stai rischiando parecchio a metterti contro il potere avallato dalle precedenti gestioni.
Ci si aspetterebbe dalla stampa un appoggio alle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, urbanistici, ambientali, naturalistici, architettonici della nostra povera Roma, mercificata e avvilita. Invece no, i giornali sono solo portavoce dei padroni: nessuno interviene su Angelo Binagli per ricordargli che basterebbe spostare il mega impianto del tennis, violentatore del Foro e di Monte Mario, di qualche centinaio di metri, per esempio nella vastissima zona, libera e disponibile, di Tor di Quinto, dove sarebbe agibile a chiunque per spazi e per parcheggi. Il fatto è che lo vogliono lì, perché così fa comodo alla CONI Servizi, altri padroni. Che adesso, gloriandosi degli ori conquistati da chi fatica per davvero, presenteranno il conto al Sindaco, ricordandogli chi ha il potere.
Alemanno è stato eletto proprio da chi era stanco di questo potere della politica comprata dai costruttori, da chi era stanco di questo svilimento della Città in nome del dio denaro. Speriamo che il Sindaco se ne ricordi e che sappia resistere a questi ultimi rantoli.”

S. B.

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