Belfiorea partecipata …

belfiorea

Da Isabella Guarini: …

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Dove vai in vacanza? …

Riceviamo da Eduardo Alamaro …

questa “cartolina” napoletana: …
belfiorea

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Urbino … dimenticando … il presente …

mutaceca

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Capitale … “aglio e oglio” …

Manuela Marchesi, sconsolata e offesa dalle vicende umbro-marchigiane, così
commenta, pensando ai fasti capitolini: …

“Manca la cultura e manca pure la consapevolezza di avere in dote dei gioielli irripetibili trattandoli come chincaglierie carnevalesche.
Anche la qualità è un bene da tutelare, anche la fatica fatta per raggiungere un luogo di particolare bellezza ha il suo senso, anche il rispetto delle bellezze naturali e artistiche porta più soldi e meno mafie. Lo si vede a Roma dove c’è l’arrembaggio al turista, dove si moltiplicano i “fast-pizza-food”, dove salgono alle cronache mondiali i conti astronomici rifilati ai turisti giapponesi…
Questa secondo alcuni, molti, è la via breve per mandare avanti una certa economia; Roma è ormai un casino e lo è proprio nelle sue parti più significative, nelle sue più belle piazze adesso trasformate in un bailamme di tavolini e camerieri adescatori, e stendo un pietoso velo su quello che è il cibo offerto: avvicinandosi, l’odore dominante è dovunque un cattivo “aglio e oglio” che disgusta anche a chi gli piace.
Mi scuso per questa digressione romana, ma credo che i criteri informatori del sedicente sviluppo e “valorizzazione” siano sempre gli stessi, e duole che siano intaccate delle realtà ancora quasi integre e preziose.”

M.M.

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Da Spoleto a Urbino … Beni Culturali … addio …

mutamutamuta

Sul “caso” Spoleto e, per naturale estensione, Urbino ed altro …
Riceviamo da Sergio Bonanni a commento delle osservazioni di D’Agostino: …

“La realizzazione del complesso intervento sulla viabilità spoletina porta le firme di molti tecnici, e non conosco nello specifico a chi sia spettata la progettazione della scala. Comunque caro Salvatore, con un po’ di pazienza, riceverà quanto ha mosso la sua curiosità, per buona pace della sua grammatica. Nel frattempo, garantisco io sulla bontà strutturale del manufatto, sia sul rispetto di tutte le normative tecniche che regolano la realizzazione di codeste opere, anche se la scienze delle costruzioni non sono mai state il mio forte.
Il problema, e neanche piccolo, è l’ingiustificata violenza al paesaggio, su cui, temo, non ci possa illuminare nessuna delle carte progettuali, e tanto meno il parere della commissione edilizia, visto pure che il maggiore dei cantieri di queste grandi opere, da essa approvato, è sotto sequestro giudiziario per violazione delle normative comunali sulle costruzioni nei centri storici, e si indaga per abuso d’ufficio nel rilascio dei permessi.
L’unica relazione tecnica che ci avrebbe potuto illuminare se, ahimè non creasse più nebbia, è l’unica sfuggita all’elenco del dott D’Agostino, quella della soprintendenza. Anzi quelle della soprintendenza, una prima negativa, respingente un progetto, che, con una seconda, positiva, avrebbe accettato dopo pochi mesi(…)

No non è fuori norma caro D’Agostino, ha perfettamente ragione, il linguaggio dell’ architettura è fondamentale, ma più che quando si parla, è imprescindibile quando si progetta. Qui si è intervenuti in un contesto delicatissimo, senza curarsi minimamente di dove ci si trova, senza aver studiato il contesto, senza un linguaggio che crei un minimo di dialogo invece di soffocare quello che è li da quasi un millennio. Altro che genius loci!
Profondamente amareggiato, per chiudere faccio mia la lettera di Lorenzo Balestri sullo sfregio inferto ad Urbino, accomunata a Spoleto dall’essere danneggiata da chi è stato preposto per proteggerla” …

S.B.

…

La latitanza delle Sovrintendenze …

La latitanza dei Comitati di settore …

La latitanza del Consiglio Superiore …

La latitanza del Ministero …

Un paese … di onnipresenti latitanti …

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Di ritorno da Urbino … con disgusto …

urbinoverde

Riceviamo da Lorenzo Balestri e …

ne condividiamo il disgusto: …

“Scrivo da Rimini di ritorno da Urbino: il ricordo è sanguinante. E sanguina pensando alla ferita che si è deciso di infliggere a Porta S. Lucia. Ora,che un imprenditore persegua il suo scopo, cioè il profitto a tutti i costi, rientra in una logica… imprenditoriale appunto, ma che la politica, un amministrazione politica, non valuti quei costi, ovvero assecondi un unica linea che non media tra l’interesse di pochi e quello dell’intera città è da …ignoranti della politica, della vera politica: può un sindaco, che è il sindaco di Urbino, ridursi a fare il mediatore immobiliare? Lui che è in linea di successione politica, ovviamente, non certo morale, l’erede del Duca Federico!
Il Duca di architettura se ne intendeva e ogni amministrazione lascia il suo segno architettonico: se penso a quello che ha lasciato Federico e quello che vuole lasciare oggi il sindaco, scordandoci ovviamente dei suoi predecessori, mi domando se le generazioni dell’ultimo dopo guerra non appartengano alla genia dei parenti sfigati di Re Mida, che trasformano, ciò che toccano, in ben altro che oro. E questo è il punto: lì, sotto Porta S. Lucia e nell’area dell’ex Consorzio non dobbiamo toccare nulla. E’ doveroso da parte dell’amministrazione trovare sedi alternative cioè appropriate, che esistono. Io mi dicevo che una parete VERTICALE, meravigliosamente verde, verde di alberi, intendo, non di vernice, avrebbe protetto quella parte della città antica su cui è adagiata: e invece no.
Ora il vero oro di Urbino è la sua immagine, danneggiare questa è danneggiare in maniera permanente ed effettiva proprio la sua economia. la città ha una vocazione che è turistica e cultiurale: può un turista farsi centinaia di chilometri per imprimersi alla fine del sua visita “storica” il ricordo di ..un centro commerciale? E può un urbinate che ama veramente la sua città, offrire questa immagine di sè? Penso alla gloria di Urbino, a Raffaello, che vive ancora “a Palazzo”, con la sua Muta: gli interventi che si vogliono realizzare per la città avrebbero l’effetto di due piercing conficcati su quel volto. Non si può recare uno sfregio simile alla città di Urbino.”

L.B.

urbinobus

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Cose dell’altro mondo …

continuomonumento
” … personale interpretazione del Monumento continuo spoletino.
Cordiali saluti” …

Stefano Salomoni

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Francesco Tentori … ci ha lasciato …

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Ciao Checco …

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Quanno ce vò, ce vò! …

scalaverde

Da Isabella Guarini …

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Anche Spoleto …

spoleto uno

Sergio Bonanni ci invia:
“caro professore,
a riguardo della mobilità alternativa di spoleto,cui accenno in un
mio modesto intervento sul suo blog, mi permetto di inviarle due foto.
trovandomi ora a firenze le foto che le mando sono, come si dice,
d’archivio, e non rendono l’esatta dimensione dell’impatto sul
paesaggio, però questa specie di tettoie per carrelli d’ipercoop
daranno un’idea sufficentemente.  Cordialmente
”
S.B.

spoletodue

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