Il cielo sopra Berl … sopra Roma …

gliarchicefalici770“Cari blogger,

l’altro giorno sono stato al Vittoriano. Chissà perché ma la maledizione dell’incuria la noti anche in questo nobile tentativo di dare un volto alla Patria. Niente da dire sulle varie Gallerie delle Bandiere, sul Museo del Risorgimento e sul Sacello del Milite Ignoto ma ricordavo, cosa forse più interessante per un cultore dell’architettura e dell’arte in genere, un notevole reparto con i gessi dei modelli delle successive soluzioni e con le copie dei particolari e dei dettagli scultorei. Tutto obliterato dallo scomposto uso che anche di questo spazio, che era il museo di se stesso del monumento, si fa per mostre, in sé anche valide.

Comunque, stando dentro il Vittoriano mi è venuto di confrontare, con un sorriso, le soluzioni di Sacconi e dei suoi collaboratori con quelle sortite dalla fantasia alla Ceauşescu degli ultimi progettisti di Skopje. Il lavoro di  Kenzo Tange per la città macedone al confronto giganteggia.

Mando due foto, una dell’interno del Vittoriano e l’altra sulla soddisfazione e gradimento dei…turisti arrivati in volo dai quattro angoli del pianeta”.

Sergio 43

 Vittoriano1

………

SE SO’ FREGATI ANCHE ER VITTORIANO? …

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4 risposte a Il cielo sopra Berl … sopra Roma …

  1. sergio de santis ha detto:

    Battuta che detta da ‘n gabbiano …
    è para para ar propio guano …

  2. Angelo Gueli ha detto:

    Scusa Sergio,
    in che senso giganteggia?

    Ciao
    Angelo

  3. sergio 43 ha detto:

    Ma lo sai, Angelo, che mi è difficile spiegare perchè ho usato quel verbo? Forse il nostro Prof, che ha vissuto come me l’entusiasmo di quegli anni del dopoguerra, potrebbe meglio spiegare quello che può sembrare un lapsus e che forse lo è veramente, visto con gli occhi di oggi, dimentichi che allora si dovevano ricostruire città intere, nuove generazioni con baby boom e boom immobiliari e, d’altronde, resi accorti dai tanti fallimenti di quelle utopie. Forse abbiamo sognato allora che avessimo a disposizione un nuovo rinascimento? Visto adesso, era solo michelangiolesca megalomania? Che vuoi che ti dica? Di fronte a quella orgogliosa ipotesi, oggi più aggiornati maestri teorizzano architetture leggere, transeunti, deboli. Nel tempo del “pensiero debole” sarà giusto e ineluttabile così!

  4. liuk ha detto:

    Anch’io la scorsa settimana, nell’attesa di un libro in biblioteca di Palazzo Venezia, son salito dopo anni sul Monumento. Il disappunto per quanto mi riguarda (non avevo il tempo di visitare il sacrario o i plastici) è stato invece essere guidato immediatamente all’interno e non poter continuare la salita almeno fino alla statua equestre e poi uscire sul colonnato. La piacevole sorpresa è stata invece scoprire l’apertura del percorso che mette in comunicazione con l’Ara Coeli e la piazza del Campidoglio,trasformando la visita in una passeggiata urbana come se si trattasse di scale e strade pubbliche e aperte.

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