Ceci n’est pas une eglise …

chiesa

Cristiano Cossu ha ritrovato casualmente e ci invia: …
“Buonasera Professore, casualmente ho ritrovato questa foto scattata tempo fa nell’aretino, durante un lavoro sulle chiese contemporanee …
Sicuramente opera di un architetto ateo e nemmeno un pò devoto.
Ceci n’est pas une eglise …
arrivederci”
C.C.

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A Marziale Desiderio … capomastro …

lapide capri

E’ stata smontata oggi domenica 1 agosto l’installazione “Magia caprese” di Lugi Grossi, fine art quartieri spagnoli Naples. Per una improbabile vista su Napoli all’in/Grossi dalla piazzetta by night caprese. Anche le pizzette son finite da tempo, dalla sera di mercoledì 29 luglio.
Rimane da vedere tutto il resto, che non è poco. Consiglio all’uopo una puntatina nella ex cattedrale di Santo Stefano, con cupole e cupolette viste dall’esterno, dalla pIacetta. Ma se entrate nella chiesa, cari muratorini, oltre all’anziano prete che dice cose molto sante, vedrete anche una bella scritta apposta su una recente tavola marmorea. In onore e lode della nostra bistrattata arte fabbrile e muratoriana. Tutta mischiata tra colto e pop, volgo selvaggio edilizio e  dottori della chiesa d’architettura del ‘600.
Ve la accludo con simpatia”
Eldorado

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Caramella … disperso ad Amsterdam …

Riceviamo questo appello … che, naturalmente, vi giriamo …

“Spett.le pro. Muratore e gentili partecipanti al blog, sono michele caramella, studente (finalmente laureando alla quaroni), e come la stragrande maggioranza degli architettie e dei quasi architetti come me, cercherò di unire l’utile al dilettevole in queste vacanze estive trascorrendo parte di esse ad Amsterdam. A parte le solite informazioni turistiche di massa che si potrebbero ottenere da una buona guida vorrei conoscerne di piu su questa città dal punto di vista dell’architettura contemporanea, dal momento che le uniche cose da vedere che mi vengono in mente sono la borsa di Berlage, il Nemo center di Piano e il museo di Van Gogh. Pertanto vorrei invitare i partecipanti al blog ad aprire una discussione su questa città in modo da poter conoscere i vari punti di vista, le impressioni, e quelle opere a me (e a tanti come me) sconosciute. Magari qualcuno di voi potrebbe consigliarmi un testo specifico sull’architettura contemporanea ad amsterdam (ne esiste gia una per copenaghen). Non so se questo è il tipo di discussione adatta ad un blog come questo, che mi sembra piu volto alla discussione sull’architettura piuttosto che alla ricerca di informazioni. Vi ringrazio.”

M.C.

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Magia caprese …

Riceviamo da Eduardo Alamaro e vi giriamo con imperdonabile ritardo: …

“Cari amici muratorini,
simpatica la traversata web Capri – Napoli e ritorno, via Isolabella, a proposito di Nicolini. Tutti i pretesti son buoni per andare a Capri, l’isola dei VIP. Dove P sta per Politici. Anche della sinistra. Da quella rivoluzionaria internazionale (Lenin, Gorkij, Bogdanov, Lunacarskij …) alla nostrana riformista e ponderata dopoguerra (Togliatti, Pajetta, Napolitano, Occhetto ….). Tutti ospiti a Villa Pina, della famiglia Talomona, architetti di Capri (di origine lombarda, credo) che ricordo molto generosi e ospitali.
Livio era mio amico e collega di studi (per scienze delle costruzioni). Certe volte mi (e ci) ospitava a Crapi. L’Università allora era ancora un veicolo di promozione sociale e di traghettazione caprese. Ci tornerò domani pomeriggio, senza scorta e escort. Perché presento la mostra “Magia caprese”, una istallazione d’arte improbabile con vista sul mare di Luigi Grossi di Napoli/quartieri spagnoli. Una cosa simpatica e avvippante.
Vi accludo il testo, perché estivo e perché c’entra con le tematiche scritte da Isolabella: in effetti tutti i guai di Napoli derivano dalla posizione di Capri. Da quel tappo visivo sul golfo che ha fatto degli partenopei degli autocentrati, degli autoreferenziali, tante simpatiche isole belle. Ha impedito loro di guardare a mare aperto, nell’Oltrecapri!!!
E la mostra di Grossi è uno sfottò a mare chiuso su questi temi di s-partimento. Muratorini miei, vi aspetto domani (??? n.d.r.) alle 18.30  in piazzetta.
Alla fine una pizzetta per tutti, anche a Isolabella. Vi aspetto veramente, veramon?! E se per li rami della sinistra sinistrata passasse anche l’aspirevole segretario Pd Nicolini …..
Saluti”

Eldorado

Sempre che ci siano ancora le installazioni …

sicuramente le pizzette saranno finite …

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Per Nikos … una proposta …

A PROPOSITO DI NIKOS SALINGAROS:
UN FONDAMENTALISTA CONTRO I FONDAMENTALISMI 
 

Riceviamo da Vincenzo Corrado e volentieri vi giriamo questa sua sintetica recensione-suggerimento al nuovo libro di Nikos Salingaros: …

“Caro prof. Muratore Non so se ricorda il post di qualche tempo fa su Salingaros…qualcuno dei suoi assidui frequentatori aveva aggiunto il link per scaricare la bozza del “nuovo” libro “No Alle Archistar: Il Manifesto Contro le Avanguardie”. Beh tra un po’ di tesi e il lavoro sono riuscito anche a leggerlo…anzi alla fine l’ho letto…(forse) con poca attenzione ma comunque con la giusta concentrazione che il tremolio del 5 o del 14 permettono alle otto di mattina e alle nove di sera e con un po’ di musica sparate nelle orecchie…si potrebbe dire che non l’ho proprio studiato ma sicuramente l’ho letto con una discreta attenzione Il testo a mio parere è sbalorditivo e non si può solo leggerlo…bisogna proprio leggerlo… Perché è sbalorditivo leggere con quanta rabbia reazionaria gli anti-fondamentalisti riescano a trasformarsi in fondamentalisti contro il fondamentalismo del modernismo… Ma questa (probabilmente) è solo la (piccola) visione di un (modesto) lettore. Cercando di argomentare (più o meno) seriamente dovrei citare frattali, sensibilità dei materiali e materiali sensibili, il (neo)umanesimo, il nichilismo del movimento moderno, la tecnologia e la macchina, Le Courbu…ma sarebbe compito arduo per me descrivere del [dis]piacere di leggere questo (saggio) del Prof. Salingaros. Invece le scrivo solo che per me (ed è giusto che io lo scriva visto che il libro è destinato anche a me) che il Prof. Salingaros pensa bene (e magari scrive pure bene): fa bene a pensare che probabilmente sarebbe più corretto che l’architettura torni a progettare spazi e luoghi per l’uomo e dell’uomo, che l’architettura si occupi del costruire e non del mood, insomma che pensi a fare l’architettura. Ma fin qui nulla di nuovo. Per anni in facoltà (a Bari) ci hanno (giustamente) ossessionato con ‘sta storia: in effetti che il progetto dello spazio (per l’uomo) urbano dovrebbe essere il problema centrale della progettazione è roba vecchia secoli. Il problema è sul tavolo da ben prima che io prendessi in mano una matita (non molto ma neanche poco)…ma ciò che delude è che neanche questo testo (nonostante le premesse) proponga una “vera” soluzione anzi si guarda bene dal darla. Accenna, allude alla storia, al decoro, alla natura…ma le proposte dove sono…a parte l’attacco diretto senza eleganza con le bombe a mano al modernismo (si spara sui morti…che tristezza…peggio di Bush che sparava sui civili). Io credo che sia l’ennesimo pre-testo per scavare la fossa (già abbondantemente profonda) del movimento moderno (nichilisti, fondamentalisti, lecourbouseriani e propagandisti…gente pericolosa…mah). In fin dei conti, caro Prof. Salingaros dal basso della mia (voluta) inconsapevolezza, mi permetta di dirle che questa è PROPAGANDA, non molto diversa da quella che lei contesta a Le Corbusier. E io francamente non ho nessun ritorno a difenderlo ma volevo solo farle osservare (tante volte non se ne sia accorto) che sta sparando su un cadavere (maestro o no) oramai in felice decomposizione, ignorando che il problema non è il passato ma i problemi sono presente e futuro. La mia proposta è SI PENSI AD UNA VERA PROPOSTA. Saluti dai miei 40° (all’ombra ovviamente!)”

V.C.

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Dollari … Euro … mattoni … e … cupole …

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storia di “cupole” … all’ombra “della” cupola … 

un libro … impressionante …

utile, anche, agli architetti, …

ma, soprattutto, sorge spontanea una domanda: … perché, … ora? …

speriamo bene … e che non sia soltanto un avvertimento …

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Un architetto … segretario … Nicolini candidato …

Notizia del giorno: …

Dopo Grillo … Nicolini …

dalla politica per lo spettacolo …

allo spettacolo della politica …

e viceversa …

cfr: … http://renatonicolini.wordpress.com/

mi piacerebbe vedere la faccia di Walter …

e anche quella di Baffino …

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Piano-casa? …

Commentando “Brandelli d’Italia” …

Manuela Marchesi ci scrive …

sull’ultimo Carosello: …

“E’ stata oggi approvata la legge sul piano-casa che prevede 100.000 alloggi in 5 anni, destinati anche a edilizia economica di acquisto e affitto. Previsti finanziamenti pubblici e privati.

Ci siamo.
Di fronte a uno specchietto per allodole di questo tipo, le persone si sentono ascoltate e tutelate da questo” governo-Carosello-persuasore-manco tanto occulto”.
E intanto il patrimonio abitativo esistente, quello di enti pubblici e privati, (e ce ne è quanto basterebbe…), viene o abbandonato in attesa dell’Acquirente, o svuotato dei suoi abitanti per “ristrutturarlo” e offrirlo a un mercato completamente fuori da ogni grazia di alcun dio.

A Trastevere, in via della Penitenza, c’è uno stabile intero che sembra disabitato, ma forse ancora qualcuno resiste. E’ un complesso ai piedi del Gianicolo, tanti anni fa era popolatissimo. Ha degli affacci stupendi, è in uno stato pauroso, ha accanto un terreno chiuso e oggetto di varie controversie finite pure sui giurnali…
Di situazioni simili è piena Roma.
Di “riusi” anche.
Uno per tutti: il convento della chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori (Borromini- via Garibaldi) è diventato un albergo a mille stelle, entrando si è accolti come si vede al telegiornale per i raduni PdL…
E un altro aggiungo: locali del collegio San Giuseppe di Piazza di Spagna sono diventati albergo ART, con ingresso su via Margutta, con interni futuribili, stanze raffinate e così via.
E’ vero, ognuno col suo ci fa ciò che vuole, ma i riusi ecclesiastici chissà se pagano l’ICI come si converrebbe?
E nel frattempo sabbia negli occhi col piano-casa.
Scusatemi.”

M.M.

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Brandelli d’Italia …

Era diverso tempo che ci andavamo chiedendo che fine avessero fatto le dissennate iniziative intitolate ai centocinquant’anni dell’unità nazionale … avviate qualche anno fa secondo un modello privo di qualsiasi credibilità scientifica, metodologica e culturale …
e avevamo, fin dall’inizio, avanzato qualche personale perplessità …
Oggi, finalmente, sulla prima pagina del “Corriere della sera” un editoriale di Ernesto Galli della Loggia (peraltro imbarcato recentemente e di rincalzo quale “garante” storico della storica iniziativa …) ci chiarisce, al di la di ogni ragionevole dubbio, lo stato disastroso dell’intera vicenda …
Scrive, tra l’altro, Galli Della Loggia sotto il titolo:
“I 150 anni dell’unità e il vuoto di idee, noi italiani senza memoria”: …

“Il modo in cui il Paese si appresta a celebrare nel 2011 il 150° anniversario della sua Unità indica alla perfezione quale sia l’immagine che la classe politica — tutta, di destra e di sinistra, senza eccezioni (nonché, temo, anche la maggioranza dell’opinione pubblica) — ha ormai dell’Italia in quanto Stato nazionale e della sua storia. Un’immagine a brandelli e di fatto inesistente: dal momento che ormai inesistente sembra essere qualsiasi idea dell’Italia stessa. Leggere per credere. Tutto inizia nel 2007, quando per l’appunto si deve decidere che cosa fare per le celebrazioni del 2011. In altri Paesi si penserebbe, per esempio, ad allestire una mostra memorabile, a mettere in piedi un grande museo della storia nazionale (siamo tra i pochi che non ne hanno uno), a costruire una grande biblioteca (Dio sa se ce ne sarebbe bisogno) o qualcos’altro di simile. Da noi invece no. Da noi il governo Prodi decide che il modo migliore di celebrare l’Unità d’Italia sia quello che lo Stato finanzi, insieme agli enti locali, undici opere pubbliche in altrettante città della Penisola. Opere pubbliche di ogni tipo, così come viene, senza alcun nesso con il tema dell’unità: da un nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi al Lido di Venezia, al completamento dell’aeroporto a Perugia, dalla realizzazione di un Parco costiero del Ponente ligure ad Imperia, a un Auditorium con relativa delocalizzazione del campo di calcio a Isernia, a un Parco della Musica e della Cultura a Firenze, e così via nel mare magnum dei bisogni effettivi o magari della megalomania dei mille luoghi del Bel Paese. …

Dopo pochi mesi, comunque, nel febbraio del 2008, al «programma infrastrutturale» iniziale degli undici progetti ora detti il governo Prodi aggiunge altri quattordici «interventi infrastrutturali di completamento». Di nuovo c’è di tutto: restauri di questo o quell’edificio (il teatro D’Annunzio a Pescara, Palazzo D’Accursio a Bologna, la Rocca della cittadella ad Ancona), ma anche numerose incursioni nel bizzarro spinto: per esempio la realizzazione di un Herbariun Mediterraneum, di cui pare che senta un vivissimo bisogno la città di Palermo, o la realizzazione di un Centro Culturale della Mitteleuropa per la maggiore soddisfazione degli abitanti di Udine. E’ inclusa perfino la costruzione della nuova sede dell’Istat a Roma.” …

….
Si ha la sensazione di assistere a qualche cosa di osceno, eppure, di già visto …
I Mondiali di calcio del ’90 … il giubileo del 2000 … G8 … terremoti … Aquile … Maddalene … Expo milanesi … Mondiali di Nuoto … Internazionali di Tennis …
Magari il tutto sotto l’ala di qualche altissimo e intoccabile “patrono” politico o di qualche supertecnico della Protezione Civile o del Consiglio Superiore LLPP …
magari sotto l’alta “sorveglianza” di qualche immarcescibile e apicale personaggio passato indenne, … chissà come e perché, … dalla prima … alla seconda … alla terza … repubblica …

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Visitate Salerno! …

Riceviamo da Crescenzo salernitano …

e volentieri vi giriamo …

questo commento “No Crescent“: …

…

“Beh, martire dell’architettura contemporanea mi sembra un po’ troppo: ce n’è così poca qui che, per principio, potrebbe andarci bene tutto. Salvo, naturalmente, i mezzi taralli elargiti con circolare gesto spagnolesco da vecchi sacerdoti di troppo lunga carriera, divenuti incredibili persino a se stessi. Aggiungerei che per un martirio perfetto occorrerebbe pure (spesso) essere vergini, e Salerno in materia cementizia tutto è tranne che vergine.
Ma come spesso accade in questi tempi di tardodemocrazia (non nel senso di decadente governo del popolo ma di governo dei tardi) il problema non è la selvatichezza di gusto del Sindaco decisore: il problema è il consenso datogli per insincera cazzimma (mirabile termine del lessico napoletano, intraducibile, temo: come chiamate voi dalle vostre parti quella particolare inclinazione o abilità a farsi sempre i cazzi propri navigando sott’acqua o lisciando con nonchalance chi può favorirci senza darlo troppo a vedere?) di chi gli nuota sotto la pancia come il pesce pilota allo squalo martello (con o senza falce) e non ha il coraggio di dirgli neppure quando è evidente che esagera: capo, e riposati un poco, qualche volta….
Visitate Salerno! E se non potete farlo venendo sul posto in cui per fare la piazza più grande d’Europa si massacrano pure gli alberi vecchi di un secolo, visitate il sito www.nocrescent.it per saperne di più.
Infine, Grazie per il grido di stimolo lanciato agli intellettuali di qui, fra i quali metterei pure certi comunicatori: sapeste come dormono di gusto nell’afa dell’estate! E se non dormono discettano sulle differenze d’impasto fra la pizza di Napoli e quella di Salerno, su quale sia il vino migliore da berci sopra, e se la mozzarella di bufala è nata prima ad Aversa o a Battipaglia! Naturalmente gli resta sempre Papi, la guerra nel mondo, le insidie culturali del Kebab, i ghiacci che si sciolgono, le cacche dei cani per strada e il buco nell’ozono.”

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