Di ritorno da Urbino … con disgusto …

urbinoverde

Riceviamo da Lorenzo Balestri e …

ne condividiamo il disgusto: …

“Scrivo da Rimini di ritorno da Urbino: il ricordo è sanguinante. E sanguina pensando alla ferita che si è deciso di infliggere a Porta S. Lucia. Ora,che un imprenditore persegua il suo scopo, cioè il profitto a tutti i costi, rientra in una logica… imprenditoriale appunto, ma che la politica, un amministrazione politica, non valuti quei costi, ovvero assecondi un unica linea che non media tra l’interesse di pochi e quello dell’intera città è da …ignoranti della politica, della vera politica: può un sindaco, che è il sindaco di Urbino, ridursi a fare il mediatore immobiliare? Lui che è in linea di successione politica, ovviamente, non certo morale, l’erede del Duca Federico!
Il Duca di architettura se ne intendeva e ogni amministrazione lascia il suo segno architettonico: se penso a quello che ha lasciato Federico e quello che vuole lasciare oggi il sindaco, scordandoci ovviamente dei suoi predecessori, mi domando se le generazioni dell’ultimo dopo guerra non appartengano alla genia dei parenti sfigati di Re Mida, che trasformano, ciò che toccano, in ben altro che oro. E questo è il punto: lì, sotto Porta S. Lucia e nell’area dell’ex Consorzio non dobbiamo toccare nulla. E’ doveroso da parte dell’amministrazione trovare sedi alternative cioè appropriate, che esistono. Io mi dicevo che una parete VERTICALE, meravigliosamente verde, verde di alberi, intendo, non di vernice, avrebbe protetto quella parte della città antica su cui è adagiata: e invece no.
Ora il vero oro di Urbino è la sua immagine, danneggiare questa è danneggiare in maniera permanente ed effettiva proprio la sua economia. la città ha una vocazione che è turistica e cultiurale: può un turista farsi centinaia di chilometri per imprimersi alla fine del sua visita “storica” il ricordo di ..un centro commerciale? E può un urbinate che ama veramente la sua città, offrire questa immagine di sè? Penso alla gloria di Urbino, a Raffaello, che vive ancora “a Palazzo”, con la sua Muta: gli interventi che si vogliono realizzare per la città avrebbero l’effetto di due piercing conficcati su quel volto. Non si può recare uno sfregio simile alla città di Urbino.”

L.B.

urbinobus

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