Roma, città persa
di Sandro Veronesi
Condividi:
- Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Fai clic per condividere su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Fai clic per inviare un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail





Articolo scontato …
Vuoto …
Apparentemente capace di combattere il luogo comune su Roma , in realtà solo volenteroso di farlo …
Ingenuo, gonfia inutilmente il fiume di parole che scorre attraverso tutti noi …
Roma non ha bisogno ne di difese ne di apparenti approfondimenti su quella che si svelerebbe come la realtà più vera di questa città … tutti sappiamo tutto, almeno per quanto basta a comprendere perché in questo paese ed a Roma le cose vanno come vanno …
L’articolo sguazza cioè in quel luogo comune che per Roma imporrebbe un‘altra lettura più vera ed in qualche modo anche un poco più tenera …
E’, l’articolo, in quell’ovvio del quale possiamo benissimo fare a meno!
Se ce qualcosa che sappiamo oggi, è che dobbiamo cominciare ad imporre modelli di analisi e posizioni che si spingano oltre il “trito e ritrito” che occupa gli spazi di qualsiasi testata …
è li , in quei luoghi che bisognerebbe andare a contestare, sempre, il metodo …
è li che si può cominciare ad insinuare nel nostro vicino che in questo modo, francamente … basta …
Basta … abbiate pietà!
Vedi ad esempio,banalmente, la polemica sulle archistar-s! Senza cioè avere la capacità di analizzare, vedere e muoverci verso ciò che c’è oltre questo, che risiede neanche tanto nascostamente dentro i pilastri della nostra cultura individuale e che chiamerei “ipocrisia”.
Che palle! … ma quando la smetteranno di strafracassarci i cojoni tutti questi ben allineati in quel coro che per funzionare bene ha ovviamente bisogno di toni alti e bassi?
Ma io li riconosco e ci vomito sopra!
In questo paese siamo destinati a soffrire ancora per tanti anni perche il marciume che ci corrisponde è tanto e a tutti i livelli … e non saranno le chiacchiere … anche se ovviamente siamo destinati a farle … quanto un costante , minuzioso, faticoso e giornaliero lavoro su noi stessi e su chi è vicino a noi qualora fossimo capaci … un lavoro che nelle sua “normale” attività deve essere svolto con quel senso del dolore e del sacrificio che coglie ognuno di noi nel pensare a cosa sarà veramente di noi stessi e dei nostri figli in un paese come questo.
Ma la situazione richiede solo una condizione: il grande impegno giornaliero e costante di tutti con la consapevolezza e coscienza che più saranno gli assenti da questo obbligo e più la nostra marcia verso una società migliore, già destinata a durare decenni per riportarsi ad una “specie” di normalità, sarà inevitabilmente ritardata.
SDS