“Se è possibile individuare un tema uno (1) per distinguere un architetto di valore dagli altri pasticcioni che a ogni occasione ricominciano, l’ossessione inseguita per un’intera carriera da Anselmi è stata dimostrare cosa sia veramente l’architettura escludendo l’edilizia di utilitas e firmitas. Scollarne il poetico valore formale per mostrarcelo ben distinto da quelli di scultura e pittura – e quanti meno bravi di lui sono più scultori o pittori ma assai scarsi architetti.
In questa significativa foto che rubo a Cristiano Cossu fatta di pesi che NON gravano su opportuni piedritti e di percorsi protetti da ringhiere che NON portano da nessuna parte, si vede bene la semplice tecnica compositiva piena di «errori» che utilizzava.
Due righe lunghe quanto un necrologio,
Giancarlo Galassi :G
ps. Se qualcuno ritrovasse (magari un parente) una foto di un suo tavolinetto in travertino e vetro in forma di faraglioni che vidi esposto a Via Giulia decenni fa (niente nel WEB, accidempoli!) , potrebbe scansionarla e mandarla al nostro ospite? Mi piacerebbe rivederlo… allora rimasi incantato per un quarto d’ora buono per tanta felice facilità… ma bisogna vederlo che a parole non si spiega e sarebbe un buon modo per ricordarlo.





Fu esposto nella mostra al MAXXI di tanti anni fa. Anche a me colpi tanto.
Caro Galassi,
tu scrivi cose interessanti, ma in questo caso del tavolino di travertino e vetro dell’Anselmi mi sembri pigro, bloggato. Aspetti “l’aiutino” scansionato dei parenti del defunto: Aspetti il supporto dell’immagine del fu faraglione caprese o romano, non so.
Nooo, sbagliatissmo, credo. Prova a ripensare a quel tuo sbalordimento giovanile di fronte alla vetrina di Via Gulia, tanti anni fa. Prova a scriverlo, a descriverlo, a tirarlo da dento la pancia d’artista. Chiudi gli occhi e scrivi, defeca contemporaneo. Magari quel faraglione ti sembrerà, a distanza di tanti anni, un faraone, o un gorgoglione, un bidone, un birbaccone, chissà!
Vai, fallo tu il faraglione dell’Anselmi, rivivilo, fallo rivivere in te! Fatti anche due bicchieri di buon Chanti, se necessario. Sniffa, snaffa, … fatti ‘na pera e ‘na mela, … vedi tu, ma vai libero! Ricorda, reinventa, redesigna quell’oggetto che giace nella tua memoria … nella tua gioia d’archi-detto!
Non aver paura di scrivere una caxxata, vai sciolto, vai web, vai liquido, vai urinario: questo blog è meraviglioso per questo: non blocca, non censura, non redarguisce, … anzi spinge e ne gioisce il mastro Muratore! In questo è uno splendido didatta vecchia maniera, un coordinatore che rilancia la palla, le palle, …un direttore d’orchestra a servizio dell’archiwwuottata (adda passà ‘a nuttata): può darsi che tu sia un primo violino, un secondo Paganini e non lo sai!
Vai Galassi, vai sul faraglione dell’Anselmi, sarà contento la buonanima (non ci pigliamo troppo sul serio: la morte va sfottuta, se non ci fotte veramente, sputammola ‘nfaccia!!). Vai orale galassi, vai come quegli aedi greci che andavano di piazza in piazza on line, sciolti di bocca in bocca, nella cultura della brocca (di vino) … e l’oggetto d’arte era sempre così riprogettato come nuovo. Sempre moderno, classico, tradizionale, socializzato, poetico all’istante. Non c’era bisogno della biro e della foto …. niente …
Basta, mi son stancato: vai Galaxsi, io ci sto pensando, … magari lo scrivo pur’io, il mio faraglione dell’Anselmi mai svisto… ma aspetto prima te … the!
Saluti nella notte, Eldorado
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Certo che sto edificio è un po’ ammuffito…
(infatti non sono riusciti a vendere neanche un loculo – almeno di quelli visibili)
Ciao Giancà e grazie per la citazione :)
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