“Stati generali della cultura, i 5 punti del Manifesto, il successo delle lezioni di Storia dell’arte ai Martedì di palazzo reale a Napoli: questo è ‘o fatto e ‘o contraffato quotidiano, in edicola oggi. Divampa violenta e violentata la polemica sui musei: a che servono?, sono solo maxxivuoti, vendiamo i doppioni dei depositi, … E poi: con la cultura non se mangna … tagliamoli, pisciamoci dentro, so’ cessi a perdere.
All’uopo allegoVi pensiero visivo urinario pubblicitario tal quale d’epoca giocando sui miei amati Musei Artistici Industrali. Ora che c’è un sussulto e si riparla di produzioni e riproduzioni cerebral-materiali.
E cioè che: “il successo italiano arride alle industrie della cultura materiale, quelle che più si nutrono dei nostri antichi saperi e del nostro buon gusto … : i nostri musei dovrebbero essere più attenti a queste esperienze”, scrive giustamente Walter Santagata sulla “Domenica” de Il sole 24/ore di ieri, p. 35.
Santagata, Sangennaro e Santantuonio: è ‘na vita che lo diciamo e lo scriviamo. E’ ‘na vita che documentiamo l’Italia delle industrie artistiche, delle manifatture e benefatture con artisti, senza le quali l’Arte è una vedovella fornicatrice e l’Italia una periferica espressione geografica concettuale.
Saluti,”
Eldorado




