“a Mosca, a Mosca!!” …

“cari muratorini,
certamente sapete della polemica Torino odorosa – Napoli puzzosa, a partire dalla partita di pallone di domenica scorsa. Sono intervenuti Saviano, Cazzullo, Gramellini, De Marco …., maxximi sistemi mediatici.
AllegoVi all’uopo un mio scrittariello pubblicato oggi sul quotidiano napoletano “Corriere del Mezzogiorno”. Penso che vi interessi. E’ sui temi fognari e loteschi che si agitano su questo blog. Da Sud a Nord, dai regnicoli e dagli unitari dell’architettura. E che ci divertono tanto … sempre a proposito di “amnesie” e di interrogativi. Cioè di: come se chiamava quel “collettore” romano? … (ogni città ha le sue belle fogne). Ma anche il vespasiano di Remo Remotti dei giorni scorsi nella “Roma di sempre”, su questi scherni, non è male … Saluti,”

Eldorado

“a… a… a… proposito delle fogne dei Savoia e dei bidet del Borbone leggo, mi diverto e mi domando: da dove viene tanta puzza e tanta igiene d’Italia oggi?
Povero Giampiero Amandola, savoiardo impallinato. Tutti contro. Tutti col dito puntato a dirgli: sì ‘na schifezza, vergognati! Sei ingiustificabile e politicamente scorretto. E scorrotto. Tu fieti ‘o veramente! Eppure son certo che lui, l’Amandola sfortunato della regionale-tv, voleva solo essere simpatico e spiritoso. Magari anche dalla parte del Sud. Dalla parte della stiva della barca d’Italia in navigazione nel mare del Nord tempestoso: facite ammuina!
Voleva essere comico, alla Macarietto intervistatore perfetto. Ma non c’è riuscito, peccato per lui. Per me l’ha fottuto la troppo cultura francese “impegnata”. Si, son certo che quello, l’Amandola, ha letto e ri-letto il surrealista Raymond Queneau, l’assoluto autore di “Zazie nel metrò”, recentemente ripubblicato in Italia. Del resto Torino guarda Parigi sin dall’800 (e senza Napoleone III l’Italia non la facevano per un bel pezzo, i Savoia, nel 1859).
Queneau, si sa, è un grande giocatore e ri-giocatore di parole. Con la villica Zazie del Sud esplora un linguaggio colloquiale da bar dello sport che si oppone al francese scritto ufficiale parigino, politicamente corretto. Queneau lavora quindi sul banale, sulla lingua media, come è la tv. Basta saperla fare, la miscela d’Italia d’oggi, lo spostamento alto – basso. E viceversa, Sud – Nord, bidet borbonico – fogne savoiarde. E azzeccamienti vari.
La prima parola del libro di Zazie, la lunga ed allarmante “Doukipudonktan?”, è una trascrizione fonetica di “D’où qu’ils puent donc tant?”(da dove viene così tanta puzza?). Tradotto sinteticamente in napoletano: Addòfieti? Del resto senza il parametro “igiene” non si comprende nulla della modernità. Il taglio della città storica, della Napoli d’Amore (Nicola), ad esempio – (su cui si è intrattenuto nei giorni scorsi il Corriere del Mezzogiorno) – è dovuta a ragioni assolutamente igieniche. E di aria pulita e politica salubre. Forse anche la stessa unità d’Italia è dovuta a ragioni “igieniche” e di modernità. Che puzza quei Borbone!
E tal proposito mi piace qui rivendicare tra i primati di Napoli igienica & industriale, molto oltre il borbonico e regale bidet a forma di chitarra (surrealismo realizzato), il post/unitario famoso “cesso inodore Mosca”, una gloria della Napoli tra otto e novecento. Da rigiocare, da rivendicare oggi, a proposito di primati dimenticati e d’igiene d’Italia moderna!
Quindi Napoli come la Parigi surreale di Queneau, altro che la Torino reale di Amandola e le sue fogne maldestre. Guardiamo allora oltre, più in alto: “a Mosca, a Mosca!!”, da Napoli, col suo cesso inodore del cav. Luigi Mosca, brevettato sin dell’800!!!
Eduardo Alamaro

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1 Response to “a Mosca, a Mosca!!” …

  1. Fabrizia Morandi ha detto:

    che bell’articolo! che cose carine che vengono fuori! ora però parliamo di Roma e dello scempio che verrà,sopratutto di quello che,con i famosi forconi,faranno ,speriamo,i cittadini stremati dalle tasse,dalla città in dissesto eccetera….di fronte a parcheggio sotto Montecitorio e nuovo Campidoglio !

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