ELOGIO … DELLA SGOMMATURA …

Antonio C. commented on PERCHE’? … BOH? …

“Propendo per una voluta scelta progettuale (una sgommatura dei tratti di matita …avrebbe detto l’architetto) Infatti lo “scollegamento” del telaio strutturale avviene anche al fianco opposto (cfr. altre foto precedenti), forse per evidenziare la “quinta” di chiusura, a sbalzo, del terzo livello (con terrazzo) in facciata verso strada …
Chissà?

Saluti”

………………

Pietro Pagliardini commented on PERCHE’? … BOH? …

“il progetto devi considerarlo solo una parte dell’opera”, scrive Cattaneo. E ha ragione.
Guardando il confronto diretto fra schizzo ed esecuzione, non manca solo la trave in questione, ma anche quella di collegamento diretto con la parte a sbalzo. Non mi sembra proprio che sia la mancanza di soldi a determinare l’eliminazione di una o due travi (strutturalmente superflue, se l’edificio è ancora al suo posto). In verità sono spariti quei telai ripetuti che effettivamente, in periodo autarchico, potevano fare la differenza. Quindi c’è stata una revisione e una semplificazione. Il che non spiega però quella trave mancante e non spiega nemmeno la trave parallela al fronte più larga del pilastro, francamente ridicola (certo, se ci fosse stata quella mancante, niente da dire).
Considerando quanto scrive Cattaneo, potremmo rinominare il post: “Elogio delle intenzioni di telaio”.
Saluti
Pietro

 

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7 Responses to ELOGIO … DELLA SGOMMATURA …

  1. stefano nicita ha detto:

    La mia sui soldi era solo una battuta, però osservando il disegno e la foto della realizzazione direi che, come dice giustamente Pietro, non manca solo la trave superiore di chiusura del telaio, che lo rende un non-telaio, ma anche il suo risvolto in copertura con la successione dei telai nella direzione parallela alla facciata principale. In cambio abbiamo due mezzi-telai ruotati di 90 gradi, che sono ben più deboli e meno “puliti” della soluzione disegnata.

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Al momento dell’esecuzione si semplifica tutto ciò che è superfluo.

  3. pasquale cerullo ha detto:

    Essenziale filosofia dell’architettura razionale e moderna in genere.
    Il regista, in sala montaggio, per la produzione, incomincia a tagliare per giungere ad un prodotto essenziale. Solo l’arte figurativa è libera da questo controllo economico… ad esclusione delle costosissime produzioni di alcune archistar, ragion per cui la loro architettura è estranea alle ragioni della modernità.

  4. pasquale cerullo ha detto:

    … rinnegano il linguaggio dell’archietttura moderna nel più importante dei suoi paradigmi, la non accettazione della “decorazione” fine a se stessa. Conquiste che le guerre del XIX secolo e le crisi economiche hanno reso essenziali.

    • :G ha detto:

      Mi sei piaciuto, Cerullo, pure con il twitteresco dell’ ettidiròddippiù.

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Leggo e commento i tuoi tre sopra in sequenza. Mi hai fatto venire in mente il processo di scrittura che richiede, per fare le cose per bene, una ripulitura che è sottrazione del superfluo oltre che correzione di errori. Ma togliere il superfluo, nella scrittura, non significa necessariamente scrittura stringata ed essenziale, perchè la stessa ripulitura la fanno coloro che scrivono con un linguaggio aulico o sublime, In architettura è la stessa cosa. Il superfluo fa parte dell’architettura, direi quasi che è l’architettura. Nel caso in esame, non è forse superfluo quell’aggetto sul fronte principale? Ma quel superfluo deve essere coerente e relazionato all’insieme e senza quelle travi per me è del tutto incoerente e quindi davvero superfluo.
      Se posso azzardare un paragone, quella parte di edificio realizzato sta allo schizzo originario come un sms sta a un’opera lettararia.
      Quindi se ha sgommato ha sbagliato e solo la dura lex dell’economia lo giustifica

  5. ELDORADO ha detto:

    Muratorini della domenica,
    non so se sia im/pertinente. Leggo ora un sorprendente “Elogio della sgommatura” (e del conseguente sgommatore) in rete, nell’enciclopedia libidinosa “Nonciclopedia”, ad vo’cem o ad vo’ ces, fate voi.
    Leggo, taglio, in collo e spediscio liscio per Voi, mail ve ne colga:

    “Dicesi “sgommata” o “sgummata” quel sottile ma altresì compatto strato di merda semisolida che si deposita sulla superficie interna (o in alcuni casi esterna) del cesso.
    Altri filologi usano questo stesso termine per definire strisce dello stesso materiale lasciate però a livello della zona interna della parte posteriore della mutanda.
    Storia [modifica pure] Le sgommate hanno origini antiche, risalenti addirittura ai tempi delle prime pitture rupestri, che spesso non erano altro che sgommate. Gli uomini delle caverne ne producevano in quantità notevoli e si divertivano a gareggiare a chi ne componesse di grandi dimensioni sulle pareti della caverna del loro circolo culturale….”
    Che fosse questa la traccia giusta per risolvere l’enigma della sgommatura razionale?

    Saluti, Eldorado

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