Stefano Nicita commented on TELAIO DEGENERATO …
“L’idea del muro-telaio è bella e Ciriani l’ha usata spesso con più o meno successo. In questo caso resta da capire il blu lucido/specchio dei pannelli, che da un po’ fastidio e contraddice l’idea di muro “classico” a lui tanto cara; a quel punto poteva osare di più e farlo direttamente di vetro come Nouvel (geniale!!)”
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non facciamo confusione …
tra un probabile capolavoro …
e una sicura cagata …
tra un geniale architetto …
e un incallito mestierante …







Ciriani è sicuramente un grande architetto, forse uno degli ultimi maestri “moderni”. Sorridevano gli studenti di Belleville raccontando la sua “ossessione” per il rapporto tra muro e colonna. Io pensavo: questo sì che è un professore di Composizione architettonica (con in mente quelli avuti da me…) Proprio per questo mi chiedo cosa spinge un grande architetto classico come lui che dice “se potessi utilizzare soltanto il cemento sarei molto contento…” a rivestire dei bellissimi muri perimetrali con un materiale lucido e colorato così artificiale e poco classico, richiamandosi al cielo della Provenza. Sembra quasi la volontà di essere un po’ alla moda. Ecco il senso della mia provocazione. Mi sento sicuramente più vicino a Ciriani, però come “incallito mestierante” Nouvel mi sembra piuttosto geniale, non solo per la quinta della Fondazione Cartier e più adatto del buon Ciriani a gestire specchiature e trasparenze. Anche l’intradosso lucido della copertura di Madrid su cui si specchia la città in tutte le sfumature è molto particolare e riuscito: http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.it/2012/03/madrid-madrid-madrid.html