PASSO E CHIUDO …

Ctonia Lob_Atomika commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Caro Ettorino, per me è troppo divertente starti dietro, proprio perché in ogni caso rispondi sempre allo stesso modo, come un automa incriccato che non riesce più ad obbedire al suo software.
Su questo blog ti sei costruito efficacemente un personaggio (perfettamente inquadrato da Giancarlo Galassi: “Del resto occorre riconoscergli una capacita’ mediatica notevole perche’ usa questo blog (…), usa Archiwatch, dicevo, per costruirsi, anzi per farsi costruire, un podio di insulti, che sistematicamente riceve in risposta ai suoi e sui quali gli riesce di stagliare la sua architettura eclettica”), e coerentemente continui a recitare la parte di salvatore dell’architettura. Chapeau, come si dice. Il fatto è che per uno come me è difficile sopportare di essere incasellato nel tuo mondo semplicistico, banale, schematico, manicheo, binario, e dico binario quando sei al massimo della riflessione intellettuale. Per te esistono Ettore Maria Mazzola, al massimo il Gruppo Salingaros di cui fai parte (e non è mica una vergogna, ma non capisco perché – solo per quest’unico argomento – ci tieni a puntualizzare e distinguere molto precisamente), e il cosiddetto resto del mondo: dove quest’ultimo è un gran guazzabuglio dentro cui inglobi di tutto, diavolo e acqua santa, capre e cavoli, in una notte mazzoliana dove tutte le vacche sono nere. Dal punto di vista storico-critico, architettonico, disciplinare, fai una confusione penosa, ma del resto già la fece il tuo maestro Salìngaros, inzeppando il suo perdibilissimo “Fondamentalismo geometrico” e gli altri suoi testi con una serie infinita di inesattezze e scorrettezze storiche da far paura ad uno studente di primo anno proveniente dalla Scuola Radio Elettra.
Questo è il vostro stile: fare un gran casino, alzare dei gran polveroni. E alla fine, quando non si vede più nulla, è facile additare all’uditorio tutta una serie di nemici. Molti nemici molto onore, e anche un po’ di rumore fastidioso, aggiungo io. A furia di rimestare le acque, di appiccicare ad capocchiam la tua categoria insultante preferita, il lobotomizzato universitario – imperituro copyright mazzoliano – a qualsiasi esperienza architettonica non rientri nei tuoi personalissimi e totalmente individuali parametri estetico-socio-bio-psico-neuro progettuali, ti produci in lunghe repliche dove alla fine dici sempre le stesse cose contro tutti e in merito a qualsiasi argomento. Anch’io ho delle ossessioni, lo ammetto, ma non avevo mai incontrato un collega che ripetesse continuamente lo stesso set di argomentazioni in maniera automatica e totalmente prevedibile. Fra gli ultimi ne ha fatte le spese anche il fresco laureato su Via Giulia: rileggiti la tua risposta alle sue calme e ponderate righe – potrebbe esserti utile un momento di confronto con Ettore Maria Mazzola – troverai che rispetto ai tuoi classici manca solo il termine “lobotomizzato”. Questa volta non lo hai usato, ma naturalmente non hai mancato di sottendere delicatamente lo stesso raffinato concetto:
“caro Roberto, questo non vuole essere un attacco personale, ma un aiuto a riflettere sulle cose che si dicono e si fanno, spesso a causa di un’educazione universitaria distorta.”
“Ma via Giulia è via Gulia, e un’opera del genere non potrà mai raccogliere il consenso di nessuno che non abbia dovuto preventivamente subire il lavaggio del cervello della facoltà di architettura.”
Io mi chiedo: ma come ti permetti?
Qualcuno ti ha dato il via libera per berciare a destra e a manca?
Sei autorizzato da qualche divinità del mondo ultraterreno?
Credi di essere qualcuno?
Qualcuno ti ha fatto credere di essere qualcuno?
Hai sentito dire da qualche parte di essere un architettino speciale-speciale davvero?
Mi crea un profondo fastidio che un civilissimo studente di architettura si affacci su questo blog, pubblichi il suo dignitosissimo lavoro di tesi, e venga tacciato di aver ricevuto una educazione universitaria distorta, o peggio, di aver subito il lavaggio del cervello. (In questo senso, non concordo con la logica adottata dal Prof. Muratore nel pubblicare i commenti. Ma questo è un altro e solo mio personale problema.)
Il tuo atteggiamento su questo blog lo considero meschino, maleducato, becero e supponente. Ipotizzo che tu non lo applichi nella realtà, davanti a delle persone in carne ed ossa. Oppure sei così fortunato da non incontrarne mai una che abbia a cuore la propria dignità. Gente che si fa insultare, insomma.
In ogni caso, l’architettura non c’entra nulla. Assolutamente nulla. Non stiamo parlando di architettura. Stiamo parlando di educazione, serietà, capacità di discutere, distinguere e ironizzare senza trascendere. La tua ironia invece è inferiore a quella di un blocco di granito. La tua auto-ironia l’ho fatta misurare nottetempo a Crozza-Zichichi e risulta minore della dimensione del Bosone di Higgs. Tetramente, pavlovianamente, bambinescamente, con “i toni imperativi da federale” (copyright Galassi, definizione per me irraggiungibile) la tua reazione alla critica, allo spunto dialettico, alle provocazioni retoriche e scherzose tipiche di un blog “per adulti” come questo di Muratore, alle notazioni storiche e disciplinari del nostro mestiere, non è mai proporzionata, commisurata, adeguata, ma sempre identicamente rigida come la ghisa.
Dei tuoi progetti non ne parlo più, ognuno fa i suoi. Ma il tuo vero problema non sono certo i progetti.
Caro Ettorino, Ti saluto definitivamente, ho bisogno di riposo anch’io. E se la vorrai dire, Ti lascio volentieri l’ultima parola. (In effetti questo l’ho già scritto molte altre volte, poi ci ho ripensato, in realtà mi diverto troppo ma cercherò di resistere praticando l’arte del commentus ad mazzolam interruptus anzi mai initiatus).

Cristiano Cossu

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17 Responses to PASSO E CHIUDO …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Cristianuccio uccio uccino,
    il tuo tentativo di accusare me delle tue colpe e della tua ignoranza si commenta da solo, sono quindi felice che abbia deciso di ritirarti, vai in un eremo, vedai che ti farà bene, e porta con te tutti i patetici post e commenti che hai scritto, porta anche i miei e quelli che li hanno preceduti e seguiti, rileggili attentamente e nota chi sia stato a scagliare la prima pietra, noterai che non sono stato io, nota l’astio e l’idiozia di alcuni commenti che tu ed una serie di tuoi alter ego, a partire da Giangaleazzo azzo azzone (che lancia improperi per mancanza di argomentazioni sensate) avete espresso verso me, Pietro e Nikos, e renditi conto di come, in molti casi, le repliche siano state fin troppo dolci.
    Per tua norma, a parte alcuni architettucoli presuntuosi come te e qualche altro frequentatore di questo blog, non mi è mai capitato di avere problemi, accuse o critiche, semmai è proprio vero il contrario … domenica, per esempio, al termine di una lezione per la Summer School di Artena, mi è stato chiesto di continuare a discutere piacevolmente, per ben 3 ore e mezza, con studenti, laureati e docenti provenienti da tutto il mondo … nessuno era lì perché fosse un “tradizionalista” ma tutti interessatissimi a certi discorsi! Evidentemente quello tuo nei nostri confronti è il tipico problema degli architetti legato alla loro innata rivalità, con l’aggravante della tua vergognosa presunzione.
    Per quanto mi riguarda a ma piace dare consigli, come ho fatto col giovane laureato (un po’ troppo presuntuoso e contraddittorio nel suo testo e con un progetto che, da quanto egli stesso ha ammesso, perfino Todaro aveva suggerito che potesse stare altrove).
    Il tuo problema, che è lo stesso di tutti i pressappochisti come te, è che se mai prendesse piede un’architettura rispettosa dei luoghi e degli individui, dovresti rimetterti a studiare, sicché ritieni più facile sostenere che chi la pratichi sia fuori dal mondo!
    Amen

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    Caro ctonia, Ettore non ha bisogno di supporti, tantomeno della mia difesa d’ufficio, ma ritengo necessario esprimere il mio pensiero sul tuo giudizio perchè, trascurando il tono, lo ritengo profondamente ingiusto, perchè sbagliato, nella sostanza. Per dirla chiara, visto che lo conosco abbastanza bene e comunque molto meglio di te, il ritratto che tu ne fai è come quello di un pittore ritrattista dotato di molta tecnica ma totalmente privo di anima, di occhio critico, si sensibilità, di vis artistica capace di cogliere l’essenza, il carattere del soggetto. Insomma, senza offesa, roba da Montmartre fatta in mezz’ora per 70 euri.
    Questo confronto ti dice che effettivamente Ettore è un personaggio ingombrante, ruvido nei suoi giudizi, ma di quella ruvidezza che non è dettata da alta considerazione di se stesso, bensì di convinzione profonda nei principi in cui crede.
    Quella che può sembrare offesa e scarsa considerazione degli altri, è un modo per dare forza alle sue idee, è un modo che rifiuta il metodo diplomatico inteso come fonte di menzogne, di atteggiamento politicamente corretto, non certo per essere mediaticamente presente come te e Galassi dite.
    Nel suo rimbrottare lo studente per la sua tesi non c’è arroganza professorale nè disprezzo e lo dimostra il fatto che egli è capace, perchè lo so, perchè l’ho visto all’opera, di usare lo stesso tono con politici o funzionari potenti che potrebbero invece essergli utili, ameno secondo la morale corrente.
    Ettore è un rullo compressore, ma è l’inverso di un improvvisatore, di un venditore di fumo, anzi è persona che ha solide basi di conoscenza, di studi, di capacità. Se posso permettermi una mia interpretazione, si comporta come un autentico luterano (metaforicamente, si intende): chiede e pretende dagli altri (questa è semmai la sua ingenuità-genuinità) lo stesso rigore intellettuale e comportamentale di cui lui è capace. Ettore è persona di un candore e di una umanità disarmante.
    Mi fermo qui senza entrare nel merito dei contenuti, che mi sembra vadano in secondo piano rispetto agli aspetti umani.
    Vorrei solo aggiungere una mia piccola, personale chiosa alla tua sparata contro i “personalissimi e totalmente individuali parametri estetico-socio-bio-psico-neuro progettuali”. Qui sei te che commetti uno sbaglio assai grave, perchè trascuri, tutto preso dalla tua personalissima “composizione” (lecita passione e convinzione, ma non metro di giudizio assoluto), l’aspetto antropologico che sottende l’architettura, la città, l’ambiente antropico. Trascurarlo, fare finta che la forma architettonica sia solo forma estetica e/o composizione fine a se stessa senza tenere in conto quanto essa agisca con interazioni biologiche, psicologiche, emozionali nei confronti dell’uomo, come singolo e come gruppo, cioè come popolo (in senso antropologico e non politico), quanto abbia a che fare con la cultura profonda dei diversi popoli, vuol dire vedere una sola dimensione della realtà, l’opposto di quanto dovrebbe fare un architetto.
    Saluti
    Pietro

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Grazie Pietro!

    • Pi ha detto:

      Allora Ettore santo subito. Però non le sembra, Pagliardini, un po’ presuntuosa la lezioncina che impartisce a Ctonia? Insomma quello è un cavaliere senza macchia e senza paura che, essendo in possesso del Verbo Architettonico, può incenerire chiunque non la pensi come lui, senza tentennamenti, senza mai dire “secondo me”. Chi conosce un po’ questo mestiere sa che nulla è più fallace delle convinzioni granitiche, e quello che meraviglia è il procedere del nostro come rullo compressore, che a lei cosí piace. Non è una questione di buone maniere, è un fatto di sostanza, lui si autoproclama artefice di architetture che piacciono alla gente, lui lo sa, e in forza di questo si ritiene unto dal Signore. Chi è di altro avviso è un nemico pubblico, è il comunista che mangia i bambini. Questo bruttissimo film è stato già visto altre volte in vari campi. Fortuna che l’architettura conta poco!

      • ettore maria mazzola ha detto:

        Caro Pi,
        io non mi autoproclamo proprio nulla, né sono convinto di avere il verbo nelle mie mani … come invece ha sostenuto chi dice di amare la professione e sapere cosa sia la composizione architettonica a differenza di me.
        Queste sono solo delle patetiche beghe che non portano da nessuna parte, se non all’abbandono del blog da parte di chi si rompa le scatole.
        Prova a far caso al fatto che, come apro bocca (o digito la tastiera di PC) le mie parole scatenano l’ira funesta di chi la pensi diversamente, e non perché i miei testi vogliano offendere qualcuno in particolare, ma solo perché la mia posizione è differente da quella “egemone”.
        Purtroppo, coloro i quali si arrabbiano – sempre gli stessi – per mancanza di argomenti, finiscono col metterla sul personale, scatenando una discussione sterile e dannosa per chi non abbia interesse ad essere bombardato da messaggi relativi a battibecchi inutili.
        Ammetto che, per mia deformazione, non riesco a lasciare andare le cose che ritengo ingiuste e volgari, sicché replico, anch’io disturbando la quiete di chi vorrebbe solo parlare di architettura e urbanistica, indipendentemente dalla propria posizione.
        Se si fosse più aperti di vedute, e si accettasse il parere di chi si sia stufato di sentire sempre le stesse tiritere moderniste, si capirebbe che l’unica mia intenzione è quella di far conoscere anche un’altra posizione, perché il mondo è vario e, si suppone, dovrebbe essere democratico.
        Se ci fosse meno pregiudizio nell’insegnamento, meno ostracismo nell’editoria di settore, e più pluralismo nei concorsi, le giovani leve della nostra professione potrebbero prendere la loro strada in maniera più serena e rilassata, magari riuscendo ad essere più rispettose dei luoghi e della gente. Non è un caso se, tanti anni addietro, quando il prof. Moneta mi affidò un seminario (il superamento del modernismo) dedicato a questo modo di progettare, oltre 70 studenti decisero spontaneamente di seguirmi per conoscere un’alternativa, molti ancora rimasero fuori, e con tutti loro ancora ho un meraviglioso rapporto che, spesso, ci ha anche portato a collaborare.
        Che tu voglia o meno crederci, per amore delle nostre città e della nostra architettura, il mio unico scopo quando scrivo le cose che ti irritano, è solo ed esclusivamente quello del “missionario” che voglia far conoscere un’altra possibilità, poi che ognuno segua la strada che preferisce

  3. Biz ha detto:

    Ma questa polemica, è tanto interessante? Cossu, smettila di infilarti in beghe e seghe verbali e mentali. Da osservatore, non del tutto neutrale, ma quasi, direi che ci ha dato molto di più Ettore con le sue polemiche forse eccessive ma anche generose, genuine, e che rivelano comunque passione per l’archiettura, che le tue chiose da studentello saputello, che spesso appaiono utili solo a pavoneggiarti facendo vedere agli altri che sai i nomi degli architetti e delle case. E’ da una vita che ci imbattiamo in gente che fa come te. A me, stufavano già nei banchi di scuola, figuriamoci ora

    • neol ha detto:

      Questa polemica invece a me interessa molto perchè mi sono laureato da poco e anche io mi sono imbattuto nella mia carriera universitaria nel progettare il vuoto urbano di Via Giulia. Nonostante l’ottimo voto ottenuto mi è rimasta una sorta di insoddisfazione. Sentimento che ho avuto dentro di me in tutti gli anni universitari vedendo esattamente quello che ci dice Ettore quando parla di “educazione universitaria distorta”. Anni e anni a vedere premiate le persone che presentavano i progetti più accattivanti e “strani”. Lei lo giudica ripetitivo e maleducato ma purtroppo non c’è niente di più vero di quello che dice: l’università produce principalmente “l’architetto medio maniaco di protagonismo, cui necessita un lungo bagno di umiltà”.
      Nonostante la mia età già mi sono stancato di vedere Roma violentata da chiunque e in qualsiasi modo, forse perchè sono romano da molte generazioni, ma ben venga la “ruvidezza” di Ettore.

      • ettore maria mazzola ha detto:

        grazie Neol,
        da studenti, purtroppo, si è costretti ad essere vittime di certe cose … ricordo i ricatti subiti “o fai così o non ti faccio fare l’esame!” … bello schifo!
        Ma da laureati si è fuori da quel marciume e, se hai la forza di volontà che mi sembra di percepire, sono certo che riuscirai a portare avanti le tue battaglie, indipendentemente dagli ostacoli che le persone scorrette ti porranno davanti.
        In bocca al lupo (e sono tanti)
        Ettore

  4. stefano nicita ha detto:

    BoniII! Per tutti e tre: less is more in architettura come nei commenti; dopo la decima riga si cede…

  5. MAURO ha detto:

    Mi permetto di intervenire, in quanto destinatario delle offese, più volte indirizzate alla mia persona, pronunciate da parte del Sig. Mazzola. Alcune volte, ho definito, con argomenti,”ignorante” il suo scrivere, proprio di chi ignori alcuni concetti di composizione. Ma lei, sig Mazzola, ha la pessima abitudine di offendere, COME ORMAI LE FANNO NOTARE TUTTI SU QUESTO BLOG, tutti, accusando di essere persone prive di cervello, lobotomizzati da questa o quell’altra ideologia.
    Questo non sopporto. Lei non si deve più permettere di offendermi! Lei non conosce nulla della mia persona, di quanto io sia capace o meno di esprimere pensieri più o meno “liberi” dall’ideologia di questa o quell’altra università. Conosciamoci, credo di avere ottimi argomenti per far fronte alla suo argomentare, spesso superficiale e privo di contenuti.
    Faccia così la smetta di offendere oppure cambi blog, se non è possibile, per lei, esprimersi senza offendere chi non condivide le sue idee. Di certo non sentirò la mancanza delel sue offese.
    MAIRO

    • ettore maria mazzola ha detto:

      è esattamente l’opposto di ciò che dice, lei tempo fa ha esordito in maniera idiota accusandomi di non conoscere nulla della sua regione e di dire idiozie, ha fatto la figura dell’imbecille ed ha chiesto aiuto al suo amichetto di merende che, a sua volta ha fatto anche peggio. Le offese sono sempre partite da voi per assenza di argomentazioni, ora state facendo muro comune infangandomi, ma tutta la robaccia che vi esce fuori mi rimbalza. Grazie a Dio i post e i commenti sono sempre on line ed è possibile ricostruire il tutto. E’ lei che non sa nulla di me e si permette di offendere, rientrate nei ranghi e poi se ne può parlare!

  6. stefano salomoni ha detto:

    <>

    A. Venditti, ‘Sotto il segno dei pesci’, 1978

  7. stefano salomoni ha detto:

    ‘E Giovanni e’ un ingegnere
    che lavora in una radio
    ha bruciato la sua laurea
    vive solo di parole
    ma tutto quel
    che cerca e che vuole
    e’ solamente amore
    ed unita’ per noi
    stretti in libera sorte
    violenti e teneri se vuoi
    figli di una vecchia canzone’

    A. Venditti, ‘Sotto il segno dei pesci’, 1978

  8. Sandro Penna ha detto:

    Ahahahah, ma cosa diavolo è ora la “Summer School di Artena” una specie di “Bauhaus of Pescasseroli” ?
    Ste botte di Internazionalismo di Mazzola fanno piegare dalle risate…
    Me li immagino gli studenti da tutto il mondo a far la fila per un “workshop” (vogliamo usare qualche altro termine dal sapore internazionale?) di Mazzola, proiettato su telo bianco con le lastrine di acrilico alla Summer School di Artena… come no!

    Gia con la passata “dotta committenza Moscovita” mi si era slogata la mascella, ora co st’altra “Mazzolata” rischio il ricovero…

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Sandro Penna,
      la tua ignoranza, arroganza e idiozia non conosce limiti … ridi pure, come si dice, “una risata di ammazzerà!”
      Se fossi in te mi vergognerei, ma si capisce che la parola vergogna manca del tutto dal tuo limitatissimo vocabolario

      • MAURO il lobotomizzato mascherato ha detto:

        Veramente, la citazione era: “una risata ci seppellirà”, bella, quanto ideologica……Ma si sa, l’ideologia “lobotomizza” e, soprattutto, rovina le generazioni……
        MAURO il lobotomizzato mascherato

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