TEORIA E PRATICA DELLA MODERNITA’ …

Pietro Pagliardini commented on PAROLE SANTE …

“Ma quale livore critico! Ma quale tifoseria! per me è solo roba da archiviare in soffitta. Trastullatevi voi con questa roba ma non rompete le balle agli studenti.

ctonia, anche te vivi nell’iperuranio evidentemente. Prendi un piano regolatore tra le mani, guardalo, leggi le norme (le norme SONO il piano), prova ad applicarlo e ti accorgerai che ancora esistono i pilotis, che la distanza dei fabbricati dai confini deve essere di 5 metri, che non è ammesso costruire a bordo strada ma in allineamento con gli edifici esistenti (cioè a 5 metri almeno), guarda qualche piano attuativo progettato da colleghi che hanno studiato da quelli che hanno superato il movimento moderno, guarda qualche piano che ci viene proposto qui, su archiwatch da studenti di Purini e di altri.
DIMMI di chi sono figli questi piani, perdio. E poi prova a ridirmi la favola che siamo stati i primi a superarlo. Ma esci mai a prendere una boccata d’aria?
Saluti
Pietro

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2 Responses to TEORIA E PRATICA DELLA MODERNITA’ …

  1. Luther Blissett ha detto:

    “Ma quale livore critico! Ma quale tifoseria!”… “Ma esci mai a prendere una boccata d’aria?”

    Per non ridurre lo scontro, peraltro divertente, a un conflitto tra le obsolete categorie di apocalittici e integrati, propongo una petizione contro i 5 metri (perdio!). Anzi, estendiamola al numero 5 in sé, numero del diavolo. Sti modernacci brutti e cattivi che hanno costruito i campi di sterminio e abolito l’arco. Pussa via, modernaccio!

    Solo che, occhio, chi “archivia le cose in soffitta” è poi quello che brucia i libri, insomma quello che i campi di sterminio li costruisce: la tabula rasa è l’esatto opposto della tolleranza. E, mi spiace, la tolleranza è il criterio sommo per la comprensione delle cose. Anche se si tratta del diavolo.
    Tra l’altro, per inciso, io concordo in parte con voi altri neocon, pardon, tradizionalisti: il MM va superato, non cancellato. Queste distinzioni non sono pleonastiche.

    Buona giornata livorosa.

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    Contrariamente ad Ettore, a me l’attributo neocon, per quanto generico, non mi turba affatto. Quanto al bruciare i libri e inesistenti metafore simili ti propongo un’altra metaforica soluzione: se quei progetti sono di tipo virale, e per me lo sono, facciamo come nel PC, mettiamoli in quarantena invece che eliminarli. Possono sempre essere recuperati alla bisogna.
    In fondo, anche i più letali virus vengono conservati (come si vede nei film con i cattivi terroristi che li rubano per ricatto) proprio per trovare l’antidoto, nel caso ne scappasse qualcuno.
    Saluti neocon
    Pietro

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