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Penso alle pietre cadute in Emilia col terremoto di domenica, al patrimonio culturale e storico del nostro Paese e a come sovente viene dato per scontato, se non addirittura ignorato. Spero, e credo, che forse in Emilia non succedera’ come e’ successo a L’Aquila che sta ancora come tre anni fa…e spero, e credo, che i detriti dei crolli degli edifici storici non saranno presi con la ruspa e gettati via senza cura. Perche’ i mattoni, le pietre cadute, le macerie possono tornare a una nuova vita se si opera la giusta selezione delle macerie stesse. E in questo fine settimana di accadimenti a vario titolo pesantissimi, guardando una diretta tv fra spoglio di schede e la dolorosa cronaca da Mesagne, ho visto la bellezza di quella piazza, coi palazzi ai suoi lati, carichi di storia e di senso della comunita’…E mi sono resa conto (alla buon’ora…) che il nostro stupido e inguaiato Paese e’ ricco di una quantita’ di bellezza, quella vera, che fa male al cuore e alla ragione vederla cosi’ poco considerata, cosi’ malcapita, cosi’ spesso sfregiata da speculazioni e interventi “creativi” e, rincaro, ” moderni”. Che fare, Professore?