MEMORIE NORDICHE …

Emanuele Arteniesi commented on GUNNAR ASPLUND IN ORDINE SPARSO … post 0 …

Bello questo disegno. Sulla scia delle architetturine allegre e leggere dell’esposizione Stoccolma 1930. E’ interessante e un pò misteriosa la differenza tra il metodo compositivo precedente e questo modernismo allegramente portato alle estreme conseguenze di impalpabililità aerea. Sicuramente uno dei numi per gli italiani ma soprattutto il miglior esempio della passione reciproca tra Italia e Scandinavia nei primi trent’anni del novecento. Dal romanticismo modernista nordico degli anni giovanili sotto la guida di architetti come Ragnar Ostberg, che in seguito andrà anche a stuzzicare il giovane Moretti,
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a questa parentesi razionalista international del 1930 apparsa tra biblioteca di Stoccolma e municipio di Goteborg.
C’è un bel lotus international che illustra alcuni progetti giovanili:
Luca Ortelli, Tre progetti di Eric Gunnar Asplund, Goteborg 1917 e 1918, Stoccolma 1922, in “Lotus International” n. 61, 1989, pp. 6-23

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2 Responses to MEMORIE NORDICHE …

  1. stefano salomoni ha detto:

    Centro di Stoccolma (esiste un centro a Stoccolma?), tarda serata estiva (esiste l’estate a Stoccolma?) di circa dieci anni fa.
    Silenzio nordico interrotto da note musicali filo-mediterranee provenienti da un luogo non lontano.
    Nessuna sindrome in corso.
    Ci avvicinammo.
    Difficile a credersi, roba felliniana.

    Era la banda musicale dell’Alitalia.

  2. giancarlo galassi :G ha detto:

    Caro Emanuele,
    grazie per la memoria di quel numero di Lotus di trentamila anni fa e che mi toccherà ritrovare come soprattutto, a proposito di quel che scrivi, bisognerà rileggere

    Fariello F., L’opera di E. G. Asplund, ‘Architettura’, n. XXI, ottobre 1942

    ma quello che stupisce è che tra tanti articoli e quattro librini (Zevi, Capobianco, Alison, Adams) in Italia non ci sia una monografia con tutti i crismi storiologici (quali poi) dal titolo «Erik Gunnar Asplund 1885-1940».

    Io non ho certo l’ambizione di supplire in merito perchè 1- non sono uno storico; 2 – non sono un critico; 3 – sono nessuno, e se scrivo su un blog è perché ho ben chiaro che non è nelle mie corde fare Ricerca R grande, anzi te la dico meglio: voglio avere la libertà di fare la ricerca r piccola che più sento mi sia utile (vedi post n.0) e se poi magari torna utile anche a qualcun altro bene, comunque non la Ricerca per la Ricerca con i sacrosanti crismi della filologia come richiesto a ottimi cervelli universitari.

    La verità è che dopo venti anni di collaborazione con Adelaide Regazzoni e di approfondimenti disciplinari secondo un certo taglio teorico, mi ritrovo uno straordinario regolo calcolatore in mano (che non sono ancora capace di usare in tutte le sue possibilità) che è lo “strutturalismo” caniggiano, derivato e sviluppato “processualmente” dalla lezione della Scuola Romana (di parte della). Voglio proprio verificarne l’affidabilità su Asplund (qualcuno l’avrà già notato dalla piega presa dal post n.1)così come mi capita di verificarla nelle collaborazioni alla didattica che ho la fortuna di fare grazie alla fiducia che qualcuno ha in me (non sempre ben riposta e ho molti rimorsi in merito ).

    Se la facoltà di «leggere e ri-progettare la realtà», perché questo è il fine in 5 parole, si svolge con uno strumento abbastanza consumato perfino a detta di alcuni scolarchi, e forse non hanno tutti i torti, io invece voglio forzarne ancora le possibilità fino a rischiare di spezzarlo nella speranza di ritrovarmi una nuova punta sul moncone rimasto.

    Giancarlo Galassi :G

    ps.: comunque i tuoi commenti sono proprio il genere di risposte che speravo di trovare in questa scuola di scrittura collettiva sotto l’egida muratorina.

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