Maxxi commissariato dal ministero.
Non sono bastati 450mila visitatori e il 50% di autofinanziamento
Maxxi commissariato dal ministero.
Non sono bastati 450mila visitatori e il 50% di autofinanziamento
Maxxi commissariato, il Mibac:
«Necessario». Il museo: «Sorpresi»
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Benissimo, era ora!
Speriamo che facciano altrettanto con il Macro e le altre porcherie che infestano e dissanguano il nostro Paese per soddisfare i capricci di gentaglia ignorante che finge di esser colta perché produce e “capisce” ciò che non ha alcun significato.
A questi individui andrebbe dedicata la gag che ieri sera Gioele Dix ha fatto nel corso del programma ZELIG quando ha espresso perfettamente il senso delle opere d’arte contemporanea che vengono imposte nelle piazze delle nostre città.
Il denaro pubblico italiano deve tornare ad essere utilizzato solo ed esclusivamente per ciò che fa del nostro Paese la meta più ambita del turismo (colto e non) nazionale ed internazionale. Questi capricci idioti, se proprio necessari, dovranno farsi e gestirsi privatamente, poiché la stragrande maggioranza degli italiani non ha alcuna intenzione di continuare a pagare tasse per vedere il proprio denaro investito in obbrobri inutili e costosissimi
Il commento del signore ettore maria mazzola mi fa vendire i brividi per quanto è reazionario e qualunquista. Ciò non toglie che la gestione del maxxi è ridicola e nepotista. Cio vogliono molti più soldi per l’arte conemporanea, per fare in modo che non ci sia più chi dica corbellerie come quelli precedenti
caro Augusto, il suo commento è invece assolutamente ridicolo.
Se si documentasse meglio si renderebbe conto che in Italia si sperperano milioni di euro per immondizia spacciata per arte contemporanea, togliendo soldi al restauro ed alla custodia dei siti, monumenti e musei che, diversamente dall’immondizia che le piace tanto, sono quelli che attirano i nostri turisti. Aver speso 220 mln di euro per costruire ed allestire il MAXXI e spenderne 75 all’anno per tenerlo in vita, se permette è una vergogna senza precedenti.
Purtroppo, alla massa ignorante di pseudo-artisti al soldo di curatori e assicurazioni, che non è in grado di produrre opere d’arte degne di tal nome fa comodo spacciare schifezze per opere d’arte contemporanea e gridare accuse di qualunquismo e molto altro contro chi si fa portavoce della stragrande maggioranza della gente normale. Il peccato è che ci siano anche tante persone come lei (che farebbe meglio a firmarsi per nome e cognome, magari specificando la sua attività piuttosto che nascondersi) che si fingono intellettuali perché avrebbero la chiave di lettura di certe nefandezze.
Resti pure nel suo guscio, tenga pure le fette di prosciutto sugli occhi e non ascolti i commenti come quelli di Gioele DIx, sicuramente la nostra società ne trarrà beneficio, e i nostri monumenti potranno esser certi di continuare inesorabilmente a sgretolarsi perché non più attuali!
…”Ci vogliono molti più soldi per l’arte contemporanea..” Soldi di chi? Da nuove tasse? E perché ancora soldi a fronte di un pozzo senza fondo? A chi estorcere ancora? Caro Augusto, tanto per fare un esempio di quanto sia davvera disperata la situazione della gestione della “cosa pubblica” mi permetto di rammentare che già nel 2011 con un aumento delle accise sui carburanti l’ex ministro Galan ci ha fatto pagare il finanziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS…sovvenzioni pubbliche a cinema e dintorni..) ed ora finanzieremo la gestione dellla Protezione Civile con una accisa addizionale di 5 centesimi/litro….
Pare, per fortuna, che i nodi stiano venendo al pettine ..e forse…forse… ci libereremo dal dover pagare stipendi e prebende apersone come Pio Baldi & C che hanno gestito la pubblica proprietà (che è di tutti noi) nella maniera a tutti ormai evidente…
Sono un architetto, funzionario di un ente pubblico. Ho a che fare quotidianamente con la povertà culturale dell’italiano contemporaneo. La classe dirigente contmporanea mi fa ribrezzo. La collezione del maxxi è ridicola. Il termine di paragone è la Tate Modern: non c’è confronto, purtroppo. Non è con il passatismo come il vostro che l’Italia potrà rinascerere. Da ateo vi consiglio la prabola dei Talenti: non è conservando quello che ci è dato che diventeremo più ricchi. E sopratutto non aumentando il nostro piccolo, ridicolo benessere egoistico.
che fosse un architetto non ne avevo dubbio, solo gli architetti opportunamente lobotomizzati nelle facoltà di architettura sono in grado di dire e pensare certe cose. Il termine passatismo è la peggiore idiozia che sia stata teorizzata da imbecilli modernisti che, sapendo produrre solo edilizia, ergo non sapendo confrontarsi con l’architettura dei nostri avi, hanno accusato chi lo faceva in maniera sublime di essere passatista. I danni prodotti dalla completa adesione del movimento modernista al folle manifesto dell’architettura futurista di Sant’Elia sono immani. Il punto 8 del Manifesto recitava «(…) i caratteri fondamentali dell’Architettura Futurista saranno la caducità e la transitorietà. “Le case dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città”, questo costante rinnovamento dell’ambiente architettonico contribuirà alla vittoria del “Futurismo”, (…), e pel quale lottiamo senza tregua contro la vigliaccheria passatista».
Con questo delirante punto infatti, è chiara la follia del “santone” che, con i suoi postulati – e con i suoi seguaci – ha portato alla morte dell’Architettura in Italia e nel resto del mondo: sentenziare che l’Architettura debba essere caduca è un atto criminoso, lucido e premeditato. È infatti censurabile l’idea che si debba spendere costantemente denaro, pubblico o privato che sia, per costruire e ricostruire un edificio. Con queste scandalose sentenze, l’unico interesse patrocinato da Sant’Elia fu quello degli speculatori edilizi, super interessati alla realizzazione di edifici caduchi ed “essenziali”.
Ritengo assurdo non pensare alla durevolezza degli edifici ed al portafoglio dei committenti! Evidentemente a lei, in qualità di architetto, il problema economico non interessa, né tantomeno quello estetico. La cosa scandalosa però, caro signor Augusto, è che lei sia un “funzionario di un ente pubblico”.
La cosa mi scandalizza parecchio perchè, se lo avesse dimenticato, secondo il nostro Codice di Procedura Civile (Obbligazioni del Mandatario, art. 1710 (Diligenza del mandatario): «Il mandatario è tenuto a eseguire il mandato (2030, 2392, 2407, 2608) con la diligenza del buon padre di famiglia» (1176 – diligenza nell’adempimento), ergo lei dovrebbe comportarsi comportarsi come il “buon padre di famiglia”, ovvero a gestire il denaro altrui tendendo a ridurre le spese superflue, cosa che il presunto “riscatto dalla povertà culturale italiana” provoca di continuo, e il MAXXI e il MACRO ce lo hanno ampiamente dimostrato!
La prego quindi di riflettere a fondo sul suo ingiustificato complesso di inferiorità culturale italiano.
Tanto per farle comprendere quanto ingiustificato sia quel suo complesso d’inferiorità culturale, figlio delle stupidaggini che le hanno insegnato all’università, le faccio presente che io insegno in una prestigiosissima università americana, che fa svolgere il terzo anno e un semestre del master post lauream in Italia a tutti i suoi studenti, per imparare dalla nostra cultura architettonica e urbanistica come risanare il loro Paese distrutto dall’adesione totale ai dettami del modernismo di LeCorbusier e compagni (Negli anni ’40 vennero intenzionalmente acquistate tutte le linee ferroviarie e ferrotramviarie dalla principale casa automobilistica per essere smantellate e rendere possibile la folle visione della “Ville Radieuse” pianificata per fare gli interessi dell’industria automobilistica!).
Come la mia università, centinaia di altre università, americane e non, svolgono dei programmi a Roma e in Italia che vanno da 4 settimane ad un semestre … vorrà dire pure qualcosa no?
Vorrei quindi porle una domanda, l’ho già posta ad un paio di curatori di musei di arte contemporanea che, però, non hanno risposto: “chi lo ha deciso, e perché, l’arte e l’architettura contemporanea debbono escludere il lavoro di chi produca arte e architettura contemporanea in continuità con la nostra tradizione?”
A tal proposito le cito una frase che ebbe modo di dire all’inizio del ‘900 Maria Ponti Pasolini: «Noi in Italia più che altrove, ci crediamo intralciati dalla tradizione, la quale, per quanto gloriosa, pesa a molti come una cappa di piombo: la tradizione può essere, come il Manzoni disse dell’errore, un ostacolo contro il quale inciampa chi va alla cieca, ma per chi alza il piede diventa gradino»
Questo anche per ricordarle che lei, da impiegato di un ente pubblico dovrebbe mettere al primo posto della sua scala di valori il bene comune, e non la sua ideologia
Cordialmente
Ettore Maria Mazzola
Una sintesi della questione la si ripesca QUI con un pensaperfino link a una sintetica letterina del nostro blogger che qui gioca in squadra con Vittorio Sgarbi. Il gatto e la volpe.
Di fronte a argomentazioni tagliate a dir poco con il machete che c’è da aggiungere?
Già la GNAM boccheggiava mangiandosi con scarso profitto fondi su fondi (che nome azzeccato), assai poco visitata rispetto a musei contemporanei in altri lidi, ora ci abbiamo messo il MAXXI, il MACRO 1 e il MACRO 2 la vendetta al Testaccio.
Il ragionamento dell’Ettore (sempre incazzato!… e che è… fosse che ‘sto nome troiano gli sia presago della vanità dei suoi sforzi) mi fa venire in mente la collezione di Arte Moderna di proprietà dei Musei Vaticani (niente di che, spiccano forse – molto forse – un paio di Rouault, un pittore dimenticato da dio e pure dagli uomini). Per vederla mi mandarono apposta un custode per aprire stanze di cui nemmeno lui sapeva l’esistenza, c’è così tanto Altro in quel museo che le torme non hanno tempo e voglia di sturbarsi alla Stendhal sul contemporaneo.
Se, oh Italiani, abbiamo comprato dalla Hadid una scultura da 180 milioni di euro con la scusa che ce ne ricavasse almeno un museo da 6 milioni (che è più o meno questo il bilancio architettonico per spazi utilizzabili) che farne ora?
Ristrutturiamolo, anzi destrutturiamolo. Abbandoniamone tre quarti a se stesso, togliendo infissi e coperture e in supremo degrado nonluoghico godiamocelo come rudere, per sublimi esperienze di orrore metropolitano, per writer scatenati su pareti in calcestruzzo lisce come carta fabriano, per scorribande in skate sui sinuosi parapetti, per passatempi a rotta di collo di parcour scatenati…
AH AH AH… cough cough … AH AH AH (risata da pazzo!)
Giancarlo Galassi :G