REM SFONDA VENEZIA …

Megastore con vista su Rialto il progetto che divide Venezia

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14 risposte a REM SFONDA VENEZIA …

  1. Sergio Brenna ha detto:

    Certo l’ex Centro Direzionale di Milano, ridotto a fiera delle vanità dei nuovi potenti su chi ha l’edificio più alto della città (Catella/Hines: è l’antenna del mio palazzo progettato da Pelli; Formigoni: no, è il mio progettato da Pei, perché anche se ha qualche decina di metri in meno, l’ultimo è un piano realmente abitabile), non ha l’importanza storico-monumentale degli edifici sul Canal Grande di Venezia. Eppure sorprende come pochi giorni fa il Consiglio comunale abbia approvato, praticamente senza discussione e con la sola astensione in sordina di due consiglieri di maggioranza, la trasformazione di 20.000 mq di superficie utile nel punto più centrale della NuovaMilanoDaBere, previsti originariamente come spazi di interesse pubblico (Palazzo della Moda, Palazzo delle Idee, ecc.), in mega shopping-center. Il tutto a fronte di maggiori oneri urbanizzativi per 2,3 milioni di Euro, scartando le ipotesi di collocarvi il Museo della Memoria, la Sala Civica, il Museo di Arte Contemporanea. Ormai il consenso dei Comuni anche maggiori, oberati da bilanci sempre più affamati e traballanti, lo si conquista con un tozzo di pane! E le scelte sull’immagine e le funzioni che debbono caratterizzare l’assetto urbano sono sempre più sottratte al confronto pubblico con la cittadinza.

  2. ff ha detto:

    La star come grimaldello? Forse è più che altro un problema di serrature.

  3. stefano salomoni ha detto:

    Con la speranza che il fine ultimo di questo lavoro possa affiancarsi a quelle investigazioni into artificially intelligent architecture, come la serie Generator di Cedric Price (spanning the stepping stone).
    …Già si distinguono sentiti lamenti…’Aridatece le Barene’…

  4. Mauro Cammarelle ha detto:

    Se gli elementi di pregio dell’edificio saranno conservati meglio, un bel terrazzo panoramico non ha mai fatto male a nessuno. Tutto sommato il tetto è la parte meno visibile dell’architettura… mentre logge e terrazzi amplificano il rapporto tra edificio e città!

  5. A-clan ha detto:

    “La chiave di questa resa incondizionata è nell’articolo 5: il gruppo Benetton si impegna a versare al Comune entro il 30 dicembre 2012 “un contributo in denaro a titolo di beneficio pubblico di sei milioni di euro”, ma solo a condizione che il Comune rilasci tutti i permessi necessari entro 12 mesi e che tutti i lavori si concludano in 48 mesi, senza di che l’intero importo dovrà essere restituito, e con gli interessi. In altri termini, per assicurarsi piena e veloce ubbidienza, Benetton versa nelle esauste tasche del Comune una sostanziosa mancia. ”

    Come si chiama questa operazione? Propongo Concu-corru-ccù-Zione

  6. waferboards ha detto:

    un architettura è solo la sua facciata?!
    questo mi viene da rispondere a chi sostiene che ci troviamo di fronte a un intervento conservativo e rispettoso.

    Ciò che viene in mente a me,modestamente,è che ormai l’architettura viene giudicata abitualmente con parametri pubblicitari,con l’auditel per così dire.. più un edificio “buca lo schermo” o è visibile e riconoscibile..tanto più si tratta di buona rchitettura.

    Peccato che il Canal Grande (o il palazzo ex-Unione Militare di via del Corso a Roma,per fare un paragone scontato) non siano l’intervallo del Superbowl

  7. filippo de dominicis ha detto:

    Speriamo che dopo aver impedito a Wright e a Le Corbusier di lasciar tracce…

  8. pasquale cerullo ha detto:

    Ci vedo bene? una scala mobile sospesa sul cortile che bypassa le logge? Un intervento che comporta uno stravolgimento strutturale e corrompe l’integrità visiva del complesso.
    Non ci credo, è uno scherzo… 200 anni di studi sul recupero, su veti di etsremismo conservativo (Wright Le C… come già ricordato) e poi? Allora ben venga l’acqua alta, alta alta sino alle scale mobili…

  9. Sergio Cardone ha detto:

    Cos’è che aveva scritto Marin Sanudo a proposito del progetto di Fra’ Giocondo per il mercato di Rialto? “Fra Ziocondo, qual non è qui, et loco non capisse”.
    Corsi e ricorsi storici.

  10. Mauro Cammarelle ha detto:

    Non tutti i mali vengono per nuocere, l’edificio sarà consolidato e visibile. Le parti nuove riconoscibili. Ora, immaginatelo affidato alla Soprintendenza… Nel migliore dei casi un restauro mimetico con rifacimenti “in stile” delle parti mancanti. Fine lavori tra tre decenni. Apertura al pubblico chissà quando. Rigorosamente chiuso nelle feste comandate.

  11. Pietro Pagliardini ha detto:

    Non ho capito se l’edificio viene svuotato, ho solo capito la terrazza e il resto non me lo voglio nemmeno immaginare, conoscendo l’autore.
    Mi fa invece inorridire e sorridere allo stesso tempo la proposta indecente di Benetton del “premio di accelerazione”: mi fa inorridire perché significa che chi ha i soldi potrebbe avere, anche in futuro, una corsia preferenziale, come se il Comune fosse una macchina a noleggio, più pago e più veloce la prendo; mi fa sorridere perchè questo dimostra l’inefficienza totale del sistema dato che per avere un permesso di costruire in tempi ragionevoli devo pagare l’incentivo. E’ una situazione paradossale che dimostra il livello di degrado della pubblica amministrazione e la forza mostruosa della burocrazia con le sue leggi inestricabili.
    E’ la riprova che più leggi ci sono più la corruzione trova alimento, e non l’inverso, anche se di forma di corruzione legalizzata si tratta.
    Qui non siamo nella situazione di un comune in cui si presenta un’azienda che dice: caro sindaco, io vorrei aprire una fabbrica con 100 dipendenti. Trovami un’area che costi poco altrimenti vado in un altro comune. A quel punto si fa una scelta e il sindaco saggio, e non per questo corrotto, se esistono condizioni localizzative giuste fa una variante al piano, nell’interesse della sua comunità.
    In fondo anche il PRG è nè più nè meno che una variante a quello precedente.
    ça va sans dire che in mezzo a tutte queste questioni numismatico-burocratiche il progetto resta sullo sfondo, quasi un accessorio, anche a Venezia. Almeno fino a quando non verrà costruito
    Saluti
    Pietro

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