HDM, prezzi modici …

“Mille lire. Prezzi popolari.

A presto,”

Filippo De Dominicis

………………….

fa una certa impressione …

ritrovarsi, improvvisamente,

nello scaffale … antiquaria

comunque, … grazie Filippo …

P.S.

a ripensarci “MAGAZINE” era proprio una gran bella cosa …

e FORMA & MEMORIA un’avventura straordinaria …

qualcuno, prima o poi, dovrà pur farne un libro …

magari un film …

“Pino & Ricky, attenti a quei due”

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5 Responses to HDM, prezzi modici …

  1. efisio pitzalis ha detto:

    io so che la prima volta che sono venuti a roma pino (pasquali) ha pagato loro la cena…. chissà se se lo ricordano

  2. efisio pitzalis ha detto:

    E comunque io starei attento pure a Ricky… l’unico di cui mi fido sono io….

  3. Sergio Brenna ha detto:

    Fonti bene informate mi assicurano che la scelta dell’affidamento a HDM della nuova sede della Fondazione Feltrinelli a Milano Porta Nuova è avvenuta a seguito del “casuale” incontro di uno dei due con Carlo Feltrinelli nella hall di un hotel di Ginevra. Mi è tornato in mente l’aneddoto secondo cui Ponti si recava spesso nella hall dell’aeroporto di Linate chiedendo che annunciassero all’altoparlante che “l’architetto Ponti era atteso al banco”. Il fama così circolava tra la clientela danarosa dell’epoca: oggi con la diffusione dei voli low cost bisogna cambiare location, ma il metodo mi pare sempre quello!

  4. Alberto56 ha detto:

    La rivista sarà pure interessante e anche l’esperienza ma fine a se stessa…nel senso che non è diventata nulla se non un’occasione per dire al bar con gli amici ” ma lo sai che io ho invitato H & M quando non li conosceva nesssuno???”…no dico e sti cavoli…è la solita storia di questi borghesi romani annoiati che fanno dell’architettura un aperitivo nei salotti buoni con due poltroncine meravigliose e due signore, straricche pure quelle, che non capiscono nulla, ignoranti come zappe, e che oggi come allora se digeriscono tutto…e gli architetti poi… tutti si incontravano li e si dicevano quanto sei figo…no no sei più figo tu….La verità è che sia a quello che ha fatto la rivista e i magazzini,sia e a quelli che frequentavano non gli interessava e non gli interessa l’architettura ma solamente la vanità…sembra di stare in un romanzo di Tom Wolfe.

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