Sollievo all’EUR: gli Archicefalici salvano la Nuvola …

Dalla quarta di copertina

«La crisi del capitalismo occidentale
investe il mondo dell’architettura raccomandando sempre la stessa
ricetta: controllare i flussi d’investimento del settore. Ma che ne è a
queste condizioni delle scatenate fantasie spaziali dell’architetto
contemporaneo? Può lo stendardo ideologico del liberismo sfrenato
essere riconosciuto come finalmente esteso anche al mondo costruito? Si
può debellare un dirigismo economico orientato al bene comune in modo
che mai più inibisca e frustri quella creatività infantile che è stata
di tutti fino ai dodici anni ma di cui solo l’architetto è, a buon
diritto, il più alto rappresentante superati i sessanta? Solo
l’integrazione nel mercato della possibilità di realizzare i più
inutili giochi di volumi sotto la luce nel nome di un esistenziale
movimento dello spazio può favorire l’annichilimento di ogni possibile
noiosa prospettiva culturale e intellettuale ed estendere così anche
agli spazi pubblici quello spirito da entertainment che la cultura
televisiva ha assai proficuamente diffuso da venti anni negli spazi
privati».

Giorgio Muratore e Falso Cascioli

Compendio di

Genialità Volubile e normative di mercato delle Opere Pubbliche

Maggioli Editore, 2011, 152 p., ill., brossura, € 18,50

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5 Responses to Sollievo all’EUR: gli Archicefalici salvano la Nuvola …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    La cosa grave è che il “simpaticissimo” Fuksas, nonostante l’evidente dimostrazione dell’opposto a livello planetario, recentemente ha sostenuto che per risollevare le sorti del Paese si debba investire sulle “grandi opere” e le archistar!
    Il suo costosissimo capriccio/flop dell’EUR, il fallimento totale del MACRO (con tanto di direttore licenziato), la fallimentare operazione MAXXI, l’assurdo caso del Ponte di Calatrava a Venezia,, quello ancora più assurdo del Ponte sullo Stretto, ecc. dimostrano che queste scelte sono da escludersi a priori. Basta con le “Grandi Opere”, diamo avvio a delle “Opere Grandi”. Ovvero basta con queste cattedrali nel deserto fini a se stesse ed utili alla società dello spettacolo, diamo inizio a delle opere meno spettacolari ma realmente utili a dare dignità e vivibilità a città e quartieri resi disumani dalla speculazione edilizia, alimentata dall’ignoranza, dalla presunzione e dall’arroganza degli architetti “modernisti”.
    Personalmente sono davvero stufo di sapere che le mie tasse vadano in parte a rendere possibili (e a mantenere in vita) i capricci patetici di certi individui

  2. ctonia ha detto:

    C’è anche il cd-rom allegato? :-)

  3. Pietro Pagliardini ha detto:

    Bisogna riconoscere che l’espressione “genialità volubile” rilasciata da Condotte per definire evidentemente le variazioni progettuali di Fuksas è estremamente intelligente e calzante.
    Immagino un grande tavolo ovale con intorno avvocati, tecnici e responsabile dell’opera in riunione a preparare una adeguata risposta in equilibrio tra il progettista, l’amministrazione e l’opinione pubblica ma che giustificasse ovviamente i ritardi scaricandoli sull’architetto.
    Immagino la soddisfazione di colui, probabilmente un avvocato, che ha tirato fuori questa felicissima espressione e gli altri avvocati subito dopo ad analizzarne le possibili interpretazioni e le conseguenze. Forse, chissà, era presente anche un esperto di comunicazione.
    Avranno convenuto immagino, che la negatività di quel “volubile” fosse largamente bilanciata dalla forza positiva di “genialità”. Ma penso che il dibattito sia stato aspro, ma certamente di altissimo livello linguistico e comunicativo, sull’anteporre eventualmente “volubile” a “genialità”: “Volubile genialità” o “Genialità volubile”.
    Riflettendoci hanno fatto la scelta perfetta perché “genialità volubile” ha il pregio di focalizzare prima l’elemento forte e positivo (l’ego ma anche l’opinione pubblica è accontentato), ma anche il difetto (o pregio), andando in discesa, di lasciare un retrogusto di volubilità che spiega, a parere di Condotte, le cause del ritardo. Le grosse imprese sono grosse anche per questo.
    Seghe mentali? Non superiori a quelle degli “intenditori” di vino.
    Saluti
    Pietro

  4. giancarlo galassi ha detto:

    In effetti l’impressione è forte.

    Altrettanto l’invocazione stile Santi Faivaghini evocati da Fuksas quando addirittura da’ la colpa al numero degli operai, al fatto che Condotte dovrebbe costruire strade e non edifici… insomma a tutti meno che alle previsioni di fattibilità del suo progetto.

    Tutto ciò potrebbe suonare, soprattutto a chi del mestiere, come sinonimo di inaffidabile, di inattendibile e in definitiva, di incompetente.

    Ma a Condotte, come a ragione sottolinea Pietro nel suo ottimo post che avevo in testa di scrivere anch’io (ma non mi sarebbe riuscito così bene), avranno preso le loro precauzioni legali.

    Però però, come ironizza Cazzioli: che figura di…

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