Il maestro dei maestri? …
o il capo dei capi? …
Il maestro dei maestri? …
o il capo dei capi? …
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Eredità problematica, diciamo…
Sicuramente un capo-scuola di cui credo si senta la mancanza: dico uno capace di fondare una scuola – IUAV – e di svilupparla premiando e chiamando direttamente i docenti migliori su piazza: forse a quei tempi era possibile, poi è venuta la burocrazia e il dover sistemare le persone nel parcheggio dell’università pubblica.
Come architetto progettista, non lo ritengo un maestro, al contrario di Ernesto Rogers che invece fu l’uno e l’altro (maestro e caposcuola).
In ogni caso, ce ne fossero ancora uomini così. Oggi in facoltà prevale il servo ma il problema è che non c’è più il capo.
ciao
c
Sì, ctonia, direi molto problematica. Può darsi tu abbia ragione sul Samonà capo-scuola, inteso nel senso di organizzatore di scuole, am sul progettista è proprio un cattivo maestro. Quel progetto dell’ampliamento del Parlamento, mi pare, già da quando uscì, apparve davvero incommentabile. Definiamolo instabile.
Eppure era pubblicato ovunque, se ben ricordo perfino su qualche quotidiano (il bianco e nero si prestava, unito al fatto che si parlava di Parlamento). E, willy-nilly, i progetti sono poi quelli che dettano la tabella di marcia, che insegnano, che incidono per imitazione. Certo, questo non era nemmeno tanto imitabile, però quel senso di astrazione totale dal reale c’è e fortissimo e anche lui ha portato la sua acqua al mulino della creatività e della “tana, liberi tutti”.
Ciao
Pietro