RIETVELD IN FIERA …

Da Pietro Pagliardini: …

“A proposito di Rietveld, oggi passeggiando in Fiera Antiquaria ho visto in bella mostra sotto le Logge del Vasari questa sedia rossa e blu. Ho pensato subito ad Archiwatch. I suoi colori lucenti la fanno notare da lontano ma alle 12 di stamani ancora era invenduta, dopo un giorno e mezzo di esposizione. Non so quanto costi, non lo chiedo mai se non voglio comprare, per non illudere il venditore.
L’impressione che comunica da vicino, oltre all’indubbio fascino della essenzialità delle forme e dei contrasti di colore, è di grande instabilità e debolezza. La ricerca di purezza e uniformità dei pezzi che costituiscono gambe e traversi ha costretto ad affidare la connessioni tra questi elementi (presumibilmente, perché non lo sapeva nemmeno il venditore) a giunzioni a spine e colla (viti non se ne vedono, incastri neanche a parlarne), troppo poco per un uso da sedia, e immagino che la mancanza di “controventi” la renda alquanto oscillante in senso trasversale, in specie in quei braccioli alti e a sbalzo che penso provochino, ad ogni seduta e alzata, un movimento torsionale che alla lunga, anzi alla breve, la sconquassi e la allenti fin dalle “fondamenta”. E’ una ipotesi questa perché non ho certo chiesto di provarla né di scuoterla un po’ con le mani, anche se ne avrei avuto una gran voglia! A meno che l’arte del progettista-falegname non abbia inventato un sistema che io ignoro.
Un bel soprammobile da mettere in un angolo con un cartello “Si prega di non sedersi”, un quadro di Mondrian a tre dimensioni.
Saluti

Pietro

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5 Responses to RIETVELD IN FIERA …

  1. alzek misheff ha detto:

    Sono d’accordo con PIETRO …(Se non si dice che si rinuncia a qualcosa, inclusa la post-modernità, ma anche a tutti i padri della modernità, non si capirà mai niente.)

    ALZEK

  2. sergio43 ha detto:

    Però una volta su quell’accrocco tricolore mi ci son seduto! Una Ditta Cinematografica aveva messo all’asta, dentro un capannone di Cinecittà, tutta la sua mobilia, quadri, soprammobili di ogni epoca ed età che erano serviti a scenografi, registi e architetti per allestire le scene di film in costume, storici, comici, telefoni bianchi e neo-realistici. Era come trovarsi nella Grotta di Alì Babà! Riconoscevi lì la sedia curule di “Scipione l’Africano”, là un grazioso soprammobile di un film di Totò. Un assoluto divertimento! Poi davanti a te la sedia di Rietveld! La vernice era un pò scrostata e l’aspetto polveroso. Ridendo un pò sgangheratamente con mio cognato che mi aveva accompagnato, mi son seduto sul trespolo, immaginando la tortura che spesso i prodotti moderni fanno subire ai nostri sensi….Aoh! O le mie terga non erano abbastanza sofiste oppure dovevo rivedere qualcosa ma su quella poltrona ci si stava da Dio!

  3. isabella guarini ha detto:

    Pietro pagliardini ha evidenziato una problematica mai messa in evidenza che riguarda la realiozzazione della sedia e la soluzione dei nodi . Si è messo in evidenza l’ismo estetico, neoplasticismo, ma non la tecnica che la sedia nasconde. Anni or sono, alcuni miei studenti, disegnatori d’architettura, produssero un modello della sedia di Garrit Rietveld: Fu un interessante esperimento perché venne fuori la necessità di realizzare dei nodi resistenti ma non visibili, in modo da non modificare l’essenzialità dei componenti geometrici, con giunzioni a scomparsa.Del resto anche la vecchi Thonet non mostrava le giunzioni!

  4. liuk ha detto:

    alla mostra al maxxi ce ne sono varie su cui sedersi -non mi è sembrato che oscillasse, sinceramente, del resto, come afferma isabella guarini, anche le più classiche delle sedie in legno non hanno controventamenti. inoltre al maxxi c’è il laboratorio dei bambini con i modellini in legno per ricostruirla in scala e una poltrona smontata in tutti i suoi pezzi a dimensioni naturali, effettivamente con le spine di legno… qualche anno fa aiutai un amico non architetto a ricostruire nelle giuste proporzioni una sedia di breuer che aveva visto a berlino al museo del bauhaus, realizzata con lo stesso sistema di listelli 3×3 e piani di multistrato; noi qualche vite l’abbiamo messa, in punti abbastanza nascosti. è ancora in perfette condizioni e sembra assai resistente…

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