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Cento anni fa … Ludovico …
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Tra Ludovico e Saverio mi sono sentito, da studente, come Ulisse tra Scilla e Cariddi e la lotta non è ancora finita e forse non finirà mai, attratto dall’uno e dall’altro. Il viaggio avventuroso in mare aperto dell’uno e il ricordo e la nostalgia per il porto sicuro dell’altro. Anche questo blog è il luogo omerico dello scontro e della lotta. Qui ed ora, in questo momento della nostra storia, insicuri della rotta da prendere, ci accapigliamo tra due posizioni: una che non si arrende e vuole scoprire e indagare e l’altra che anela, delusa dagli errori e dagli orrori, il ritorno a casa. Io invece vorrei la quiete e la sostanza di chi, reso saggio dalla conoscenza che il mondo è vasto ma che tuttavia una piccola isola è sufficiente a rappresentarlo tutto, è capace di rimposessarsi del passato, conscio però che non è più l’uomo che era partito e che nuove esperienze e nuovi triboli lo hanno trasformato. Un uomo che, come il Poussin qui accanto riprodotto, reinterpreta un mondo scomparso e, con chiarezza, logica e ordine, senza passioni frastornanti, lo trasforma e ce lo rende sotto una nuova luce. Quanta retorica, vero? Solo per dire che l’architetto non è un pittore che su di un tela o su di un muro, stende e racconta con le terre ccolorate e con i tubetti le emozioni dei suoi tempi ma un artefice che si scontra in ogni momento con l’esistente materiale e con il possibile e l’eventuale e ogni volta deve dare l’interpretazione più giustam e corretta, sia se debba resuscitare, con rispetto filiale, la stanchezza di un vecchio edificio o contesto sia se debba rompere vecchie abitudini avendo scoperto con Eraclito che “non ti bagnerai mai due volte nello stesso fiume”.
Non ho conosciuto Quaroni che, però, ho cercato di studiare. Recentemente uno degli animatori del gruppo ” passeggiate romane” – un architetto , che è capace di parlare degli edifici che attraversiamo nel nostro passaggio facendoci ” vedere” la realtà sociale e culturale che hanno prodotto i singoli esiti architettonici- timidamente, mi ha consigliato di leggere Immagine di Roma. Mi è parso un testo bellissimo e ,almeno per me, anche attuale per essere stato scritto da un architetto che oggi avrebbe 100 anni. se fossi nata solo 10 anni prima forse l’avrei potuto incontrare, peccato che oggi per Quaroni si intenda solo un indirizzo universitario.. simo.