Da Eduardo Alamaro: …
“Cari muratorini,
voi amate la bellezza delle antiche città d’Italia, si sa, lo so, chi non sa.
E per questo nobile motivo che vi scrivo di Sergio Rizzo, quello della premiata
ditta “Stella & Rizzo”. Stamani a Napoli, al teatro Trianon a Forcelle, Rizzo
ha fatto rizzare di gioia il suo pubblico.
Applausi, molti applausi per uno spot de “I Vandali”, ultima sua fatica,
chiaramente ispirata, nel titolo e nel taglio giornalistico, al classico del
Cederna che fu: “I Vandali in casa”.
Efficaci le immagini, brevi i suoi commenti. Applausi, molto applausi …
consensi con molti sensi in sala del pubblico Pd accorso per le amministrative
prossime venture e d’avventure di Napoli comunale.
Simpatica manifestazione (che è durata tutta la giornata, con un centinaio di
interventi – anche di livello nazionale- di cinque minuti max cadauno). Molti i
giovani, molti i rottamatori, ritmi televisivi. Bravi gli organizzatori, bravo
Francesco Nicodemo per questa sua creazione, format incluso: “Prossima Fermata:
Napoli”. Sottotitolo: “Napoli è viva, il futuro è Mo’ ”. (Mo’ significa sia
Morcone, candidato sindaco Napoli del centro sinistra … che Mo’ come Adesso,
sempre a proposito di dialetti e diletti nostri, Isolabè).
Fuori dal teatro, nell’intervallo, al bel sole di aprile, ho rivolto questa
domanda al Rizzo: “Scusi, permette: la prossima fermata vostra qual è?
“Non capisco …”, mi fa sorridente…
“Si”, dico, “la formula giornalistica de I Vandali della bellezza -glielo dico
da affezionato vostro lettore e studioso della materia- è stanca, ripetitiva …
tutto sommato inefficace, vendite giornali e libri a parte …”.
“Ma allora che facciamo? Non denunciamo più? Non scriviamo più … ci ritiriamo
in convento?”, mi fa.
“No, tutt’altro …”, gli ho risposto. “bisogna anzi raddoppiare la dose, …
precisare il tiro, … entrare di più nei singoli contenitori … e nei contenuti,
che mancano”.
“E cioè”, mi fa…..
“Guardi qui intorno: lei stamani sta perdendo un’occasione giornalistica:
questo dove ci troviamo è un cimitero Unesco, … contenitori in cerca di
contenuti: l’Ospedale Ascalesi qui di fronte è in dismissione; idem quello dell’
Annunziata che sta dietro; … dimesso da anni pure il vecchio Castello
aragonese, già nobile sede per quattro secoli dei Tribunali di Napoli, … potrei
continuare: qui intorno è tutta una dismissione senza nuova finzione, … un
cimitero di indotto e di produzioni, lo sa? … lo sa che non ci sono progetti
sonanti e in contanti?, … che siamo in un ritardo spaventoso … che non ci sono
le condizioni per l’investimento … che qui crolla tutto, anzi già è crollato …,
lo sa?”
“Eh si, lo so, .. lo so …”, mi fa …
“E se lo sa, si dovrebbe essere giornalisticamente meno-pigri … scrivere le
cose da dentro , … udire i lamenti de le voci di dentro …., le pietre parlano
… Le do un titolo complessivo: “Contenitori antichi, contenuti …”
“… contenuti nuovi…”, mi interrompe sorridendo.
“No, meglio, più incisivo…”, gli dico: “Contenitori antichi, contenuti futuri”
…
Mi guarda, mi dice: “Si funziona: contenitori antichi, contenuti futuri, … ma
ora devo andare … devo prendere il treno alla 14.40 … la saluto e … ci
penserò”.
Rizzo, pensa, guarda, stupisci: com’è ridotta st’Italia pe’ tte, … pe’ te fa
scrivere!!!
Saluti serali,”
Eldorado





Caro Eldorado, dalle mie parti si dice mò e pò. Cos’ mianonna ripeteva per farci uscire dalla pigrizia, che ci assale quando diobbiamo eseguire un ordine,.
Caro Eldorado, dalle mie parti si dice mò é pò. Così mia nonna ripeteva per farci scuotere dalla pigrizia, che ci assale quando dobbiamo eseguire un ordine. Il mò è rassicurante, ma nel dirlo ci riserviamo di allontanarlo dal tempo reale, proiettandolo nel futuro. Contenitori antichi e.. contenuti futuri!
Non credo che la premiata ditta Rizzo-Stella seguirà l’ottimo consiglio dell’ottimo Eduardo. Indignez-vous? Mah… Siamo un paese teatrale e teatrante; ci salverà un singolo cittadino che fa il suo dovere. Noioso ma efficace.
saluti e buona domenica
c
senti eldorado, quando non eccedi in righe(e succede raramente), forse ti si può anche leggere, ma quel “cari muratorini” con cui inizi ogni copiosa lettera fà veramente vomitare.
– “Pronto, … chi parla? Eldorado? … Siente Eldorà, quel “cari muratorini” sfuttente con cui inizi ogni copiosa tua letterina … fa veramente vomitare, anzi -meglio- vummeccà, ‘e capitoo!!!”. Firmato: Mara doce-doce avvelenata.
– Risposta: “Piccerè, pigliate ‘na pastiglia, ‘na camomilla, ca staje troppo nervosa … alla faccia e alla fracchia del bicarbonato di sodio e del tricarbonato di potacchia!
Però, a pensarci bene: Mara, mi piaci così, strapazzami! Sei doce-doce, troppoduce, troppotruce, … mantieniti sempre così: netta, sintetica e … sobria. cu mme!
Non demordere, anzi mordimi sempre di più su questo bbloggo: Mara, mozzeca, mozzecami… per un Eldorado possibile et eventuale tutto tuo, .. ca po’ te scrive letterine costruttive sulo pe’ tteh, … pe’ tteh fa’ vummeccà architetture sempre de cchiù- cchiù, in esclusiva, .. organiche-orgoniche!!
‘O blogg è bello pe’ questo, … è sempre a rischio … è fatto a imitazione di nostro Signore Gesù Cristo che, inchiodato sulla croce della partecipazione web, rassegnato e assegnato disse alle pie donne edeliziose, ca stavano a sotto: “Va a ffà bbene, muor’acciso dint’a ‘nu bblogg!!”
Besos serali, Eldorado