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E accanto c’é pure una delle rotonde delle Terme di Diocleziano, sorella delle altre due più fortunate trasformate la prima in Chiesa e l’altra in sala museale. Qui “Manco la vergogna”! Quanti buchi neri e maleodoranti in questa Roma Capitale! Nessuno ha qualche idea? Ultima curiosità: chi è il proprietario indegno di tanto scempiato gioiellino?
sino a pochi anni fa, pensare di addentrarvisi era pura e semplice fantasia, poichè il luogo immortalato nel film “il segno di Venere” (1955 ita Regia:Dino Risi), era presidiato da un losco individuo agli arresti domiciliari con tanto di corte dei miracoli, prostitute, clandestini, dentisti filippini improvvisati etc.. (il sottoscritto è stato “gentilmente” invitato a non provare più a nutrire velleità di visita), ed il tutto a due passi dal Viminale (?!?).
Qualche mese fa, ho ritentato un blitz mentre alcune persone stavano portando fuori delle masserizie e le stesse mi hanno permesso di entrare visto che i locali erano stati liberati dagli affittuari.
La struttura (a yestimoniarlo ci sono 4 brevi video su youtube) è in uno stato di assoluto degrado nonostante sopravviano le testimonianze dell’apparato decorativo originario dell’atrio con la scala, delle antiche volte e della pavimentazione musiva dei diversi spazi adibiti ai diversi dervizi offerti ai viaggiatori sin dall’epoca dei convogli alimentati a carbone (polvere nera annessa).
Nel buio che avvolgeva il rsto degli ambienti mi sono avventurato sino al piano superiore dove esiste ancora un bagno turco rivestito in marmo con piccola fontana centrale.
La vecchia Casa del Passeggero è di proprietà del Pio Istituto di assistenza San Michele e sino a qualche anno fa era nelle mire della Boscolo (proprietaria dell’hotel Exedra che ha inglobato il cinema Modernetta in veste di vezzosa Hall della nuova lussuosa struttura ricettiva) con la triste prospettiva di ricavarne un lussuoso e moderno centro benessere a servizio dei facoltosi clienti dell’albergo.
O lo cedono alla catena di alberghi Boscolo che ha le “mire” (sic) di farne un “lussuoso e moderno centro benessere” (sic bis) a servizio dei “facoltosi” (sic ter) clienti oppure lo cedono alla Caritas per farne, rinnovando lo scopo isituzionale della proprietà, un “Pio Istituto di Assistenza” per “poveri metropolitani, vecchi abbandonati come le due vecchine di Piazza dei Cinquecento, sbandati in fuga, schiavi messi in posa con le loro tragedie sugli sporchi marciapiedi di Via Nazionale dai loro spietati aguzzini” (sic quater, questo sic è mio). Sia che vinca lo spirito imprenditoriale, sia che vinca lo spirito della carità, fate qualcosa affinchè non venga sempre offeso il personaggio più debole di questa storia, il semplice cittadino romano che vorrebbe vivere in una “civitas” (tema della parola civiltà).